Lo studio si concentra sull’insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata, una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace, ma la frazione di eiezione rimane normale. Il trattamento in esame è la colchicina, un farmaco che viene confrontato con un placebo. La colchicina è comunemente usata per trattare la gotta e altre condizioni infiammatorie, ma in questo caso, si sta studiando il suo effetto sull’insufficienza cardiaca.
Lo scopo principale dello studio è valutare come la colchicina influenzi lo stato di salute legato all’insufficienza cardiaca, utilizzando un questionario specifico chiamato Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire. I partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo massimo di sei mesi. Durante questo tempo, verranno monitorati per vedere se ci sono miglioramenti nei sintomi dell’insufficienza cardiaca rispetto a quelli che ricevono il placebo.
Lo studio mira a determinare se la colchicina può migliorare la qualità della vita dei pazienti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata. I risultati potrebbero fornire nuove informazioni su come gestire meglio questa condizione. La ricerca è prevista per concludersi entro il 2026.

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