Lo studio riguarda la fecondazione in vitro (IVF) e l’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI), con trasferimento dell’embrione nello stesso ciclo. L’obiettivo è confrontare due protocolli per supportare la fase luteale, che è il periodo dopo l’ovulazione. Uno dei protocolli utilizza un agonista del GnRH per l’induzione e il supporto, mentre l’altro utilizza l’induzione con hCG e il supporto con progesterone vaginale. L’agonista del GnRH è un tipo di farmaco che stimola il rilascio di ormoni necessari per l’ovulazione.
Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti per vedere quale porta a un tasso più alto di nascite vive dopo 22 settimane di gravidanza. I farmaci coinvolti includono progesterone, follitropina beta, follitropina alfa, ganirelix, nafarelina, triptorelina, coriogonadotropina alfa e cetrorelix. Alcuni di questi farmaci sono somministrati tramite iniezioni sottocutanee, mentre altri possono essere somministrati come spray nasale o capsule vaginali.
Lo studio mira a dimostrare un aumento del tasso di nascite vive con l’uso dell’agonista del GnRH rispetto al protocollo di riferimento. I partecipanti saranno seguiti per valutare vari aspetti della gravidanza, come l’impianto dell’embrione, la gravidanza clinica e eventuali complicazioni. Lo studio si svolgerà per un periodo di tempo definito, con l’inizio previsto per ottobre 2023 e la conclusione stimata per maggio 2027.

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