Lo studio clinico si concentra sulla gestione del sindrome vasoplegica, una condizione che può verificarsi durante interventi di chirurgia cardiaca con l’uso di circolazione extracorporea. Questa sindrome è caratterizzata da una bassa pressione sanguigna che non risponde bene ai trattamenti standard. Lo scopo dello studio è confrontare due strategie per ottimizzare la pressione sanguigna: l’uso di vasopressina e l’uso di noradrenalina. La vasopressina è un farmaco che aiuta a restringere i vasi sanguigni, mentre la noradrenalina è un altro farmaco che stimola il cuore e i vasi sanguigni per aumentare la pressione sanguigna.
Durante lo studio, i pazienti che si sottopongono a chirurgia cardiaca e che sono a rischio di sviluppare la sindrome vasoplegica riceveranno uno dei due trattamenti. L’obiettivo principale è vedere quale dei due farmaci è più efficace nel ridurre le complicazioni renali e la mortalità entro sette giorni dall’inizio della sindrome. I partecipanti saranno monitorati per eventuali complicazioni renali, che possono includere l’insufficienza renale acuta, e per la necessità di terapie di sostituzione renale.
Lo studio prevede anche di osservare altri tipi di complicazioni, come quelle cardiache, digestive e cerebrali, fino a 90 giorni dopo l’inizio della sindrome vasoplegica. Inoltre, verrà valutato il numero di pazienti che necessitano di un trattamento di emergenza con noradrenalina e la quantità totale di farmaco utilizzata. I risultati aiuteranno a determinare quale strategia di trattamento è più efficace e conveniente per i pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca con rischio di sindrome vasoplegica.

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