Lo studio si concentra sulla prevenzione della preeclampsia, una condizione che può verificarsi durante la gravidanza e che può causare pressione alta e danni ad altri organi. La ricerca è rivolta a donne con gravidanze gemellari. L’obiettivo principale è capire se l’uso di aspirina a basso dosaggio possa ridurre l’incidenza della preeclampsia precoce, che richiede il parto prima delle 37 settimane di gestazione.
Nel corso dello studio, le partecipanti riceveranno compresse di aspirina 75mg o un placebo, che è una sostanza senza principi attivi, per confrontare i risultati. Le compresse di aspirina sono progettate per resistere all’ambiente acido dello stomaco, rilasciando il principio attivo nell’intestino. Lo studio è condotto in modo che né i partecipanti né i ricercatori sappiano chi riceve l’aspirina o il placebo, garantendo così l’imparzialità dei risultati.
Lo scopo è determinare se l’aspirina possa effettivamente ridurre il rischio di preeclampsia nelle gravidanze gemellari, migliorando così la salute della madre e dei bambini. La ricerca si svolgerà fino al 2026, con l’obiettivo di raccogliere dati sufficienti per trarre conclusioni affidabili.

Austria
Belgio
Bulgaria
Danimarca
Germania
Grecia
Polonia
Repubblica Ceca
Spagna