Lo studio clinico si concentra su una complicazione chiamata mucosite e infiammazione sistemica, che può verificarsi dopo il trattamento con chemioterapia ad alte dosi. Questo tipo di chemioterapia è spesso seguito da un trapianto di cellule staminali ematopoietiche autologhe, un processo in cui le cellule staminali del paziente vengono raccolte, conservate e poi reinfuse dopo il trattamento. La mucosite è un’infiammazione dolorosa delle membrane mucose nel tratto gastrointestinale, che può causare disagio significativo.
Il farmaco in studio è semaglutide, somministrato come soluzione per iniezione in una penna pre-riempita. Semaglutide è già noto per il suo utilizzo nel trattamento del diabete di tipo 2, ma in questo studio viene valutato per la sua capacità di ridurre l’intensità della mucosite gastrointestinale nei pazienti sottoposti a chemioterapia ad alte dosi. Lo studio è progettato per essere randomizzato e controllato con placebo, il che significa che alcuni partecipanti riceveranno il semaglutide, mentre altri riceveranno un placebo, una sostanza senza effetto terapeutico.
L’obiettivo principale dello studio è valutare se il semaglutide può ridurre la gravità della mucosite gastrointestinale. I partecipanti saranno monitorati per un periodo di tempo per osservare eventuali cambiamenti nella gravità della mucosite e nella qualità della vita. Lo studio mira a fornire nuove informazioni su come gestire meglio le complicazioni legate alla chemioterapia ad alte dosi, migliorando potenzialmente il comfort e la qualità della vita dei pazienti durante il trattamento.

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