Indice
- Panoramica degli studi
- Tumori avanzati e linfomi
- Cancro della prostata metastatico ormono-sensibile
- Cancro della prostata metastatico resistente alla castrazione
- Quali risultati vengono misurati
- Chi può partecipare
- Cosa significano le fasi dello studio
Panoramica degli studi
Gli studi clinici disponibili su Tulmimetostat sono tutti interventistici, cioè testano un trattamento attivo in persone con malattia. I trial analizzati sono in fase iniziale e includono studi di fase 1 e di fase 1/2, con l’obiettivo principale di valutare sicurezza, tollerabilità e primi segnali di attività contro il tumore.[1][2][3]
I tre studi riportati sono tutti autorizzati e coinvolgono pazienti con tumori avanzati o con cancro della prostata in forme differenti. In alcuni casi Tulmimetostat viene studiato da solo, in altri viene dato insieme ad altri farmaci oncologici.[1][2][3]
Tumori avanzati e linfomi
Lo studio NCT04104776 valuta DZR123, che nel materiale fornito corrisponde a Tulmimetostat, in persone con tumori solidi avanzati e linfomi.[1] I tumori inclusi sono molto diversi e comprendono carcinoma uroteliale, altri tumori solidi avanzati o metastatici, carcinoma sieroso ovarico, carcinoma endometriale, linfomi come il linfoma periferico a cellule T e il GCBDLBCL, mesotelioma pleurico o peritoneale maligno e cancro della prostata metastatico resistente alla castrazione.[1]
Questo studio è di fase 1/2 e prevede 275 partecipanti.[1] La parte iniziale, di fase 1, serve a trovare la dose massima tollerata e/o la dose raccomandata per la fase 2 quando Tulmimetostat è usato da solo.[1] La parte di fase 2 valuta l’attività antitumorale del farmaco in alcuni tumori selezionati.[1]
Lo studio include anche una combinazione con enzalutamide nei pazienti con cancro della prostata metastatico resistente alla castrazione.[1] In questa parte si cerca prima la dose raccomandata della combinazione e poi si guarda se il trattamento aiuta a controllare la malattia.[1]
Cancro della prostata metastatico ormono-sensibile
Lo studio 2025-521873-15-00, chiamato TulmiSTAR-02, valuta Tulmimetostat in combinazione con darolutamide oppure con abiraterone in uomini con cancro della prostata metastatico ormono-sensibile (mHSPC).[2] “Metastatico” significa che il tumore si è diffuso, mentre “ormono-sensibile” vuol dire che risponde ancora ai trattamenti che agiscono sugli ormoni.[2]
Questo è uno studio di fase 1 con 149 partecipanti.[2] Nella fase iniziale si cerca la dose raccomandata per l’espansione quando Tulmimetostat è usato con darolutamide o con abiraterone.[2] Nella fase successiva si confronta la risposta biochimica con Tulmimetostat più darolutamide rispetto a darolutamide da sola.[2]
Il risultato principale della fase II è la risposta biochimica, misurata con il PSA a 6 mesi.[2] In pratica, i ricercatori vogliono vedere quanti pazienti hanno una forte riduzione del PSA, che è un segnale di controllo della malattia.[2]
Cancro della prostata metastatico resistente alla castrazione
Lo studio 2025-521880-10-00 valuta Tulmimetostat insieme a JSB462 in uomini con cancro della prostata avanzato che non risponde più ad altri trattamenti.[3] La malattia studiata è il cancro della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC).[3]
Questo studio è di fase 1 e prevede 188 partecipanti.[3] Nella parte iniziale si cercano la dose raccomandata per l’espansione e la dose di fase II della combinazione Tulmimetostat-JSB462.[3] Lo studio valuta anche sicurezza e tollerabilità, cioè quanto bene i pazienti riescono a prendere il trattamento e quali effetti indesiderati compaiono.[3]
La fase successiva confronta la risposta biochimica, misurata come PSA50 a 6 mesi, con lo standard di cura.[3] PSA50 significa che il PSA si riduce di almeno il 50% rispetto al valore iniziale, un dato usato per capire se il tumore sta reagendo.[3]
Quali risultati vengono misurati
Nei trial su Tulmimetostat, i ricercatori controllano prima di tutto le tossicità dose-limitanti, cioè effetti indesiderati abbastanza importanti da impedire di aumentare la dose.[1][2][3] Valutano anche la frequenza e la gravità degli eventi avversi, oltre a esami di laboratorio, segni vitali ed elettrocardiogrammi.[2][3]
Un altro gruppo di risultati riguarda la tollerabilità, per esempio interruzioni del trattamento, riduzioni di dose, sospensioni e durata dell’esposizione ai farmaci dello studio.[2][3] Nei tumori solidi e nei linfomi si misurano anche le risposte del tumore secondo criteri standard come RECIST, Lugano, Modified RECIST e PCWG3, a seconda del tipo di malattia.[1]
Negli studi sulla prostata, invece, un indicatore importante è il PSA, perché una sua riduzione può suggerire un beneficio del trattamento.[2][3]
Chi può partecipare
La partecipazione dipende dal tipo di tumore e dallo stadio della malattia. Nei trial disponibili possono entrare persone con tumori solidi avanzati, linfomi, carcinoma uroteliale, mesotelioma, cancro ovarico o endometriale, e uomini con cancro della prostata metastatico in forme diverse.[1][2][3]
Alcuni studi sono pensati per pazienti la cui malattia è già progredita dopo altre terapie, per esempio nel cancro della prostata resistente alla castrazione.[1][3] Questo significa che i trial non sono per tutti i pazienti, ma per gruppi ben definiti con bisogni clinici specifici.[1][2][3]
Cosa significano le fasi dello studio
La fase 1 serve soprattutto a capire quale dose può essere usata in modo più sicuro e quali effetti indesiderati compaiono.[2][3] La fase 2 serve a vedere meglio se il trattamento ha attività contro il tumore in un gruppo di pazienti più definito.[1][2]
Lo studio NCT04104776 è il più ampio tra quelli forniti e combina fase 1 e fase 2, mentre gli altri due studi si concentrano sulla fase 1 con una parte successiva di valutazione dell’efficacia.[1][2][3]



