Indice
- Panoramica dei trial
- Cosa stanno studiando questi trial
- Popolazioni coinvolte
- Fasi degli studi ed endpoint
- Dettagli dei singoli trial
- Cosa significano i termini principali
Panoramica dei trial
I trial disponibili su ANGIOTENSIN II stanno valutando usi clinici molto diversi tra loro: supporto della pressione nei pazienti con ipotensione grave, possibile riduzione del danno renale acuto dopo chirurgia cardiaca e miglioramento di un trattamento per il tumore del fegato.[1][2][3]
Tutti gli studi sono interventistici, cioè i partecipanti ricevono un trattamento attivo o un confronto diretto con un’altra terapia o con placebo.[1][2][3]
Cosa stanno studiando questi trial
Lo studio NCT06615102 vuole capire se ANGIOTENSIN II, usato come vasopressore principale, può ridurre la comparsa di danno renale acuto moderato o grave entro 72 ore dopo chirurgia cardiaca.[1]
Lo studio 2025-521870-33-00, chiamato RADIANT, valuta ANGIOTENSIN II nel tumore del fegato per vedere se può migliorare il rapporto tumore/non tumore dopo l’iniezione di microsfere di ittrio-90, rispetto alla procedura senza ANGIOTENSIN II.[2]
Lo studio 2025-523750-14-00 esamina se ANGIOTENSIN II può ridurre il bisogno di vasopressori standard nei pazienti pediatrici con ipotensione refrattaria nello shock distributivo che stanno già ricevendo fluidi e terapia standard.[3]
Popolazioni coinvolte
Le popolazioni studiate non sono uguali. Un trial riguarda pazienti dopo chirurgia cardiaca, uno riguarda persone con tumore del fegato primario o secondario, e uno riguarda bambini e adolescenti da 0 a 17 anni con pressione del sangue pericolosamente bassa.[1][2][3]
Questo significa che i trial non cercano una sola malattia, ma testano ANGIOTENSIN II in contesti clinici molto diversi, con bisogni medici specifici.[1][2][3]
Fasi degli studi ed endpoint
Lo studio sul danno renale dopo chirurgia cardiaca è indicato come Low Intervention e prevede 1022 partecipanti.[1]
Lo studio sul tumore del fegato è un Phase 2 con 15 partecipanti, quindi è un trial piccolo e mirato.[2]
Lo studio pediatrico sull’ipotensione è un Phase 3 con 143 partecipanti, quindi è più avanzato e confronta il trattamento con placebo nella pratica di ricerca.[3]
Gli endpoint primari, cioè i risultati principali misurati dagli studi, sono diversi: danno renale acuto o morte entro 72 ore, miglioramento del rapporto tumore/non tumore e variazione della dose di vasopressori nelle prime 6 ore.[1][2][3]
Dettagli dei singoli trial
NCT06615102 è uno studio sull’occorrenza di danno renale acuto confrontando ANGIOTENSIN II con noradrenalina dopo chirurgia cardiaca.[1]
Il risultato principale è il tasso di AKI KDIGO stadio 2 o 3 o morte entro 72 ore dopo l’intervento, dove AKI significa acute kidney injury, cioè danno renale acuto, e KDIGO è una classificazione usata per descrivere la gravità del problema.[1]
Lo stato dello studio è Authorised, cioè autorizzato.[1]
2025-521870-33-00 è il trial RADIANT, dedicato al tumore del fegato primario o secondario.[2]
Qui ANGIOTENSIN II viene usato per valutare se può rendere più efficace la radioembolizzazione, misurando il TNR improvement factor, cioè il fattore di miglioramento del rapporto tumore/non tumore dopo l’infusione e l’iniezione delle microsfere di ittrio-90.[2]
Anche questo studio è Authorised e prevede 15 partecipanti.[2]
2025-523750-14-00 studia pazienti da 0 a 17 anni con ipotensione refrattaria nello shock distributivo.[3]
Il confronto è tra ANGIOTENSIN II e placebo, mentre i pazienti ricevono anche rianimazione con fluidi e vasopressori standard.[3]
L’endpoint principale è il cambiamento della dose di vasopressori standard, espresso come dose equivalente di norepinefrina, nelle prime 6 ore di trattamento.[3]
Anche questo studio è Authorised e prevede 143 partecipanti.[3]
Cosa significano i termini principali
Vasopressore è un farmaco usato per aiutare ad aumentare la pressione del sangue quando è troppo bassa.[1][3]
Placebo significa un trattamento di confronto senza principio attivo, usato per capire meglio se il trattamento studiato fa davvero differenza.[3]
Radioembolizzazione è una procedura che porta microsfere radioattive al tumore del fegato per trattarlo dall’interno.[2]
Tumor-to-non-tumor ratio è un confronto tra la quantità di trattamento che arriva al tumore e quella che arriva al tessuto sano vicino.[2]
Shock distributivo è una forma grave di shock in cui la circolazione non riesce a mantenere una pressione adeguata e gli organi possono soffrire.[3]
Refrattaria significa che la condizione non risponde bene alle cure iniziali.[3]





