Questo studio riguarda pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico programmato al cuore per riparare o sostituire le valvole cardiache o per eseguire un bypass coronarico, procedure che richiedono l’uso della circolazione extracorporea, una macchina che sostituisce temporaneamente le funzioni del cuore e dei polmoni durante l’operazione. Durante questo tipo di intervento, il corpo può sviluppare una risposta infiammatoria sistemica, cioè una reazione di difesa che coinvolge tutto l’organismo e che può portare a complicazioni dopo l’operazione. Lo studio valuterà se la somministrazione per via endovenosa di lidocaina, un farmaco anestetico locale comunemente usato, può ridurre questa risposta infiammatoria. Alcuni pazienti riceveranno lidocaina mentre altri riceveranno una soluzione salina fisiologica come placebo, e né i pazienti né i medici sapranno quale trattamento viene somministrato durante lo studio.
L’obiettivo principale dello studio è verificare se la lidocaina è in grado di ridurre i livelli di interleuchina-6, una sostanza prodotta dal corpo durante l’infiammazione, misurata nel sangue sei ore dopo la fine dell’intervento chirurgico. Lo studio valuterà anche altri indicatori di infiammazione come la proteina C-reattiva, la troponina T ad alta sensibilità che indica il danno al muscolo cardiaco, e il TNF-alfa, un’altra sostanza coinvolta nell’infiammazione, misurati in diversi momenti prima, durante e dopo l’operazione.
Durante lo studio verranno inoltre osservate le complicazioni che possono verificarsi dopo l’intervento e che sono associate alla risposta infiammatoria, come il danno ai reni, le infezioni, i problemi di coagulazione del sangue che richiedono trasfusioni, la pressione sanguigna troppo bassa, le difficoltà respiratorie e i problemi neurologici. Saranno registrati anche il tempo di permanenza in terapia intensiva, la mortalità entro un mese dall’intervento, l’eventuale comparsa di fibrillazione ventricolare, un’alterazione grave del ritmo cardiaco che può verificarsi quando viene ripristinato il flusso di sangue al cuore, e il dolore dopo l’operazione valutato attraverso la quantità di farmaci antidolorifici necessari e la dose totale di oppioidi somministrati nelle prime quarantotto ore.

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