Questo studio riguarda l’epatite colestatica causata da farmaci chiamati inibitori del checkpoint immunitario. Questi farmaci vengono utilizzati per trattare diversi tipi di tumore e agiscono stimolando il sistema immunitario a combattere le cellule tumorali. In alcuni casi, questi trattamenti possono causare un’infiammazione del fegato di tipo colestatico, che significa che il flusso della bile viene ostacolato e questo provoca un accumulo di sostanze che normalmente vengono eliminate attraverso la bile. Durante lo studio verranno confrontati due diversi trattamenti per questa condizione: l’acido ursodesossicolico, che è un acido biliare che aiuta a proteggere il fegato e a migliorare il flusso della bile, e i corticosteroidi, in particolare il prednisone, che sono farmaci antinfiammatori comunemente usati per ridurre l’infiammazione nel corpo.
Lo scopo dello studio è valutare quale dei due trattamenti sia più efficace nel migliorare la funzionalità del fegato nelle persone che hanno sviluppato questa infiammazione dopo aver ricevuto l’immunoterapia. I partecipanti allo studio riceveranno in modo casuale uno dei due trattamenti e verranno seguiti per un periodo di ventuno giorni per vedere se la funzionalità del fegato migliora. Il miglioramento verrà misurato attraverso esami del sangue che valutano alcuni valori specifici del fegato, come la fosfatasi alcalina e la gamma-GT, che sono sostanze che aumentano quando il fegato non funziona correttamente.
Durante lo studio i partecipanti assumeranno il farmaco assegnato per via orale. Il trattamento con acido ursodesossicolico può durare fino a sei mesi, mentre quello con prednisone può durare fino a dodici mesi. I medici monitoreranno regolarmente le condizioni del fegato attraverso esami del sangue e valuteranno se si verificano effetti indesiderati legati ai farmaci utilizzati. Lo studio osserverà anche se dopo il miglioramento dell’infiammazione del fegato sarà possibile riprendere il trattamento con l’immunoterapia per il tumore. Verranno inoltre raccolte informazioni per capire quali fattori potrebbero influenzare la risposta al trattamento con acido ursodesossicolico, come il tipo specifico di immunoterapia ricevuta e le caratteristiche del tumore.

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