Questo studio riguarda l’ipertensione arteriosa polmonare, una malattia in cui la pressione nelle arterie che portano il sangue ai polmoni è troppo alta. Questa condizione fa sì che il cuore, in particolare la parte destra chiamata ventricolo destro, debba lavorare più duramente per pompare il sangue. Nel tempo, questo può causare un rimodellamento, cioè un cambiamento nella struttura delle arterie polmonari e del ventricolo destro. Durante lo studio verranno utilizzati due farmaci radioattivi per eseguire esami di imaging: [68Ga]Ga-FAPI e [68Ga]Ga-MAA, entrambi somministrati per via endovenosa. Inoltre, i pazienti riceveranno il trattamento con sotatercept, un medicinale somministrato tramite iniezione sottocutanea che fa parte della terapia per l’ipertensione arteriosa polmonare.
Lo scopo principale dello studio è verificare se l’imaging con PET/CT utilizzando [68Ga]Ga-FAPI può valutare in modo non invasivo il rimodellamento delle arterie polmonari nei pazienti con ipertensione arteriosa polmonare. La PET/CT è un tipo di esame che combina due tecniche di imaging per ottenere immagini dettagliate degli organi interni. Lo studio valuterà anche se questo tipo di imaging può mostrare cambiamenti nel ventricolo destro del cuore e se può aiutare a monitorare l’effetto del trattamento con sotatercept.
I pazienti partecipanti allo studio effettueranno esami di imaging in diversi momenti: all’inizio dello studio e dopo ventiquattro settimane di trattamento con sotatercept. Durante questi esami verranno iniettati i farmaci radioattivi [68Ga]Ga-FAPI e [68Ga]Ga-MAA per permettere di vedere come funzionano le arterie polmonari e come il sangue viene distribuito nei polmoni. I medici valuteranno visivamente le immagini e misureranno la quantità di farmaco radioattivo che si accumula nelle arterie polmonari e nel ventricolo destro. Queste informazioni verranno confrontate con altri esami come il cateterismo cardiaco destro, che misura direttamente le pressioni nel cuore, e con test che valutano la capacità di camminare e la qualità di vita dei pazienti. Lo studio permetterà di capire se questo nuovo metodo di imaging può essere utile per seguire l’evoluzione della malattia e la risposta al trattamento.

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