Studio di ivosidenib come terapia di mantenimento dopo chemioterapia adiuvante standard nei pazienti con colangiocarcinoma curabile con mutazione IDH1

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Di cosa tratta questo studio?

Questo studio clinico si concentra sul trattamento del colangiocarcinoma intraepatico, un tipo di tumore che si sviluppa nei dotti biliari all’interno del fegato. In particolare, lo studio è rivolto a pazienti che presentano una specifica mutazione del gene IDH1 e che hanno già completato un ciclo di chemioterapia standard dopo l’intervento chirurgico.

Il farmaco utilizzato in questo studio è l’ivosidenib (Tibsovo), somministrato sotto forma di compresse rivestite da 250 mg per uso orale. Il trattamento viene somministrato come terapia di mantenimento, il che significa che viene dato ai pazienti dopo che hanno completato la chemioterapia standard, con l’obiettivo di prevenire o ritardare il ritorno della malattia.

Lo scopo principale dello studio è valutare quanto sia efficace l’ivosidenib nel mantenere i pazienti liberi dalla malattia dopo il trattamento chirurgico e la chemioterapia. Il periodo di trattamento può durare fino a 12 mesi, durante i quali i pazienti assumono il farmaco quotidianamente. Durante lo studio, i pazienti vengono monitorati regolarmente per verificare le loro condizioni di salute e la possibile ricomparsa del tumore.

1 Inizio del trattamento

Dopo aver completato la chemioterapia adiuvante standard, inizierà il trattamento di mantenimento con Tibsovo

Il farmaco si presenta in forma di compresse rivestite da 250 mg da assumere per via orale

2 Controlli periodici

Verranno effettuati esami del sangue regolari per monitorare la funzionalità epatica, renale ed ematologica

Saranno eseguiti controlli radiologici per verificare l’assenza di recidiva del tumore

È prevista la compilazione di questionari sulla qualità della vita (EORTC QLQ-C30 e EORTC QLQ-BIL21)

3 Monitoraggio continuo

Il trattamento proseguirà fino a quando non si verifichi una delle seguenti condizioni:

– Comparsa di recidiva della malattia

– Comparsa di effetti collaterali non tollerabili

– Decisione di interrompere il trattamento per altri motivi medici

4 Misure di sicurezza

Durante il trattamento è necessario utilizzare metodi contraccettivi efficaci

Per le pazienti in età fertile e i loro partner, le misure contraccettive devono essere mantenute per almeno 6 mesi dopo l’ultima dose del farmaco

Per i pazienti che assumono anticoagulanti come warfarin o fenprocumone, è necessario passare all’eparina a basso peso molecolare

Chi può partecipare allo studio?

  • Il paziente deve fornire il consenso informato firmato
  • Il paziente deve essere disposto a fornire campioni di biopsia liquida, campioni di tessuto tumorale e, in caso di recidiva, campioni di ri-biopsia (se considerata sicura)
  • Le pazienti in età fertile o i pazienti maschi con partner in età fertile devono:
    – Astenersi dai rapporti sessuali o
    – Utilizzare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento e per 6 mesi dopo
    – I pazienti maschi con partner in gravidanza devono usare il preservativo
  • Il paziente deve essere disposto a seguire il protocollo, incluse visite ed esami di follow-up
  • Età minima: 18 anni al momento del consenso informato
  • Il paziente deve avere un colangiocarcinoma intraepatico rimosso chirurgicamente senza metastasi
  • Presenza confermata della mutazione IDH1 nel tessuto tumorale
  • Completamento della chemioterapia adiuvante standard prima dell’inclusione nello studio
  • Esami radiologici che confermano l’assenza di tumore al momento dell’arruolamento (non più vecchi di 6 settimane)
  • Stato di performance ECOG (scala che misura la capacità di svolgere attività quotidiane) ≤ 1
  • Funzionalità ematologica, epatica e renale adeguate per la terapia con ivosidenib
  • Coagulazione del sangue adeguata per il trattamento con ivosidenib. I pazienti che assumono anticoagulanti devono passare all’eparina prima di iniziare lo studio

Chi non può partecipare allo studio?

  • Pazienti che hanno ricevuto una terapia sistemica (trattamento che agisce su tutto il corpo) per il colangiocarcinoma
  • Pazienti con metastasi (diffusione del tumore ad altre parti del corpo) al momento della diagnosi
  • Persone con gravi malattie cardiache o problemi del ritmo cardiaco non controllati
  • Pazienti con insufficienza epatica (grave compromissione della funzionalità del fegato)
  • Persone che partecipano contemporaneamente ad altri studi clinici
  • Pazienti che hanno ricevuto altri farmaci sperimentali negli ultimi 30 giorni
  • Donne in gravidanza o in allattamento
  • Pazienti con gravi infezioni attive che richiedono terapia antibiotica
  • Persone con problemi di salute mentale che potrebbero interferire con la loro capacità di seguire il protocollo dello studio
  • Pazienti con una storia di altri tumori negli ultimi 3 anni (eccetto alcuni tipi di cancro della pelle non melanoma)
  • Persone con neuropatia periferica (danno ai nervi delle mani e dei piedi) di grado severo
  • Pazienti con problemi gastrointestinali che potrebbero interferire con l’assorbimento del farmaco

Dove puoi partecipare a questa sperimentazione?

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Stato della sperimentazione

Paese Stato dell’arruolamento Inizio dell’arruolamento
Germania Germania
Reclutando

Sedi della sperimentazione

Farmaci in studio:

Ivosidenib è un farmaco utilizzato come terapia di mantenimento per il trattamento del colangiocarcinoma intraepatico con mutazione IDH1. Questo medicinale agisce bloccando specificamente l’enzima IDH1 mutato, che è coinvolto nella crescita delle cellule tumorali. Il farmaco viene somministrato dopo che il paziente ha completato la chemioterapia standard adiuvante, con l’obiettivo di mantenere i risultati ottenuti dal trattamento precedente e prevenire la ricomparsa del tumore.

La chemioterapia standard viene utilizzata come trattamento adiuvante iniziale. Questo approccio terapeutico tradizionale viene somministrato dopo l’intervento chirurgico per eliminare eventuali cellule tumorali residue e ridurre il rischio di recidiva della malattia.

Colangiocarcinoma intraepatico – È un tumore maligno che si sviluppa nelle vie biliari all’interno del fegato. La malattia inizia nelle cellule dei dotti biliari che trasportano la bile dal fegato all’intestino tenue. Si caratterizza per la crescita anomala delle cellule dei dotti biliari che formano gradualmente una massa tumorale. Questa condizione può interferire con il normale flusso della bile e con la funzione epatica. Il colangiocarcinoma intraepatico può presentarsi con una mutazione del gene IDH1, che è un importante marker molecolare della malattia.

Ultimo aggiornamento: 11.12.2025 15:50

ID della sperimentazione:
2024-520219-42-00
Codice del protocollo:
adIVO
Fase della sperimentazione:
Fase II e Fase III (Integrate)

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