Sclerosi tuberosa complessa – Studi clinici

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La sclerosi tuberosa complessa è una malattia genetica rara che causa la formazione di tumori benigni in vari organi del corpo. Attualmente sono in corso diversi studi clinici per testare nuove terapie che potrebbero migliorare la qualità della vita dei pazienti, in particolare per quanto riguarda il controllo delle crisi epilettiche e dei sintomi comportamentali.

Studi clinici in corso sulla sclerosi tuberosa complessa: nuove speranze terapeutiche

La sclerosi tuberosa complessa (TSC) è una patologia genetica che provoca la crescita di tumori non cancerosi in molti organi diversi del corpo, principalmente nel cervello, negli occhi, nel cuore, nei reni, nella pelle e nei polmoni. Questa condizione può portare a una varietà di sintomi, tra cui anomalie cutanee, crisi epilettiche e ritardi dello sviluppo. Attualmente sono disponibili 9 studi clinici in tutto il mondo che stanno testando diversi approcci terapeutici per aiutare i pazienti affetti da questa condizione.

Studi clinici attivi per la sclerosi tuberosa complessa

Studio sull’efficacia e la sicurezza del sirolimus per pazienti con epilessia farmacoresistente associata alla sclerosi tuberosa complessa

Localizzazione: Polonia

Questo studio clinico si concentra sull’utilizzo del sirolimus (rapamicina) per il trattamento dell’epilessia farmacoresistente nei pazienti con TSC. Il sirolimus viene fornito come soluzione orale ed è testato per valutare se può ridurre significativamente la frequenza delle crisi epilettiche. Lo studio è randomizzato e in doppio cieco, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sanno chi riceve il farmaco attivo o il placebo.

I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano una diagnosi confermata di TSC con epilessia farmacoresistente, caratterizzata da almeno 8 crisi in 4 settimane nonostante il trattamento farmacologico. L’età dei partecipanti varia da 3 mesi a 55 anni e devono pesare almeno 6 chilogrammi. Durante lo studio, che dura 12 settimane nella fase principale, viene monitorato il numero di crisi epilettiche per valutare l’efficacia del trattamento. L’obiettivo principale è raggiungere una riduzione di almeno il 50% delle crisi rispetto alla fase di screening.

Studio sulla sicurezza e l’efficacia del sirolimus e della vigabatrina per prevenire i sintomi nei neonati con sclerosi tuberosa complessa

Localizzazione: Polonia

Questo studio innovativo confronta due trattamenti preventivi nei neonati con TSC: il sirolimus (Rapamune) e la vigabatrina (Sabril). L’obiettivo è prevenire l’insorgenza dei sintomi della TSC, in particolare le crisi epilettiche, prima che si manifestino in modo grave. Lo studio ha una durata fino a due anni e include neonati di età compresa tra 41 e 56 settimane dall’età gestazionale prevista.

I partecipanti devono avere una diagnosi definitiva di TSC e presentare almeno un’area di displasia corticale rilevata alla risonanza magnetica cerebrale. Durante lo studio vengono monitorati vari aspetti dello sviluppo, tra cui la crescita fisica (peso e altezza), i segni vitali, e la comparsa di crisi epilettiche. Vengono inoltre valutati il rischio di sviluppare autismo e il quoziente di sviluppo. Questo approccio preventivo rappresenta una strategia promettente per migliorare i risultati a lungo termine nei bambini con TSC.

Studio sugli effetti dell’estratto di cannabis a spettro completo (dronabinol, cannabidiolo) per pazienti con epilessia difficile da trattare nella sclerosi tuberosa complessa

Localizzazione: Spagna

Questo studio esplora l’utilizzo di un estratto di cannabis a spettro completo contenente dronabinol e cannabidiolo (denominato YCJ-01) per il trattamento dell’epilessia refrattaria associata alla TSC. Il trattamento viene somministrato come olio per via orale ed è testato in aggiunta alle terapie antiepilettiche già in uso.

Possono partecipare pazienti di età compresa tra 2 e 65 anni con diagnosi confermata di TSC ed epilessia refrattaria. I criteri di inclusione richiedono almeno 4 crisi epilettiche nelle 4 settimane precedenti l’inizio dello studio, con manifestazioni evidenti come perdita di coscienza o movimenti. I partecipanti devono essere stabili nel loro regime terapeutico per almeno 4 settimane prima dell’inizio della sperimentazione. Lo studio valuterà la riduzione della frequenza delle crisi epilettiche mensili rispetto al periodo basale, nonché la sicurezza e la tollerabilità del trattamento.

Studio sulla soluzione orale di cannabidiolo per neonati con sclerosi tuberosa, sindrome di Dravet o sindrome di Lennox-Gastaut con crisi epilettiche non controllate

Localizzazione: Italia, Spagna

Questo studio multicentrico valuta l’utilizzo di Epidyolex (soluzione orale di cannabidiolo 100 mg/ml) nei bambini molto piccoli affetti da TSC, sindrome di Dravet o sindrome di Lennox-Gastaut con crisi epilettiche non adeguatamente controllate. Si tratta di uno studio in aperto di 52 settimane, il che significa che tutti i partecipanti ricevono il trattamento attivo.

I partecipanti con TSC devono avere tra 1 mese e meno di 2 anni di età, mentre quelli con sindrome di Dravet o Lennox-Gastaut devono avere tra 1 anno e meno di 2 anni. È richiesta una diagnosi confermata secondo i criteri internazionali e la presenza di crisi non controllate nonostante l’assunzione di uno o più farmaci antiepilettici. Durante lo studio, i genitori o i caregiver devono compilare diari elettronici e cartacei delle crisi per almeno 21 giorni su 28 nel periodo basale. Lo studio monitora la sicurezza, la tollerabilità e gli effetti del cannabidiolo sulla frequenza delle crisi nel corso di un anno.

Studio sugli effetti del sirolimus e della combinazione di farmaci per bambini di età inferiore a 4 mesi con sclerosi tuberosa complessa

Localizzazione: Austria, Germania

Questo studio pionieristico si concentra su un intervento molto precoce nei neonati con TSC, iniziando il trattamento prima dei 4 mesi di età. L’obiettivo è valutare se l’inizio precoce della terapia con un inibitore di mTOR (sirolimus/Rapamune) possa migliorare gli esiti neuropsicologici a lungo termine.

I neonati devono avere una diagnosi definitiva di TSC secondo i criteri del 2021. Se nati prematuri, l’età corretta deve essere di almeno 39 settimane. Lo studio prevede una randomizzazione prima dei 4 mesi di età e un periodo di trattamento con monitoraggio fino ai 24 mesi di età. Gli esiti primari includono lo sviluppo neuropsicologico valutato con le scale Bayley (BSID-III), mentre gli esiti secondari comprendono il comportamento adattivo, i segni di disturbo dello spettro autistico, la frequenza delle crisi epilettiche e le modifiche delle dimensioni dei tumori cerebrali e cardiaci. Questo approccio di intervento precoce potrebbe rappresentare una svolta nel modificare il decorso della malattia.

Studio sul cannabidiolo come terapia aggiuntiva per le crisi epilettiche in pazienti di età compresa tra 1 e 65 anni con sclerosi tuberosa complessa

Localizzazione: Polonia

Questo studio valuta l’Epidyolex (soluzione orale di cannabidiolo 100 mg/ml) come terapia aggiuntiva per pazienti con TSC che presentano crisi epilettiche e problemi comportamentali. Lo studio ha una durata fino a 56 settimane e include partecipanti di età compresa tra 1 e 65 anni.

Un aspetto particolare di questo studio è l’attenzione agli aspetti comportamentali oltre alle crisi epilettiche. I partecipanti devono avere comportamenti come aggressività, impulsività o sbalzi d’umore considerati moderati o gravi, con un punteggio di almeno 6 all’inizio dello studio. È richiesta la presenza di un caregiver dedicato e la diagnosi confermata di TSC con storia di crisi epilettiche. Lo studio monitora non solo la frequenza delle crisi, ma anche i cambiamenti nel comportamento, nella qualità della vita, nel funzionamento familiare e nei pattern del sonno. Questo approccio olistico riconosce che la TSC influisce su molteplici aspetti della vita dei pazienti e delle loro famiglie.

Studio di sicurezza a lungo termine dell’everolimus per pazienti con sclerosi tuberosa complessa e crisi epilettiche refrattarie

Localizzazione: Polonia

Questo è uno studio di estensione a lungo termine per pazienti che hanno già completato lo studio EXIST-3 e che continuano a beneficiare del trattamento con everolimus. L’everolimus è un inibitore di mTOR somministrato come compressa dispersibile per via orale.

Possono partecipare solo i pazienti attualmente arruolati nello studio EXIST-3 sponsorizzato da Novartis che stanno ricevendo everolimus e ne stanno traendo beneficio, secondo la valutazione del medico dello studio. I partecipanti devono aver dimostrato di seguire i requisiti del protocollo dello studio precedente. L’obiettivo principale è raccogliere dati sulla sicurezza a lungo termine dell’everolimus in pazienti con TSC e crisi epilettiche refrattarie. Lo studio prevede visite regolari per monitorare la frequenza e la gravità degli eventi avversi e per valutare il beneficio clinico continuato. Questo tipo di studio è fondamentale per comprendere gli effetti a lungo termine dei trattamenti e la loro sostenibilità nel tempo.

Studio sul basimglurant per bambini, adolescenti e giovani adulti con crisi epilettiche correlate alla sclerosi tuberosa complessa

Localizzazione: Italia, Polonia, Spagna

Questo studio internazionale valuta l’efficacia e la sicurezza del basimglurant (NOE-101), una capsula assunta per via orale, come trattamento aggiuntivo alla terapia anticonvulsivante in corso per le crisi epilettiche associate alla TSC. Lo studio include una fase in doppio cieco di 30 settimane seguita da un’estensione in aperto di 52 settimane.

Possono partecipare pazienti di età compresa tra 5 e 30 anni con diagnosi documentata di TSC e storia di crisi epilettiche refrattarie. I criteri richiedono che i partecipanti stiano attualmente assumendo uno o più farmaci antiepilettici e che i trattamenti per l’epilessia siano stati stabili per 30 giorni prima dell’inizio dello studio. Il basimglurant agisce come modulatore allosterico negativo del recettore metabotropico del glutammato 5 (mGluR5), offrendo un meccanismo d’azione diverso rispetto ai farmaci antiepilettici tradizionali. Lo studio monitora la frequenza delle crisi, i cambiamenti nelle attività quotidiane e le impressioni complessive di cambiamento dei caregiver, oltre alla sicurezza complessiva del trattamento.

Studio sul radiprodil per crisi epilettiche e sintomi comportamentali in pazienti con sclerosi tuberosa complessa o displasia corticale focale di tipo II

Localizzazione: Belgio, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna

Questo ampio studio europeo valuta il radiprodil, una sospensione orale, per il trattamento delle crisi epilettiche e dei sintomi comportamentali in pazienti con TSC o displasia corticale focale (FCD) di tipo II. Si tratta di uno studio in aperto, il che significa che sia i partecipanti che i ricercatori sanno quale trattamento viene somministrato.

L’età dei partecipanti varia da almeno 6 mesi fino a 18 anni. I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano provato almeno 2 diversi farmaci antiepilettici senza successo e che abbiano avuto almeno 8 crisi motorie contabili in un periodo di 4 settimane prima dello studio, con almeno 1 crisi in almeno 3 delle 4 settimane. È richiesta una diagnosi di FCD di tipo II confermata da sintomi e risonanza magnetica positiva, oppure una diagnosi di TSC confermata da criteri clinici o genetici. Lo studio valuta la sicurezza, la tollerabilità e la farmacocinetica del radiprodil, oltre agli effetti sulla frequenza delle crisi e sui sintomi comportamentali. I partecipanti o i loro caregiver devono compilare diari elettronici giornalieri per registrare l’attività epilettica e altri sintomi durante tutto lo studio.

Sintesi degli studi clinici

Gli studi clinici attualmente in corso per la sclerosi tuberosa complessa riflettono un approccio terapeutico multidimensionale che va oltre il semplice controllo delle crisi epilettiche. Molti studi si concentrano sull’intervento precoce, anche nei primi mesi di vita, con l’obiettivo di modificare il decorso della malattia prima che i sintomi diventino gravi. Questo rappresenta un cambiamento significativo nella filosofia del trattamento della TSC.

Un tema ricorrente è l’utilizzo di inibitori di mTOR come il sirolimus e l’everolimus, che agiscono sul meccanismo molecolare alla base della TSC. Questi farmaci hanno mostrato risultati promettenti sia nel controllo delle crisi epilettiche che nella riduzione delle dimensioni dei tumori associati alla malattia. Gli studi stanno esplorando sia l’efficacia a breve termine che la sicurezza a lungo termine di questi trattamenti.

Un altro filone importante riguarda l’uso di cannabinoidi, in particolare il cannabidiolo, che sta emergendo come opzione terapeutica aggiuntiva per le crisi epilettiche farmacoresistenti. Gli studi stanno valutando l’efficacia di questi composti in diverse fasce d’età, dai neonati agli adulti, offrendo nuove speranze per i pazienti che non rispondono ai trattamenti convenzionali.

Infine, emerge un crescente interesse per i composti con meccanismi d’azione innovativi, come il basimglurant e il radiprodil, che modulano i recettori del glutammato nel cervello. Questi farmaci potrebbero offrire benefici non solo sul controllo delle crisi, ma anche sui sintomi comportamentali che spesso accompagnano la TSC.

È importante sottolineare che la maggior parte di questi studi valuta anche aspetti che vanno oltre il controllo delle crisi, come lo sviluppo neuropsicologico, il comportamento, la qualità della vita e il funzionamento familiare. Questo approccio olistico riconosce che la TSC è una condizione complessa che influisce su molteplici aspetti della vita dei pazienti e delle loro famiglie.

Per i pazienti interessati a partecipare a uno di questi studi, è fondamentale discutere con il proprio medico specialista per valutare l’idoneità e comprendere i potenziali benefici e rischi associati alla partecipazione a una sperimentazione clinica.

Sperimentazioni cliniche in corso su Sclerosi tuberosa complessa

  • Studio sull’efficacia e sicurezza di Sirolimus nell’epilessia resistente ai farmaci associata a sclerosi tuberosa per pazienti con questa condizione.

    In arruolamento

    3 1 1
    Farmaci in studio:
    Polonia
  • Studio sulla sicurezza ed efficacia di sirolimus e vigabatrin per prevenire i sintomi della sclerosi tuberosa nei neonati

    In arruolamento

    2 1 1
    Farmaci in studio:
    Polonia
  • Studio sull’uso di estratto di cannabis a spettro completo per l’epilessia resistente associata a sclerosi tuberosa: dronabinol e cannabidiolo

    In arruolamento

    3 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Spagna
  • Studio sugli effetti a lungo termine del sirolimus nei bambini con sclerosi tuberosa sotto i 4 mesi di età

    In arruolamento

    2 1 1 1
    Malattie in studio:
    Germania Austria
  • Studio sulla Sicurezza e Tollerabilità di Radiprodil in Pazienti con Sclerosi Tuberosa o Displasia Corticale Focale Tipo II

    In arruolamento

    2 1 1
    Farmaci in studio:
    Spagna Polonia Italia Paesi Bassi Belgio
  • Studio sulla Sicurezza ed Efficacia del Cannabidiolo nei Bambini con Sindrome di Dravet, Complesso della Sclerosi Tuberosa o Sindrome di Lennox-Gastaut

    Arruolamento concluso

    3 1 1 1
    Farmaci in studio:
    Italia Spagna
  • Studio sugli effetti comportamentali del cannabidiolo nei pazienti con complesso della sclerosi tuberosa e crisi epilettiche

    Arruolamento concluso

    3 1 1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Polonia
  • Studio sulla sicurezza a lungo termine di everolimus in pazienti con complesso della sclerosi tuberosa e crisi epilettiche refrattarie

    Arruolamento concluso

    3 1 1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Polonia
  • Studio sull’efficacia di Basimglurant nei bambini, adolescenti e giovani adulti con complesso della sclerosi tuberosa

    Arruolamento concluso

    2 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Spagna Italia Polonia