Introduzione: quando richiedere una valutazione diagnostica
Se notate che vostro figlio non raggiunge le tappe motorie previste o mostra schemi insoliti nel modo in cui si muove, tiene il corpo o interagisce con l’ambiente circostante, potrebbe essere il momento di parlare con un operatore sanitario. La paralisi cerebrale, che si riferisce a un gruppo di disturbi che colpiscono il movimento e la postura causati da danni cerebrali o sviluppo cerebrale anomalo, diventa spesso evidente durante la prima infanzia o gli anni prescolari.[1][2]
I genitori e chi si prende cura del bambino dovrebbero prestare molta attenzione ai primi segnali di allarme. Questi potrebbero includere neonati che sembrano eccessivamente nervosi, hanno difficoltà a mettere a fuoco gli occhi, faticano ad alimentarsi o deglutire, oppure mostrano movimenti che appaiono troppo molli o insolitamente rigidi. Alcuni neonati possono favorire un lato del corpo o non sviluppare riflessi che tipicamente scompaiono nella prima infanzia.[5][4]
I ritardi nel raggiungimento delle tappe dello sviluppo motorio rappresentano un altro segnale importante. Se vostro figlio è lento nell’imparare a rotolare, sedersi senza supporto, gattonare o camminare, questo merita attenzione medica. Tuttavia, è importante ricordare che non tutti i bambini che mostrano questi segni avranno la paralisi cerebrale. Molte condizioni possono causare sintomi simili, ed è per questo che una corretta valutazione diagnostica è essenziale.[3][8]
L’identificazione precoce è importante perché iniziare il trattamento e i servizi terapeutici il prima possibile può aiutare a migliorare i risultati e la qualità della vita dei bambini con paralisi cerebrale. Prima inizia l’intervento, maggiori sono le opportunità di supportare lo sviluppo del bambino e aiutarlo a raggiungere il suo pieno potenziale.[14]
Metodi diagnostici classici
Diagnosticare la paralisi cerebrale non è sempre semplice. La condizione di solito non può essere confermata immediatamente dopo la nascita e, in molti casi, una diagnosi non viene formulata fino a quando il bambino non raggiunge i sei-dodici mesi di età o anche più tardi, soprattutto se i sintomi sono lievi. Il processo diagnostico coinvolge molteplici passaggi e spesso richiede l’esperienza di diversi professionisti sanitari che lavorano insieme.[4][9]
Monitoraggio e screening dello sviluppo
Il primo passo nella diagnosi di paralisi cerebrale coinvolge il monitoraggio dello sviluppo, chiamato anche sorveglianza dello sviluppo. Questo significa seguire la crescita e lo sviluppo del bambino nel tempo per vedere se sta raggiungendo le tappe previste per la sua età. Gli operatori sanitari tipicamente lo fanno durante le visite di controllo regolari ponendo domande ai genitori su ciò che il loro bambino è in grado di fare e osservando direttamente il bambino.[8]
Se ci sono preoccupazioni riguardo allo sviluppo, il passo successivo è lo screening dello sviluppo. Questo comporta sottoporre il bambino a un breve test progettato per identificare i bambini che potrebbero aver bisogno di una valutazione più dettagliata. I test di screening dello sviluppo esaminano varie aree inclusi movimento, coordinazione, comunicazione e interazione sociale. Questi screening possono essere eseguiti da pediatri, infermieri o altri professionisti sanitari. Lo screening dovrebbe avvenire non appena sorgono preoccupazioni, piuttosto che aspettare di vedere se il bambino “supera” i suoi ritardi.[8]
Esame fisico e neurologico
Se lo screening suggerisce potenziali problemi, segue una valutazione più approfondita. Questa include una revisione completa della storia medica e un esame fisico dettagliato. L’operatore sanitario chiederà informazioni sulla gravidanza, il travaglio e il parto, incluso se ci sono state complicazioni come nascita prematura, infezioni o mancanza di ossigeno. Vorranno anche sapere dei progressi dello sviluppo del bambino e dei sintomi attuali.[9][4]
Durante l’esame fisico, il medico osserva attentamente come il bambino si muove e tiene il corpo. Controllano il tono muscolare, che si riferisce a quanta tensione è presente nei muscoli a riposo. I bambini con paralisi cerebrale possono avere muscoli troppo tesi e rigidi (chiamato spasticità) o troppo allentati e molli (chiamato ipotonia). Il medico esamina anche i riflessi, la postura, la coordinazione e l’equilibrio.[2][3]
Un esame del sistema nervoso aiuta a determinare quali aree del movimento e della funzione sono colpite. L’operatore sanitario potrebbe testare la capacità del bambino di eseguire movimenti specifici, controllare riflessi insoliti che avrebbero dovuto scomparire a certe età e cercare segni di debolezza muscolare o schemi di movimento anomali come tremori o movimenti contorsi incontrollati.[9]
Test di imaging cerebrale
Le tecnologie di imaging cerebrale svolgono un ruolo cruciale nella diagnosi di paralisi cerebrale perché possono rivelare aree di danno o sviluppo anomalo nel cervello. Questi test aiutano i medici a comprendere la causa e l’entità dei cambiamenti cerebrali, sebbene non possano misurare quanto gravemente un bambino sarà colpito in termini di funzione e capacità.[9]
La Risonanza Magnetica (RM) è il test di imaging cerebrale più comunemente usato per diagnosticare la paralisi cerebrale. Una RM utilizza potenti magneti e onde radio per creare immagini tridimensionali o in sezione trasversale dettagliate del cervello. Questo test può spesso identificare cambiamenti specifici nella struttura cerebrale associati alla paralisi cerebrale. Il test è indolore ma rumoroso e, poiché il bambino deve rimanere fermo per circa un’ora, i bambini piccoli tipicamente ricevono sedazione o anestesia leggera prima della procedura.[9]
L’ecografia cranica può essere utilizzata durante l’infanzia, specialmente per i bambini prematuri o quelli in terapia intensiva neonatale. Questo test utilizza onde sonore ad alta frequenza per produrre immagini del cervello. Anche se non fornisce tanti dettagli quanto una RM, è veloce, sicuro e può essere eseguito al letto del paziente. Fornisce preziose informazioni preliminari sulla struttura del cervello.[9]
Le scansioni di Tomografia Computerizzata (TC) possono a volte essere utilizzate, anche se la RM è generalmente preferita. Una scansione TC utilizza raggi X per creare immagini dettagliate del cervello e può aiutare a identificare problemi strutturali o aree di danno.[4]
Test per escludere altre condizioni
Poiché molte condizioni possono causare sintomi simili alla paralisi cerebrale, i medici spesso eseguono test aggiuntivi per escludere altre possibili diagnosi. Questo processo è importante perché alcune condizioni che sembrano paralisi cerebrale sono progressive (cioè peggiorano nel tempo) o hanno approcci terapeutici diversi. La paralisi cerebrale, al contrario, non peggiora nel tempo, anche se i sintomi possono diventare più evidenti man mano che il bambino cresce.[1]
Un elettroencefalogramma (EEG) può essere richiesto se si sospetta che il bambino abbia crisi epilettiche, che sono comuni nelle persone con paralisi cerebrale. Questo test misura l’attività elettrica nel cervello utilizzando sensori attaccati al cuoio capelluto. Aiuta a diagnosticare l’epilessia, una condizione che spesso si verifica insieme alla paralisi cerebrale.[9]
Test di laboratorio su sangue o urine potrebbero essere eseguiti per verificare condizioni genetiche, disturbi metabolici o altri problemi medici che potrebbero spiegare i sintomi del bambino. Questi test esaminano cromosomi, geni e varie sostanze chimiche nel corpo.[4]
Valutazioni specialistiche
I bambini con sospetta paralisi cerebrale vengono tipicamente indirizzati a specialisti che hanno esperienza in condizioni cerebrali e del sistema nervoso. Questi possono includere neurologi pediatrici (medici specializzati in disturbi cerebrali e del sistema nervoso infantile), specialisti in medicina fisica e riabilitazione pediatrica o specialisti dello sviluppo infantile. Lavorare con un team di esperti aiuta a garantire una diagnosi accurata e un piano di cura appropriato.[8][9]
Il team diagnostico potrebbe includere anche fisioterapisti, terapisti occupazionali e logopedisti che possono valutare aree specifiche di funzione. Le loro valutazioni aiutano a determinare il tipo e la gravità dei problemi di movimento e identificare quali aree necessitano di supporto e intervento.[9]
Sistemi di classificazione
Una volta diagnosticata la paralisi cerebrale, i medici utilizzano sistemi standardizzati per descrivere il tipo e la gravità della condizione. Il Sistema di Classificazione della Funzione Motoria Globale (GMFCS) è uno strumento importante che classifica i bambini in base alla loro capacità di muoversi e al loro bisogno di dispositivi di assistenza come sedie a rotelle o deambulatori. Questo sistema aiuta gli operatori sanitari, i terapisti e le famiglie a capire cosa aspettarsi e pianificare interventi appropriati.[5]
Altri sistemi di classificazione valutano la funzione della mano (il Sistema di Classificazione dell’Abilità Manuale) e le capacità comunicative (il Sistema di Classificazione della Funzione Comunicativa). Questi strumenti forniscono un linguaggio comune per descrivere le capacità e i bisogni del bambino.[7]
Diagnostica per la qualificazione agli studi clinici
Quando gli individui con paralisi cerebrale vengono considerati per la partecipazione a studi clinici o studi di ricerca, potrebbero dover sottoporsi a test diagnostici aggiuntivi oltre a quelli eseguiti per la loro diagnosi iniziale. Gli studi clinici utilizzano criteri specifici per determinare chi può partecipare e i test standardizzati aiutano a garantire che lo studio arruoli partecipanti appropriati e possa misurare se gli interventi sono efficaci.
Sebbene i materiali di origine forniti non contengano informazioni dettagliate sui protocolli diagnostici specifici utilizzati esclusivamente per l’arruolamento in studi clinici sulla paralisi cerebrale, è noto che gli studi di ricerca richiedono tipicamente documentazione della diagnosi di paralisi cerebrale attraverso cartelle cliniche e potrebbero richiedere studi recenti di imaging cerebrale. I partecipanti spesso devono far valutare le loro capacità funzionali utilizzando strumenti standardizzati come il Sistema di Classificazione della Funzione Motoria Globale per garantire che corrispondano ai criteri di inclusione dello studio.
Alcuni studi clinici potrebbero richiedere valutazioni di base del tono muscolare, ampiezza di movimento, forza e capacità funzionali prima dell’inizio del trattamento. Queste misurazioni servono come punti di confronto per determinare se l’intervento studiato produce cambiamenti misurabili. Test aggiuntivi potrebbero includere analisi del cammino (studio dettagliato di come una persona cammina), valutazioni della funzione della mano o valutazioni di condizioni associate come vista, udito o capacità cognitive.
Le famiglie interessate agli studi clinici sulla paralisi cerebrale dovrebbero parlare con il loro team sanitario su quali informazioni diagnostiche potrebbero essere necessarie e se il loro bambino potrebbe essere idoneo per gli attuali studi di ricerca. Gli operatori sanitari possono aiutare le famiglie a capire quali test sarebbero richiesti e cosa potrebbe comportare partecipare a uno studio clinico.












