Introduzione: Quando Dovresti Richiedere Test Diagnostici?
Chiunque sperimenti sintomi persistenti o in peggioramento che influenzano la funzione cerebrale dovrebbe cercare assistenza medica prontamente. I sintomi del glioblastoma spesso compaiono rapidamente e possono essere scambiati per altre condizioni, motivo per cui una valutazione precoce è così importante.[1] Il tumore in crescita esercita pressione sul tessuto cerebrale sano, e questa pressione causa molti dei sintomi che portano le persone dal medico.[2]
Dovresti considerare di consultare un operatore sanitario se provi mal di testa persistenti che sono particolarmente gravi al mattino, poiché questo è uno dei segni premonitori precoci più comuni.[1] Altri sintomi che giustificano una valutazione medica includono cambiamenti improvvisi o graduali della vista, come visione offuscata o doppia, nausea e vomito inspiegabili, problemi di memoria, cambiamenti di personalità, difficoltà nel parlare o crisi epilettiche di nuova insorgenza, specialmente negli adulti che non hanno mai avuto convulsioni prima.[1][2] Alcune persone sperimentano anche debolezza su un lato del corpo, problemi di equilibrio o coordinazione, o cambiamenti nella sensibilità come intorpidimento o formicolio.[2]
Poiché i sintomi del glioblastoma possono assomigliare a quelli di un ictus o di altre condizioni gravi, è fondamentale ottenere un esame medico completo dal proprio medico se tu o una persona cara manifestate questi segnali d’allarme.[8] I sintomi tendono a peggiorare rapidamente man mano che il tumore cresce, e in alcuni casi possono progredire fino alla perdita di coscienza se non trattati.[4] Una diagnosi precoce può fare una differenza significativa nella pianificazione delle cure appropriate e nell’inizio del trattamento il prima possibile.
Metodi Diagnostici Classici per Identificare il Glioblastoma
Il processo diagnostico per il glioblastoma inizia tipicamente con una valutazione attenta da parte di un operatore sanitario. Questo inizia con un esame neurologico, che è un esame fisico che verifica varie funzioni controllate dal cervello. Durante questo esame, il medico testerà la tua vista, udito, equilibrio, coordinazione, forza e riflessi.[10] Problemi in una o più di queste aree possono fornire indizi importanti su quale parte del cervello il tumore sta colpendo e aiutare a guidare ulteriori test.[10]
Test di Imaging
Se si sospetta un tumore cerebrale dopo l’esame neurologico, i test di imaging sono il passo successivo. Questi test creano immagini dettagliate dell’interno del cervello, permettendo ai medici di vedere l’esatta posizione e dimensione di eventuali crescite anomale.[10]
La risonanza magnetica (RM) è il test di imaging più importante e comunemente usato per diagnosticare il glioblastoma.[6][10] Una risonanza magnetica utilizza potenti magneti e onde radio per creare immagini molto dettagliate dei tessuti molli del cervello. Di solito, le immagini vengono acquisite sia prima che dopo l’iniezione di un mezzo di contrasto in una vena. Il contrasto aiuta a rendere il tumore più visibile nelle immagini. I glioblastomi mostrano tipicamente un forte potenziamento del contrasto e spesso presentano aree di tessuto morto (chiamato necrosi) al centro del tumore.[6] La luminosità e il pattern sulla risonanza magnetica possono fornire ai medici informazioni importanti sul tipo e l’aggressività del tumore.
Oltre alla risonanza magnetica standard, i medici possono utilizzare tecniche di imaging specializzate per saperne di più sul tumore. La spettroscopia di risonanza magnetica (SRM) è uno strumento basato sulla tecnologia della risonanza magnetica che fornisce informazioni sulla composizione chimica del tumore.[6] Sostanze chimiche diverse sono presenti in quantità diverse nel tessuto cerebrale normale rispetto al tessuto tumorale. Per esempio, una sostanza chimica chiamata colina è più abbondante nei tumori, mentre l’N-acetilaspartato (NAA) è più comune nel cervello sano. Questa tecnica funziona come un campionamento tissutale non invasivo, anche se non è definitiva come una vera e propria biopsia.[6]
Le scansioni di tomografia computerizzata (TC) possono anche essere utilizzate per cercare tumori cerebrali, specialmente in situazioni di emergenza quando è necessaria un’imaging rapida.[6][10] Una scansione TC utilizza raggi X e un computer per creare immagini tridimensionali del corpo. Sebbene non sia dettagliata come la risonanza magnetica per visualizzare il tessuto cerebrale, le scansioni TC sono più veloci e possono essere utili in determinate situazioni.
Altri test di imaging avanzati possono includere le scansioni con tomografia a emissione di positroni (PET), che possono mostrare quanto siano attive le cellule tumorali misurando il loro metabolismo.[10] Un tipo speciale chiamato imaging PET con 18F-DOPA può identificare le regioni più aggressive e metabolicamente attive del glioblastoma, il che aiuta i medici a pianificare il trattamento in modo più preciso.[13]
Biopsia: Confermare la Diagnosi
I test di imaging possono suggerire un glioblastoma, ma l’unico modo per confermare la diagnosi è attraverso una biopsia. Una biopsia è una procedura in cui viene rimosso un campione del tessuto tumorale e inviato a un laboratorio per essere esaminato al microscopio.[10][18] Questo può essere fatto con un ago prima dell’intervento chirurgico o durante l’intervento chirurgico per rimuovere il tumore.
Un medico specializzato chiamato neuropatologo esamina il campione di tessuto per determinare se le cellule sono cancerose e, in caso affermativo, che tipo di tumore cerebrale sia.[8] Il patologo osserva l’aspetto delle cellule e la struttura del tessuto. Per il glioblastoma, devono vedere la formazione di nuovi vasi sanguigni all’interno del tumore (chiamata proliferazione microvascolare) o aree di cellule morte (necrosi).[15]
Test Molecolari e Genetici
La diagnosi moderna del glioblastoma va oltre il semplice osservare le cellule al microscopio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ora classifica i tumori cerebrali principalmente in base alle loro caratteristiche molecolari — cioè i geni e le proteine specifiche presenti nelle cellule tumorali.[15]
Uno dei test genetici più importanti cerca mutazioni nei geni IDH1 o IDH2. I glioblastomi tipicamente non hanno mutazioni in questi geni, motivo per cui sono chiamati “IDH-wildtype” (il termine “wildtype” significa che il gene è invariato).[9][15] Questo distingue il glioblastoma da altri tipi di tumori cerebrali che hanno mutazioni IDH e generalmente hanno una prognosi migliore.
Un altro test importante è il test di metilazione MGMT. MGMT è una proteina che può riparare i danni al DNA causati dalla chemioterapia.[9] Se il gene MGMT è disattivato (metilato) nelle cellule tumorali, il tumore non può riparare il danno dalla chemioterapia, il che significa che il trattamento ha più probabilità di funzionare. Se i livelli di MGMT sono alti (non metilati), la chemioterapia potrebbe essere meno efficace.[9] Questa informazione aiuta i medici a prevedere quanto bene il tumore risponderà al trattamento.
Ulteriori alterazioni genetiche che i medici possono cercare includono cambiamenti nel gene TERT, nel gene EGFR e anomalie nei cromosomi 7 e 10.[15] Attraverso la profilazione genomica avanzata, i ricercatori hanno identificato che i glioblastomi hanno una composizione genetica molto complicata, con cambiamenti in molteplici vie di segnalazione che controllano la crescita e la sopravvivenza cellulare.[5] Ogni glioblastoma è diverso dall’altro, motivo per cui è necessario un approccio personalizzato al trattamento basato sui test genetici.[8]
Diagnostica per la Qualificazione agli Studi Clinici
Quando si considera la partecipazione a uno studio clinico, i pazienti generalmente si sottopongono agli stessi test diagnostici di base descritti sopra — esame neurologico, imaging con risonanza magnetica o TC, e biopsia tissutale con test molecolari. Tuttavia, gli studi clinici spesso hanno criteri di eleggibilità specifici che richiedono test aggiuntivi o documentazione per garantire che i pazienti soddisfino i requisiti dello studio.
L’approccio diagnostico standard costituisce ancora le fondamenta. L’imaging con risonanza magnetica viene utilizzato per misurare le dimensioni e la posizione del tumore, e questa misurazione di base sarà confrontata con le scansioni future per vedere se il trattamento sta funzionando.[10] La biopsia tissutale conferma la diagnosi e fornisce informazioni sulle caratteristiche genetiche del tumore, che molti studi clinici utilizzano per selezionare i pazienti appropriati.
Per esempio, alcuni studi clinici possono arruolare solo pazienti i cui tumori hanno caratteristiche molecolari specifiche, come lo stato di metilazione MGMT o particolari mutazioni geniche.[9] Altri studi possono richiedere che i pazienti abbiano un glioblastoma di nuova diagnosi piuttosto che una malattia ricorrente, o viceversa. Alcuni studi si concentrano su pazienti i cui tumori sono grandi e non possono essere completamente rimossi chirurgicamente.[14]
Gli esami del sangue sono comunemente richiesti per verificare la salute generale e la funzione degli organi prima di arruolarsi in uno studio clinico. Questi test assicurano che i pazienti siano abbastanza sani da tollerare il trattamento sperimentale e monitorano eventuali effetti collaterali durante lo studio.[11] Specifici esami del sangue potrebbero includere conteggi delle cellule del sangue per assicurarsi che il midollo osseo stia funzionando correttamente, e test della funzionalità renale ed epatica per garantire che questi organi possano elaborare i farmaci.
Tecniche di imaging avanzate possono anche far parte dei protocolli degli studi clinici. Per esempio, studi che testano nuovi approcci di radioterapia possono utilizzare scansioni PET con 18F-DOPA combinate con risonanza magnetica per mappare le regioni più attive del tumore con alta precisione.[13] Questo aiuta i ricercatori a indirizzare il trattamento in modo più accurato e misurare la risposta alla terapia.
Alcuni studi possono richiedere documentazione dello stato funzionale del paziente attraverso scale standardizzate che misurano quanto bene possano svolgere attività quotidiane e se abbiano deficit neurologici. Questa informazione aiuta i ricercatori a comprendere l’impatto del tumore sulla qualità della vita e a monitorare i cambiamenti durante il trattamento.
