La displasia fibrosa dell’osso è una rara patologia che sostituisce il tessuto osseo normale con tessuto fibroso, causando dolore e fratture. Attualmente è in corso uno studio clinico che valuta l’efficacia del Denosumab nel trattamento della displasia fibrosa e della sindrome di McCune-Albright negli adulti.
Studi Clinici in Corso sulla Displasia Fibrosa dell’Osso
La displasia fibrosa dell’osso è una condizione rara in cui il tessuto osseo normale viene sostituito da tessuto fibroso anomalo, provocando debolezza ossea, deformità e dolore cronico. Quando questa condizione si presenta insieme ad altre manifestazioni come alterazioni cutanee e squilibri ormonali, viene chiamata sindrome di McCune-Albright. Attualmente sono disponibili 1 studio clinico per questa patologia, che offre nuove opportunità terapeutiche ai pazienti affetti.
Studio Clinico Disponibile
Studio sul Denosumab per il Trattamento della Displasia Fibrosa/Sindrome di McCune-Albright negli Adulti
Localizzazione: Paesi Bassi
Questo studio clinico si concentra sulla valutazione degli effetti del Denosumab, un farmaco innovativo, nel trattamento della displasia fibrosa e della sindrome di McCune-Albright negli adulti. Il Denosumab è un anticorpo monoclonale che agisce inibendo una proteina chiamata RANKL, coinvolta nella formazione delle cellule responsabili del riassorbimento osseo.
L’obiettivo principale dello studio è valutare l’efficacia del Denosumab nel ridurre i livelli di dolore nei pazienti affetti da questa condizione. I partecipanti riceveranno il farmaco tramite iniezione sottocutanea, cioè un’iniezione praticata sotto la pelle. Lo studio prevede anche un gruppo di controllo che riceverà un placebo per confronto.
Durata e somministrazione: Lo studio avrà una durata complessiva di circa 12 mesi. Durante i primi sei mesi, i partecipanti riceveranno due iniezioni del farmaco in studio. La prima dose verrà somministrata all’inizio dello studio, mentre la seconda dose sarà somministrata dopo sei mesi dalla prima.
Criteri di inclusione principali:
- Diagnosi confermata di displasia fibrosa o sindrome di McCune-Albright con cartilagini di accrescimento chiuse (età superiore a 18 anni)
- Dolore nell’area interessata dalla displasia fibrosa che non migliora con il trattamento analgesico standard
- Punteggio del dolore pari o superiore a 4 sulla scala analogica visiva (VAS)
- Aumentata attività nell’area ossea interessata, identificabile attraverso marcatori nel sangue o test di imaging specifici
- Livelli normali di calcio, ormone paratiroideo e vitamina D
- Buona salute dentale, con controllo odontoiatrico effettuato negli ultimi 12 mesi
Criteri di esclusione principali:
- Gravidanza o allattamento
- Gravi problemi renali
- Storia di reazioni allergiche al farmaco in studio
- Recente assunzione di farmaci che influenzano la salute ossea
- Altre gravi condizioni di salute che potrebbero interferire con lo studio
- Impossibilità di seguire le procedure dello studio o di partecipare alle visite di follow-up
Valutazioni durante lo studio: Nel corso dello studio, i partecipanti saranno sottoposti a diverse valutazioni per monitorare i cambiamenti nella loro condizione. Queste includono:
- Questionari per valutare i livelli di dolore, la qualità della vita e l’attività fisica
- Test di imaging come scintigrafie ossee e assorbimetria a raggi X a doppia energia (DXA)
- Analisi dei marcatori del turnover osseo nel sangue
- Monitoraggio dell’uso di farmaci analgesici
Dopo i primi sei mesi di trattamento, i partecipanti potrebbero avere l’opportunità di continuare con una fase di trattamento “open-label”, durante la quale tutti riceveranno il farmaco attivo. Questa fase prevede ulteriori valutazioni e possibili dosi aggiuntive di Denosumab a nove e dodici mesi dall’inizio dello studio.
Lo studio rappresenta un’importante opportunità per comprendere meglio come il Denosumab possa aiutare a gestire il dolore e migliorare la qualità della vita delle persone affette da displasia fibrosa e sindrome di McCune-Albright. I risultati di questa ricerca potrebbero portare a migliori opzioni terapeutiche per i pazienti con questa rara condizione.
Informazioni sulla Displasia Fibrosa/Sindrome di McCune-Albright
La displasia fibrosa/sindrome di McCune-Albright è una rara patologia genetica che colpisce le ossa, la pelle e il sistema endocrino. È caratterizzata dalla sostituzione del tessuto osseo normale con tessuto fibroso, che porta a deformità ossee, fratture e dolore cronico. La condizione può anche causare alterazioni della pigmentazione cutanea e squilibri ormonali, come la pubertà precoce.
La gravità e i sintomi possono variare notevolmente tra gli individui: alcuni sperimentano effetti lievi, mentre altri affrontano sfide significative. La malattia spesso progredisce durante l’infanzia e l’adolescenza, con le lesioni ossee che tipicamente si stabilizzano nell’età adulta. La sindrome è causata da mutazioni nel gene GNAS, che si verificano dopo il concepimento e non sono ereditarie.
Riepilogo
Attualmente è disponibile uno studio clinico dedicato alla displasia fibrosa dell’osso, che rappresenta un’importante opportunità per i pazienti adulti affetti da questa condizione rara. Lo studio si concentra sul Denosumab, un farmaco che ha mostrato potenziale nel ridurre il dolore associato alla displasia fibrosa e alla sindrome di McCune-Albright.
Aspetti importanti da evidenziare:
- Lo studio utilizza un approccio controllato con placebo per valutare l’efficacia del trattamento in modo rigoroso
- Il protocollo prevede un monitoraggio completo dei partecipanti attraverso valutazioni cliniche, questionari e test di imaging avanzati
- L’obiettivo primario è la riduzione del dolore, ma lo studio valuta anche la qualità della vita e l’attività fisica dei pazienti
- La possibilità di una fase di trattamento open-label offre ai partecipanti l’opportunità di continuare a ricevere il farmaco attivo
- Lo studio richiede una buona salute dentale, un aspetto importante quando si utilizzano farmaci che influenzano il metabolismo osseo
Questa ricerca potrebbe aprire nuove strade terapeutiche per una condizione che attualmente dispone di opzioni di trattamento limitate, offrendo speranza ai pazienti che convivono con dolore cronico e limitazioni funzionali dovute alla displasia fibrosa.











