Indice dei Contenuti
- Cos’è lo IODURO DI SODIO (123 I)?
- Uso Medico
- Somministrazione
- Informazioni sulla Sperimentazione Clinica
- Criteri di Idoneità
- Potenziali Benefici e Rischi
Cos’è lo IODURO DI SODIO (123 I)?
Lo IODURO DI SODIO (123 I) è una forma radioattiva di iodio utilizzata nell’imaging medico. È anche noto con il nome commerciale “Iniezione di Ioduro di Sodio (I123)” ed è classificato come radiofarmaco diagnostico[1]. Questa sostanza viene utilizzata per aiutare i medici a visualizzare determinate parti del corpo, in particolare la ghiandola tiroidea.
Uso Medico
L’uso principale dello IODURO DI SODIO (123 I) è nella diagnosi e nella gestione del carcinoma tiroideo non midollare (NMTC), un tipo di cancro alla tiroide[1]. Nello specifico, viene utilizzato in una procedura chiamata scintigrafia con radioiodio (RaI), che aiuta i medici a:
- Rilevare la presenza di cancro alla tiroide
- Identificare se il cancro si è diffuso ad altre parti del corpo (metastasi)
- Valutare quanto bene il cancro sta rispondendo al trattamento
Questo strumento diagnostico è particolarmente prezioso per i pazienti con NMTC avanzato o metastatico, in quanto può aiutare a determinare se le cellule tumorali sono ancora in grado di assorbire lo iodio, aspetto cruciale per determinati trattamenti[1].
Somministrazione
Lo IODURO DI SODIO (123 I) viene somministrato come soluzione iniettabile. Tipicamente viene somministrato tramite iniezione endovenosa, il che significa che viene iniettato direttamente in una vena[1]. Il dosaggio è misurato in MBq (megabecquerel), un’unità utilizzata per misurare la radioattività. La dose massima giornaliera è tipicamente intorno ai 148 MBq, con una dose totale massima di 296 MBq su un periodo di trattamento fino a 2 giorni[1].
Informazioni sulla Sperimentazione Clinica
Una sperimentazione clinica (numero 2022-500477-14-00) sta attualmente esplorando l’uso dello IODURO DI SODIO (123 I) in combinazione con un altro farmaco chiamato digossina per pazienti con cancro tiroideo non midollare avanzato[1]. Gli obiettivi principali di questa sperimentazione sono:
- Studiare se la digossina può aiutare a reindurre l’assorbimento di radioiodio nei pazienti il cui cancro ha smesso di rispondere alla terapia con radioiodio
- Valutare gli effetti della terapia con radioiodio sulla progressione del tumore dopo questa reinduzione
- Valutare la sicurezza del trattamento con digossina
Criteri di Idoneità
Per partecipare a questa sperimentazione clinica, i pazienti devono soddisfare determinati criteri[1]. Alcuni criteri di inclusione chiave sono:
- Diagnosi di carcinoma tiroideo non midollare (NMTC)
- Almeno 18 anni di età
- Aver subito una tiroidectomia totale (rimozione completa della ghiandola tiroidea) e almeno un trattamento con iodio radioattivo
- Avere una malattia locale o metastatica radiologicamente provata
- Avere almeno una lesione che non mostra un assorbimento significativo di iodio radioattivo nelle scansioni precedenti
Ci sono anche diversi criteri di esclusione, tra cui determinate condizioni mediche, farmaci e trattamenti recenti che potrebbero interferire con lo studio[1].
Potenziali Benefici e Rischi
I potenziali benefici dell’uso dello IODURO DI SODIO (123 I) in questo contesto includono:
- Miglioramento della rilevazione e del monitoraggio del cancro alla tiroide
- Possibilità di rendere nuovamente efficace la terapia con radioiodio nei pazienti che hanno smesso di rispondere ad essa
- Migliore comprensione di come il cancro alla tiroide risponde al trattamento
Tuttavia, come per qualsiasi procedura medica che coinvolge radiazioni, ci sono potenziali rischi. Questi possono includere:
- Esposizione alle radiazioni, che dovrebbe essere attentamente controllata
- Possibili reazioni allergiche all’iniezione
- Interferenza con altri test o trattamenti medici











