Indice dei Contenuti
- Cos’è il Cloridrato di Dexrazoxano?
- Come Funziona il Dexrazoxano?
- Quali Condizioni Tratta il Dexrazoxano?
- Come Viene Somministrato il Dexrazoxano?
- Studi Clinici Attuali
- Potenziali Effetti Collaterali
Cos’è il Cloridrato di Dexrazoxano?
Il Cloridrato di Dexrazoxano è un farmaco utilizzato principalmente per proteggere il cuore dagli effetti tossici di alcuni farmaci chemioterapici. È anche noto con i nomi commerciali Zinecard, Totect e Cardioxane[1][2]. Questo farmaco svolge un ruolo cruciale nel rendere i trattamenti antitumorali più sicuri per i pazienti, riducendo il rischio di danni cardiaci.
Come Funziona il Dexrazoxano?
Il Dexrazoxano agisce come un farmaco chemoprotettivo, il che significa che aiuta a proteggere le cellule normali dagli effetti collaterali della chemioterapia. Funziona in diversi modi:
- Riduce la formazione di dannose specie reattive dell’ossigeno (ROS), che sono molecole instabili che possono danneggiare le cellule cardiache[3].
- Sopprime un processo chiamato apoptosi, che è la morte cellulare programmata che può verificarsi nelle cellule cardiache a causa della chemioterapia[3].
- Aiuta a proteggere il cuore interagendo e modificando gli effetti dei farmaci chemioterapici, in particolare quelli della classe delle antracicline (come la doxorubicina)[4].
Quali Condizioni Tratta il Dexrazoxano?
Il Dexrazoxano non è un trattamento diretto per il cancro, ma viene utilizzato in combinazione con i trattamenti antitumorali per prevenire o ridurre i danni cardiaci. È comunemente usato in pazienti che ricevono:
- Trattamento del cancro al seno che coinvolge la chemioterapia con antracicline[4]
- Trattamento per sarcomi dei tessuti molli (tumori che si sviluppano nei tessuti molli come muscoli o grasso)[5]
- Chemioterapia per vari tumori del sangue come la leucemia mieloide acuta, la sindrome mielodisplastica e altri[1]
- Trattamento per tumori solidi infantili o linfoma anaplastico a grandi cellule[2]
Inoltre, il dexrazoxano viene utilizzato per trattare l’estravaso accidentale di farmaci chemioterapici antraciclinici. L’estravaso si verifica quando questi farmaci fuoriescono dalla vena nei tessuti circostanti durante la somministrazione endovenosa, potenzialmente causando gravi danni ai tessuti[6][7].
Come Viene Somministrato il Dexrazoxano?
Il Dexrazoxano viene tipicamente somministrato come infusione endovenosa (IV), il che significa che viene erogato direttamente nella vena. Il dosaggio e la programmazione possono variare a seconda del piano di trattamento specifico e dei farmaci chemioterapici utilizzati. Alcuni metodi di somministrazione comuni includono:
- Somministrato 15-30 minuti prima di iniziare la chemioterapia[4]
- Amministrato in un rapporto specifico con il farmaco chemioterapico (ad esempio, 10:1 o 15:1 dexrazoxano rispetto al farmaco chemioterapico)[4]
- Somministrato come una serie di dosi per giorni consecutivi[1]
Studi Clinici Attuali
Il Dexrazoxano è oggetto di vari studi clinici per ampliarne l’uso e comprenderne meglio gli effetti. Alcune ricerche in corso includono:
- Test del dexrazoxano nei bambini sottoposti a chirurgia cardiaca per proteggere dai danni cardiaci durante la procedura[3]
- Indagine sull’uso del dexrazoxano in combinazione con nuovi trattamenti antitumorali per migliorarne la sicurezza[2]
- Studio del tempismo e del dosaggio ottimali del dexrazoxano per massimizzarne gli effetti protettivi[8]
Potenziali Effetti Collaterali
Sebbene il dexrazoxano sia generalmente ben tollerato, può avere alcuni effetti collaterali. Questi possono includere:
- Nausea e vomito
- Affaticamento
- Diminuzione della conta dei globuli bianchi, che potrebbe aumentare il rischio di infezioni
- Dolore o irritazione nel sito di iniezione
È importante notare che i benefici dell’uso del dexrazoxano per proteggere il cuore spesso superano questi potenziali effetti collaterali. Discuti sempre eventuali preoccupazioni con il tuo operatore sanitario[1].











