Indice
- Cos’è il Micrograsso Autologo?
- Combinazione di Trattamenti: Micrograsso Autologo e Plasma Ricco di Piastrine
- Condizione Medica: Osteoartrite Radiocarpica
- Come Funziona il Trattamento
- Dettagli della Sperimentazione Clinica
- Criteri di Idoneità
- Potenziali Benefici
- Considerazioni sulla Sicurezza
Cos’è il Micrograsso Autologo?
Il micrograsso autologo è una sostanza derivata dal proprio grasso corporeo. Il termine “autologo” significa che proviene dai propri tessuti. Questo grasso viene attentamente processato per creare una forma concentrata che può essere utilizzata per trattamenti medici.[1]
Combinazione di Trattamenti: Micrograsso Autologo e Plasma Ricco di Piastrine
Il trattamento in studio combina il micrograsso autologo con un’altra sostanza chiamata plasma ricco di piastrine (PRP). Il PRP è una concentrazione di piastrine dal proprio sangue, che contiene fattori di crescita che possono aiutare nella guarigione.[1]
Questa combinazione è denominata “MISCELA DI MICROGRASSO 2 mL E PLASMA RICCO DI PIASTRINE UMANO 2 mL” nella sperimentazione clinica. È una sospensione per iniezione, ovvero un liquido che può essere iniettato nel corpo.[1]
Condizione Medica: Osteoartrite Radiocarpica
Il trattamento è in fase di studio per l’osteoartrite radiocarpica. Questo è un tipo di artrite che colpisce l’articolazione del polso, specificamente dove le ossa dell’avambraccio (radio e ulna) incontrano la prima fila di ossa nel polso. Causa dolore, rigidità e può limitare il movimento del polso.[1]
Come Funziona il Trattamento
Il trattamento prevede l’iniezione della miscela di micrograsso autologo e plasma ricco di piastrine direttamente nell’articolazione del polso interessata. Questa è chiamata iniezione intra-articolare. L’idea è che queste sostanze possano aiutare a ridurre il dolore e migliorare la funzione articolare, potenzialmente promuovendo la guarigione e riducendo l’infiammazione.[1]
Dettagli della Sperimentazione Clinica
È in corso una sperimentazione clinica per valutare questo trattamento. Ecco alcuni punti chiave sulla sperimentazione:
- È una sperimentazione clinica di Fase 2, il che significa che sta testando l’efficacia e la sicurezza del trattamento.[1]
- L’obiettivo principale è vedere se questo trattamento è altrettanto buono (non inferiore) rispetto a un trattamento standard chiamato denervazione totale del polso nel ridurre il dolore dopo 6 mesi.[1]
- La sperimentazione esaminerà anche la sicurezza, la soddisfazione del paziente e l’efficacia del trattamento a 3, 6 e 12 mesi.[1]
- Alcuni pazienti saranno sottoposti a scansioni MRI per vedere se ci sono miglioramenti nella cartilagine del polso.[1]
Criteri di Idoneità
Per partecipare a questa sperimentazione, i pazienti devono soddisfare determinati criteri. Alcuni punti chiave includono:
- Avere 18 anni o più[1]
- Avere un’osteoartrite del polso che causa dolore significativo (40mm o più su una scala del dolore di 100mm)[1]
- Aver provato altri trattamenti per almeno un anno senza successo[1]
Ci sono anche diverse condizioni che impedirebbero a qualcuno di partecipare, come determinate condizioni mediche o l’uso di specifici farmaci.[1]
Potenziali Benefici
Mentre l’efficacia di questo trattamento è ancora in fase di studio, i potenziali benefici potrebbero includere:
- Riduzione del dolore al polso[1]
- Miglioramento della funzione e della mobilità del polso[1]
- Migliore qualità della vita grazie al miglioramento della condizione del polso[1]
Considerazioni sulla Sicurezza
La sperimentazione monitorerà attentamente i pazienti per eventuali effetti collaterali o complicazioni. Alcuni punti importanti sulla sicurezza:
- Il trattamento utilizza i propri tessuti, il che potrebbe ridurre il rischio di rigetto o reazioni allergiche.[1]
- I pazienti saranno controllati per determinate malattie infettive prima del trattamento.[1]
- Le persone con determinate condizioni mediche o che assumono specifici farmaci potrebbero non essere idonee per motivi di sicurezza.[1]
È importante notare che questo è un trattamento sperimentale e i suoi effetti completi e i potenziali rischi sono ancora in fase di studio.[1]











