Indice
- Panoramica dello studio
- Disegno della sperimentazione
- Chi può partecipare
- Obiettivi ed endpoint
- Stato del trial e dimensione
Panoramica dello studio
Il trial disponibile valuta AUTOLOGOUS CD34+ ENRICHED CELL FRACTION THAT CONTAINS CD34+ CELLS TRANSDUCED WITH RETROVIRAL VECTOR THAT ENCODES FOR THE HUMAN ADA CDNA SEQUENCE in persone con ictus ischemico, cioè un ictus causato da un blocco del flusso di sangue al cervello.[1]
Secondo il riassunto dello studio, i ricercatori vogliono capire se il trattamento può ridurre il volume dell’infarto cerebrale nei tre mesi successivi all’ictus.[1]
Disegno della sperimentazione
Lo studio è descritto come una sperimentazione controllata randomizzata di fase IIa, quindi una ricerca precoce che confronta i risultati in modo ordinato e assegna i partecipanti ai gruppi in modo casuale.[1]
Il trial è interventistico, il che significa che i partecipanti ricevono un trattamento o un intervento pianificato e i ricercatori osservano gli effetti.[1]
Nella scheda disponibile compare anche la voce “Drug: Strimvelis 1-10 x 106 cells/mL dispersion for infusion (20 U unit(s), INTRAVENIOUS INFUSION)”, ma la domanda clinica principale dello studio riportata nei dati è l’effetto delle cellule CD34+ somministrate in fase subacuta dopo ictus ischemico.[1]
Chi può partecipare
La popolazione bersaglio è formata da pazienti con ictus ischemico acuto in fase subacuta precoce o tardiva.[1]
Nel riassunto dello studio si parla di trattamento intorno a 7 giorni oppure 20 giorni dopo l’ictus, quindi i partecipanti devono trovarsi in una finestra temporale molto specifica dopo l’evento.[1]
Obiettivi ed endpoint
L’endpoint primario è il volume dell’infarto a tre mesi dopo l’ictus ischemico, cioè la misura della parte di cervello danneggiata dall’evento.[1]
Questo endpoint aiuta a capire se il trattamento è associato a meno danno cerebrale nel tempo rispetto a quanto ci si aspetterebbe senza questo intervento.[1]
Stato del trial e dimensione
Lo studio è Authorised, quindi autorizzato a procedere secondo i dati forniti.[1]
Il numero previsto di partecipanti è 30, una dimensione piccola tipica degli studi iniziali che cercano segnali precoci di efficacia.[1]
In sintesi, i dati disponibili mostrano un singolo studio clinico in fase 2, mirato a persone con ictus ischemico recente, con l’obiettivo principale di misurare il volume dell’infarto dopo tre mesi.[1]



