Indice dei Contenuti
- Cos’è il Phleum Pratense (225)?
- Condizioni Mediche Trattate
- Forme di Trattamento
- Efficacia
- Effetti Collaterali e Sicurezza
- Ricerca in Corso
Cos’è il Phleum Pratense (225)?
Il Phleum pratense (225), noto anche come Erba Timotea, è un tipo di polline di graminacea comunemente utilizzato nei trattamenti per le allergie[1]. Si tratta di un estratto allergenico derivato dall’erba timotea, che è una causa frequente di febbre da fieno e altre reazioni allergiche in molte persone. Questa sostanza viene utilizzata in varie forme di immunoterapia per aiutare a ridurre le reazioni allergiche al polline di graminacee.
Condizioni Mediche Trattate
Il Phleum pratense (225) viene principalmente utilizzato per trattare la rinite allergica e la rinocongiuntivite da moderate a gravi causate dall’allergia al polline di graminacee[2]. Queste condizioni comportano sintomi come:
- Starnuti
- Naso che cola o chiuso
- Occhi pruriginosi o lacrimosi
- Prurito alla gola o alle orecchie
Il trattamento è tipicamente raccomandato per i pazienti che hanno sperimentato questi sintomi per almeno due anni e i cui sintomi non sono adeguatamente controllati dai farmaci antiallergici convenzionali.
Forme di Trattamento
Il Phleum pratense (225) viene somministrato in diverse forme di immunoterapia:
- Immunoterapia Sublinguale (SLIT): Consiste nell’assumere quotidianamente una compressa o delle gocce contenenti l’estratto allergenico sotto la lingua[3]. Un esempio è GRAZAX, una compressa sublinguale contenente 75.000 unità SQ-T di estratto di Phleum pratense.
- Immunoterapia Sottocutanea (SCIT): Consiste nel ricevere iniezioni dell’estratto allergenico sotto la pelle, tipicamente somministrate da un professionista sanitario[3]. Alutard SQ Timotej è un esempio di prodotto utilizzato per la SCIT, contenente 10.000 SQ-E/ml di estratto di Phleum pratense.
- Immunoterapia Intralinfonodale (ILIT): Questa è una forma di trattamento più recente in fase di studio, in cui l’estratto allergenico viene iniettato direttamente nei linfonodi[3].
Efficacia
Gli studi clinici hanno dimostrato che l’immunoterapia con Phleum pratense (225) può essere efficace nel ridurre i sintomi allergici e la necessità di farmaci durante la stagione del polline di graminacee. L’efficacia viene tipicamente misurata utilizzando il Punteggio Combinato di Sintomi e Farmaci (CSMS), che tiene conto sia della gravità dei sintomi allergici che della quantità di farmaci di soccorso necessari[2][3].
I pazienti spesso sperimentano un miglioramento della loro qualità di vita, misurato attraverso il Questionario sulla Qualità della Vita per la Rinocongiuntivite (RQLQ)[3]. Il trattamento può anche aumentare il numero di “giorni di benessere” durante la stagione pollinica, definiti come giorni con sintomi minimi e nessuna necessità di farmaci di soccorso.
Effetti Collaterali e Sicurezza
Sebbene l’immunoterapia con Phleum pratense (225) sia generalmente considerata sicura, può causare effetti collaterali. Gli effetti collaterali comuni possono includere:
- Prurito o gonfiore nella bocca (per la terapia sublinguale)
- Reazioni locali nel sito di iniezione (per la terapia sottocutanea)
- Lievi reazioni allergiche
In rari casi, possono verificarsi reazioni allergiche più gravi. Pertanto, il trattamento viene tipicamente iniziato sotto supervisione medica e i pazienti vengono monitorati per eventuali reazioni avverse[2].
Ricerca in Corso
La ricerca attuale sta esplorando nuovi modi per migliorare l’efficacia e la sicurezza dell’immunoterapia con Phleum pratense (225). Alcune aree di studio in corso includono:
- Combinare l’immunoterapia con l’integrazione di vitamina D per potenziarne potenzialmente gli effetti[3]
- Confrontare l’efficacia di diverse vie di somministrazione (sublinguale vs. sottocutanea vs. intralinfonodale)[3]
- Investigare regimi di dosaggio ottimali per massimizzare l’efficacia minimizzando gli effetti collaterali[2]
Questi studi mirano a fornire opzioni di trattamento più personalizzate ed efficaci per i pazienti con allergie al polline di graminacee in futuro.












