Indice
- Panoramica dei trial
- Studio di fase 3: vie di somministrazione e cellule T cutanee
- Studio di fase 2: confronto con STAMARIL in adulti
- Chi partecipa agli studi
- Quali risultati vengono misurati
- Termini utili da conoscere
Panoramica dei trial
I dati disponibili descrivono due studi interventistici sulla vaccinazione contro la febbre gialla, entrambi con stato Authorised.[1][2] Uno studio è in fase 3 e coinvolge 222 partecipanti, mentre l’altro è in fase 2 e coinvolge 690 partecipanti.[1][2]
Questi trial non sono descritti come studi su una malattia diversa: entrambi valutano la risposta alla vaccinazione contro la febbre gialla.[1][2] Il focus principale è su immunogenicità, cioè la capacità del vaccino di stimolare una risposta immunitaria misurabile.[1][2]
Studio di fase 3: vie di somministrazione e cellule T cutanee
Il trial 2024-514154-73-00 è uno studio randomizzato controllato che confronta la risposta immunitaria dopo vaccinazione intradermica, sottocutanea e intramuscolare.[1] Lo studio usa YELLOW FEVER VIRUS STRAIN 17D-204 (LIVE, ATTENUATED) come vaccino contro la febbre gialla, presentato nei dati come STAMARIL.[1]
L’obiettivo dichiarato è confrontare il numero e la proporzione di cellule T di memoria residenti nella pelle specifiche per il virus della febbre gialla al giorno 28 dopo la vaccinazione.[1] Le misure principali vengono analizzate con citometria a flusso, una tecnica di laboratorio che conta e identifica cellule specifiche nel sangue o nei campioni biologici.[1]
Le tre vie di somministrazione riportate sono intramuscolare, intradermica e sottocutanea, con dosi e modalità diverse nei dati del trial.[1] Questo studio è utile per capire se il modo in cui il vaccino viene somministrato cambia la risposta immunitaria nella pelle.[1]
Studio di fase 2: confronto con STAMARIL in adulti
Il trial 2022-502047-35-00 valuta un vaccino sperimentale indicato come vYF vaccine rispetto a STAMARIL in adulti in Europa e Asia.[2] Anche questo studio riguarda la vaccinazione contro la febbre gialla ed è un trial interventistico.[2]
L’obiettivo principale è dimostrare la non inferiorità della risposta anticorpale del vaccino sperimentale rispetto al controllo.[2] In parole semplici, i ricercatori vogliono verificare che la risposta immunitaria del vaccino in studio non sia peggiore di quella del vaccino di confronto oltre un limite stabilito.[2]
Il risultato primario è la percentuale di partecipanti nell’Unione Europea con sieroconversione nella popolazione mai esposta prima alla febbre gialla.[2] Nei dati del trial, la sieroconversione è definita come un aumento di 4 volte dei titoli di anticorpi neutralizzanti rispetto al valore prima della vaccinazione.[2]
Chi partecipa agli studi
I partecipanti descritti nei trial sono adulti.[1][2] Uno studio include adulti in Europa e Asia, mentre l’altro valuta partecipanti vaccinati con diverse vie di somministrazione.[1][2]
Nel trial di fase 2 è specificato che l’analisi principale riguarda partecipanti YF-naïve, cioè persone che non hanno mai avuto contatto precedente con il virus della febbre gialla.[2] Questo è importante perché aiuta a misurare la risposta iniziale al vaccino in modo più chiaro.[2]
Quali risultati vengono misurati
Nel trial di fase 3, i risultati primari sono la percentuale e il numero assoluto di cellule T specifiche per il virus della febbre gialla nella popolazione di linfociti residenti nella pelle al giorno 28.[1] Queste misure servono a capire quanto bene il vaccino stimola una risposta immunitaria locale nella pelle.[1]
Nel trial di fase 2, il risultato principale è la percentuale di partecipanti con sieroconversione 28 giorni dopo una dose di vaccino.[2] Questo endpoint misura la risposta degli anticorpi nel sangue dopo la vaccinazione.[2]
In entrambi gli studi, il momento chiave di misurazione è circa 28 giorni dopo la vaccinazione, indicato come D28 o 28 giorni.[1][2]
Termini utili da conoscere
Immunogenicità significa la capacità di un vaccino di far reagire il sistema immunitario.[1][2] Randomizzato controllato significa che i partecipanti vengono assegnati in modo casuale a gruppi diversi, così il confronto è più affidabile.[1]
Citometria a flusso è un test di laboratorio che conta e identifica cellule specifiche.[1] Anticorpi neutralizzanti sono proteine che aiutano a bloccare il virus e vengono usate come misura della risposta al vaccino.[2]
Cellule T di memoria residenti nella pelle sono cellule immunitarie che restano nella pelle e possono aiutare nella difesa dopo la vaccinazione.[1] Non inferiorità è un tipo di confronto usato per vedere se un nuovo vaccino non è peggiore del controllo in modo clinicamente importante.[2]




