Questo studio riguarda persone che si trovano in una condizione chiamata shock emorragico, che si verifica quando il corpo perde una grande quantità di sangue a causa di un’emorragia. Quando questo accade, la pressione del sangue si abbassa molto e gli organi non ricevono abbastanza ossigeno per funzionare bene. Nello studio verranno utilizzati due tipi diversi di liquidi che vengono somministrati attraverso una flebo direttamente nelle vene. Il primo è il plasma umano liofilizzato, che è una parte del sangue preparata in forma secca e poi sciolta prima dell’uso. Il secondo tipo sono le normali soluzioni per infusione che contengono sali minerali come cloruro di sodio, cloruro di potassio, cloruro di calcio diidrato, cloruro di magnesio esaidrato e sodio acetato triidrato, che vengono comunemente usate per reintegrare i liquidi nel corpo.
Lo scopo dello studio è capire se somministrare il plasma liofilizzato nella fase iniziale del trattamento in pronto soccorso possa essere più efficace rispetto alle normali soluzioni saline per stabilizzare le condizioni dei pazienti in shock emorragico. Il plasma liofilizzato può essere preparato e somministrato molto più velocemente rispetto al plasma normale, in circa sei minuti e mezzo invece di trenta o quarantacinque minuti. Si pensa che questo tipo di plasma possa aiutare a proteggere i vasi sanguigni e mantenere il volume di sangue in modo più efficace, portando a una stabilizzazione più rapida della circolazione del sangue.
Durante lo studio i pazienti riceveranno uno dei due tipi di liquidi attraverso infusione e verranno osservati per vedere quanto velocemente le loro condizioni migliorano. I medici misureranno il livello di lattato nel sangue, una sostanza che aumenta quando gli organi non ricevono abbastanza ossigeno, per valutare se il paziente si sta riprendendo. Si vuole anche verificare se l’uso del plasma liofilizzato permetta di ridurre la quantità di liquidi salini necessari, evitando così possibili problemi legati all’eccesso di liquidi nel corpo.

Austria