Questo articolo descrive gli studi clinici in corso sulla saturazione d’ossigeno, concentrandosi su un trial che valuta la terapia con ossigeno per prevenire complicanze respiratorie dopo interventi chirurgici non cardiaci in pazienti a rischio.
Studi Clinici sulla Saturazione d’Ossigeno: Terapia con Ossigeno per Prevenire Complicanze Post-Operatorie
La saturazione d’ossigeno nel sangue è un parametro fondamentale per la salute, specialmente nel periodo dopo un intervento chirurgico. Attualmente è disponibile 1 studio clinico che sta valutando nuovi approcci per mantenere adeguati livelli di ossigeno nei pazienti dopo chirurgia non cardiaca.
Studio Clinico Disponibile
Terapia con Ossigeno per Prevenire Problemi Respiratori Dopo Chirurgia Non Cardiaca in Pazienti a Rischio di Complicanze Post-Operatorie
Localizzazione: Austria
Questo studio clinico, denominato AIOLOS, si concentra su pazienti a rischio di complicanze dopo interventi chirurgici non cardiaci, come chirurgia generale o urologica. La ricerca sta valutando l’uso della terapia con ossigeno somministrata attraverso una cannula nasale a un flusso di 3 litri al minuto. L’obiettivo principale è verificare se questa somministrazione di ossigeno possa aiutare a ridurre i cali temporanei dei livelli di ossigeno nel sangue, noti come desaturazione, che possono verificarsi dopo l’intervento chirurgico.
Lo studio confronta due gruppi di pazienti: un gruppo riceve la terapia con ossigeno, mentre l’altro gruppo riceve le cure standard tipicamente fornite dopo l’intervento. L’obiettivo principale è osservare il tempo medio in cui i livelli di ossigeno nel sangue dei pazienti scendono sotto il 90% durante i primi due giorni dopo l’intervento chirurgico. Questo viene misurato utilizzando un dispositivo chiamato pulsossimetro, uno strumento semplice che si applica a un dito per monitorare i livelli di ossigeno nel sangue.
Criteri di inclusione principali:
- Pazienti programmati per chirurgia elettiva non cardiaca (chirurgia generale o urologica)
- Età di 60 anni o superiore
- Almeno un pernottamento pre-operatorio e due pernottamenti post-operatori pianificati
- Rischio di complicanze post-operatorie dovute a bassi livelli di ossigeno, definito da almeno una delle seguenti condizioni:
- Livelli elevati di proteine cardiache (hsTnT o NT-proBNP)
- Storia di malattia coronarica o arteriopatia periferica
- Età di 75 anni o superiore
- Storia di attacco ischemico transitorio (TIA) o ictus
- Fumatore attuale o che ha smesso negli ultimi 2 anni
- Presenza di diabete di qualsiasi tipo
- Livelli elevati di colesterolo (iperlipidemia)
- Storia di ipertensione
- Presenza di fibrillazione atriale
- Intervento eseguito in anestesia generale
- Consenso informato scritto
Criteri di esclusione:
- Pazienti non a rischio di complicanze post-operatorie dopo chirurgia generale o urologica
- Pazienti al di fuori della fascia d’età specificata
- Pazienti appartenenti a popolazioni vulnerabili che necessitano di protezione o cure speciali
Oltre al monitoraggio dei livelli di ossigeno, lo studio valuterà anche altri fattori importanti come la qualità del recupero il primo giorno dopo l’intervento, l’eventuale insorgenza di delirium e le infezioni del sito chirurgico entro 30 giorni. Il trial ha iniziato a reclutare partecipanti nell’ottobre 2024 e si prevede che si concluda entro novembre 2025.
Come funziona il trattamento studiato:
La terapia con ossigeno viene somministrata tramite cannula nasale a un flusso di 3 litri al minuto. A livello molecolare, questa terapia funziona aumentando la quantità di ossigeno disponibile nel flusso sanguigno, che è fondamentale per il metabolismo cellulare e la produzione di energia. È classificata come una terapia di supporto respiratorio.
Riepilogo
Attualmente è disponibile un importante studio clinico sulla saturazione d’ossigeno che potrebbe migliorare significativamente la cura dei pazienti in fase di recupero da interventi chirurgici. Lo studio AIOLOS si concentra su una popolazione di pazienti anziani (60 anni o più) con fattori di rischio multipli per complicanze post-operatorie.
Un aspetto rilevante di questo studio è l’ampia gamma di condizioni che identificano i pazienti a rischio, includendo problematiche cardiovascolari, metaboliche e respiratorie. Questo approccio riflette la natura multifattoriale delle complicanze post-operatorie e la necessità di identificare precocemente i pazienti che potrebbero beneficiare maggiormente di interventi preventivi.
Il monitoraggio continuo della saturazione d’ossigeno tramite pulsossimetro rappresenta un metodo non invasivo e facilmente applicabile nella pratica clinica quotidiana. I risultati di questo studio potrebbero fornire evidenze importanti sui benefici della terapia supplementare con ossigeno, potenzialmente stabilendo nuovi standard di cura per i pazienti a rischio dopo chirurgia non cardiaca.
La valutazione di outcome secondari come la qualità del recupero, l’incidenza di delirium e le infezioni del sito chirurgico fornirà inoltre una comprensione più completa dell’impatto della terapia con ossigeno sul benessere complessivo del paziente nel periodo post-operatorio.











