La microangiopatia trombotica (TMA) è una complicanza grave che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali emopoietiche. Attualmente sono in corso diversi studi clinici per testare nuovi trattamenti che potrebbero migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti affetti da questa condizione.
Studi Clinici in Corso sulla Microangiopatia Trombotica
La microangiopatia trombotica associata al trapianto di cellule staminali emopoietiche (HSCT-TMA) è una condizione seria che colpisce i piccoli vasi sanguigni e può causare danni a vari organi. Questa complicanza può manifestarsi dopo un trapianto di cellule staminali e richiede un trattamento tempestivo ed efficace. Attualmente sono disponibili 4 studi clinici che stanno testando nuovi farmaci promettenti per questa condizione.
Studi Clinici Disponibili
Studio sul Ravulizumab per Bambini con Microangiopatia Trombotica dopo Trapianto di Cellule Staminali
Localizzazione: Francia, Germania, Italia, Spagna
Questo studio clinico si concentra sui bambini di età compresa tra 1 mese e 18 anni che hanno sviluppato microangiopatia trombotica (TMA) dopo aver ricevuto un trapianto di cellule staminali emopoietiche (HSCT). La TMA è una condizione grave che colpisce i vasi sanguigni e può causare complicanze in diversi organi.
Il trattamento testato in questo studio è un farmaco chiamato Ravulizumab, somministrato per via endovenosa in aggiunta alle migliori cure di supporto disponibili. Il Ravulizumab agisce bloccando specifiche proteine nel sangue che possono causare infiammazione e danni ai vasi sanguigni, problemi comuni nella TMA.
Criteri principali di inclusione:
- Età compresa tra 28 giorni e meno di 18 anni
- Aver ricevuto un trapianto di cellule staminali emopoietiche negli ultimi 12 mesi
- Diagnosi di TMA con bassa conta piastrinica, segni di emolisi (distruzione dei globuli rossi), proteinuria e nuova insorgenza di anemia o ipertensione
- TMA che persiste per almeno 72 ore dopo il trattamento iniziale
- Peso minimo di 5 kg
- Vaccinazione contro le infezioni meningococciche, se possibile
I partecipanti allo studio riceveranno Ravulizumab e verranno monitorati nel tempo per valutare come la loro condizione risponde al trattamento. Lo studio valuterà vari risultati, come la velocità di risposta della TMA, eventuali cambiamenti nella funzione degli organi e i tassi di sopravvivenza complessivi.
Studio sul Narsoplimab per Bambini con Danno Vascolare ad Alto Rischio dopo Trapianto di Cellule Staminali
Localizzazione: Germania, Paesi Bassi, Spagna
Questo studio si concentra su bambini di età compresa tra 28 giorni e 18 anni con diagnosi di HSCT-TMA ad alto rischio. Il Narsoplimab è il farmaco in fase di sperimentazione, somministrato tramite iniezione endovenosa.
Il Narsoplimab agisce inibendo una proteina chiamata MASP-2, che svolge un ruolo nel sistema del complemento immunitario, riducendo così l’infiammazione e il danno ai vasi sanguigni. È classificato come anticorpo monoclonale, un tipo di farmaco progettato per colpire proteine specifiche nel corpo.
Criteri principali di inclusione:
- Età tra 28 giorni e meno di 18 anni
- Consenso informato da parte di un genitore o tutore legale
- Diagnosi di HSCT-TMA ad alto rischio con bassa conta piastrinica e segni di emolisi microangiopatica
- Almeno uno dei seguenti criteri ad alto rischio: HSCT-TMA persistente per 2 settimane o più, elevato rapporto proteine/creatinina nelle urine, funzione renale anomala, problemi del sistema nervoso correlati alla TMA, o ipertensione polmonare
L’obiettivo principale dello studio è valutare il tasso di sopravvivenza a 100 giorni dalla diagnosi di HSCT-TMA, oltre ad altri esiti di salute nel lungo periodo. I ricercatori monitoreranno anche come il corpo processa il Narsoplimab e gli eventuali effetti collaterali.
Studio sul Pegcetacoplan (APL-2) nei Pazienti con Microangiopatia Trombotica Associata al Trapianto dopo Trapianto di Cellule Staminali
Localizzazione: Francia, Grecia, Italia, Spagna
Questo studio si concentra su pazienti adulti (età minima 18 anni) con microangiopatia trombotica associata al trapianto (TA-TMA), una complicanza che può verificarsi dopo aver ricevuto un trapianto di cellule staminali emopoietiche.
Il farmaco testato è il Pegcetacoplan, un inibitore del complemento che agisce prendendo di mira e regolando la proteina C3 del complemento, che svolge un ruolo cruciale nel sistema del complemento. Questo farmaco aiuta a prevenire l’attivazione eccessiva del complemento che porta al danno dei vasi sanguigni e alla formazione di coaguli.
Criteri principali di inclusione:
- Età minima di 18 anni
- Aver ricevuto un trapianto di cellule staminali da donatore correlato o non correlato
- Diagnosi di TA-TMA con bassa conta piastrinica (inferiore a 50 x 10⁹/L), livelli elevati di LDH e almeno 2 segni aggiuntivi tra: presenza di schistociti, anemia, proteinuria, livelli elevati di sC5b-9 o ipertensione
- TMA che persiste nonostante il trattamento iniziale
- Livelli elevati di proteine nelle urine
Questo è uno studio in aperto in cui tutti i partecipanti riceveranno il Pegcetacoplan. Lo studio monitorerà vari aspetti della salute dei pazienti, inclusi esami del sangue e funzione degli organi, per 24 settimane. La ricerca valuterà come il farmaco influisce su determinate proteine nel sangue e se aiuta a migliorare i sintomi della TA-TMA, inclusa la funzione renale, la conta delle cellule del sangue e altre misure di salute.
Studio sul Ravulizumab per Pazienti con Microangiopatia Trombotica dopo Trapianto di Cellule Staminali
Localizzazione: Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia
Questo studio clinico testa il Ravulizumab in adolescenti e adulti (età minima 12 anni) che hanno sviluppato TMA dopo un trapianto di cellule staminali emopoietiche. Si tratta di uno studio controllato con placebo, il che significa che alcuni partecipanti riceveranno il Ravulizumab mentre altri riceveranno un placebo.
Il Ravulizumab è somministrato per via endovenosa e agisce inibendo una parte del sistema immunitario chiamata sistema del complemento, che può contribuire all’infiammazione e alla formazione di coaguli. È classificato come anticorpo monoclonale.
Criteri principali di inclusione:
- Età di 12 anni o superiore
- Aver ricevuto un trapianto di cellule staminali emopoietiche negli ultimi 12 mesi
- Diagnosi di TMA con nuova insorgenza di trombocitopenia, segni di emolisi, proteinuria e nuova insorgenza di anemia o ipertensione
- HSCT-TMA che persiste nonostante il trattamento iniziale per almeno 72 ore
- Peso di 30 kg o superiore
- Vaccinazione contro le infezioni meningococciche, se possibile
Lo studio durerà diversi mesi, durante i quali i partecipanti riceveranno infusioni regolari e la loro salute sarà monitorata attentamente. Lo studio valuterà se il Ravulizumab può aiutare a migliorare i sintomi della TMA e prevenire ulteriori complicanze. I ricercatori monitoreranno i cambiamenti nella salute dei partecipanti, inclusi eventuali miglioramenti nella funzione degli organi e la sopravvivenza complessiva. Lo studio è stimato concludersi entro giugno 2025.
Riepilogo
Gli studi clinici attualmente in corso sulla microangiopatia trombotica rappresentano un’importante opportunità per i pazienti che sviluppano questa grave complicanza dopo un trapianto di cellule staminali. Tutti e quattro gli studi si concentrano su farmaci che agiscono sul sistema del complemento, un componente chiave del sistema immunitario coinvolto nello sviluppo della TMA.
È importante notare che:
- Due studi (Ravulizumab e Narsoplimab) sono specificamente dedicati ai pazienti pediatrici, offrendo opzioni terapeutiche per bambini e adolescenti
- Due studi (Pegcetacoplan e Ravulizumab per adulti) includono pazienti adulti, con età minima rispettivamente di 18 e 12 anni
- Tutti gli studi richiedono una diagnosi confermata di TMA con criteri specifici, inclusa bassa conta piastrinica, segni di emolisi e coinvolgimento di altri organi
- La vaccinazione contro le infezioni meningococciche è un requisito importante in diversi studi, data la modalità di azione di questi farmaci sul sistema del complemento
- Gli studi sono condotti in diversi paesi europei, tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna e altri, offrendo una buona accessibilità geografica
Questi studi clinici rappresentano la speranza di migliorare significativamente la prognosi dei pazienti con HSCT-TMA, una condizione che storicamente ha avuto un tasso di mortalità elevato. I pazienti interessati dovrebbero discutere con il proprio medico specialista la possibilità di partecipare a uno di questi studi.



