Introduzione: Chi Dovrebbe Sottoporsi a Test Diagnostici
Non tutti coloro che hanno la pressione bassa devono correre dal medico. Per alcune persone, avere una pressione sanguigna naturalmente bassa è perfettamente normale e non causa alcun problema. Tuttavia, quando le misurazioni della pressione arteriosa scendono costantemente al di sotto di 90/60 millimetri di mercurio (mm Hg), e soprattutto quando compaiono sintomi, diventa necessario indagare su cosa potrebbe accadere all’interno del corpo.[1]
Dovresti considerare di far controllare la tua pressione sanguigna se manifesti sintomi ricorrenti come sensazione di vertigini quando ti alzi in piedi, episodi di stordimento, visione offuscata, debolezza insolita, confusione o svenimenti. Questi sintomi suggeriscono che organi vitali come il cervello e il cuore potrebbero non ricevere un flusso sanguigno adeguato.[2] La situazione diventa più urgente quando i sintomi interferiscono con le tue attività quotidiane o influenzano la tua qualità di vita.
Gli anziani hanno particolari motivi per essere vigilanti riguardo a questi sintomi. Con l’avanzare dell’età, i sistemi automatici del corpo che regolano la pressione arteriosa diventano meno reattivi, rendendo l’ipotensione ortostatica (un calo improvviso della pressione sanguigna quando ci si alza in piedi) sempre più comune. Gli studi dimostrano che solo circa il 5% delle persone ha questa condizione all’età di 50 anni, ma la percentuale aumenta drasticamente a oltre il 30% nelle persone sopra i 70 anni.[2]
Le persone che assumono farmaci per la pressione alta, la depressione o il morbo di Parkinson dovrebbero prestare particolare attenzione ai sintomi della pressione bassa. Questi farmaci possono talvolta abbassare troppo la pressione sanguigna. Inoltre, chiunque abbia il diabete, problemi cardiaci o una storia di disidratazione dovrebbe monitorare i segni di ipotensione, poiché queste condizioni aumentano il rischio che la pressione arteriosa scenda a livelli preoccupanti.[1]
Metodi Diagnostici Standard per la Pressione Bassa
Il percorso diagnostico dell’ipotensione inizia con un esame fisico approfondito e una conversazione dettagliata sulla tua storia medica. Il tuo medico vorrà sapere di eventuali sintomi che hai sperimentato, quando si verificano, cosa stavi facendo quando sono comparsi e se qualcosa li migliora o li peggiora. Ti chiederà anche informazioni sui farmaci che stai assumendo, sulla storia di salute della tua famiglia, sulla tua dieta e sulle tue abitudini di vita.[18]
Misurazione della Pressione Sanguigna
La pietra angolare della diagnosi di pressione bassa è, naturalmente, la misurazione della pressione arteriosa. Questo test semplice e indolore utilizza un dispositivo chiamato sfigmomanometro—essenzialmente un bracciale gonfiabile avvolto attorno al braccio. La misurazione fornisce due numeri: la pressione sistolica (il numero superiore, che mostra la pressione quando il cuore batte) e la pressione diastolica (il numero inferiore, che mostra la pressione quando il cuore riposa tra un battito e l’altro).[3]
La pressione bassa è generalmente definita come una lettura inferiore a 90/60 mm Hg. Tuttavia, i medici non si affidano a una singola misurazione effettuata nello studio medico. Il tuo operatore sanitario potrebbe controllare la tua pressione sanguigna più volte durante la visita e potrebbe chiederti di controllarla anche a casa. La pressione arteriosa varia naturalmente durante il giorno a seconda delle tue attività, dei livelli di stress e persino di ciò che hai mangiato, quindi misurazioni multiple forniscono un quadro più accurato.[6]
Per diagnosticare specificamente l’ipotensione ortostatica, il medico misurerà la tua pressione sanguigna in diverse posizioni. Di solito la controllerà mentre sei sdraiato, poi ti farà sedere e controllerà di nuovo, e infine la misurerà mentre sei in piedi. Se la tua pressione sistolica scende di 20 mm Hg o più, o la tua pressione diastolica scende di 10 mm Hg o più entro tre minuti dall’alzarsi in piedi, questo conferma l’ipotensione ortostatica.[16]
Esami del Sangue
Gli esami del sangue forniscono informazioni preziose su cosa potrebbe causare la pressione bassa. Un emocromo completo può rivelare l’anemia (basso numero di globuli rossi), che riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno e può abbassare la pressione arteriosa. Gli esami del sangue possono anche rilevare bassi livelli di zucchero nel sangue (ipoglicemia) o alti livelli di zucchero, entrambi i quali possono influenzare la regolazione della pressione sanguigna.[18]
Il tuo medico potrebbe anche ordinare esami per controllare la funzione tiroidea, poiché una tiroide poco attiva può causare ipotensione. Gli esami del sangue possono valutare la funzionalità renale, verificare la presenza di segni di infezione e misurare i livelli di ormoni importanti. Se il medico sospetta la malattia di Addison (quando le ghiandole surrenali non producono abbastanza ormoni), esami del sangue specifici possono controllare i tuoi livelli ormonali.[7]
Test di Funzionalità Cardiaca
Poiché il cuore svolge un ruolo centrale nel mantenimento della pressione sanguigna, diversi test esaminano quanto bene sta funzionando. Un elettrocardiogramma (ECG o EKG) è un test rapido e indolore che misura l’attività elettrica del cuore. Durante questo test, piccoli sensori vengono attaccati al petto e talvolta alle braccia e alle gambe. L’ECG può rilevare battiti cardiaci irregolari, problemi alle valvole cardiache o altre condizioni cardiache che potrebbero causare la pressione bassa.[18]
Un ecocardiogramma utilizza onde sonore per creare immagini in movimento del cuore. Questo test ad ultrasuoni mostra come funzionano le camere e le valvole del cuore, quanto bene scorre il sangue attraverso il cuore e se il muscolo cardiaco sta pompando con forza normale. I problemi rilevati da un ecocardiogramma possono spiegare perché la pressione sanguigna è troppo bassa.[18]
Test del Tavolo Inclinato
Quando le misurazioni standard della pressione sanguigna non forniscono risposte chiare, o quando un paziente non può stare in piedi per il consueto test dei segni vitali ortostatici, i medici possono utilizzare un esame specializzato chiamato test del tavolo inclinato (o tilt test). Questo test è particolarmente utile per confermare la sospetta ipotensione ortostatica e per valutare quanto bene funziona il trattamento nei pazienti con disturbi che colpiscono il sistema nervoso autonomo (la parte del sistema nervoso che controlla automaticamente funzioni come la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e la respirazione).[16]
Durante questo test, ti sdrai su un tavolo speciale con cinghie che ti tengono al sicuro. Il personale sanitario monitora continuamente la tua pressione sanguigna e la frequenza cardiaca. Dopo che sei stato sdraiato per un po’, il tavolo viene inclinato verso l’alto per imitare la posizione in piedi. L’angolo è solitamente di almeno 60 gradi. Il team medico osserva attentamente come il tuo cuore e il tuo sistema nervoso rispondono a questo cambiamento di posizione. Se la tua pressione sanguigna scende in modo significativo e rimane bassa, o se sviluppi sintomi, questo conferma la diagnosi di ipotensione ortostatica.[18]
Test Diagnostici Aggiuntivi
A seconda di ciò che rivelano i tuoi test iniziali, il medico potrebbe ordinare ulteriori test specializzati. Un esame delle urine (analisi delle urine) può verificare la presenza di segni di diabete, disidratazione o problemi renali. Se si sospetta un’infezione, potrebbero essere prelevate emocolture per identificare i batteri specifici o altri organismi che causano l’infezione.[17]
In alcuni casi, esami di imaging come radiografie del torace o radiografie addominali aiutano a identificare problemi sottostanti. Ad esempio, potrebbero rivelare un ingrossamento del cuore, liquido nei polmoni o altri problemi che potrebbero spiegare la pressione bassa. Questi test vengono solitamente ordinati quando i medici sospettano specifici problemi agli organi o complicazioni.[17]
Criteri Diagnostici per l’Ammissione agli Studi Clinici
Sebbene le fonti fornite si concentrino principalmente sulla diagnosi clinica e sul trattamento dell’ipotensione nella pratica medica generale, non contengono informazioni specifiche sui test diagnostici standardizzati o sui criteri di qualificazione utilizzati per l’arruolamento dei pazienti negli studi clinici sull’ipotensione. Gli studi clinici hanno tipicamente requisiti di ingresso molto specifici che vanno oltre le procedure diagnostiche standard, ma questi protocolli variano significativamente a seconda dello scopo dello studio e della condizione studiata.
Le procedure diagnostiche generali descritte sopra—misurazioni della pressione sanguigna (inclusi i segni vitali ortostatici), esami del sangue, test di funzionalità cardiaca e test del tavolo inclinato—costituiscono la base per identificare i pazienti che potrebbero essere candidati per studi di ricerca. Tuttavia, ogni studio clinico avrebbe i propri requisiti particolari per le soglie di pressione sanguigna, la gravità dei sintomi, la durata della condizione e l’assenza di determinati fattori complicanti.[3]



