Introduzione: Quando Sottoporsi ai Test Diagnostici
Se notate qualsiasi cambiamento nella vostra vista, è importante consultare uno specialista della vista senza ritardo. L’atrofia ottica—che significa il deterioramento o il deperimento del nervo ottico—può causare problemi visivi gravi e permanenti, inclusa la cecità. Il nervo ottico trasporta le informazioni visive dall’occhio al cervello, funzionando come un cavo che vi permette di vedere e comprendere ciò che avete di fronte.[1]
Chiunque sperimenti visione offuscata, difficoltà a vedere lateralmente, problemi nella percezione dei colori o una graduale perdita di nitidezza della vista dovrebbe cercare assistenza medica. Questi sintomi possono indicare un danno al nervo ottico. I segni iniziali possono essere sottili, come un lento adattamento degli occhi ai cambiamenti di luce o una percezione dei colori compromessa. Sintomi più evidenti includono la visione di una foschia, lo sviluppo di punti ciechi o la percezione di colori sbiaditi. Con il tempo, la pupilla può diventare meno reattiva alla luce e la perdita della vista può progredire.[1][15]
I bambini con atrofia ottica possono sviluppare segni aggiuntivi come il nistagmo, che è un movimento involontario di oscillazione degli occhi. I genitori dovrebbero prestare attenzione a segni di scarsa visione, difficoltà nel seguire gli oggetti o posizionamento insolito della testa. Le persone che hanno subito traumi alla testa o agli occhi, hanno una storia familiare di malattie oculari o soffrono di condizioni croniche come diabete o pressione alta dovrebbero essere particolarmente vigilanti riguardo agli esami oculari regolari.[3]
Metodi Diagnostici per l’Atrofia Ottica
La diagnosi di atrofia ottica inizia con un esame oculare completo condotto da un oftalmologo o specialista della vista. Il medico inizierà ponendo domande dettagliate sui vostri sintomi, quando sono iniziati e come sono cambiati nel tempo. Chiederà anche informazioni sulla vostra storia medica, inclusi eventuali traumi passati, infezioni o malattie che potrebbero influenzare i vostri occhi o il sistema nervoso. Sono comuni anche domande sulla dieta, abitudini alcoliche, fumo e uso di farmaci o integratori, poiché tossine e carenze nutrizionali possono talvolta contribuire al danno del nervo ottico.[1][7]
Dopo aver raccolto la vostra storia clinica, il medico eseguirà un esame oculare approfondito. Questo include diversi test e osservazioni chiave che aiutano a identificare se l’atrofia ottica è presente e cosa potrebbe causarla.
Oftalmoscopia
Lo strumento principale per diagnosticare l’atrofia ottica è l’oftalmoscopio, un dispositivo che consente al medico di guardare direttamente nella parte posteriore dell’occhio ed esaminare il disco ottico. Il disco ottico è la parte del nervo ottico visibile durante l’esame. In un occhio sano, il disco ottico appare rosa o arancione con un centro giallo o bianco. Nell’atrofia ottica, il disco diventa pallido o biancastro, il che indica che le fibre nervose sono degenerate. Questo pallore è correlato a cambiamenti nel flusso sanguigno e alla perdita di cellule che compongono il nervo ottico.[1][3][11]
Il medico cercherà anche altri cambiamenti nell’aspetto del nervo ottico che possono suggerire la causa dell’atrofia o aiutare a distinguerla da altre condizioni oculari.
Test dell’Acuità Visiva
Questo è un test standard che misura quanto bene potete vedere a varie distanze. Potrebbe esservi chiesto di leggere lettere su un grafico per determinare la nitidezza della vostra visione centrale. Le persone con atrofia ottica spesso hanno un’acuità visiva ridotta, il che significa che non possono vedere chiaramente i dettagli fini.[3][11]
Test di Reazione Pupillare
Il medico proietterà una luce nei vostri occhi per controllare come reagiscono le vostre pupille. Nell’atrofia ottica, la pupilla può reagire lentamente alla luce o può eventualmente perdere completamente la sua capacità di reagire. Questo test aiuta a valutare quanto bene il nervo ottico sta trasmettendo i segnali.[3][11]
Test del Campo Visivo
Un test del campo visivo misura la vostra visione periferica, che è la vostra capacità di vedere lateralmente mentre guardate dritto davanti a voi. L’atrofia ottica spesso causa perdita della visione laterale, creando punti ciechi. Durante questo test, vi concentrate su un punto centrale mentre luci o oggetti appaiono in diverse parti del vostro campo visivo, e indicate quando li vedete. Questo test aiuta il medico a comprendere l’estensione e il modello della perdita visiva.[1][7]
Test della Visione dei Colori
Poiché l’atrofia ottica spesso influenza la capacità di percepire i colori, il medico può testare la vostra visione cromatica. Potrebbero esservi mostrate tavole colorate con numeri o pattern e vi sarà chiesto di identificarli. La difficoltà nel vedere i colori o nel distinguere tra sfumature può essere un segno precoce di danno al nervo ottico.[3][11]
Tomografia a Coerenza Ottica (OCT)
La tomografia a coerenza ottica, o OCT, è un test di imaging non invasivo che crea immagini dettagliate in sezione trasversale della retina e del nervo ottico. Utilizza onde luminose per catturare immagini ad alta risoluzione e può misurare lo spessore dello strato di fibre nervose. Nell’atrofia ottica, lo strato di fibre nervose diventa più sottile a causa della perdita cellulare. L’OCT è utile per rilevare cambiamenti precoci e monitorare la progressione nel tempo.[1][7]
Test di Imaging Aggiuntivi e di Laboratorio
Poiché l’atrofia ottica è spesso causata da altre condizioni sottostanti, il vostro medico può ordinare test aggiuntivi per trovare la causa principale. Questi possono includere:
- Risonanza Magnetica (RM): Una scansione RM crea immagini dettagliate del cervello e del nervo ottico utilizzando magneti e onde radio. Può aiutare a identificare tumori, sclerosi multipla, idrocefalo (accumulo di liquido nel cervello) o altre condizioni cerebrali che potrebbero causare il danno nervoso.[1][7]
- Angiografia con fluoresceina: Questo test prevede l’iniezione di un colorante speciale in una vena e poi la cattura di fotografie della retina. Aiuta il medico a vedere il flusso sanguigno nell’occhio e può rivelare problemi con i vasi sanguigni che forniscono il nervo ottico.[1][7]
- Ecografia: L’ecografia utilizza onde sonore per creare immagini dell’interno dell’occhio. Può aiutare a rilevare problemi strutturali o masse che potrebbero comprimere il nervo ottico.[1][7]
- Esami del sangue: Gli esami del sangue possono controllare infezioni, infiammazioni, carenze vitaminiche, tossine o condizioni metaboliche che potrebbero danneggiare il nervo ottico. Ad esempio, i test potrebbero cercare segni di sifilide, malattia di Lyme o carenza di vitamina B12.[1][7]
Controllo dei Movimenti Oculari e della Posizione della Testa
Nei bambini, i medici controlleranno movimenti oculari anomali come il nistagmo o inclinazioni insolite della testa, entrambi segni che possono indicare problemi al nervo ottico. Questi segni sono importanti per diagnosticare l’atrofia ottica nei giovani pazienti che potrebbero non essere in grado di descrivere chiaramente i loro sintomi.[3][11]
Diagnostica per la Qualificazione agli Studi Clinici
Se state considerando di partecipare a uno studio clinico per l’atrofia ottica o trattamenti correlati, probabilmente dovrete sottoporvi a test diagnostici aggiuntivi per determinare se soddisfate i criteri dello studio. Gli studi clinici hanno spesso requisiti rigorosi per garantire che i partecipanti abbiano la condizione studiata e che il loro stato di salute sia adatto per il trattamento sperimentale.
Sebbene le fonti fornite non includano informazioni dettagliate sui test diagnostici specifici utilizzati esclusivamente per l’arruolamento negli studi clinici, è pratica comune negli studi di ricerca utilizzare valutazioni cliniche standard simili a quelle utilizzate nella diagnosi di routine. Questi potrebbero includere esami oculari completi, misurazioni dell’acuità visiva, test del campo visivo, scansioni OCT e studi di imaging come la risonanza magnetica. Potrebbero anche essere richiesti esami del sangue per controllare la salute generale e escludere condizioni che potrebbero interferire con lo studio.[1][7]
Gli studi clinici possono anche richiedere una documentazione di base della gravità e della progressione dell’atrofia ottica. Questo aiuta i ricercatori a misurare se il trattamento sperimentale sta avendo un effetto. Ai partecipanti può essere chiesto di sottoporsi a test ripetuti a intervalli regolari durante lo studio per monitorare i cambiamenti nella vista e nella salute del nervo ottico.











