Stop precoce della terapia antibiotica nella neutropenia febbrile nei bambini con tumore: cefepime, teicoplanina, metronidazolo, meropenem, tazobactam, vancomicina, levofloxacina, ciprofloxacina, ceftazidima, amikacina e piperacillina

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Di cosa tratta questo studio?

Lo studio riguarda bambini e ragazzi con cancro che sviluppano neutropenia febbrile, una situazione in cui la febbre compare quando i globuli bianchi sono molto bassi e il corpo difende peggio dalle infezioni. L’obiettivo è valutare se sia sicuro interrompere prima la terapia antibiotica in chi mostra un miglioramento clinico, con febbre scomparsa, condizioni stabili e segni di infezione batterica non dimostrati. I trattamenti in studio sono diversi antibiotici usati per via endovenosa o orale, tra cui cefepime, teicoplanin, metronidazole, meropenem, tazobactam, vancomycin, levofloxacin, ciprofloxacin, ceftazidime, amikacin e piperacillin.

Si tratta di uno studio in cui i partecipanti vengono assegnati in modo casuale a due gruppi. In un gruppo gli antibiotici vengono sospesi prima, mentre nell’altro la terapia continua secondo la pratica abituale. Dopo l’inizio dell’episodio di febbre e neutropenia, l’andamento viene seguito per circa 28 giorni per osservare se la situazione si risolve senza problemi. Durante lo studio vengono controllati febbre, esami del sangue, eventuali segni di infezione e la comparsa di effetti indesiderati.

Le infezioni studiate rientrano nelle malattie infettive. Lo scopo è capire se fermare prima gli antibiotici sia sicuro in questi casi selezionati, senza segni di infezione batterica grave. La valutazione considera soprattutto se non si verificano eventi come morte, ingresso in terapia intensiva, sepsi (una grave reazione del corpo a un’infezione) o infezioni batteriche documentate.

1 ingresso nello studio e inizio del trattamento antibiotico

Da quando entri nello studio, il trattamento prevede una delle seguenti terapie antibiotiche, somministrate secondo il braccio assegnato. La somministrazione può essere per infusione endovenosa (cioè tramite una vena) oppure per via orale (cioè per bocca).

cefepime: 150 mg/kg per infusione endovenosa.

teicoplanin: 12 mg/kg per infusione endovenosa.

metronidazole: 30 mg/kg per via orale oppure 30 mg/kg per infusione endovenosa.

meropenem: 120 mg/kg per infusione endovenosa.

tazobactam: 37,5 mg/kg per infusione endovenosa.

vancomycin: 60 mg/kg per infusione endovenosa.

levofloxacin: 20 mg/kg per via orale oppure 20 mg/kg per infusione endovenosa.

ciprofloxacin: 40 mg/kg per via orale oppure 30 mg/kg per infusione endovenosa.

ceftazidime: 150 mg/kg per infusione endovenosa.

amikacin: 22,5 mg/kg per infusione endovenosa.

piperacillin: 400 mg/kg per infusione endovenosa.

2 valutazione dopo 48-72 ore dall’episodio di neutropenia febbrile

Tra 48 e 72 ore dall’inizio dell’episodio di neutropenia febbrile (febbre con numero basso di globuli bianchi), viene valutato se il trattamento antibiotico può essere sospeso in sicurezza.

La sospensione è considerata solo se la febbre è scomparsa, le condizioni cliniche sono stabili e i valori di laboratorio mostrano un andamento compatibile con questa decisione.

In questa fase vengono presi in considerazione i seguenti valori: CRP (proteina c-reattiva, un indice di infiammazione) inferiore a 5 mg/dL, oppure CRP inferiore a 9 mg/dL insieme a PCT (procalcitonina, un altro indice di infezione) inferiore a 0,5 ng/mL, con ANC inferiore a 500/mm³. ANC significa numero assoluto di neutrofili, cioè di un tipo di globuli bianchi che aiutano a difendere l’organismo dalle infezioni.

3 continuazione o sospensione degli antibiotici

Se le condizioni richieste non sono presenti, il trattamento antibiotico continua secondo la gestione prevista dal trial.

Se le condizioni richieste sono presenti, il trattamento antibiotico può essere sospeso precocemente.

Non sono indicati altri farmaci nello schema di studio oltre agli antibiotici elencati.

4 controlli clinici e di laboratorio durante il follow-up

Durante il follow-up vengono controllati l’andamento della febbre, la presenza di neutropenia e gli eventuali segni di infezione.

I test di laboratorio previsti includono: emocromo completo (esame del sangue che misura le cellule del sangue), esami di biochimica del siero, CRP e PCT all’inizio dell’episodio, a 48-72 ore, a 5 giorni se necessario, e a 28 giorni.

All’inizio dell’episodio e a 48-72 ore viene misurata anche IL-8, una sostanza del sangue legata all’infiammazione.

Possono essere eseguiti esami microbiologici, come emocolture (colture del sangue), urinocolture (colture delle urine) e altri esami se necessari, per esempio tampone nasofaringeo o coltura del liquido cerebrospinale.

Possono essere eseguiti esami di imaging, come radiografia, TC (tomografia computerizzata), RM (risonanza magnetica), ecografia o altri esami simili.

Può essere eseguito un test B-HCG nelle urine, cioè un esame delle urine per rilevare una sostanza chiamata beta-hcg.

5 valutazione finale a 28 giorni

A 28 giorni dall’inizio dell’episodio viene verificato se la situazione si è risolta senza complicazioni.

La risoluzione è considerata senza complicazioni se non si verifica nessuno dei seguenti eventi: morte per qualsiasi causa, ricovero in terapia intensiva (unità per pazienti in condizioni molto gravi), sepsi (infezione grave diffusa nel sangue), infezione batterica documentata da esami microbiologici, oppure infezione batterica documentata clinicamente, compresa la polmonite confermata con esami radiologici.

In questa fase vengono anche raccolti gli effetti indesiderati e le eventuali altre terapie assunte durante il periodo di studio.

Chi può partecipare allo studio?

  • Pazienti di sesso maschile o femminile con età pari o inferiore a 18 anni.
  • Si prevede che abbiano una neutropenia prolungata, cioè un numero di neutrofili molto basso per più di 7 giorni. I neutrofili sono un tipo di globuli bianchi che aiutano a combattere le infezioni.
  • Avere una delle seguenti condizioni e trattamenti:
    • Leucemia mieloblastica acuta in qualunque fase della chemioterapia.
    • Leucemia linfoblastica acuta nelle fasi di induzione, consolidamento o intensificazione. L’induzione è la prima fase del trattamento, il consolidamento serve a rinforzare la risposta, e l’intensificazione è una fase di trattamento più forte.
    • Leucemia bifenotipica in qualunque fase della chemioterapia.
    • Linfoma linfoblastico nelle fasi di induzione e consolidamento.
    • Linfoma B che riceve una chemioterapia ad alta intensità, cioè un trattamento molto forte.
    • Linfoma anaplastico che riceve una chemioterapia ad alta intensità.
    • Tumore solido che riceve una chemioterapia ad alta intensità.
    • Leucemia in recidiva, cioè che è tornata dopo un periodo di miglioramento, in qualunque fase del trattamento.
  • Avere un episodio di neutropenia febbrile (FN), cioè:
    • temperatura ascellare di almeno 38,0 °C, oppure
    • neutrofili sotto 500/mm³, o attesi sotto questo valore entro le successive 48–72 ore.
  • Aver iniziato un trattamento antibiotico per l’episodio attuale di neutropenia febbrile. La profilassi antimicrobica abituale è permessa; anche teicoplanina 3 giorni alla settimana è permessa per i pazienti con leucemia mieloblastica acuta inclusi nel protocollo indicato.
  • Avere un rischio basso di infezione batterica invasiva all’inizio dell’episodio, con tutti questi requisiti:
    • CRP inferiore a 9 mg/dL. La CRP è una proteina del sangue che aumenta quando c’è infiammazione o infezione.
    • PCT inferiore a 0,5 ng/mL. La PCT, o procalcitonina, è un altro esame del sangue che può aumentare nelle infezioni batteriche.
    • Assenza di ipotensione, cioè pressione del sangue non troppo bassa.
  • Non avere una infezione batterica provata o anche solo sospettata clinicamente tra 48 e 72 ore dopo l’inizio dell’episodio di neutropenia febbrile. Questo significa:
    • nessuna crescita di batteri nei campioni clinici rilevanti;
    • nessun segno, sintomo o risultato clinico o radiologico che faccia pensare a un’infezione localizzata o invasiva.
  • Se un germe trovato nei campioni è considerato una contaminazione, il paziente può ancora essere incluso solo se:
    • il germe trovato è compatibile con una contaminazione secondo i criteri microbiologici standard;
    • non ci sono segni clinici, di laboratorio o radiologici di infezione batterica.
  • Avere una buona evoluzione clinica tra 48 e 72 ore dopo l’inizio dell’episodio, definita da tutti questi punti:
    • assenza di febbre per più di 48 ore, con temperatura ascellare sotto 38 °C;
    • stabilità emodinamica, cioè pressione del sangue e circolazione stabili;
    • PEWS stabile. Il PEWS è un punteggio pediatrico che aiuta a valutare se un bambino è clinicamente stabile.
  • Avere una CRP inferiore a 5 mg/dL, oppure una CRP inferiore a 9 mg/dL insieme a una PCT inferiore a 0,5 ng/mL, con valori in diminuzione al momento della randomizzazione, cioè quando il paziente viene assegnato a uno dei gruppi dello studio.
  • Avere un ANC inferiore a 500 neutrofili/mm³ al momento della randomizzazione. L’ANC è il numero assoluto di neutrofili nel sangue.
  • Avere il consenso informato firmato dal paziente e/o dal genitore o rappresentante legale. Il consenso informato è l’accordo scritto a partecipare allo studio dopo aver ricevuto le informazioni necessarie.
  • Il paziente e/o il genitore o rappresentante legale devono avere sufficienti capacità di lettura e scrittura per capire le informazioni e dare il consenso.
  • Il paziente e/o il genitore o rappresentante legale devono essere considerati affidabili e in grado di seguire le indicazioni del protocollo dello studio.

Chi non può partecipare allo studio?

  • Ricevere una terapia antibiotica al momento dell’episodio di neutropenia febbrile diversa da quella usata solo per la prevenzione. La neutropenia febbrile è una febbre che compare quando i globuli bianchi sono molto bassi.
  • Ricevere un trattamento antibiotico “iniziale” che non segue le linee guida internazionali, cioè le raccomandazioni mediche usate come standard di cura.
  • Avere un peggioramento clinico nelle prime 12 ore, per esempio instabilità emodinamica (pressione del sangue o circolazione non stabili), ricovero in terapia intensiva pediatrica o decesso.
  • Essere già in partecipazione attiva allo stesso studio all’inizio dell’episodio attuale di neutropenia febbrile.
  • Partecipare attivamente a un altro studio clinico che, secondo i ricercatori, potrebbe interferire con la valutazione dei risultati.
  • Avere qualsiasi altra condizione che, secondo il giudizio del ricercatore, renda la partecipazione non adatta oppure possa limitare, impedire o confondere le valutazioni previste dal protocollo, cioè il piano dello studio.
  • Essere una paziente incinta.
  • Essere una paziente che sta allattando.

Dove puoi partecipare a questa sperimentazione?

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Stato della sperimentazione

Paese Stato dell’arruolamento Inizio dell’arruolamento
Spagna Spagna
Reclutando
01.03.2026

Sedi della sperimentazione

Cefepime: antibiotico dato in vena per trattare o prevenire infezioni batteriche durante l’episodio di febbre e neutropenia. Nel trial viene usato come una delle possibili terapie iniziali, per aiutare a controllare eventuali batteri mentre si valuta se l’infezione è davvero presente.

Teicoplanin: antibiotico dato in vena contro alcuni batteri, soprattutto quelli che possono essere più difficili da trattare. Nel trial può essere usato quando serve una copertura più ampia contro possibili infezioni batteriche.

Metronidazole: antibiotico che può essere dato per bocca o in vena. Serve a trattare alcuni tipi di batteri, in particolare quelli legati a infezioni dell’addome o ad altre infezioni causate da batteri specifici. Nel trial fa parte delle terapie che possono essere usate nei pazienti febbrili con neutropenia.

Meropenem: antibiotico dato in vena ad ampio spettro, cioè attivo contro molti batteri diversi. Nel trial è una possibile terapia per coprire rapidamente infezioni batteriche gravi o sospette durante la fase iniziale della febbre neutropenica.

Tazobactam: medicinale dato in vena, usato insieme ad altri antibiotici per aiutarli a funzionare meglio contro alcuni batteri resistenti. Nel trial compare come parte di un trattamento antibiotico combinato.

Vancomycin: antibiotico dato in vena, usato contro batteri che spesso richiedono un trattamento più specifico. Nel trial può essere scelto quando i medici vogliono coprire possibili infezioni da batteri particolari durante la neutropenia febbrile.

Levofloxacin: antibiotico che può essere dato per bocca o in vena. Nel trial è una delle opzioni di trattamento antibiotico e serve a combattere possibili infezioni batteriche nei pazienti pediatrici con febbre e neutropenia.

Ciprofloxacin: antibiotico che può essere dato per bocca o in vena. Nel trial è usato come una delle terapie possibili per proteggere o trattare infezioni batteriche durante l’episodio febbrile.

Ceftazidime: antibiotico dato in vena, attivo contro molti batteri. Nel trial fa parte delle possibili terapie iniziali per controllare un’infezione sospetta in pazienti con febbre e basso numero di neutrofili.

Amikacin: antibiotico dato in vena, usato contro alcuni batteri che possono essere difficili da trattare. Nel trial può essere aggiunto ad altri antibiotici per aumentare la protezione contro infezioni batteriche.

Piperacillin: antibiotico dato in vena, usato contro molti tipi di batteri. Nel trial è una delle possibili cure antibiotiche per affrontare la febbre neutropenica e ridurre il rischio di infezione batterica.

Malattie in studio:

Febrile Neutropenia – Febrile neutropenia is a condition in which a low number of neutrophils occurs together with fever, usually during cancer treatment. It develops when the body’s ability to fight germs is reduced, so infections can appear more easily or remain hidden at first. The episode may improve quickly and end without further problems, or fever and illness signs may continue if an infection is present. In some cases, it can progress to a clearly identified bacterial or lung infection, or to a more general spread of infection.

ID della sperimentazione:
2025-524264-38-00
Codice del protocollo:
AB.OH.2025
Fase della sperimentazione:
Conferma terapeutica (Fase III)

Altre sperimentazioni da considerare

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