Lo studio riguarda il trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule in fase metastatica, una condizione in cui le cellule cancerose si sono diffuse oltre l’organo originale. La ricerca si concentra su pazienti che presentano un alto livello di una proteina chiamata PD-L1. L’obiettivo dello studio è confrontare la velocità con cui il farmaco viene assorbito dal corpo e la sua sicurezza utilizzando due diverse modalità di somministrazione dello stesso principio attivo, il pembrolizumab.
Il primo metodo prevede l’uso di pembrolizumab somministrato tramite infusione endovenosa, ovvero attraverso una vena. Il secondo metodo prevede l’uso di MK-3475A, una formulazione che contiene pembrolizumab unito all’enzima ialuronidasi, somministrato tramite iniezione sottocutanea, ovvero subito sotto la pelle. Durante lo studio, verranno monitorati i livelli del farmaco nel sangue per assicurarsi che l’efficacia e la sicurezza siano mantenute in entrambe le modalità.



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