Introduzione: Chi Dovrebbe Sottoporsi alla Diagnostica
Se occasionalmente senti la bocca secca quando sei nervoso, assetato o stressato, questo è normale e di solito non c’è nulla di cui preoccuparsi. Tuttavia, quando la secchezza della bocca persiste continuamente o per la maggior parte del tempo, diventa importante cercare aiuto professionale. Questa condizione persistente, conosciuta anche come xerostomia (pronunciato ksero-sto-MIA), merita attenzione medica perché può portare a seri problemi a denti e gengive se non viene affrontata.[1]
Dovresti considerare di fissare un appuntamento con il tuo dentista o medico se noti che la tua bocca si sente secca e appiccicosa per la maggior parte del tempo, rendendo attività quotidiane come parlare, masticare o deglutire scomode. Se hai frequenti carie nonostante una buona igiene orale, sviluppi lesioni in bocca o trovi difficile indossare la dentiera comodamente, questi sono tutti segnali che necessiti di una valutazione professionale. Le persone che assumono diversi farmaci, hanno ricevuto una diagnosi di patologie come diabete o malattie autoimmuni, o si sono sottoposte a trattamenti oncologici dovrebbero prestare particolare attenzione ai sintomi di bocca secca.[1][2]
È importante capire che la bocca secca non è una parte normale dell’invecchiamento. Sebbene sia più comune negli adulti anziani, ciò avviene solitamente perché assumono più farmaci o hanno condizioni di salute che causano secchezza, non perché l’invecchiamento in sé causi il problema. Il tuo dentista o igienista può spesso rilevare segni precoci di bocca secca prima ancora che tu te ne renda conto, ed è per questo che controlli dentistici regolari sono preziosi per individuare questa condizione in fase iniziale.[3][5]
Metodi Diagnostici Classici
Quando visiti il tuo medico o dentista con preoccupazioni riguardo alla bocca secca, inizieranno con un’accurata revisione della tua storia clinica. Questa conversazione è essenziale perché aiuta a identificare le potenziali cause dei tuoi sintomi. Il tuo professionista sanitario farà domande dettagliate su tutti i farmaci che assumi attualmente, compresi sia i medicinali con prescrizione che i prodotti da banco. Questo è importante perché centinaia di farmaci possono ridurre la produzione di saliva come effetto collaterale, inclusi medicinali comuni per la pressione alta, depressione, ansia, allergie e problemi di controllo della vescica.[5][12]
Durante l’esame clinico, il tuo dentista o medico ispezionerà attentamente la tua bocca alla ricerca di segni fisici di secchezza. Cercano indizi specifici che indicano una ridotta produzione di saliva. Uno dei segni più rivelatori è l’insufficiente accumulo di saliva sotto o intorno alla lingua. In una bocca ben idratata, dovrebbe esserci umidità visibile in queste aree, ma quando la produzione di saliva diminuisce, queste superfici appaiono asciutte. Il tuo professionista sanitario esaminerà anche la lingua e l’interno delle guance. Invece di apparire lisce, lucide e umide, questi tessuti possono sembrare secchi, ruvidi o addirittura screpolati quando hai la bocca secca.[2][3]
Il tuo dentista cercherà schemi di carie caratteristici della bocca secca. Queste carie spesso si sviluppano vicino alla linea gengivale, al colletto dei denti o sui bordi masticatori, che sono posizioni insolite che suggeriscono che la saliva non sta svolgendo il suo compito di proteggere i denti dalla carie. Potrebbero anche notare che la tua lingua appare rossa e riarsa, con solchi o fessure profonde. Questi cambiamenti visibili indicano a un clinico esperto che la tua bocca non sta producendo abbastanza saliva protettiva.[3]
Per misurare quanta saliva produci effettivamente, il tuo dentista potrebbe eseguire un semplice test tamponando intorno alle tue ghiandole salivari con un pezzo di garza. Questo li aiuta a valutare se le tue ghiandole funzionano normalmente o producono meno saliva di quanto dovrebbero. Le ghiandole salivari si trovano nelle guance, sotto la lingua e in altre aree intorno alla bocca, e controllare la loro produzione fornisce informazioni oggettive sulla tua condizione.[2]
In alcuni casi, il tuo medico potrebbe raccomandare esami del sangue per cercare condizioni sottostanti che potrebbero causare la tua bocca secca. Alcune malattie possono influenzare la produzione di saliva, tra cui la sindrome di Sjögren (una malattia autoimmune), il diabete e l’HIV/AIDS. Gli esami del sangue possono aiutare a identificare queste condizioni. Se il tuo medico sospetta specificamente la sindrome di Sjögren, potrebbe suggerire una biopsia delle piccole ghiandole salivari nel tuo labbro. Durante questa procedura, un piccolo campione di cellule viene prelevato ed esaminato al microscopio per cercare segni di questa malattia autoimmune.[5][14]
Il tuo team sanitario potrebbe anche ordinare test che misurano esattamente quanta saliva producono le tue ghiandole in un periodo specifico. Queste misurazioni forniscono dati concreti su se hai un’ipofunzione delle ghiandole salivari, che significa che le tue ghiandole stanno producendo meno saliva del normale. Questa misurazione oggettiva aiuta a distinguere tra la sensazione di bocca secca e l’effettiva riduzione della produzione di saliva, poiché a volte le persone possono sentire la bocca secca anche quando i livelli di saliva sono normali.[5]
A volte possono essere necessarie scansioni di imaging delle tue ghiandole salivari per valutarne la struttura e la funzione. Queste scansioni possono rivelare se c’è un danno alle ghiandole causato dalla radioterapia, se ci sono ostruzioni nei dotti che trasportano la saliva nella bocca, o se c’è un’infiammazione che influisce sul funzionamento delle ghiandole.[14]
Diagnostica per la Qualificazione agli Studi Clinici
I materiali di riferimento forniti non contengono informazioni specifiche sui test diagnostici o sui criteri di qualificazione utilizzati per arruolare pazienti con bocca secca in studi clinici. Sebbene le fonti menzionino che esistono studi clinici e che viene condotta ricerca sulla bocca secca, non dettagliano le procedure diagnostiche standardizzate o le valutazioni di idoneità utilizzate per la partecipazione a studi clinici.











