Lo studio riguarda la deficienza di ferro che colpisce le adolescenti, una condizione in cui il corpo non ha abbastanza ferro per produrre emoglobina, la sostanza che trasporta l’ossigeno nel sangue. Il trattamento investigato è una compressa di Duroferon, contenente ferrous sulfate, somministrata a giorni alterni; un gruppo di partecipanti riceve una compressa identica senza principio attivo, chiamata placebo. Entrambe le gruppi usaranno anche lo strumento di autovalutazione chiamato IRON-5 per segnalare eventuali sintomi di carenza.
Lo scopo principale è valutare la fattibilità, la tollerabilità e l’adesione al regime di integrazione a giorni alterni, oltre a verificare l’affidabilità dello strumento IRON-5 nel riconoscere la carenza di ferro.
Durante lo studio i partecipanti vengono prima selezionati con un semplice esame del sangue per misurare il livello di ferritina, una proteina che immagazzina il ferro. Successivamente sono assegnati in modo casuale a ricevere Duroferon o il placebo e devono assumere la compressa ogni due giorni per diverse settimane, registrando eventuali effetti collaterali o difficoltà nell’assunzione. Alla fine del periodo è previsto un nuovo prelievo di sangue per confrontare i valori di ferritina e di emoglobina, per capire se il trattamento ha migliorato lo stato di ferro e se lo strumento IRON-5 è stato utile nella diagnosi.



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