Lo studio riguarda le infezioni di dispositivi cardiovascolari, una condizione che si verifica quando i dispositivi utilizzati per il cuore, come pacemaker o stent, vengono colpiti da microrganismi. L’obiettivo della ricerca è valutare l’efficacia di nuovi metodi di analisi applicati alla PET/CT, un esame di imaging che utilizza una combinazione di medicina nucleare e tomografia computerizzata. Durante l’esame, viene somministrata per via endovenosa una sostanza chiamata fludeossiglucosio (18F), una molecola che permette di visualizzare l’attività cellulare all’interno del corpo.
La ricerca si concentra sull’applicazione della radiomica, una tecnica avanzata che utilizza il computer per estrarre una grande quantità di dati dettagliati dalle immagini mediche, spesso invisibili all’occhio umano. Attraverso questo metodo, si cerca di migliorare la capacità di distinguere tra una vera infezione e altre forme di infiammazione, aiutando a prevedere se l’infezione si risolverà. Questo potrebbe supportare la decisione medica di interrompere la terapia con antibiotici prolungati. Il percorso prevede l’esecuzione dell’esame diagnostico e l’analisi dei dati raccolti tramite modelli predittivi basati sull’intelligenza artificiale.



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