Questa ricerca riguarda la gestione dell’ictus ischemico, una condizione che si verifica quando il flusso di sangue a una parte del cervello viene interrotto da un coagulo. Lo studio si concentra su pazienti che presentano un’area di danno cerebrale estesa, identificata attraverso tecniche di imaging come la DWI-FLAIR mismatch, un metodo che utilizza risonanza magnetica per stimare l’entità della lesione quando l’ora esatta dell’inizio dei sintomi non è nota. Lo scopo è confrontare l’efficacia di due diversi approcci terapeutici per migliorare la capacità di movimento e l’indipendenza dei pazienti.
Il primo approccio prevede la combinazione di una terapia farmacologica tramite tenecteplase, un farmaco somministrato per via endovenosa per sciogliere il coagulo, e la trombectomia, una procedura medica utilizzata per rimuovere meccanicamente l’ostruzione dai vasi sanguigni. Il secondo approccio prevede esclusivamente la trombectomia. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti in base a un sistema di assegnazione casuale.
I partecipanti saranno monitorati nel tempo per valutare la loro capacità di camminare autonomamente e svolgere le attività quotidiane senza assistenza. Verranno esaminate anche le immagini radiologiche per osservare il ripristino del flusso sanguigno e la riduzione dell’area danneggiata, oltre a controllare la sicurezza del trattamento rispetto a possibili complicazioni come l’emorragia intracranica, ovvero un sanguinamento all’interno del cranio.



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