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	<title>Anestesia e analgesia - Studi-Clinici.it</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Anestesia e analgesia - Studi-Clinici.it</title>
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	<item>
		<title>Sicurezza e dosaggio efficace di morfina e ossicodone in pazienti con dolore cronico da oppioidi sottoposti a chirurgia maggiore</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/sicurezza-e-dosaggio-efficace-di-morfina-e-ossicodone-in-pazienti-con-dolore-cronico-da-oppioidi-sottoposti-a-chirurgia-maggiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 06:18:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda persone con Opioid dependent chronic pain che devono subire un intervento chirurgico importante. Durante la fase postoperatoria verranno somministrati farmaci analgesici per via endovenosa: una soluzione contenente oxycodone e una contenente morphine. Entrambi i farmaci sono oppioidi, cioè sostanze usate per alleviare il dolore intenso. Lo scopo principale è individuare la strategia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda persone con <b>Opioid dependent chronic pain</b> che devono subire un intervento chirurgico importante. Durante la fase postoperatoria verranno somministrati farmaci analgesici per via endovenosa: una soluzione contenente <b>oxycodone</b> e una contenente <b>morphine</b>. Entrambi i farmaci sono oppioidi, cioè sostanze usate per alleviare il dolore intenso.</p>
<p>Lo scopo principale è individuare la strategia di dosaggio più sicura e efficace per questi pazienti dopo l’intervento. I partecipanti saranno divisi in gruppi e riceveranno il farmaco assegnato secondo un piano stabilito, con la possibilità di chiedere dosi aggiuntive se necessario. Il periodo di osservazione inizia subito dopo l’arrivo in sala di recupero, dove verranno registrati i parametri vitali e il livello di dolore.</p>
<p>Durante il soggiorno nella sala di recupero verrà controllata la saturazione dell’ossigeno nel sangue (quanto è presente ossigeno nel sangue), per verificare che non scenda sotto il 92 % per più di un minuto. Verrà anche valutato il livello di dolore usando una scala numerica da 0 a 10, la necessità di ossigeno supplementare e la comparsa di eventuali effetti indesiderati come nausea o vomito. Queste informazioni aiuteranno a capire quale dosaggio offre il miglior equilibrio tra sollievo dal dolore e sicurezza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull’anestesia senza oppioidi con dexmedetomidina rispetto a remifentanil e sufentanil in pazienti sottoposti a chirurgia toracica videoassistita o robotica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-anestesia-senza-oppioidi-con-dexmedetomidina-rispetto-a-remifentanil-e-sufentanil-in-pazienti-sottoposti-a-chirurgia-toracica-videoassistita-o-robotica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:04:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda i pazienti che devono sottoporsi a un intervento di resezione polmonare, come una segmentectomia o una lobectomia, eseguito mediante chirurgia toracica video‑assistita o robot‑assistita. Lo scopo è confrontare la qualità del recupero al primo giorno dopo l’intervento tra un’anestesia senza oppiacei e un’anestesia standard che utilizza oppiacei. Nel gruppo di controllo vengono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda i pazienti che devono sottoporsi a un intervento di resezione polmonare, come una segmentectomia o una lobectomia, eseguito mediante chirurgia toracica video‑assistita o robot‑assistita. Lo scopo è confrontare la qualità del recupero al primo giorno dopo l’intervento tra un’anestesia senza oppiacei e un’anestesia standard che utilizza oppiacei. Nel gruppo di controllo vengono somministrati <b>sufentanil</b> e <b>remifentanil</b>, farmaci analgesici potenti, mentre nel gruppo sperimentale viene usato <b>dexmedetomidine</b>, un farmaco che fornisce sedazione e sollievo dal dolore senza gli oppiacei tradizionali.</p>
<p>I partecipanti vengono assegnati a uno dei due regimi anestetici prima dell’intervento. Durante l’operazione ricevono il farmaco previsto dal gruppo di appartenenza. Dopo la chirurgia, il personale sanitario registra il livello di dolore usando una scala numerica semplice (da 0 a 10) e chiede al paziente di compilare un questionario breve che misura quanto si sente riposato, confortato e in grado di svolgere le attività quotidiane. Le valutazioni vengono effettuate subito dopo l’intervento, al giorno successivo e, se necessario, nei giorni successivi fino al terzo giorno postoperatorio. I dati raccolti serviranno a capire se l’anestesia senza oppiacei può migliorare il benessere immediato e ridurre gli effetti indesiderati rispetto all’anestesia tradizionale.</p>
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		<item>
		<title>Valutazione dell&#8217;efficacia della lidocaina endovenosa sul dolore cronico postoperatorio in pazienti sottoposti a chirurgia addominale d&#8217;emergenza, confronto con cloruro di sodio</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/valutazione-dell-efficacia-della-lidocaina-endovenosa-sul-dolore-cronico-postoperatorio-in-pazienti-sottoposti-a-chirurgia-addominale-d-emergenza-confronto-con-cloruro-di-sodio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 04:53:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il dolore cronico che può comparire dopo un intervento chirurgico urgente nella zona addominale, cioè una emergency abdominal surgery eseguita per emergenze mediche. Durante l’intervento i partecipanti riceveranno una perfusione continua di lidocaine per via endovenosa, cioè somministrata direttamente in una vena, oppure una soluzione di sodio cloruro usata come placebo. Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il dolore cronico che può comparire dopo un intervento chirurgico urgente nella zona addominale, cioè una <b>emergency abdominal surgery</b> eseguita per emergenze mediche. Durante l’intervento i partecipanti riceveranno una perfusione continua di <b>lidocaine</b> per via endovenosa, cioè somministrata direttamente in una vena, oppure una soluzione di sodio cloruro usata come placebo. Lo scopo dello studio è valutare se la somministrazione di lidocaine riduce il dolore addominale medio a sei mesi dall’intervento rispetto al placebo.</p>
<p>I pazienti saranno randomizzati, cioè assegnati in modo casuale, a uno dei due gruppi al momento dell’anestesia. La somministrazione del farmaco avverrà per tutta la durata dell’intervento e poi i partecipanti saranno seguiti per sei mesi, durante i quali verrà chiesto loro di valutare il dolore su una scala numerica da 0 a 10, dove 0 indica nessun dolore e 10 il dolore più intenso. Verranno inoltre registrati i farmaci analgesici assunti e la qualità della vita, ma non sono richieste procedure aggiuntive complesse.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Metamizolo endovenoso per ridurre il dolore postoperatorio e il consumo di oppioidi nei pazienti sottoposti a colecistectomia laparoscopica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/metamizolo-endovenoso-per-ridurre-il-dolore-postoperatorio-e-il-consumo-di-oppioidi-nei-pazienti-sottoposti-a-colecistectomia-laparoscopica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 04:04:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il sollievo dal dolore postoperatorio in pazienti sottoposti a colecistectomia laparoscopica, un intervento minimo invasivo per rimuovere la cistifellea. Durante l’intervento viene somministrato per via endovenosa 1 g di metamizole, un analgesico che agisce riducendo la sensazione di dolore, in aggiunta a un regime standard che comprende paracetamol e ibuprofene. Lo scopo dello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il sollievo dal dolore postoperatorio in pazienti sottoposti a <b>colecistectomia laparoscopica</b>, un intervento minimo invasivo per rimuovere la cistifellea. Durante l’intervento viene somministrato per via endovenosa 1 g di <b>metamizole</b>, un analgesico che agisce riducendo la sensazione di dolore, in aggiunta a un regime standard che comprende <b>paracetamol</b> e <b>ibuprofene</b>. Lo scopo dello studio è valutare se l’aggiunta di metamizole diminuisce il consumo di <b>opioidi</b> rispetto a <b>placebo</b>.</p>
<p>I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a ricevere il farmaco di studio o il placebo durante l’intervento, senza che né i pazienti né il personale sappiano quale dei due sia stato somministrato. Dopo l’iniezione, tutti ricevono comunque paracetamol e ibuprofene e il loro livello di dolore viene controllato regolarmente per le prime ore dopo l’intervento. Si registra la quantità di <b>morfina</b> utilizzata e si valuta quanto velocemente i pazienti riescono a smettere di aver bisogno di farmaci aggiuntivi e a lasciare il reparto di day‑surgery.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Valutazione del dexmedetomidine per ridurre il dolore durante lo screening della retinopatia della prematurità in neonati prematuri &#060;30 settimane con combinazione</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/valutazione-del-dexmedetomidina-per-ridurre-il-dolore-durante-lo-screening-della-retinopatia-della-prematurita-in-neonati-30-settimane-studio-con-combinazione-farmaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la Retinopathy of prematurity, una condizione che colpisce gli occhi dei neonati molto prematuri e che richiede un esame oculare per valutare la gravità. L’esame prevede l’inserimento di uno strumento speciale nell’occhio, che può essere doloroso. Per cercare di ridurre questo disagio, viene somministrato dexmedetomidine per via intranasale, cioè spruzzato nel naso, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la <b>Retinopathy of prematurity</b>, una condizione che colpisce gli occhi dei neonati molto prematuri e che richiede un esame oculare per valutare la gravità. L’esame prevede l’inserimento di uno strumento speciale nell’occhio, che può essere doloroso. Per cercare di ridurre questo disagio, viene somministrato <b>dexmedetomidine</b> per via intranasale, cioè spruzzato nel naso, come aggiunta alla cura abituale. Lo scopo è verificare se questo farmaco diminuisce il dolore rispetto a una sostanza inattiva (placebo).</p>
<p>Nel corso dello studio, i neonati ricevono il farmaco o il placebo poco prima dell’esame degli occhi, poi gli specialisti effettuano l’ispezione. Durante e subito dopo l’esame viene valutato il livello di dolore con un sistema chiamato <b>PIPP-R</b>, che assegna un punteggio basato su segni come espressioni facciali, battito cardiaco e respirazione. Vengono anche osservati eventuali cambiamenti nella frequenza respiratoria, nella necessità di ossigeno e altri segni vitali, per assicurarsi che il trattamento sia sicuro. Dopo l’esame i piccoli vengono seguiti per qualche ora per raccogliere ulteriori informazioni sul loro benessere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio randomizzato su volontari sani 18‑64 anni per valutare l’effetto sistemico di lidocaina cloridrato, ropivacaina e cloruro di sodio sul dolore acuto</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-randomizzato-su-volontari-sani-18-64-anni-per-valutare-l-effetto-sistemico-di-lidocaina-cloridrato-ropivacaina-e-cloruro-di-sodio-sul-dolore-acuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il dolore acuto, cioè un dolore di breve durata, e valuta l’effetto di due anestetici locali, lidocaina e ropivacaina, quando vengono somministrati tramite un blocco fasciale denominato Transversus Abdominis Plane (TAP) block. In questo blocco il farmaco viene iniettato vicino ai nervi della parete addominale per ridurre il dolore nella zona interessata. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il <b>dolore acuto</b>, cioè un dolore di breve durata, e valuta l’effetto di due anestetici locali, <b>lidocaina</b> e <b>ropivacaina</b>, quando vengono somministrati tramite un blocco fasciale denominato <b>Transversus Abdominis Plane (TAP) block</b>. In questo blocco il farmaco viene iniettato vicino ai nervi della parete addominale per ridurre il dolore nella zona interessata.</p>
<p>Lo scopo è verificare se questi anestetici producono un effetto analgesico sistemico più efficace rispetto al <b>placebo</b>.</p>
<p>Nel trial partecipano volontari sani che, in momenti diversi, ricevono ciascuno dei tre trattamenti in modo incrociato; dopo l’iniezione vengono valutati con una stimolazione <b>elettrica</b> che crea una zona di <b>iperalgesia</b>, ovvero una maggiore sensibilità al dolore, e con una misura di pressione al braccio chiamata <b>cuff-pressure algometry</b>. Vengono inoltre registrati valori di pressione sanguigna, frequenza cardiaca e segnalazioni di eventuali effetti indesiderati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Test della funzione piastrinica nei pazienti dopo trapianto di cuore in terapia con acido acetilsalicilico 100 mg</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/test-della-funzione-piastrinica-nei-pazienti-dopo-trapianto-di-cuore-in-terapia-con-acido-acetilsalicilico-100-mg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda persone che hanno subito un trapianto di cuore e che assumono acido acetilsalicilico in compresse da 100 mg. Il trattamento usato nello studio è questo farmaco, noto anche come aspirina. Lo scopo dello studio è valutare quanto spesso si osserva una ridotta risposta all’aspirina, chiamata resistenza all’aspirina, nelle persone da 12 a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda persone che hanno subito un <b>trapianto di cuore</b> e che assumono <b>acido acetilsalicilico</b> in compresse da 100 mg. Il trattamento usato nello studio è questo farmaco, noto anche come <b>aspirina</b>. Lo scopo dello studio è valutare quanto spesso si osserva una ridotta risposta all’aspirina, chiamata <b>resistenza all’aspirina</b>, nelle persone da 12 a 18 mesi dopo il trapianto di cuore.</p>
<p>Nel corso dello studio vengono eseguiti controlli del sangue per verificare come funzionano le piastrine, cioè le cellule del sangue che aiutano la coagulazione. Questi controlli servono a capire se l’aspirina sta facendo effetto come atteso. Vengono inoltre raccolte informazioni sulla salute generale e su alcuni problemi medici già presenti o comparsi dopo il trapianto, come diabete, pressione alta, infezioni, episodi di rigetto e altri eventi cardiovascolari.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia della desametasone per prolungare l&#8217;effetto dell&#8217;anestesia spinale con cloroprocaina in pazienti sottoposti ad artroscopia del ginocchio</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-della-desametasone-per-prolungare-l-effetto-dell-anestesia-spinale-con-cloroprocaina-in-pazienti-sottoposti-ad-artroscopia-del-ginocchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la gestione del dolore durante la artroscopia del ginocchio, ovvero un intervento chirurgico che viene eseguito inserendo una piccola telecamera all&#8217;interno dell&#8217;articolazione per visualizzare e trattare problemi interni. Durante questo tipo di procedura, viene utilizzata l&#8217;anestesia spinale, una tecnica che consiste nell&#8217;iniettare un farmaco nello spazio intorno al midollo spinale per bloccare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la gestione del dolore durante la <b>artroscopia del ginocchio</b>, ovvero un intervento chirurgico che viene eseguito inserendo una piccola telecamera all&#8217;interno dell&#8217;articolazione per visualizzare e trattare problemi interni. Durante questo tipo di procedura, viene utilizzata l&#8217;<b>anestesia spinale</b>, una tecnica che consiste nell&#8217;iniettare un farmaco nello spazio intorno al midollo spinale per bloccare la sensibilità e il movimento in una parte specifica del corpo. In questo contesto viene impiegato il <b>clorprocaina cloridrato</b>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo della ricerca è valutare se l&#8217;aggiunta di <b>desametasone</b>, un farmaco somministrato tramite <b>infusione endovenosa</b> (ovvero direttamente in una vena), possa prolungare la durata dell&#8217;effetto anestetico. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere un <b>placebo</b>, che in questo caso è costituito da <b>cloruro di sodio</b>. Durante lo studio, verranno monitorate la durata della perdita di sensibilità e del blocco motorio, ovvero la temporanea incapacità di muovere i muscoli, per capire quanto tempo impiega il corpo a recuperare le normali funzioni.</p>
<p>Il percorso prevede il monitoraggio della sensibilità attraverso piccoli stimoli e la valutazione del recupero delle capacità di movimento dopo l&#8217;intervento. Verranno inoltre osservati possibili effetti collaterali come la pressione bassa, la frequenza cardiaca lenta, la nausea o il mal di testa, e l&#8217;intensità del dolore percepito nelle ore successive all&#8217;operazione. Verrà inoltre registrata la quantità totale di farmaci antidolorifici utilizzati durante il periodo di recupero.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio comparativo tra sevoflurano e propofol per l&#8217;anestesia generale in pazienti con ictus ischemico acuto sottoposti a trombectomia meccanica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-comparativo-tra-sevoflurano-e-propofol-per-l-anestesia-generale-in-pazienti-con-ictus-ischemico-acuto-sottoposti-a-trombectomia-meccanica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda l&#8217;ictus ischemico acuto, una condizione che si verifica quando il flusso di sangue verso una parte del cervello viene bloccato da un coagulo. Lo studio mira a confrontare l&#8217;efficacia di due diversi tipi di farmaci utilizzati per l&#8217;anestesia generale, ovvero uno stato di perdita di coscienza controllata durante una procedura medica. I [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda l&#8217;<b>ictus ischemico acuto</b>, una condizione che si verifica quando il flusso di sangue verso una parte del cervello viene bloccato da un coagulo. Lo studio mira a confrontare l&#8217;efficacia di due diversi tipi di farmaci utilizzati per l&#8217;<b>anestesia generale</b>, ovvero uno stato di perdita di coscienza controllata durante una procedura medica. I farmaci presi in considerazione sono il <b>sevoflurano</b>, somministrato tramite inalazione, e il <b>propofol</b>, somministrato tramite un&#8217;iniezione in vena.</p>
<p>I partecipanti allo studio sono persone che devono sottoporsi a una <b>trombectomia meccanica</b>, un intervento che consiste nella rimozione fisica del coagulo che blocca l&#8217;arteria. Durante la procedura, ai pazienti verrà somministrato uno dei due farmaci per garantire che rimangano addormentati e non provino dolore. Dopo l&#8217;intervento, verrà eseguita una <b>risonanza magnetica</b> (<b>MRI</b>), una tecnica di imaging che utilizza campi magnetici per creare immagini dettagliate dell&#8217;interno del corpo, per valutare l&#8217;estensione del danno cerebrale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto di CSX-1004 sulla riduzione della respirazione causata dal fentanyl in adulti sani e in persone con disturbo da uso di oppioidi</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-effetto-di-csx-1004-sulla-riduzione-della-respirazione-causata-dal-fentanyl-in-adulti-sani-e-in-persone-con-disturbo-da-uso-di-oppioidi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca si concentra sullo studio della depressione respiratoria, una condizione in cui il respiro diventa troppo lento o troppo superficiale, causata dall&#8217;uso di fentanyl, un potente farmaco oppioide. Lo studio riguarda anche il disturbo da uso di oppioidi, una malattia caratterizzata da un uso problematico e non controllato di queste sostanze. L&#8217;obiettivo è valutare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca si concentra sullo studio della <b>depressione respiratoria</b>, una condizione in cui il respiro diventa troppo lento o troppo superficiale, causata dall&#8217;uso di <b>fentanyl</b>, un potente farmaco oppioide. Lo studio riguarda anche il <b>disturbo da uso di oppioidi</b>, una malattia caratterizzata da un uso problematico e non controllato di queste sostanze. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;effetto del farmaco sperimentale <b>CSX-1004</b> nel contrastare i problemi respiratori derivanti dall&#8217;assunzione di tale sostanza.</p>
<p>Durante lo studio, ai partecipanti viene somministrata una soluzione per <b>infusione endovenosa</b>, ovvero un liquido introdotto direttamente nelle vene. Il trattamento può prevedere l&#8217;uso di <b>CSX-1004</b> oppure di un <b>placebo</b> composto da <b>cloruro di sodio</b>. Il percorso prevede diverse fasi in cui i partecipanti ricevono i trattamenti in un ordine prestabilito per confrontare i risultati ottenuti con il farmaco rispetto a quelli ottenuti con la sostanza neutra.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di esketamina cloridrato in collutorio rispetto a esketamina per via endovenosa nel trattamento del dolore da mucosite orale in pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-esketamina-cloridrato-in-collutorio-rispetto-a-esketamina-per-via-endovenosa-nel-trattamento-del-dolore-da-mucosite-orale-in-pazienti-sottoposti-a-trapianto-di-cellule-stamina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:14 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-esketamina-cloridrato-in-collutorio-rispetto-a-esketamina-per-via-endovenosa-nel-trattamento-del-dolore-da-mucosite-orale-in-pazienti-sottoposti-a-trapianto-di-cellule-stamina/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la gestione del dolore causato dalla mucosite orale, ovvero un&#8217;infiammazione delle mucose che rivestono la bocca e la gola, spesso verificatasi in seguito a trattamenti come la chemioterapia o la radioterapia. Lo scopo della ricerca è confrontare l&#8217;efficacia di un collutorio a base di esketamina cloridrato rispetto alla somministrazione di esketamina tramite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la gestione del dolore causato dalla <b>mucosite orale</b>, ovvero un&#8217;infiammazione delle mucose che rivestono la bocca e la gola, spesso verificatasi in seguito a trattamenti come la chemioterapia o la radioterapia. Lo scopo della ricerca è confrontare l&#8217;efficacia di un collutorio a base di <b>esketamina cloridrato</b> rispetto alla somministrazione di <b>esketamina</b> tramite <b>infusione endovenosa</b>, ovvero un liquido inserito direttamente in una vena. I pazienti coinvolti sono persone sottoposte a <b>trapianto di cellule staminali ematopoietiche</b>, un tipo di procedura utilizzata per sostituire il midollo osseo danneggiato.</p>
<p>Durante lo studio, ai partecipanti verrà somministrato uno dei due trattamenti per valutare la riduzione del dolore in bocca e in gola. Il primo gruppo utilizzerà il collutorio, mentre il secondo gruppo riceverà il farmaco attraverso una soluzione per <b>iniezione</b>. Verranno monitorati diversi aspetti relativi al benessere dei pazienti, inclusi i possibili effetti collaterali e la capacità di assumere cibo o liquidi durante il periodo di cura.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza e sull&#8217;assorbimento di ibuprofene e paracetamolo in bambini e adolescenti con dolore acuto</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-sull-assorbimento-di-ibuprofene-e-paracetamolo-in-bambini-e-adolescenti-con-dolore-acuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca si concentra sulla gestione del dolore acuto, ovvero una sensazione di dolore che compare improvvisamente e ha una durata limitata, nei pazienti pediatrici. Il trattamento studiato è una combinazione di due farmaci, paracetamolo e ibuprofene, somministrata tramite infusione endovenosa, un metodo che permette al medicinale di entrare direttamente nel flusso sanguigno attraverso una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca si concentra sulla gestione del <b>dolore acuto</b>, ovvero una sensazione di dolore che compare improvvisamente e ha una durata limitata, nei pazienti pediatrici. Il trattamento studiato è una combinazione di due farmaci, <b>paracetamolo</b> e <b>ibuprofene</b>, somministrata tramite <b>infusione</b> endovenosa, un metodo che permette al medicinale di entrare direttamente nel flusso sanguigno attraverso una vena. Il farmaco oggetto dello studio è identificato con il nome <b>Combogesic® IV</b>.</p>
<p>Lo scopo dello studio è analizzare come il corpo assorbe, distribuisce ed elimina il farmaco, valutandone al contempo la sicurezza. Durante lo svolgimento della ricerca, verrà monitorata la <b>farmacocinetica</b>, ovvero lo studio di come il medicinale si muove all&#8217;interno dell&#8217;organismo dal momento della somministrazione fino alla sua completa eliminazione. Verrà inoltre prestata attenzione alla comparsa di eventuali effetti indesiderati per garantire che il trattamento sia sicuro per i bambini e gli adolescenti coinvolti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso della lidocaina cloridrato per ridurre gli effetti collaterali degli oppioidi nei pazienti sottoposti a epatiectomia aperta.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-uso-della-lidocaina-cloridrato-per-ridurre-gli-effetti-collaterali-degli-oppioidi-nei-pazienti-sottoposti-a-epatiectomia-aperta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca si concentra sulle complicanze che possono verificarsi dopo una epatectomia aperta, ovvero un intervento chirurgico per rimuovere parte del fegato attraverso un&#8217;incisione sulla parete addominale. L&#8217;obiettivo dello studio è confrontare l&#8217;effetto dell&#8217;infusione di lidocaina cloridrato rispetto a un placebo sulla riduzione degli effetti indesiderati legati all&#8217;uso di oppioidi, farmaci utilizzati per gestire il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca si concentra sulle complicanze che possono verificarsi dopo una <b>epatectomia aperta</b>, ovvero un intervento chirurgico per rimuovere parte del fegato attraverso un&#8217;incisione sulla parete addominale. L&#8217;obiettivo dello studio è confrontare l&#8217;effetto dell&#8217;infusione di <b>lidocaina cloridrato</b> rispetto a un <b>placebo</b> sulla riduzione degli effetti indesiderati legati all&#8217;uso di <b>oppioidi</b>, farmaci utilizzati per gestire il dolore. Gli effetti indesiderati considerati includono la <b>nausea</b> e il <b>vomito</b>, l&#8217;<b>ipossiemia</b>, ovvero una riduzione dei livelli di ossigeno nel sangue, e l&#8217;<b>ileo postoperatorio</b>, una condizione in cui l&#8217;intestino smette temporaneamente di funzionare correttamente, impedendo la normale digestione o l&#8217;espulsione di gas e feci.</p>
<p>Durante il percorso dello studio, i partecipanti riceveranno attraverso una <b>perfusione endovenosa</b>, ovvero un&#8217;iniezione di liquidi direttamente nella vena, una sostanza che può essere il farmaco in esame o una soluzione di <b>cloruro di sodio</b>. Il monitoraggio avverrà nelle prime fasi dopo l&#8217;intervento, con particolare attenzione al periodo successivo alla <b>estubazione</b>, ovvero la rimozione del tubo respiratorio che permette di respirare autonomamente. Verranno valutati vari aspetti del recupero, tra cui la gestione del dolore, la durata della permanenza in ospedale e la comparsa di altre condizioni come la <b>polmonite</b>, l&#8217;<b>insufficienza renale acuta</b> o la <b>fibrillazione atriale</b>, un&#8217;irregolarità del battito cardiaco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul trattamento del dolore oncologico grave e resistente con ziconotide e una combinazione di altri farmaci rispetto alla terapia medica standard</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-trattamento-del-dolore-oncologico-grave-e-resistente-con-ziconotide-e-una-combinazione-di-altri-farmaci-rispetto-alla-terapia-medica-standard/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:24:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la gestione del dolore oncologico refrattario grave, una condizione in cui il dolore causato dal tumore non risponde efficacemente ai trattamenti abituali. Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia di un sistema di somministrazione di farmaci tramite intratecale, ovvero un metodo che inserisce i medicinali direttamente nello spazio che circonda il midollo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la gestione del <b>dolore oncologico refrattario grave</b>, una condizione in cui il dolore causato dal tumore non risponde efficacemente ai trattamenti abituali. Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia di un sistema di somministrazione di farmaci tramite <b>intratecale</b>, ovvero un metodo che inserisce i medicinali direttamente nello spazio che circonda il midollo spinale, con la gestione medica completa tradizionale. I farmaci che possono essere utilizzati attraverso il sistema di somministrazione includono <b>ziconotide</b>, <b>ropivacaina</b>, <b>morfina</b> e <b>bupivacaina</b>.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti saranno suddivisi in due gruppi diversi. Un gruppo riceverà il trattamento attraverso un sistema di infusione continuo, mentre l&#8217;altro seguirà le procedure standard di gestione medica per il dolore. Il percorso prevede il monitoraggio costante delle condizioni dei soggetti per valutare come queste diverse modalità di trattamento influenzino il benessere generale e la gestione quotidiana della malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto della dexmedetomidina rispetto al placebo per gestire il dolore e il disagio nei neonati prematuri sottoposti a ventilazione meccanica.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-effetto-della-dexmedetomidina-rispetto-al-placebo-per-gestire-il-dolore-e-il-disagio-nei-neonati-prematuri-sottoposti-a-ventilazione-meccanica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:24:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda i neonati prematuri che presentano una distress respiratorio neonatale, una condizione in cui il bambino ha difficoltà a respirare correttamente, e che necessitano di ventilazione invasiva, ovvero l&#8217;utilizzo di macchinari per aiutare la respirazione. Lo studio mira a valutare se l&#8217;uso di dexmedetomidina possa ridurre la quantità di farmaci oppioidi, utilizzati per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda i neonati prematuri che presentano una <b>distress respiratorio neonatale</b>, una condizione in cui il bambino ha difficoltà a respirare correttamente, e che necessitano di <b>ventilazione invasiva</b>, ovvero l&#8217;utilizzo di macchinari per aiutare la respirazione. Lo studio mira a valutare se l&#8217;uso di <b>dexmedetomidina</b> possa ridurre la quantità di farmaci oppioidi, utilizzati per gestire il dolore, necessari durante il trattamento. Gli oppioidi sono sostanze che vengono somministrate per alleviare il dolore e il malessere.</p>
<p>Durante lo studio, i neonati riceveranno una <b>perfusione endovenosa</b>, che consiste nell&#8217;infusione continua di un liquido attraverso una vena, di <b>dexmedetomidina</b> oppure di un <b>placebo</b> composto da <b>glucosio</b> al 5%. La partecipazione allo studio avverrà in modo casuale, il che significa che il farmaco o il placebo verranno assegnati senza che né i medici né i familiari sappiano quale sostanza viene somministrata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul risveglio rapido dall&#8217;anestesia generale con remimazolam e combinazione di farmaci in volontari sani</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-risveglio-rapido-dallanestesia-generale-con-remimazolam-e-combinazione-di-farmaci-in-volontari-sani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:22:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda l&#8217;anestesia generale, che è una condizione medica indotta temporaneamente durante gli interventi chirurgici per far dormire profondamente i pazienti e impedire loro di sentire dolore. Durante lo studio verranno utilizzati diversi farmaci: remimazolam, un medicinale che induce il sonno profondo, sufentanil citrato, un farmaco per controllare il dolore, rocuronium bromide, un medicinale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda l&#8217;<b>anestesia generale</b>, che è una condizione medica indotta temporaneamente durante gli interventi chirurgici per far dormire profondamente i pazienti e impedire loro di sentire dolore. Durante lo studio verranno utilizzati diversi farmaci: <b>remimazolam</b>, un medicinale che induce il sonno profondo, <b>sufentanil citrato</b>, un farmaco per controllare il dolore, <b>rocuronium bromide</b>, un medicinale che rilassa temporaneamente i muscoli, <b>sugammadex</b>, che serve a invertire l&#8217;effetto del rilassante muscolare, <b>naloxone hydrochloride</b>, che blocca l&#8217;effetto degli antidolorifici, e <b>flumazenil</b>, che inverte l&#8217;effetto dei farmaci che causano sonnolenza. Questi medicinali vengono somministrati attraverso iniezioni in vena.</p>
<p>Lo scopo dello studio è esaminare quanto tempo occorre e quanto è efficace un risveglio rapido dall&#8217;anestesia generale. Lo studio viene condotto su volontari sani che non hanno malattie importanti. Durante lo studio, ai partecipanti verrà somministrata un&#8217;anestesia generale completa utilizzando i farmaci menzionati, e poi verranno utilizzati i medicinali che invertono gli effetti dell&#8217;anestesia per far svegliare rapidamente i partecipanti. Durante tutto il processo verranno osservati e registrati vari aspetti come il momento in cui i partecipanti riprendono a respirare da soli, quando aprono gli occhi, quando tornano i riflessi delle vie respiratorie come la deglutizione e la tosse, e altri parametri vitali.</p>
<p>Durante lo studio verranno anche misurati la saturazione di ossigeno nel sangue, la frequenza respiratoria, la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, il livello di profondità dell&#8217;anestesia e il grado di rilassamento muscolare. Verrà inoltre valutato il tempo totale necessario perché i partecipanti si sveglino completamente e tornino allo stato in cui erano prima dell&#8217;anestesia. Lo studio permetterà di raccogliere informazioni su come rendere il risveglio dall&#8217;anestesia generale più rapido ed efficiente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;enoxaparina a dosaggio intermedio rispetto a dosaggio standard per prevenire i coaguli di sangue nei pazienti con traumi gravi</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullenoxaparina-a-dosaggio-intermedio-rispetto-a-dosaggio-standard-per-prevenire-i-coaguli-di-sangue-nei-pazienti-con-traumi-gravi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:22:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda pazienti che hanno subito un trauma grave e che necessitano di cure in terapia intensiva. I pazienti con trauma grave hanno un rischio elevato di sviluppare coaguli di sangue nelle vene, una condizione chiamata tromboembolismo venoso, che può manifestarsi come trombosi venosa profonda nelle gambe o come embolia polmonare nei polmoni. Per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda pazienti che hanno subito un <b>trauma grave</b> e che necessitano di cure in terapia intensiva. I pazienti con trauma grave hanno un rischio elevato di sviluppare coaguli di sangue nelle vene, una condizione chiamata <b>tromboembolismo venoso</b>, che può manifestarsi come <b>trombosi venosa profonda</b> nelle gambe o come <b>embolia polmonare</b> nei polmoni. Per prevenire questi coaguli di sangue, viene comunemente utilizzato un farmaco chiamato <b>enoxaparina</b>, che è un tipo di eparina a basso peso molecolare che aiuta a rendere il sangue più fluido. In questo studio, alcuni pazienti riceveranno una dose intermedia di <b>LOVENOX</b>, che è il nome commerciale dell&#8217;enoxaparina, mentre altri riceveranno una dose standard oppure un placebo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è determinare se una dose intermedia di enoxaparina sia più efficace di una dose standard nel ridurre il rischio di sviluppare coaguli di sangue importanti nelle vene dopo un trauma grave. Durante lo studio, i pazienti riceveranno il trattamento assegnato tramite iniezione sottocutanea, cioè un&#8217;iniezione sotto la pelle, per un periodo fino a quattordici giorni. I medici monitoreranno attentamente i pazienti per verificare se sviluppano coaguli di sangue nelle vene o nei polmoni, e valuteranno anche eventuali episodi di sanguinamento che potrebbero verificarsi come effetto collaterale del trattamento.</p>
<p>Lo studio valuterà la comparsa di trombosi venosa profonda sintomatica, trombosi venosa profonda prossimale o embolia polmonare entro quattordici giorni dall&#8217;inizio del trattamento. Verranno inoltre valutati altri aspetti importanti come la combinazione di coaguli di sangue e sanguinamenti maggiori, che includono la necessità di una procedura invasiva per fermare un sanguinamento, l&#8217;interruzione del farmaco per almeno quarantotto ore a causa di sanguinamento, o sanguinamenti in organi critali. I pazienti saranno seguiti per trenta giorni per valutare tutti gli effetti del trattamento ricevuto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto del desametasone sulla qualità di vita dopo sostituzione totale dell&#8217;anca in pazienti di 60 anni o più</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-del-desametasone-sulla-qualita-di-vita-dopo-sostituzione-totale-dellanca-in-pazienti-di-60-anni-o-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:16:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda persone di 60 anni o più che devono sottoporsi a un intervento chirurgico di sostituzione completa dell&#8217;anca, chiamato artroplastica totale dell&#8217;anca. Durante questo tipo di operazione, l&#8217;articolazione danneggiata dell&#8217;anca viene sostituita con una protesi artificiale. Lo studio utilizza un farmaco chiamato desametasone, che appartiene a un gruppo di medicinali noti come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda persone di 60 anni o più che devono sottoporsi a un intervento chirurgico di sostituzione completa dell&#8217;anca, chiamato <b>artroplastica totale dell&#8217;anca</b>. Durante questo tipo di operazione, l&#8217;articolazione danneggiata dell&#8217;anca viene sostituita con una protesi artificiale. Lo studio utilizza un farmaco chiamato <b>desametasone</b>, che appartiene a un gruppo di medicinali noti come corticosteroidi, sostanze che aiutano a ridurre l&#8217;infiammazione e il gonfiore nel corpo. Il <b>desametasone</b> viene somministrato attraverso un&#8217;iniezione in vena durante l&#8217;intervento chirurgico.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare come diverse quantità di <b>desametasone</b> influenzano la qualità di vita delle persone dopo l&#8217;operazione all&#8217;anca. I partecipanti riceveranno una singola dose del farmaco durante l&#8217;intervento, ma la quantità sarà diversa per i diversi gruppi: alcuni riceveranno 5 milligrammi mentre altri riceveranno 25 milligrammi. I ricercatori vogliono capire quale dose funziona meglio per migliorare il benessere generale dei pazienti nei mesi successivi all&#8217;operazione.</p>
<p>Durante lo studio, ai partecipanti verrà chiesto di rispondere a diversi questionari che misurano vari aspetti della loro salute e del loro recupero. Questi questionari valuteranno la qualità di vita legata alla salute, il livello di recupero dopo l&#8217;operazione, il dolore, la stanchezza e la capacità di muovere l&#8217;anca. Le valutazioni verranno effettuate in diversi momenti dopo l&#8217;intervento chirurgico, nei primi giorni e poi a un mese, due mesi e tre mesi dall&#8217;operazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla morfina intratecale e l&#8217;analgesia epidurale per il controllo del dolore in pazienti sottoposti a chirurgia colorettale aperta</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-morfina-intratecale-e-lanalgesia-epidurale-per-il-controllo-del-dolore-in-pazienti-sottoposti-a-chirurgia-colorettale-aperta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:16:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda persone che devono sottoporsi a un intervento chirurgico all&#8217;intestino crasso (chiamato anche chirurgia colorettale) con un&#8217;incisione sulla parte centrale dell&#8217;addome. Durante e dopo questo tipo di operazione è importante controllare bene il dolore per aiutare il recupero del paziente. Esistono diversi modi per gestire il dolore dopo un intervento chirurgico importante, e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda persone che devono sottoporsi a un intervento chirurgico all&#8217;intestino crasso (chiamato anche <b>chirurgia colorettale</b>) con un&#8217;incisione sulla parte centrale dell&#8217;addome. Durante e dopo questo tipo di operazione è importante controllare bene il dolore per aiutare il recupero del paziente. Esistono diversi modi per gestire il dolore dopo un intervento chirurgico importante, e questo studio confronta due metodi diversi per capire se funzionano in modo simile.</p>
<p>I due metodi confrontati sono la <b>morfina</b> somministrata con un&#8217;iniezione nello spazio intorno al midollo spinale (chiamata somministrazione intratecale) e l&#8217;analgesia attraverso un catetere posizionato vicino alla colonna vertebrale nella zona del torace (chiamata analgesia epidurale toracica continua). Nel secondo metodo vengono usati diversi farmaci attraverso il catetere epidurale, tra cui <b>bupivacaina cloridrato</b> che è un anestetico locale per bloccare il dolore, <b>fentanil citrato</b> che è un altro antidolorifico potente, e <b>adrenalina</b> che aiuta a far durare più a lungo l&#8217;effetto degli altri farmaci. Lo scopo dello studio è verificare se una singola dose di morfina nella colonna vertebrale funziona in modo paragonabile all&#8217;analgesia epidurale continua per quanto riguarda la qualità del recupero del paziente dopo l&#8217;intervento.</p>
<p>Durante lo studio i pazienti riceveranno uno dei due trattamenti per il controllo del dolore e verranno seguiti per un periodo che va dall&#8217;operazione fino a un anno dopo. I medici valuteranno diversi aspetti come la qualità del recupero, l&#8217;intensità del dolore sia a riposo che durante il movimento, la soddisfazione del paziente riguardo al controllo del dolore, eventuali complicazioni, il tempo necessario per tornare a casa dall&#8217;ospedale e la qualità della vita in generale. Verranno anche controllati possibili effetti indesiderati dei farmaci come nausea, vomito, prurito, difficoltà respiratorie, abbassamento della pressione del sangue e problemi con la minzione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul desametasone per il dolore dopo chirurgia del piede in pazienti con blocco del nervo sciatico popliteo</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-desametasone-per-il-dolore-dopo-chirurgia-del-piede-in-pazienti-con-blocco-del-nervo-sciatico-popliteo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:16:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda il dolore postoperatorio e il dolore di rimbalzo che può verificarsi dopo un&#8217;anestesia regionale. Il dolore di rimbalzo è un dolore intenso che compare quando l&#8217;effetto dell&#8217;anestesia locale svanisce dopo un intervento chirurgico. Lo studio si concentra su pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico aperto al piede in regime [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda il <b>dolore postoperatorio</b> e il dolore di rimbalzo che può verificarsi dopo un&#8217;anestesia regionale. Il dolore di rimbalzo è un dolore intenso che compare quando l&#8217;effetto dell&#8217;anestesia locale svanisce dopo un intervento chirurgico. Lo studio si concentra su pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico aperto al piede in regime ambulatoriale, cioè senza ricovero ospedaliero, eseguito con un blocco del nervo sciatico popliteo, una tecnica di anestesia che blocca temporaneamente la sensibilità nella zona del piede. Il farmaco utilizzato nello studio è il <b>desametasone fosfato sodico</b>, un medicinale del gruppo dei corticosteroidi che viene somministrato per via endovenosa, cioè attraverso una vena.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare due diverse quantità di <b>desametasone</b> somministrato per via endovenosa, una dose bassa e una dose intermedia, per vedere quale delle due è più efficace nel prevenire il dolore di rimbalzo dopo l&#8217;intervento chirurgico al piede. Durante lo studio verrà misurata la frequenza con cui si verifica il dolore di rimbalzo, considerato come un dolore con intensità pari o superiore a sette su una scala da zero a dieci, dove zero significa nessun dolore e dieci il peggior dolore immaginabile. Questa valutazione viene effettuata dopo che la sensibilità ritorna nella zona operata, quando l&#8217;effetto del blocco nervoso è terminato.</p>
<p>I pazienti che partecipano allo studio riceveranno il <b>desametasone</b> prima o durante l&#8217;intervento chirurgico e verranno successivamente contattati telefonicamente a ventiquattro, quarantotto e settantadue ore dopo l&#8217;operazione per valutare il livello di dolore e il momento in cui questo è iniziato. Verrà anche controllato se si verificano effetti indesiderati legati al farmaco, come un aumento significativo della glicemia nel sangue misurata prima delle dimissioni dall&#8217;ospedale, oppure infezioni nella zona operata o una guarigione più lenta della ferita, che verranno monitorate fino a un mese dopo l&#8217;intervento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul confronto tra tramadolo e morfina per il controllo del dolore dopo interventi chirurgici addominali laparoscopici programmati</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-confronto-tra-tramadolo-e-morfina-per-il-controllo-del-dolore-dopo-interventi-chirurgici-addominali-laparoscopici-programmati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:16:19 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-confronto-tra-tramadolo-e-morfina-per-il-controllo-del-dolore-dopo-interventi-chirurgici-addominali-laparoscopici-programmati/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda persone che devono sottoporsi a un intervento chirurgico addominale maggiore programmato con tecnica laparoscopica, cioè una procedura eseguita attraverso piccole incisioni nell&#8217;addome. Lo studio confronta due farmaci antidolorifici utilizzati per controllare il dolore postoperatorio, ovvero il dolore che si presenta dopo l&#8217;intervento chirurgico. I farmaci confrontati sono il tramadolo e la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda persone che devono sottoporsi a un intervento chirurgico addominale maggiore programmato con tecnica laparoscopica, cioè una procedura eseguita attraverso piccole incisioni nell&#8217;addome. Lo studio confronta due farmaci antidolorifici utilizzati per controllare il <b>dolore postoperatorio</b>, ovvero il dolore che si presenta dopo l&#8217;intervento chirurgico. I farmaci confrontati sono il <b>tramadolo</b> e la <b>morfina</b>, entrambi somministrati come parte di un approccio multimodale alla gestione del dolore, che significa l&#8217;uso combinato di diversi metodi e farmaci per alleviare il dolore. Il tramadolo viene somministrato sotto forma di gocce orali da assumere per bocca, mentre la morfina può essere somministrata sia per via endovenosa attraverso un&#8217;iniezione in vena sia sotto forma di compresse da assumere per bocca.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare quale dei due farmaci permette una migliore qualità del recupero dopo l&#8217;intervento chirurgico. Questa valutazione viene effettuata attraverso un questionario chiamato QoR-15, che misura diversi aspetti del recupero del paziente nelle ore successive all&#8217;operazione. Il questionario viene somministrato a ventiquattro ore dall&#8217;intervento chirurgico per misurare l&#8217;esito principale dello studio. Durante lo studio vengono inoltre raccolte informazioni sul livello di dolore provato dai pazienti in diversi momenti dopo l&#8217;intervento, sulla quantità di farmaci antidolorifici necessari, sul tempo di permanenza nella sala di risveglio e in ospedale, e sulla soddisfazione dei pazienti riguardo alla gestione del dolore.</p>
<p>I partecipanti allo studio ricevono uno dei due farmaci durante e dopo l&#8217;intervento chirurgico, e vengono monitorati per valutare non solo l&#8217;efficacia del controllo del dolore ma anche eventuali effetti indesiderati come nausea, vomito, problemi intestinali, difficoltà respiratorie, prurito o confusione mentale. Lo studio prevede anche un controllo a distanza di uno e tre mesi dopo le dimissioni dall&#8217;ospedale per verificare se i pazienti continuano ad assumere farmaci antidolorifici e se è presente dolore cronico post-chirurgico, cioè un dolore persistente che continua anche dopo la guarigione della ferita chirurgica.</p>
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		<title>Studio sulla durata dell&#8217;effetto ansiolitico del midazolam rispetto alla musicoterapia in pazienti con ansia preoperatoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:16:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda l&#8217;ansia preoperatoria, ovvero lo stato di nervosismo e preoccupazione che molte persone provano prima di un intervento chirurgico. Lo scopo dello studio è valutare quanto dura nel tempo l&#8217;effetto calmante di due diversi approcci per ridurre l&#8217;ansia prima dell&#8217;operazione: la musicoterapia, che consiste nell&#8217;ascolto di musica, e il midazolam, un farmaco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda l&#8217;<b>ansia preoperatoria</b>, ovvero lo stato di nervosismo e preoccupazione che molte persone provano prima di un intervento chirurgico. Lo scopo dello studio è valutare quanto dura nel tempo l&#8217;effetto calmante di due diversi approcci per ridurre l&#8217;ansia prima dell&#8217;operazione: la musicoterapia, che consiste nell&#8217;ascolto di musica, e il <b>midazolam</b>, un farmaco che aiuta a rilassarsi e a ridurre lo stato di tensione. Lo studio confronta questi due metodi per capire quale dei due mantiene più a lungo il suo effetto tranquillizzante.</p>
<p>Durante lo studio vengono utilizzati diversi strumenti per misurare il livello di ansia e lo stato di rilassamento dei partecipanti. Viene registrato l&#8217;<b>elettroencefalogramma</b>, un esame che misura l&#8217;attività elettrica del cervello attraverso sensori posizionati sulla testa, permettendo di capire quanto una persona sia sveglia o rilassata. Vengono inoltre utilizzate alcune scale di valutazione dell&#8217;ansia, che sono questionari semplici dove i partecipanti indicano quanto si sentono ansiosi o preoccupati. Questi strumenti aiutano i ricercatori a capire in modo oggettivo come cambia lo stato emotivo delle persone prima dell&#8217;intervento.</p>
<p>Lo studio prevede anche la misurazione di altri parametri come la pressione sanguigna, la frequenza del battito cardiaco e il livello di ossigeno nel sangue, che sono tutti indicatori dello stato fisico della persona. Vengono raccolte informazioni generali sui partecipanti e sul tipo di intervento chirurgico che devono affrontare. L&#8217;obiettivo finale è determinare quale dei due metodi, la musicoterapia o il farmaco, sia più efficace nel mantenere un effetto calmante prolungato prima dell&#8217;operazione.</p>
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		<item>
		<title>Studio sulla prevenzione di nausea e vomito dopo chirurgia laparoscopica con palonosetron e fosaprepitant nei pazienti operati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:16:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la nausea e il vomito post-operatori, che sono disturbi comuni che possono verificarsi dopo un intervento chirurgico. Lo studio confronta due diversi approcci per prevenire questi disturbi nelle persone che si sottopongono a interventi chirurgici laparoscopici, cioè operazioni eseguite attraverso piccole incisioni con l&#8217;aiuto di una telecamera e strumenti speciali. I farmaci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>nausea e il vomito post-operatori</b>, che sono disturbi comuni che possono verificarsi dopo un intervento chirurgico. Lo studio confronta due diversi approcci per prevenire questi disturbi nelle persone che si sottopongono a interventi chirurgici laparoscopici, cioè operazioni eseguite attraverso piccole incisioni con l&#8217;aiuto di una telecamera e strumenti speciali. I farmaci utilizzati nello studio includono <b>palonosetron</b> e <b>fosaprepitant</b>, che appartengono a una categoria di medicinali chiamati antiemetici, progettati per ridurre la nausea e il vomito. Questi farmaci agiscono bloccando specifici recettori nel corpo che possono scatenare questi sintomi. Come confronto viene utilizzato <b>ondansetron</b>, un altro farmaco antiemetico comunemente impiegato. Durante lo studio viene anche somministrato <b>cloruro di sodio</b>, una soluzione salina utilizzata per le infusioni.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se l&#8217;aggiunta di farmaci antiemetici a lunga durata d&#8217;azione possa migliorare il recupero dopo l&#8217;operazione rispetto al trattamento standard. I partecipanti riceveranno i farmaci per via endovenosa, cioè attraverso una vena, durante il periodo dell&#8217;intervento. Lo studio è progettato in modo che né i partecipanti né i medici sappiano quale trattamento specifico viene somministrato durante lo studio, per garantire risultati obiettivi.</p>
<p>Durante lo studio viene valutata la qualità del recupero post-operatorio attraverso questionari che i partecipanti compilano prima dell&#8217;intervento e nei giorni successivi all&#8217;operazione. Vengono registrati gli episodi di nausea e vomito, l&#8217;eventuale necessità di farmaci aggiuntivi contro questi disturbi, i livelli di dolore e il tempo trascorso in sala di risveglio e in ospedale prima della dimissione. Vengono inoltre monitorati possibili effetti indesiderati dei farmaci come reazioni nel punto di infusione, mal di testa, disturbi visivi, stitichezza, diarrea e stanchezza. Alcune persone partecipanti saranno anche invitate a condividere le loro esperienze sul recupero post-operatorio attraverso interviste qualitative.</p>
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		<item>
		<title>Studio sul plasma liofilizzato rispetto alle soluzioni cristalloidi per pazienti con shock emorragico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda persone che si trovano in una condizione chiamata shock emorragico, che si verifica quando il corpo perde una grande quantità di sangue a causa di un&#8217;emorragia. Quando questo accade, la pressione del sangue si abbassa molto e gli organi non ricevono abbastanza ossigeno per funzionare bene. Nello studio verranno utilizzati due tipi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda persone che si trovano in una condizione chiamata <b>shock emorragico</b>, che si verifica quando il corpo perde una grande quantità di sangue a causa di un&#8217;emorragia. Quando questo accade, la pressione del sangue si abbassa molto e gli organi non ricevono abbastanza ossigeno per funzionare bene. Nello studio verranno utilizzati due tipi diversi di liquidi che vengono somministrati attraverso una flebo direttamente nelle vene. Il primo è il <b>plasma umano</b> liofilizzato, che è una parte del sangue preparata in forma secca e poi sciolta prima dell&#8217;uso. Il secondo tipo sono le normali soluzioni per infusione che contengono sali minerali come <b>cloruro di sodio</b>, <b>cloruro di potassio</b>, <b>cloruro di calcio diidrato</b>, <b>cloruro di magnesio esaidrato</b> e <b>sodio acetato triidrato</b>, che vengono comunemente usate per reintegrare i liquidi nel corpo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è capire se somministrare il plasma liofilizzato nella fase iniziale del trattamento in pronto soccorso possa essere più efficace rispetto alle normali soluzioni saline per stabilizzare le condizioni dei pazienti in shock emorragico. Il plasma liofilizzato può essere preparato e somministrato molto più velocemente rispetto al plasma normale, in circa sei minuti e mezzo invece di trenta o quarantacinque minuti. Si pensa che questo tipo di plasma possa aiutare a proteggere i vasi sanguigni e mantenere il volume di sangue in modo più efficace, portando a una stabilizzazione più rapida della circolazione del sangue.</p>
<p>Durante lo studio i pazienti riceveranno uno dei due tipi di liquidi attraverso infusione e verranno osservati per vedere quanto velocemente le loro condizioni migliorano. I medici misureranno il livello di lattato nel sangue, una sostanza che aumenta quando gli organi non ricevono abbastanza ossigeno, per valutare se il paziente si sta riprendendo. Si vuole anche verificare se l&#8217;uso del plasma liofilizzato permetta di ridurre la quantità di liquidi salini necessari, evitando così possibili problemi legati all&#8217;eccesso di liquidi nel corpo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sul sufentanil per il controllo del dolore durante il prelievo degli ovociti nelle donne sottoposte a fecondazione assistita</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-sufentanil-per-il-controllo-del-dolore-durante-il-prelievo-degli-ovociti-nelle-donne-sottoposte-a-fecondazione-assistita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il dolore acuto durante il prelievo degli ovociti, una procedura necessaria per le donne che si sottopongono a un trattamento di fertilità. Il prelievo degli ovociti avviene attraverso la vagina sotto guida ecografica e può causare disagio. Lo studio confronta due modi diversi di gestire il dolore durante questa procedura. Il primo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il dolore acuto durante il prelievo degli ovociti, una procedura necessaria per le donne che si sottopongono a un trattamento di fertilità. Il prelievo degli ovociti avviene attraverso la vagina sotto guida ecografica e può causare disagio. Lo studio confronta due modi diversi di gestire il dolore durante questa procedura. Il primo approccio utilizza <b>sufentanil</b> in compresse che si sciolgono sotto la lingua, mentre il secondo approccio segue il metodo abituale che si basa su <b>midazolam</b>, un farmaco che aiuta a rilassarsi. Durante lo studio possono essere utilizzati anche altri farmaci per il dolore e il disagio, come <b>paracetamolo</b> per il dolore generale, <b>alprazolam</b> per l&#8217;ansia, <b>lidocaina</b> come anestetico locale e <b>diclofenac</b> per ridurre l&#8217;infiammazione e il dolore.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se una singola dose di <b>sufentanil</b> assunta prima della procedura riduce il dolore durante il prelievo degli ovociti rispetto al metodo abituale con <b>midazolam</b>. Durante la procedura, alle partecipanti viene chiesto di valutare il proprio dolore ogni due minuti utilizzando una scala visiva che va da zero a cento, dove zero significa nessun dolore e cento indica il dolore più forte immaginabile. Questa valutazione continua dall&#8217;inizio del prelievo fino alla fine della procedura.</p>
<p>Lo studio raccoglie anche informazioni su altri aspetti importanti come la soddisfazione delle pazienti riguardo alla gestione del dolore circa ventiquattro ore dopo la procedura, il dolore avvertito nel periodo di recupero subito dopo il prelievo e nelle ore successive, l&#8217;eventuale necessità di assumere altri farmaci per il dolore a casa, la presenza di nausea o vomito, eventuali problemi respiratori o altri effetti indesiderati, il sanguinamento vaginale, il tempo necessario per tornare a casa dopo la procedura, la durata della procedura stessa, il numero di ovociti prelevati e alcuni esami ormonali legati alla fertilità. Le informazioni vengono raccolte prima della procedura, durante la procedura, subito dopo, a intervalli regolari nelle ore successive e fino a ventiquattro ore dopo il prelievo degli ovociti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza di remimazolam, ketamina e propofol per l&#8217;induzione rapida in pazienti a rischio di aspirazione in sala operatoria</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-remimazolam-ketamina-e-propofol-per-linduzione-rapida-in-pazienti-a-rischio-di-aspirazione-in-sala-operatoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda pazienti che devono essere sottoposti a intubazione tracheale in sala operatoria e che presentano un rischio di aspirazione del contenuto gastrico, ovvero la possibilità che il contenuto dello stomaco possa entrare nelle vie respiratorie durante l&#8217;anestesia. Lo studio confronta tre diversi farmaci utilizzati per l&#8217;induzione dell&#8217;anestesia: remimazolam, ketamina e propofol. Questi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda pazienti che devono essere sottoposti a intubazione tracheale in sala operatoria e che presentano un rischio di aspirazione del contenuto gastrico, ovvero la possibilità che il contenuto dello stomaco possa entrare nelle vie respiratorie durante l&#8217;anestesia. Lo studio confronta tre diversi farmaci utilizzati per l&#8217;induzione dell&#8217;anestesia: <b>remimazolam</b>, <b>ketamina</b> e <b>propofol</b>. Questi farmaci vengono somministrati per via endovenosa per far addormentare il paziente prima dell&#8217;intervento chirurgico.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare la capacità del <b>remimazolam</b> rispetto alle dosi standard di <b>propofol</b> e <b>ketamina</b> di permettere un&#8217;intubazione tracheale riuscita al primo tentativo nei pazienti a rischio di aspirazione del contenuto gastrico in sala operatoria. Durante lo studio i pazienti vengono assegnati in modo casuale a uno dei tre gruppi di trattamento e ricevono uno dei tre farmaci per l&#8217;induzione dell&#8217;anestesia. I medici valutano se l&#8217;intubazione riesce al primo tentativo e misurano vari parametri come la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e i livelli di ossigeno nel sangue durante i primi cinque minuti dopo la somministrazione del farmaco anestetico.</p>
<p>Lo studio prevede anche la valutazione di altri aspetti come la qualità dell&#8217;intubazione, il tempo necessario per completare le diverse fasi dell&#8217;anestesia, la presenza di eventuali complicazioni cardiovascolari o respiratorie durante e dopo l&#8217;intervento, e l&#8217;eventuale comparsa di confusione mentale nella sala di risveglio dopo l&#8217;operazione. Vengono inoltre monitorati gli eventi avversi fino a sette giorni dopo l&#8217;intervento chirurgico, incluse complicazioni cardiovascolari, insufficienza renale acuta e mortalità intraospedaliera.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla lidocaina per ridurre l&#8217;infiammazione dopo interventi cardiaci con circolazione extracorporea in pazienti sottoposti a chirurgia valvolare o coronarica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico programmato al cuore per riparare o sostituire le valvole cardiache o per eseguire un bypass coronarico, procedure che richiedono l&#8217;uso della circolazione extracorporea, una macchina che sostituisce temporaneamente le funzioni del cuore e dei polmoni durante l&#8217;operazione. Durante questo tipo di intervento, il corpo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico programmato al cuore per riparare o sostituire le valvole cardiache o per eseguire un <b>bypass coronarico</b>, procedure che richiedono l&#8217;uso della <b>circolazione extracorporea</b>, una macchina che sostituisce temporaneamente le funzioni del cuore e dei polmoni durante l&#8217;operazione. Durante questo tipo di intervento, il corpo può sviluppare una risposta infiammatoria sistemica, cioè una reazione di difesa che coinvolge tutto l&#8217;organismo e che può portare a complicazioni dopo l&#8217;operazione. Lo studio valuterà se la somministrazione per via endovenosa di <b>lidocaina</b>, un farmaco anestetico locale comunemente usato, può ridurre questa risposta infiammatoria. Alcuni pazienti riceveranno lidocaina mentre altri riceveranno una soluzione salina fisiologica come placebo, e né i pazienti né i medici sapranno quale trattamento viene somministrato durante lo studio.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è verificare se la lidocaina è in grado di ridurre i livelli di <b>interleuchina-6</b>, una sostanza prodotta dal corpo durante l&#8217;infiammazione, misurata nel sangue sei ore dopo la fine dell&#8217;intervento chirurgico. Lo studio valuterà anche altri indicatori di infiammazione come la <b>proteina C-reattiva</b>, la <b>troponina T ad alta sensibilità</b> che indica il danno al muscolo cardiaco, e il <b>TNF-alfa</b>, un&#8217;altra sostanza coinvolta nell&#8217;infiammazione, misurati in diversi momenti prima, durante e dopo l&#8217;operazione.</p>
<p>Durante lo studio verranno inoltre osservate le complicazioni che possono verificarsi dopo l&#8217;intervento e che sono associate alla risposta infiammatoria, come il danno ai reni, le infezioni, i problemi di coagulazione del sangue che richiedono trasfusioni, la pressione sanguigna troppo bassa, le difficoltà respiratorie e i problemi neurologici. Saranno registrati anche il tempo di permanenza in terapia intensiva, la mortalità entro un mese dall&#8217;intervento, l&#8217;eventuale comparsa di <b>fibrillazione ventricolare</b>, un&#8217;alterazione grave del ritmo cardiaco che può verificarsi quando viene ripristinato il flusso di sangue al cuore, e il dolore dopo l&#8217;operazione valutato attraverso la quantità di farmaci antidolorifici necessari e la dose totale di oppioidi somministrati nelle prime quarantotto ore.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla ropivacaina per il trattamento del dolore da colica renale acuta nei pazienti del Pronto Soccorso</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-ropivacaina-per-il-trattamento-del-dolore-da-colica-renale-acuta-nei-pazienti-del-pronto-soccorso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la urolitiasi, una condizione in cui si formano calcoli nelle vie urinarie che possono causare episodi di dolore intenso e improvviso chiamato colica renale. Quando questi calcoli si spostano attraverso le vie urinarie, possono provocare un dolore molto forte che spesso richiede un trattamento immediato al pronto soccorso. Lo studio prevede l&#8217;uso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>urolitiasi</b>, una condizione in cui si formano calcoli nelle vie urinarie che possono causare episodi di dolore intenso e improvviso chiamato colica renale. Quando questi calcoli si spostano attraverso le vie urinarie, possono provocare un dolore molto forte che spesso richiede un trattamento immediato al pronto soccorso. Lo studio prevede l&#8217;uso di due trattamenti diversi somministrati tramite iniezione: il primo contiene <b>ropivacaina cloridrato</b>, che è un anestetico locale utilizzato per bloccare il dolore in una specifica area del corpo, mentre il secondo è una soluzione di <b>cloruro di potassio</b> e <b>cloruro di sodio</b>, che sono elettroliti comunemente usati in medicina. L&#8217;anestetico locale viene utilizzato in una tecnica chiamata blocco del piano dei muscoli erettori della colonna vertebrale, che mira a ridurre il dolore nella zona interessata dalla colica renale.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se questa tecnica di blocco del dolore sia efficace nel gestire il dolore causato dalla colica renale acuta al pronto soccorso. I ricercatori vogliono capire se questo trattamento possa aiutare a controllare meglio il dolore nei pazienti con calcoli renali, aumentare la soddisfazione dei pazienti e ridurre i costi sanitari diminuendo i ricoveri ospedalieri e gli interventi necessari. Lo studio confronterà i risultati tra i pazienti che ricevono il blocco con anestetico locale e quelli che ricevono la soluzione di elettroliti, misurando diversi aspetti come l&#8217;intensità del dolore, la necessità di ricovero ospedaliero o di interventi urologici entro sette giorni dal trattamento.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti dopo che la presenza di calcoli renali sarà stata confermata tramite ecografia o tomografia computerizzata e dopo che il dolore persiste nonostante i farmaci antidolorifici iniziali. Verranno valutati vari aspetti nel tempo, tra cui l&#8217;intensità del dolore a diversi intervalli dopo il trattamento, la necessità di tornare al pronto soccorso, lo sviluppo di dolore cronico dopo un mese, la qualità di vita, la soddisfazione del paziente, l&#8217;uso di farmaci antidolorifici aggiuntivi e la sicurezza del trattamento. Lo studio raccoglierà anche informazioni sui costi sanitari e sulla produttività per valutare l&#8217;efficacia economica del trattamento nel periodo di un mese dopo l&#8217;intervento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul blocco del piano dei muscoli erettori spinali con ropivacaina e desametasone per pazienti con dolore lombare acuto</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-blocco-del-piano-dei-muscoli-erettori-spinali-con-ropivacaina-e-desametasone-per-pazienti-con-dolore-lombare-acuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il dolore lombare acuto non specifico, cioè un dolore nella parte bassa della schiena che compare da poco tempo e non ha una causa specifica identificabile. Lo studio prevede l&#8217;utilizzo di un blocco del piano muscolare erettore della colonna vertebrale, una tecnica che consiste nell&#8217;iniettare farmaci anestetici vicino ai muscoli della schiena [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il dolore lombare acuto non specifico, cioè un dolore nella parte bassa della schiena che compare da poco tempo e non ha una causa specifica identificabile. Lo studio prevede l&#8217;utilizzo di un blocco del piano muscolare erettore della colonna vertebrale, una tecnica che consiste nell&#8217;iniettare farmaci anestetici vicino ai muscoli della schiena per ridurre il dolore. I farmaci utilizzati nello studio includono <b>desametasone fosfato</b> e <b>ropivacaina cloridrato</b> come soluzioni iniettabili, oltre a <b>cloruro di sodio</b> come soluzione per iniezione. Come terapie di supporto per il dolore vengono utilizzati <b>paracetamolo</b> in compresse e soluzione per infusione, <b>ketoprofene</b> in compresse e soluzione per infusione, e <b>tramadolo cloridrato</b> in compresse a rilascio prolungato.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se questa tecnica di blocco nervoso sia efficace nel ridurre il dolore e permettere alle persone di muoversi più facilmente quando soffrono di mal di schiena acuto. Lo studio vuole verificare se, dopo aver ricevuto questa procedura, il dolore durante i movimenti si riduce della metà entro trenta minuti e se la persona riesce a completare un semplice test di mobilità che consiste nell&#8217;alzarsi e camminare in meno di venti secondi.</p>
<p>Durante lo studio vengono raccolte diverse informazioni nel tempo, dalla procedura iniziale fino a sei mesi dopo. Viene misurato il livello di dolore riferito dai partecipanti, la quantità di farmaci antidolorifici assunti, il numero di passi effettuati nei primi giorni, la qualità del sonno, la capacità di svolgere le attività quotidiane e lavorative, il numero di visite mediche e sedute di fisioterapia necessarie, e la presenza di eventuali effetti collaterali. Vengono anche valutati la qualità di vita generale e il tempo necessario per tornare al lavoro.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio per determinare la dose di sugammadex necessaria per invertire l&#8217;effetto del rocuronium nei bambini sotto i 2 anni durante interventi chirurgici</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-per-determinare-la-dose-di-sugammadex-necessaria-per-invertire-leffetto-del-rocuronium-nei-bambini-sotto-i-2-anni-durante-interventi-chirurgici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:06 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-per-determinare-la-dose-di-sugammadex-necessaria-per-invertire-leffetto-del-rocuronium-nei-bambini-sotto-i-2-anni-durante-interventi-chirurgici/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda bambini di età inferiore ai 24 mesi che devono sottoporsi a un intervento chirurgico non urgente e non cardiaco. Durante l&#8217;operazione, i medici utilizzano un farmaco chiamato rocuronium per rilassare temporaneamente i muscoli, il che è necessario per permettere al chirurgo di lavorare in modo sicuro. Dopo l&#8217;intervento, è importante invertire questo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda bambini di età inferiore ai 24 mesi che devono sottoporsi a un intervento chirurgico non urgente e non cardiaco. Durante l&#8217;operazione, i medici utilizzano un farmaco chiamato <b>rocuronium</b> per rilassare temporaneamente i muscoli, il che è necessario per permettere al chirurgo di lavorare in modo sicuro. Dopo l&#8217;intervento, è importante invertire questo effetto in modo che i muscoli possano tornare a funzionare normalmente. Per fare questo, viene somministrato un altro farmaco chiamato <b>sugammadex</b>, che agisce come antidoto e aiuta a ripristinare la funzione muscolare. Lo scopo dello studio è determinare la dose corretta di <b>sugammadex</b> necessaria per invertire completamente il blocco muscolare nei bambini molto piccoli, confrontandola con la dose raccomandata per gli adulti.</p>
<p>Durante lo studio, i bambini riceveranno <b>rocuronium</b> all&#8217;inizio dell&#8217;intervento chirurgico come parte della normale procedura di anestesia. Dopo l&#8217;operazione, quando sarà il momento di invertire l&#8217;effetto del rilassamento muscolare, verrà somministrato <b>sugammadex</b> in piccole dosi ripetute di 0,2 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo. I medici monitoreranno la funzione muscolare utilizzando un dispositivo speciale che misura la risposta dei muscoli del pollice. Questo monitoraggio permette di valutare quando i muscoli hanno recuperato completamente la loro forza. Se necessario, verranno somministrate dosi aggiuntive di <b>sugammadex</b> ogni tre minuti circa fino a quando i muscoli non avranno recuperato completamente la loro funzione normale.</p>
<p>I medici registreranno la quantità totale di <b>sugammadex</b> necessaria per ogni bambino per ottenere il completo recupero della funzione muscolare. Verranno anche osservati altri aspetti importanti come la quantità totale di <b>rocuronium</b> utilizzata durante l&#8217;intervento, il tempo trascorso tra l&#8217;ultima somministrazione di <b>rocuronium</b> e la prima dose di <b>sugammadex</b>, e se si verificano eventuali effetti indesiderati legati ai farmaci utilizzati. I bambini saranno monitorati fino a 60 minuti dopo l&#8217;ultima somministrazione di <b>sugammadex</b> per assicurarsi che la funzione muscolare rimanga stabile e che non si verifichino problemi respiratori o altre complicazioni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia del blocco sfeno-palatino con lidocaina e prilocaina rispetto al blood patch per pazienti con sindrome post-puntura durale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la sindrome post-puntura durale, una condizione che può verificarsi dopo una puntura nella membrana che circonda il midollo spinale, causando mal di testa che peggiorano quando la persona si alza in piedi. I trattamenti utilizzati nello studio sono due: il primo è il blocco dello sfenopalatino, una procedura in cui viene applicato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>sindrome post-puntura durale</b>, una condizione che può verificarsi dopo una puntura nella membrana che circonda il midollo spinale, causando mal di testa che peggiorano quando la persona si alza in piedi. I trattamenti utilizzati nello studio sono due: il primo è il blocco dello sfenopalatino, una procedura in cui viene applicato un anestetico locale chiamato <b>lidocaina</b> all&#8217;interno del naso per bloccare temporaneamente i segnali di dolore provenienti da un gruppo di nervi situato dietro il naso, mentre il secondo è il <b>blood patch</b>, che è attualmente il trattamento standard e consiste nell&#8217;iniettare una piccola quantità di sangue del paziente nello spazio vicino al punto della puntura per sigillare il foro. Lo studio utilizza due prodotti anestetici per via intranasale: <b>XYLOCARD</b>, che contiene lidocaina cloridrato anidra, e <b>EMLA</b>, che è una crema contenente sia lidocaina che <b>prilocaina</b>.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il blocco dello sfenopalatino sia efficace quanto il blood patch nel ridurre il mal di testa causato dalla sindrome post-puntura durale entro sette giorni dal trattamento. Lo studio coinvolge pazienti adulti che hanno sviluppato questo tipo di mal di testa persistente nonostante abbiano ricevuto trattamenti conservativi per almeno ventiquattro ore, come riposo e idratazione.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno uno dei due trattamenti e verranno monitorati per misurare l&#8217;intensità del mal di testa in posizione eretta utilizzando una scala numerica da zero, che indica assenza di dolore, a dieci, che rappresenta il dolore più intenso possibile. Le valutazioni verranno effettuate all&#8217;inizio del trattamento e poi a intervalli regolari: dopo trenta minuti, un&#8217;ora, due ore, sei ore, ventiquattro ore, quarantotto ore e sette giorni. Verranno inoltre registrati l&#8217;uso di farmaci antidolorifici, la necessità di ulteriori trattamenti, la durata del ricovero ospedaliero, eventuali effetti indesiderati legati alla procedura e il livello di soddisfazione del paziente dopo sette giorni dal trattamento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sul dosaggio del rocuronio bromuro in pazienti con obesità grave sottoposti a intubazione rapida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda persone con obesità grave che devono sottoporsi a un intervento chirurgico programmato che richiede l&#8217;inserimento di un tubo nella trachea per aiutare la respirazione durante l&#8217;anestesia. Durante questa procedura viene utilizzato un farmaco chiamato bromuro di rocuronio che rilassa i muscoli e facilita l&#8217;inserimento del tubo. Lo studio confronta due modi diversi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda persone con <b>obesità</b> grave che devono sottoporsi a un intervento chirurgico programmato che richiede l&#8217;inserimento di un tubo nella trachea per aiutare la respirazione durante l&#8217;anestesia. Durante questa procedura viene utilizzato un farmaco chiamato <b>bromuro di rocuronio</b> che rilassa i muscoli e facilita l&#8217;inserimento del tubo. Lo studio confronta due modi diversi di calcolare la quantità di questo farmaco da somministrare: uno basato sul peso ideale della persona e l&#8217;altro basato sul peso reale. Oltre al <b>bromuro di rocuronio</b>, durante lo studio vengono utilizzati anche altri farmaci necessari per l&#8217;anestesia, tra cui il <b>propofol</b> che serve per addormentare il paziente e il <b>cloruro di sodio</b> che viene usato come soluzione per le iniezioni.</p>
<p>Lo scopo dello studio è capire quale dei due metodi di calcolo della dose permette di ottenere le migliori condizioni per inserire il tubo nella trachea in modo sicuro ed efficace nei pazienti con obesità grave. I medici valuteranno quanto è facile inserire il tubo, quanto tempo ci vuole per completare la procedura e il livello di rilassamento muscolare raggiunto. Verranno anche osservati altri aspetti come la necessità di utilizzare manovre aggiuntive per migliorare la visione durante l&#8217;inserimento del tubo e i livelli di ossigeno nel sangue durante tutta la procedura.</p>
<p>Durante lo studio i pazienti riceveranno uno dei due dosaggi del farmaco che rilassa i muscoli, calcolato secondo uno dei due metodi, insieme agli altri farmaci necessari per l&#8217;anestesia. I medici monitoreranno attentamente le condizioni del paziente durante l&#8217;intera procedura, registrando tutti i dati necessari per confrontare l&#8217;efficacia e la sicurezza dei due metodi di calcolo della dose. Verranno anche annotati eventuali eventi indesiderati che potrebbero verificarsi durante la procedura, come problemi respiratori o variazioni della pressione sanguigna.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto della musica e di medicinali a base di erbe sull&#8217;ansia e il dolore in pazienti sottoposti ad anestesia retrobulbare per chirurgia oculare</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-della-musica-e-di-medicinali-a-base-di-erbe-sullansia-e-il-dolore-in-pazienti-sottoposti-ad-anestesia-retrobulbare-per-chirurgia-oculare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda pazienti che devono sottoporsi a interventi chirurgici agli occhi, in particolare vitrectomia, che è un&#8217;operazione per rimuovere il gel trasparente all&#8217;interno dell&#8217;occhio, oppure intervento di cataratta, che consiste nella rimozione del cristallino opacizzato dell&#8217;occhio. Durante questi interventi viene utilizzata l&#8217;anestesia retrobulbare, cioè un&#8217;iniezione di anestetico intorno all&#8217;occhio per addormentare la zona. Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda pazienti che devono sottoporsi a interventi chirurgici agli occhi, in particolare <b>vitrectomia</b>, che è un&#8217;operazione per rimuovere il gel trasparente all&#8217;interno dell&#8217;occhio, oppure intervento di <b>cataratta</b>, che consiste nella rimozione del cristallino opacizzato dell&#8217;occhio. Durante questi interventi viene utilizzata l&#8217;anestesia retrobulbare, cioè un&#8217;iniezione di anestetico intorno all&#8217;occhio per addormentare la zona. Lo studio prevede l&#8217;uso di due trattamenti: il primo è <b>Nervenruh forte</b>, un medicinale a base di estratti vegetali che contiene <b>estratto secco alcolico di fiori di luppolo</b>, <b>estratto di radice di valeriana</b> e <b>estratto secco di erba di passiflora</b>, utilizzato per calmare i nervi, mentre il secondo è <b>Bromazepam Genericon</b>, un medicinale contenente <b>bromazepam</b>, una sostanza che aiuta a ridurre l&#8217;ansia.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;effetto della musica sul dolore e sull&#8217;ansia durante l&#8217;operazione e verificare se i medicinali a base di erbe possono aiutare a ridurre il dolore nel periodo dell&#8217;intervento. I pazienti che partecipano allo studio riceveranno uno dei trattamenti previsti e durante l&#8217;operazione verrà misurato il loro livello di dolore e di ansia in diversi momenti, ad esempio prima dell&#8217;iniezione dell&#8217;anestetico, subito dopo l&#8217;iniezione e alla fine dell&#8217;intervento.</p>
<p>Durante lo studio verranno utilizzati dei questionari per misurare l&#8217;ansia al momento del ricovero e delle scale numeriche per valutare il dolore e l&#8217;ansia in vari momenti dell&#8217;operazione. Verrà anche registrato quanto tempo dura l&#8217;iniezione dell&#8217;anestetico intorno all&#8217;occhio. I pazienti che possono partecipare devono avere più di diciotto anni ed essere in grado di dare il proprio consenso informato, e devono necessitare dell&#8217;intervento chirurgico su un solo occhio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla dexmedetomidina intranasale per la sedazione nei bambini sottoposti a procedure radiologiche non invasive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la sedazione nei bambini sani che devono sottoporsi a procedure radiologiche non invasive. La sedazione è una condizione in cui il bambino viene reso calmo e rilassato attraverso l&#8217;uso di farmaci, in modo che possa rimanere fermo durante l&#8217;esame. Il farmaco utilizzato in questo studio è la dexmedetomidina, che viene somministrata attraverso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la sedazione nei bambini sani che devono sottoporsi a procedure radiologiche non invasive. La sedazione è una condizione in cui il bambino viene reso calmo e rilassato attraverso l&#8217;uso di farmaci, in modo che possa rimanere fermo durante l&#8217;esame. Il farmaco utilizzato in questo studio è la <b>dexmedetomidina</b>, che viene somministrata attraverso il naso, cioè per via intranasale. La <b>dexmedetomidina</b> è un medicinale che aiuta a calmare e sedare i pazienti senza causare un sonno troppo profondo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare quanto sia efficace e sicura la <b>dexmedetomidina</b> somministrata per via intranasale per sedare i bambini durante le procedure radiologiche. Le procedure radiologiche sono esami che utilizzano tecniche di imaging, come le radiografie o altre tecniche simili, per vedere l&#8217;interno del corpo senza bisogno di interventi chirurgici. Durante lo studio verrà osservato se una singola dose del farmaco è sufficiente per ottenere una sedazione adeguata oppure se è necessaria una dose aggiuntiva. Verranno anche registrati il tempo necessario affinché il farmaco faccia effetto, quanto dura la sedazione, quanto tempo dura la procedura e la presenza di eventuali effetti collaterali.</p>
<p>Lo studio prevede la somministrazione della <b>dexmedetomidina</b> per via intranasale ai bambini prima della procedura radiologica. Dopo la somministrazione del farmaco, il bambino verrà osservato per verificare quando inizia a essere sedato e per quanto tempo rimane in questo stato. Se la prima dose non è sufficiente per raggiungere il livello di sedazione necessario, potrà essere somministrata una dose aggiuntiva. Durante tutto il processo verranno monitorati il tempo di attesa prima della procedura e il tempo totale di permanenza in ospedale, oltre alla sicurezza del trattamento attraverso l&#8217;osservazione di possibili effetti indesiderati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto della dexmedetomidina e del midazolam sul delirio nei bambini in terapia intensiva con ventilazione meccanica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-della-dexmedetomidina-e-del-midazolam-sul-delirio-nei-bambini-in-terapia-intensiva-con-ventilazione-meccanica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il delirium nei bambini ricoverati in terapia intensiva pediatrica che necessitano di ventilazione meccanica, cioè di un supporto respiratorio fornito da una macchina quando il bambino non riesce a respirare da solo in modo sufficiente. Durante la permanenza in terapia intensiva, i bambini ricevono spesso farmaci sedativi per mantenerli calmi e ridurre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>delirium</b> nei bambini ricoverati in terapia intensiva pediatrica che necessitano di ventilazione meccanica, cioè di un supporto respiratorio fornito da una macchina quando il bambino non riesce a respirare da solo in modo sufficiente. Durante la permanenza in terapia intensiva, i bambini ricevono spesso farmaci sedativi per mantenerli calmi e ridurre il disagio. Lo studio confronta due approcci di sedazione: un gruppo di bambini riceverà come sedativo principale la <b>dexmedetomidina</b>, mentre l&#8217;altro gruppo riceverà il <b>midazolam</b>, un farmaco sedativo della classe delle benzodiazepine che viene comunemente utilizzato in terapia intensiva. Il delirium è una condizione temporanea caratterizzata da confusione mentale, agitazione e difficoltà a prestare attenzione che può verificarsi nei bambini gravemente malati.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se l&#8217;uso della dexmedetomidina come sedativo principale possa ridurre la frequenza del delirium nei bambini ricoverati in terapia intensiva. Durante lo studio, i bambini che necessitano di ventilazione meccanica per più di dodici ore verranno assegnati in modo casuale a ricevere uno dei due farmaci sedativi. Entrambi i farmaci vengono somministrati attraverso infusione endovenosa continua, cioè mediante un accesso venoso che permette al farmaco di entrare direttamente nel sangue in modo costante nel tempo.</p>
<p>Nel corso dello studio verranno regolarmente valutati diversi aspetti tra cui la presenza di delirium, il livello di sedazione del bambino, la necessità di altri farmaci sedativi o analgesici per controllare il dolore, la durata della ventilazione meccanica e del ricovero in terapia intensiva. Verranno inoltre monitorati eventuali effetti indesiderati come variazioni della pressione arteriosa o del battito cardiaco. Lo studio prevede di seguire i bambini durante tutto il periodo di ricovero in terapia intensiva e successivamente durante la permanenza in ospedale, con un periodo di osservazione complessivo di tre mesi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sui livelli di antibiotici in pazienti in terapia intensiva con infezioni gravi: valutazione di una combinazione di farmaci antibiotici per via endovenosa</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sui-livelli-di-antibiotici-in-pazienti-in-terapia-intensiva-con-infezioni-gravi-valutazione-di-una-combinazione-di-farmaci-antibiotici-per-via-endovenosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio di coorte multinazionale esamina i livelli di antibiotici nei pazienti ricoverati in terapia intensiva che ricevono trattamento per infezioni gravi. Lo studio valuterà se i dosaggi attuali di vari antibiotici raggiungono livelli terapeutici efficaci nel sangue di questi pazienti critici. I farmaci studiati includono diversi tipi di antibiotici somministrati per via endovenosa, tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio di coorte multinazionale esamina i livelli di <b>antibiotici</b> nei pazienti ricoverati in <b>terapia intensiva</b> che ricevono trattamento per infezioni gravi. Lo studio valuterà se i dosaggi attuali di vari antibiotici raggiungono livelli terapeutici efficaci nel sangue di questi pazienti critici.</p>
<p>I farmaci studiati includono diversi tipi di antibiotici somministrati per via <b>endovenosa</b>, tra cui: <b>meropenem</b>, <b>vancomicina</b>, <b>piperacillina</b>, <b>amoxicillina</b>, <b>ceftazidima</b>, <b>linezolid</b> e altri. I pazienti riceveranno il trattamento antibiotico standard prescritto dal loro medico curante per un periodo fino a 21 giorni.</p>
<p>Durante il trattamento, verranno prelevati campioni di sangue per misurare la concentrazione degli antibiotici nel plasma. Questi dati aiuteranno a determinare se i dosaggi attuali sono appropriati per raggiungere livelli terapeutici efficaci e sicuri nei pazienti critici. Lo studio non richiede procedure aggiuntive oltre ai normali prelievi di sangue e al monitoraggio standard dei pazienti in terapia intensiva.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio dell&#8217;efficacia della ropivacaina cloridrato mediante blocco intercostale parasternale superficiale nei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca con sternotomia mediana</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-dellefficacia-della-ropivacaina-cloridrato-mediante-blocco-intercostale-parasternale-superficiale-nei-pazienti-sottoposti-a-chirurgia-cardiaca-con-sternotomia-mediana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia di una tecnica di anestesia locale chiamata blocco intercostale parasternale superficiale nei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca con apertura del torace attraverso lo sterno. La procedura viene eseguita utilizzando due medicinali: la ropivacaina cloridrato, un anestetico locale, e una soluzione di cloruro di sodio per iniezione. Lo scopo dello studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia di una tecnica di anestesia locale chiamata <b>blocco intercostale parasternale superficiale</b> nei pazienti sottoposti a <b>chirurgia cardiaca</b> con apertura del torace attraverso lo sterno. La procedura viene eseguita utilizzando due medicinali: la <b>ropivacaina cloridrato</b>, un anestetico locale, e una <b>soluzione di cloruro di sodio</b> per iniezione.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se questo tipo di blocco del dolore può migliorare il recupero post-operatorio dei pazienti dopo l&#8217;intervento chirurgico al cuore. Durante lo studio, alcuni pazienti riceveranno il trattamento con l&#8217;anestetico locale, mentre altri riceveranno un placebo. Questo permetterà di confrontare l&#8217;efficacia del trattamento nel controllo del dolore dopo l&#8217;operazione.</p>
<p>I pazienti verranno seguiti per diversi giorni dopo l&#8217;intervento per valutare vari aspetti del loro recupero, tra cui il livello di dolore, l&#8217;uso di altri farmaci per il dolore e la qualità generale del recupero. Particolare attenzione verrà data alla valutazione del benessere del paziente nelle prime 24 ore dopo l&#8217;intervento chirurgico.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia dell&#8217;analgesia epidurale con tecnica DPE utilizzando levobupivacaina a bassa concentrazione (0,0625%) per il controllo del dolore durante il travaglio nelle donne in gravidanza</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-dellanalgesia-epidurale-con-tecnica-dpe-utilizzando-levobupivacaina-a-bassa-concentrazione-00625-per-il-controllo-del-dolore-durante-il-travaglio-nelle-donne-in-gravidanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia dell&#8217;analgesia epidurale durante il travaglio del parto utilizzando una tecnica chiamata puntura durale epidurale. Lo studio confronta due diverse concentrazioni di un farmaco anestetico chiamato levobupivacaina: una concentrazione ultra-bassa (0,0625%) e una concentrazione bassa (0,125%). L&#8217;obiettivo è valutare quale concentrazione fornisce il miglior sollievo dal dolore mantenendo la capacità di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia dell&#8217;<b>analgesia epidurale</b> durante il travaglio del parto utilizzando una tecnica chiamata <b>puntura durale epidurale</b>. Lo studio confronta due diverse concentrazioni di un farmaco anestetico chiamato <b>levobupivacaina</b>: una concentrazione ultra-bassa (0,0625%) e una concentrazione bassa (0,125%). L&#8217;obiettivo è valutare quale concentrazione fornisce il miglior sollievo dal dolore mantenendo la capacità di movimento della paziente.</p>
<p>Durante lo studio, le donne in travaglio riceveranno l&#8217;analgesia epidurale utilizzando una delle due concentrazioni di levobupivacaina. Altri farmaci che potrebbero essere utilizzati durante il trattamento includono <b>fentanil</b> e <b>ropivacaina</b>, che sono anch&#8217;essi medicinali per il controllo del dolore. L&#8217;analgesia viene somministrata attraverso un sottile tubo inserito nello spazio epidurale della schiena.</p>
<p>I medici monitoreranno attentamente il livello di sollievo dal dolore delle pazienti, la loro capacità di movimento e il benessere generale durante il travaglio. Verranno anche valutati gli effetti dell&#8217;analgesia sul progresso del travaglio e sulla salute del neonato. L&#8217;analgesia epidurale con concentrazione ultra-bassa viene chiamata &#8220;walking epidural&#8221; perché potrebbe permettere alle donne di mantenere una maggiore mobilità durante il travaglio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia del blocco ESP e dell&#8217;infiltrazione periarticolare con ropivacaina ed epinefrina nel controllo del dolore e del sanguinamento durante la chirurgia di artrodesi lombare</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-del-blocco-esp-e-dellinfiltrazione-periarticolare-con-ropivacaina-ed-epinefrina-nel-controllo-del-dolore-e-del-sanguinamento-durante-la-chirurgia-di-artrodesi-lombare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:03 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-del-blocco-esp-e-dellinfiltrazione-periarticolare-con-ropivacaina-ed-epinefrina-nel-controllo-del-dolore-e-del-sanguinamento-durante-la-chirurgia-di-artrodesi-lombare/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina due diversi metodi per controllare il dolore e il sanguinamento durante l&#8217;intervento di artrodesi lombare, un tipo di chirurgia della colonna vertebrale. I trattamenti utilizzati sono la ropivacaina e l&#8217;adrenalina, due medicinali che vengono iniettati in zone specifiche intorno alla colonna vertebrale. Lo studio confronta due tecniche di anestesia locale: il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina due diversi metodi per controllare il dolore e il sanguinamento durante l&#8217;intervento di <b>artrodesi lombare</b>, un tipo di chirurgia della colonna vertebrale. I trattamenti utilizzati sono la <b>ropivacaina</b> e l&#8217;<b>adrenalina</b>, due medicinali che vengono iniettati in zone specifiche intorno alla colonna vertebrale.</p>
<p>Lo studio confronta due tecniche di anestesia locale: il blocco con infiltrazione perarticolare vasocostrittrice (PIV) e il blocco del piano del muscolo erettore della spina (ESP). Entrambe le tecniche utilizzano una <b>soluzione iniettabile</b> contenente i medicinali sopra menzionati per ridurre il sanguinamento durante l&#8217;intervento chirurgico e controllare il dolore dopo l&#8217;operazione.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti che devono sottoporsi a chirurgia della colonna vertebrale riceveranno uno dei due trattamenti. La <b>iniezione intra-articolare</b> viene effettuata nella zona dell&#8217;intervento chirurgico. I medici monitoreranno attentamente la quantità di sangue perso durante l&#8217;operazione e il livello di dolore dopo l&#8217;intervento per determinare quale delle due tecniche sia più efficace.</p>
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		<title>Studio dell&#8217;effetto della lidocaina con adrenalina, con o senza bicarbonato, sul recupero postoperatorio precoce nella chirurgia ambulatoriale della mano e del piede</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-delleffetto-della-lidocaina-con-adrenalina-con-o-senza-bicarbonato-sul-recupero-postoperatorio-precoce-nella-chirurgia-ambulatoriale-della-mano-e-del-piede/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:13:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina due diverse tecniche di anestesia locale nella chirurgia della mano e del piede. La procedura, chiamata WALANT (anestesia locale con adrenalina senza laccio emostatico), utilizza una combinazione di lidocaina (un anestetico locale) e adrenalina. Lo studio confronta questa miscela standard con una versione modificata che include anche bicarbonato di sodio. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina due diverse tecniche di anestesia locale nella <b>chirurgia della mano</b> e del <b>piede</b>. La procedura, chiamata <b>WALANT</b> (anestesia locale con adrenalina senza laccio emostatico), utilizza una combinazione di <b>lidocaina</b> (un anestetico locale) e <b>adrenalina</b>. Lo studio confronta questa miscela standard con una versione modificata che include anche <b>bicarbonato di sodio</b>.</p>
<p>La ricerca ha lo scopo di valutare quale delle due tecniche anestetiche offre un migliore recupero post-operatorio nei pazienti sottoposti a interventi come il <b>tunnel carpale</b>, il <b>morbo di Dupuytren</b> alla mano, o l&#8217;<b>alluce valgo</b> al piede. Durante l&#8217;intervento, viene iniettata la soluzione anestetica nell&#8217;area da operare, permettendo al paziente di rimanere sveglio durante la procedura.</p>
<p>Il trattamento viene somministrato una sola volta durante l&#8217;intervento chirurgico attraverso iniezione locale. I pazienti riceveranno casualmente una delle due soluzioni anestetiche: la miscela standard di lidocaina con adrenalina, oppure la stessa miscela con l&#8217;aggiunta di bicarbonato di sodio. Il giorno dopo l&#8217;intervento, verrà valutata la qualità del recupero post-operatorio dei pazienti.</p>
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