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	<title>Malattie dell'occhio - Studi-Clinici.it</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Malattie dell'occhio - Studi-Clinici.it</title>
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		<title>Universitaetsklinikum Koeln</title>
		<link>https://studi-clinici.it/centro/universitaetsklinikum-koeln-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 22:26:42 +0000</pubDate>
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		<title>Studio randomizzato per valutare l’efficacia e la sicurezza del cenegermin intranasale in adulti con neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (NAION)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-randomizzato-per-valutare-l-efficacia-e-la-sicurezza-del-cenegermin-intranasale-in-adulti-con-neuropatia-ottica-ischemica-anteriore-non-arteritica-naion/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 05:16:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la Non-Arteritic Anterior Ischemic Optic Neuropathy, una patologia rara che provoca una perdita improvvisa della vista a causa di una ridotta circolazione sanguigna al nervo ottico. Il farmaco in fase di valutazione è Cenegermin, una forma di fattore di crescita nervoso umano ricombinante somministrata sotto forma di nasal spray. I partecipanti riceveranno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la <b>Non-Arteritic Anterior Ischemic Optic Neuropathy</b>, una patologia rara che provoca una perdita improvvisa della vista a causa di una ridotta circolazione sanguigna al nervo ottico. Il farmaco in fase di valutazione è <b>Cenegermin</b>, una forma di fattore di crescita nervoso umano ricombinante somministrata sotto forma di <i>nasal spray</i>. I partecipanti riceveranno il farmaco o il <b>placebo</b> in modo che né i pazienti né i medici sappiano quale trattamento è stato assegnato.</p>
<p>L’obiettivo è verificare se il farmaco può migliorare la <b>visual acuity</b> rispetto al placebo. I soggetti saranno seguiti per circa sei mesi, con visite regolari in cui verranno effettuati test della vista, inclusi la lettura di lettere su una tavola <b>ETDRS</b> e la misurazione del campo visivo, oltre a una scansione con <b>optical coherence tomography</b> per osservare lo spessore della retina. Durante lo studio verranno registrati eventuali effetti indesiderati e la capacità del farmaco di migliorare la chiarezza della visione.</p>
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		<title>Studio randomizzato su immunoterapia con estratto di D. pteronyssinus, D. farinae e Blomia tropicalis in adulti con rinite allergica da acari</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-randomizzato-su-immunoterapia-con-estratto-di-d-pteronyssinus-d-farinae-e-blomia-tropicalis-in-adulti-con-rinite-allergica-da-acari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:04:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca riguarda la rinite allergica/rinocongiuntivite provocata dall’esposizione a acari della polvere domestica, in particolare gli allergeni Dermatophagoides pteronyssinus, Dermatophagoides farinae e Blomia tropicalis. Il trattamento sperimentato è una immunoterapia con iniezioni subcutaneo contenente l’estratto polimerizzato di questi allergeni, commercializzato con il nome Beltavac. In alcuni partecipanti verrà somministrato un placebo, cioè una sostanza inattiva, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca riguarda la <b>rinite allergica/rinocongiuntivite</b> provocata dall’esposizione a acari della polvere domestica, in particolare gli allergeni <b>Dermatophagoides pteronyssinus</b>, <b>Dermatophagoides farinae</b> e <b>Blomia tropicalis</b>. Il trattamento sperimentato è una immunoterapia con iniezioni <b>subcutaneo</b> contenente l’estratto polimerizzato di questi allergeni, commercializzato con il nome <b>Beltavac</b>. In alcuni partecipanti verrà somministrato un <b>placebo</b>, cioè una sostanza inattiva, per confrontare gli effetti del vero farmaco.</p>
<p>L’obiettivo è valutare se l’immunoterapia riduce i sintomi nasali, oculari e la necessità di farmaci antiallergici. I partecipanti riceveranno una serie di iniezioni a intervalli regolari per diversi mesi, con visite di controllo in cui verranno registrati i sintomi giornalieri e la quantità di farmaci assunti. Durante lo studio verranno effettuati semplici esami del sangue per controllare gli anticorpi legati all’allergia, ma non saranno richieste procedure invasive. La sicurezza sarà monitorata costantemente per garantire che eventuali reazioni siano gestite prontamente.</p>
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		<item>
		<title>Studio su adulti con chirurgia della cataratta: gocce con levofloxacina e ketorolac trometamolo vs levofloxacina e desametasone per 7 giorni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-adulti-con-chirurgia-della-cataratta-gocce-con-levofloxacina-e-ketorolac-trometamolo-vs-levofloxacina-e-desametasone-per-7-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:04:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il cataract è una condizione dell’occhio che può richiedere un intervento chirurgico per rimuovere la lente opaca. Dopo l’intervento è importante impedire l’infiammazione, cioè il gonfiore interno dell’occhio, e l’infezione, ovvero la presenza di batteri che possono danneggiare il tessuto. Per questo studio sono state confrontate due soluzioni per gocce oculari: la formulazione sperimentale RD03/2016, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <b>cataract</b> è una condizione dell’occhio che può richiedere un intervento chirurgico per rimuovere la lente opaca. Dopo l’intervento è importante impedire l’infiammazione, cioè il gonfiore interno dell’occhio, e l’infezione, ovvero la presenza di batteri che possono danneggiare il tessuto. Per questo studio sono state confrontate due soluzioni per gocce oculari: la formulazione sperimentale <b>RD03/2016</b>, contenente <b>levofloxacin</b> e <b>ketorolac trometamol</b>, e la soluzione commerciale <b>Leviosa®</b>, che combina <b>levofloxacin</b> con <b>dexamethasone</b>. Entrambe le soluzioni vengono somministrate come gocce nell’occhio operato.</p>
<p>Lo scopo dello studio è dimostrare che l’efficacia della nuova formulazione non è inferiore a quella della soluzione commerciale nella prevenzione e nel trattamento dell’infiammazione post‑operatoria. I partecipanti sono adulti che hanno subito un intervento di cataratta e vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi, senza sapere quale prodotto stanno usando (studio “doppio cieco”). Il trattamento consiste in quattro gocce al giorno per sette giorni, con una visita di controllo l’ottavo giorno per valutare la presenza di gonfiore, arrossamento, dolore o eventuali infezioni. Eventuali problemi vengono gestiti con terapie di soccorso secondo le necessità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio fase 3 per valutare sicurezza, tollerabilità ed efficacia del gildeuretinol acetate nel rallentare la progressione della malattia di Stargardt (STGD1) in pazienti</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-fase-3-per-valutare-sicurezza-tollerabilita-ed-efficacia-del-gildeuretinol-acetate-nel-rallentare-la-progressione-della-malattia-di-stargardt-stgd1-in-pazienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 04:51:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Stargardt Disease è una patologia rara che colpisce la retina, la parte dell’occhio responsabile della visione, provocando una perdita progressiva della capacità di vedere dettagli e colori. Il farmaco in studio è GILDEURETINOL ACETATE, indicato con il nome di codice ALK-001 e somministrato per via orale in capsule da 14 mg al giorno; per confrontare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>Stargardt Disease</b> è una patologia rara che colpisce la retina, la parte dell’occhio responsabile della visione, provocando una perdita progressiva della capacità di vedere dettagli e colori. Il farmaco in studio è <b>GILDEURETINOL ACETATE</b>, indicato con il nome di codice ALK-001 e somministrato per via orale in capsule da 14 mg al giorno; per confrontare i risultati, alcuni partecipanti ricevono capsule di <b>placebo</b>, che non contengono principi attivi.</p>
<p>L’obiettivo è valutare se il farmaco può rallentare la crescita delle lesioni atrofiche della retina rispetto al <b>placebo</b>. La crescita delle lesioni verrà monitorata principalmente con una tecnica chiamata <b>FAF</b>, che permette di visualizzare le aree danneggiate della retina tramite una fotografia speciale. Verranno inoltre misurati altri aspetti della vista, come la capacità di leggere piccoli caratteri e la sensibilità della retina.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti verranno assegnati in modo casuale al gruppo del farmaco o al gruppo di <b>placebo</b> e nessuno saprà a quale gruppo appartenga (studio “doppio cieco”). Le capsule verranno assunte tutti i giorni per un periodo di circa due anni, con visite di controllo al basale e a intervalli regolari per eseguire esami oculari, inclusa una scansione con <b>OCT</b>, che fornisce immagini dettagliate delle diverse strutture della retina. Queste visite serviranno a verificare la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia del trattamento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio clinico randomizzato per valutare efficacia e sicurezza di aflibercept biosimilar rispetto ad aflibercept in pazienti con degenerazione maculare neovascolare</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-clinico-randomizzato-per-valutare-efficacia-e-sicurezza-di-aflibercept-biosimilar-rispetto-ad-aflibercept-in-pazienti-con-degenerazione-maculare-neovascolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 04:53:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Neovascular Age-related Macular Degeneration è una condizione dell&#8217;occhio in cui crescono nuovi vasi sanguigni sotto la retina, causando perdita della vista centrale. Per trattare questa patologia si usano farmaci che bloccano la crescita di questi vasi. In questo studio vengono confrontati due medicinali: il nuovo composto ABP 938 e il farmaco già in uso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>Neovascular Age-related Macular Degeneration</b> è una condizione dell&#8217;occhio in cui crescono nuovi vasi sanguigni sotto la retina, causando perdita della vista centrale. Per trattare questa patologia si usano farmaci che bloccano la crescita di questi vasi. In questo studio vengono confrontati due medicinali: il nuovo composto <b>ABP 938</b> e il farmaco già in uso <b>EYLEA® HD</b>, il cui principio attivo è <b>aflibercept</b>. Entrambi vengono somministrati tramite <b>intravitreal injection</b>, cioè un’iniezione molto piccola direttamente nella parte interna dell’occhio.</p>
<p>Lo scopo dello studio è dimostrare che il nuovo medicinale è simile al farmaco di riferimento in termini di efficacia, sicurezza e risposta immunitaria. I partecipanti riceveranno le iniezioni a intervalli regolari per diversi mesi, con visite programmate per controllare la vista, la salute dell’occhio e per raccogliere eventuali effetti indesiderati.</p>
<p>Durante le visite verrà valutata la <b>BCVA</b>, ovvero la migliore capacità di vedere con correzione, attraverso test di lettura di lettere che indicano quanto la vista è migliorata o peggiorata. Verranno inoltre monitorati eventuali segni di infiammazione o reazioni avverse, per garantire la sicurezza del trattamento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio fase 2 su pazienti con degenerazione maculare neovascolare: aganirsen gocce oculari, aflibercept e placebo per allungare l’intervallo delle iniezioni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-fase-2-su-pazienti-con-degenerazione-maculare-neovascolare-aganirsen-gocce-oculari-aflibercept-e-placebo-per-allungare-l-intervallo-delle-iniezioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 04:22:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il trial riguarda la Wet Age-Related Macular Degeneration, una patologia che colpisce la parte centrale della retina, chiamata macula, provocando perdita di visione nitida. Il trattamento standard prevede iniezioni di aflibercept direttamente nell’occhio (iniezioni intravitreal) per controllare la crescita di vasi anomali. Lo studio valuta se l’uso di gocce oculari contenenti aganirsen, somministrate in due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il trial riguarda la <b>Wet Age-Related Macular Degeneration</b>, una patologia che colpisce la parte centrale della retina, chiamata macula, provocando perdita di visione nitida. Il trattamento standard prevede iniezioni di <b>aflibercept</b> direttamente nell’occhio (iniezioni <b>intravitreal</b>) per controllare la crescita di vasi anomali. Lo studio valuta se l’uso di gocce oculari contenenti <b>aganirsen</b>, somministrate in due diverse dosi, può ridurre la frequenza di queste iniezioni, confrontandole con gocce di <b>placebo</b>. L’obiettivo è stabilire se le gocce di aganirsen consentono di allungare l’intervallo tra le iniezioni di aflibercept di almeno due settimane durante un periodo di nove mesi.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti ricevono le gocce oculari assegnate e continuano a fare le iniezioni di aflibercept secondo le necessità. Le visite di controllo avvengono regolarmente per nove mesi e includono la misurazione della <b>Best Corrected Visual Acuity</b>, ovvero la capacità di vedere dettagli piccoli con l’ausilio di occhiali, e l’esecuzione di un esame chiamato <b>OCT</b>, che produce immagini dettagliate della retina per verificare la presenza di liquido o cambiamenti nello spessore maculare. Vengono inoltre monitorati eventuali effetti collaterali e la salute generale dell’occhio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cabinet Du Docteur Jeremie Halfon</title>
		<link>https://studi-clinici.it/centro/cabinet-du-docteur-jeremie-halfon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 04:11:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[]]></description>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio di sicurezza, tollerabilità ed efficacia di PST‑611 in pazienti con atrofia geografica secondaria a degenerazione maculare senile</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-sicurezza-tollerabilita-ed-efficacia-di-pst-611-in-pazienti-con-atrofia-geografica-secondaria-a-degenerazione-maculare-senile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’atrofia geografica secondaria alla degenerazione maculare legata all’età è una forma avanzata di perdita della macula, la parte centrale della retina responsabile della visione dettagliata. Con il tempo, si creano aree di danno che provocano punti ciechi nella visione centrale, rendendo difficile leggere, riconoscere volti o svolgere attività che richiedono una visione nitida. Il farmaco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<b>atrofia geografica secondaria alla degenerazione maculare legata all’età</b> è una forma avanzata di perdita della macula, la parte centrale della retina responsabile della visione dettagliata. Con il tempo, si creano aree di danno che provocano punti ciechi nella visione centrale, rendendo difficile leggere, riconoscere volti o svolgere attività che richiedono una visione nitida. Il farmaco sperimentale in studio, chiamato <b>PST-611</b>, viene somministrato direttamente nell’occhio tramite un’iniezione intraoculare, cioè un piccolo ago che rilascia il medicinale dentro il bulbo oculare.</p>
<p>Lo studio ha lo scopo di valutare la sicurezza e la tollerabilità di più somministrazioni di questo farmaco. I partecipanti riceveranno diverse iniezioni a intervalli stabiliti e saranno seguiti con controlli oculistici di routine, compresi test di pressione intraoculare, esami della vista e fotografie della retina. Verrà inoltre utilizzata una tecnica di imaging chiamata <b>SD-OCT</b>, che consente di vedere strati sottili della retina per osservare eventuali cambiamenti nel tempo. L’intero percorso di partecipazione è strutturato per monitorare attentamente eventuali effetti avversi e per raccogliere informazioni preliminari sull’efficacia del trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Valutazione del dexmedetomidine per ridurre il dolore durante lo screening della retinopatia della prematurità in neonati prematuri &#060;30 settimane con combinazione</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/valutazione-del-dexmedetomidina-per-ridurre-il-dolore-durante-lo-screening-della-retinopatia-della-prematurita-in-neonati-30-settimane-studio-con-combinazione-farmaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la Retinopathy of prematurity, una condizione che colpisce gli occhi dei neonati molto prematuri e che richiede un esame oculare per valutare la gravità. L’esame prevede l’inserimento di uno strumento speciale nell’occhio, che può essere doloroso. Per cercare di ridurre questo disagio, viene somministrato dexmedetomidine per via intranasale, cioè spruzzato nel naso, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la <b>Retinopathy of prematurity</b>, una condizione che colpisce gli occhi dei neonati molto prematuri e che richiede un esame oculare per valutare la gravità. L’esame prevede l’inserimento di uno strumento speciale nell’occhio, che può essere doloroso. Per cercare di ridurre questo disagio, viene somministrato <b>dexmedetomidine</b> per via intranasale, cioè spruzzato nel naso, come aggiunta alla cura abituale. Lo scopo è verificare se questo farmaco diminuisce il dolore rispetto a una sostanza inattiva (placebo).</p>
<p>Nel corso dello studio, i neonati ricevono il farmaco o il placebo poco prima dell’esame degli occhi, poi gli specialisti effettuano l’ispezione. Durante e subito dopo l’esame viene valutato il livello di dolore con un sistema chiamato <b>PIPP-R</b>, che assegna un punteggio basato su segni come espressioni facciali, battito cardiaco e respirazione. Vengono anche osservati eventuali cambiamenti nella frequenza respiratoria, nella necessità di ossigeno e altri segni vitali, per assicurarsi che il trattamento sia sicuro. Dopo l’esame i piccoli vengono seguiti per qualche ora per raccogliere ulteriori informazioni sul loro benessere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio fase 2/3 su pazienti con degenerazione maculare senile neovascolare: efficacia e sicurezza di iniezioni intravitreali di MK-8748 vs aflibercept</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-fase-2-3-su-pazienti-con-degenerazione-maculare-senile-neovascolare-efficacia-e-sicurezza-di-iniezioni-intravitreali-di-mk-8748-vs-aflibercept/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la neovascular age-related macular degeneration, una patologia dell’occhio in cui crescono vasi sanguigni anomali sotto la retina provocando perdita della vista. Vengono confrontati due farmaci somministrati mediante iniezione intravitreal: il nuovo prodotto MK-8748 (noto anche come EYE201) e il farmaco già in uso aflibercept. Lo scopo è dimostrare che il nuovo trattamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la <b>neovascular age-related macular degeneration</b>, una patologia dell’occhio in cui crescono vasi sanguigni anomali sotto la retina provocando perdita della vista. Vengono confrontati due farmaci somministrati mediante iniezione <b>intravitreal</b>: il nuovo prodotto <b>MK-8748</b> (noto anche come EYE201) e il farmaco già in uso <b>aflibercept</b>. Lo scopo è dimostrare che il nuovo trattamento non è inferiore a quello di riferimento nel migliorare la capacità visiva.</p>
<p>I partecipanti riceveranno una serie di iniezioni oculari per circa un anno, con visite regolari per valutare la salute dell’occhio. La capacità visiva sarà misurata con la <b>Best-Corrected Visual Acuity</b>, che indica la nitidezza della vista quando si usano gli occhiali più adatti, e il risultato sarà espresso in <b>ETDRS letters</b>, una scala standardizzata basata su una specifica tabella di lettere. Durante tutto il periodo verranno raccolti dati sulla sicurezza del trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza ed efficacia del collirio a base di sodio fenilbutirrato nei bambini con miopia pediatrica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/sicurezza-ed-efficacia-del-collirio-a-base-di-sodio-fenilbutirrato-nei-bambini-con-miopia-pediatrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:29:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio valuta la miopia pediatrica, cioè la difficoltà a vedere bene da lontano nei bambini, e analizza un collirio sperimentale chiamato T10430, a base di sodium phenylbutyrate, confrontandolo con un placebo. Lo scopo dello studio è verificare la sicurezza del collirio negli occhi e capire se può aiutare a controllare il peggioramento della miopia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio valuta la <b>miopia pediatrica</b>, cioè la difficoltà a vedere bene da lontano nei bambini, e analizza un collirio sperimentale chiamato <b>T10430</b>, a base di <b>sodium phenylbutyrate</b>, confrontandolo con un <b>placebo</b>. Lo scopo dello studio è verificare la sicurezza del collirio negli occhi e capire se può aiutare a controllare il peggioramento della miopia nel tempo.</p>
<p>Durante lo studio, il collirio viene instillato negli occhi in più momenti nel corso dei mesi. Nel tempo vengono osservati eventuali problemi agli occhi e al resto del corpo, insieme a segni come arrossamento, fastidio, lacrimazione, secchezza, pressione dell’occhio e cambiamenti della vista. Vengono anche controllate alcune caratteristiche dell’occhio, come la lunghezza del bulbo oculare, lo spessore della cornea, cioè la parte trasparente davanti all’occhio, e altre misure utili a seguire l’andamento della miopia.</p>
<p>Lo studio dura circa un anno per ciascun partecipante, con controlli programmati durante il trattamento e anche dopo l’inizio della terapia. In questo modo viene osservato se il collirio è ben tollerato e come cambiano nel tempo i segni della <b>miopia pediatrica</b>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio in aperto di AMG 732 per pazienti con malattia oculare tiroidea non responder o con recidiva dopo studi precedenti</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-in-aperto-di-amg-732-per-pazienti-con-malattia-oculare-tiroidea-non-responder-o-con-recidiva-dopo-studi-precedenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:29:42 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-in-aperto-di-amg-732-per-pazienti-con-malattia-oculare-tiroidea-non-responder-o-con-recidiva-dopo-studi-precedenti/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio valuta la Thyroid Eye Disease, una malattia degli occhi legata alla tiroide che può causare occhi sporgenti, gonfiore e fastidio. Il trattamento in studio è AMG 732, somministrato come iniezione sotto la pelle. Lo scopo dello studio è valutare se questo trattamento sia utile e sicuro nelle persone con questa malattia che non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio valuta la <b>Thyroid Eye Disease</b>, una malattia degli occhi legata alla tiroide che può causare occhi sporgenti, gonfiore e fastidio. Il trattamento in studio è <b>AMG 732</b>, somministrato come iniezione sotto la pelle. Lo scopo dello studio è valutare se questo trattamento sia utile e sicuro nelle persone con questa malattia che non hanno risposto al trattamento precedente oppure che hanno avuto una ricaduta dopo un periodo di controllo.</p>
<p>Si tratta di uno studio in aperto, quindi il trattamento assegnato è noto. Le persone già arruolate in studi precedenti con <b>AMG 732</b> continuano nel nuovo studio per un periodo di trattamento e controllo. Durante lo studio vengono somministrate iniezioni a intervalli previsti dal protocollo e vengono raccolte informazioni su eventuali effetti indesiderati e sulla presenza di cambiamenti dei sintomi oculari nel tempo.</p>
<p>Il trattamento viene quindi seguito per osservare come evolve la malattia e come viene tollerato il farmaco. Non sono previsti altri medicinali nello studio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di efficacia e sicurezza di cenegermin nel trattamento del difetto epiteliale corneale persistente in pazienti con difetto epiteliale corneale persistente (PCED)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-la-sicurezza-del-cenegermin-nel-trattamento-dei-pazienti-con-difetto-epiteliale-corneale-persistente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:26:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio valuta il trattamento della Persistent Corneal Epithelial Defect (PCED), un problema della superficie della cornea in cui una piccola ferita dell’occhio non si chiude in modo normale. Il medicinale studiato è cenegermin in collirio, confrontato con placebo, mentre prima e durante lo studio possono essere usati anche colliri di supporto come oxybuprocaine hydrochloride, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio valuta il trattamento della <b>Persistent Corneal Epithelial Defect (PCED)</b>, un problema della superficie della cornea in cui una piccola ferita dell’occhio non si chiude in modo normale. Il medicinale studiato è <b>cenegermin</b> in collirio, confrontato con <b>placebo</b>, mentre prima e durante lo studio possono essere usati anche colliri di supporto come <b>oxybuprocaine hydrochloride</b>, <b>tetracaine hydrochloride</b> e <b>tropicamide</b>. Lo scopo dello studio è capire se <b>cenegermin</b> aiuta la ferita della cornea a guarire meglio del confronto usato nello studio.</p>
<p>Le persone partecipanti ricevono il collirio nell’occhio secondo il piano dello studio e vengono seguite per alcune settimane. Durante questo periodo si controlla se la superficie della cornea guarisce e se la guarigione resta stabile nel tempo. Lo studio confronta due gruppi di trattamento per osservare la sicurezza e l’efficacia del medicinale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di FWY003 in pazienti con atrofia geografica secondaria a degenerazione maculare legata all’età</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-la-sicurezza-di-fwy003-tosilato-in-pazienti-con-atrofia-geografica-causata-dalla-degenerazione-maculare-senile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:26:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio valuta FWY003, un medicinale in capsule da assumere per bocca, in persone con atrofia geografica dovuta a degenerazione maculare legata all’età. L’atrofia geografica è una perdita di tessuto nella parte centrale della retina, la zona dell’occhio che permette di vedere con chiarezza. Lo scopo dello studio è capire quale dose di FWY003 sia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio valuta <b>FWY003</b>, un medicinale in <b>capsule</b> da assumere per bocca, in persone con <b>atrofia geografica</b> dovuta a <b>degenerazione maculare legata all’età</b>. L’atrofia geografica è una perdita di tessuto nella parte centrale della retina, la zona dell’occhio che permette di vedere con chiarezza. Lo scopo dello studio è capire quale dose di FWY003 sia più utile e sicura per questa malattia.</p>
<p>Le persone coinvolte ricevono FWY003 oppure <b>placebo</b>. Lo studio è organizzato in più centri e in modo casuale, con assegnazione in doppio cieco, quindi né la persona né il medico sanno quale trattamento viene dato. Durante il periodo di studio, il trattamento viene assunto per un certo tempo e poi vengono raccolte informazioni sulla salute degli occhi e sulla sicurezza generale, con controlli periodici nel corso dei mesi.</p>
<p>Il confronto riguarda soprattutto la dimensione dell’area danneggiata nella retina nel tempo. Vengono anche osservati eventuali effetti indesiderati e cambiamenti della vista, per capire come il medicinale agisce sull’occhio e sull’organismo nel complesso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Faricimab nel trattamento della neovascolarizzazione coroideale da miopia patologica nei pazienti con miopia patologica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-la-sicurezza-di-faricimab-e-ranibizumab-in-pazienti-con-neovascolarizzazione-coroideale-causata-da-miopia-patologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:26:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio valuta la neovascolarizzazione coroideale secondaria a miopia patologica, una forma grave di miopia in cui si formano nuovi vasi sanguigni anomali sotto la retina e che può danneggiare la vista. Il trattamento in studio è faricimab, somministrato con iniezione nell’occhio, confrontato con ranibizumab (Lucentis), un altro farmaco usato per problemi simili dell’occhio. Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio valuta la <b>neovascolarizzazione coroideale</b> secondaria a <b>miopia patologica</b>, una forma grave di miopia in cui si formano nuovi vasi sanguigni anomali sotto la retina e che può danneggiare la vista. Il trattamento in studio è <b>faricimab</b>, somministrato con iniezione nell’occhio, confrontato con <b>ranibizumab</b> (Lucentis), un altro farmaco usato per problemi simili dell’occhio. Lo scopo dello studio è valutare efficacia e sicurezza di faricimab in queste persone.</p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti ricevono iniezioni nell’occhio a intervalli stabiliti dal medico. I due trattamenti vengono confrontati nel tempo, e il percorso prevede controlli regolari per osservare l’andamento della vista e della malattia. Lo studio serve a capire se faricimab può offrire un beneficio simile o migliore rispetto a ranibizumab, mantenendo un profilo di sicurezza accettabile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza della somministrazione sottoretinica di AAVB-039 in pazienti con malattia di Stargardt (STGD1)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-la-sicurezza-della-somministrazione-sottoretinica-di-aavb-039-in-pazienti-con-malattia-di-stargardt-stgd1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la Stargardt Disease, una malattia rara che colpisce la vista e causa il progressivo deterioramento della retina, la parte dell&#8217;occhio responsabile della ricezione della luce. Lo studio ha lo scopo di valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di un nuovo trattamento sperimentale chiamato AAVB-039. Questo farmaco consiste in una soluzione per iniezione che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>Stargardt Disease</b>, una malattia rara che colpisce la vista e causa il progressivo deterioramento della retina, la parte dell&#8217;occhio responsabile della ricezione della luce. Lo studio ha lo scopo di valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di un nuovo trattamento sperimentale chiamato <b>AAVB-039</b>. Questo farmaco consiste in una <b>soluzione per iniezione</b> che utilizza dei vettori virali, ovvero piccoli trasportatori progettati per consegnare materiale genetico specifico, direttamente nello spazio sotto la retina tramite una procedura di <b>somministrazione sottoretinica</b>.</p>
<p>Il percorso dello studio si divide in due fasi principali. La prima parte è dedicata a determinare la dose più sicura e meglio tollerata del farmaco. La seconda parte si concentra invece sull&#8217;osservazione dell&#8217;efficacia del trattamento alla dose selezionata. Durante lo studio, verranno monitorati diversi aspetti della salute oculare, tra cui la perdita della <b>zona ellissoide</b>, che è un&#8217;area specifica della retina fondamentale per la visione nitida, e l&#8217;eventuale comparsa di aree di <b>atrofia</b>, ovvero zone in cui il tessuto retinico si è indebolito o danneggiato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio per confrontare l&#8217;efficacia di vorolanib rispetto ad aflibercept in pazienti con edema maculare diabetico</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-per-confrontare-l-efficacia-di-eyp-1901-rispetto-ad-aflibercept-in-pazienti-con-edema-maculare-diabetico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda il trattamento dell&#8217;Edema Maculare Diabetico, una condizione in cui si verifica un accumulo di liquido nella parte centrale della retina, la membrana sensibile alla luce situata nella parte posteriore dell&#8217;occhio, causata dal diabete. Lo studio mira a confrontare l&#8217;efficacia di un nuovo trattamento chiamato EYP-1901, un inibitore della tirosina chinasi somministrato sotto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda il trattamento dell&#8217;<b>Edema Maculare Diabetico</b>, una condizione in cui si verifica un accumulo di liquido nella parte centrale della retina, la membrana sensibile alla luce situata nella parte posteriore dell&#8217;occhio, causata dal diabete. Lo studio mira a confrontare l&#8217;efficacia di un nuovo trattamento chiamato <b>EYP-1901</b>, un <b>inibitore della tirosina chinasi</b> somministrato sotto forma di impianto, con il farmaco <b>aflibercept</b>, che viene somministrato tramite iniezione nell&#8217;occhio.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti. Il farmaco EYP-1901 è un dispositivo a rilascio prolungato, mentre l&#8217;aflibercept è una soluzione per iniezione. Il percorso di ricerca prevede il monitoraggio della capacità visiva e dei cambiamenti nello spessore della retina nel corso del tempo. Verrà inoltre osservata la frequenza necessaria per le somministrazioni del farmaco e come la condizione oculare evolve durante il periodo di osservazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza e sulla tollerabilità del tinlarebant in pazienti affetti da malattia di Stargardt</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-sulla-tollerabilita-a-lungo-termine-di-tinlarebant-in-pazienti-affetti-dalla-malattia-di-stargardt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la malattia di Stargardt, una condizione rara che colpisce la vista e porta a un progressivo deterioramento della parte centrale del campo visivo. Lo studio si concentra sull&#8217;uso di un farmaco chiamato tinlarebant, somministrato sotto forma di compresse per via orale. L&#8217;obiettivo è valutare la sicurezza e la tollerabilità a lungo termine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>malattia di Stargardt</b>, una condizione rara che colpisce la vista e porta a un progressivo deterioramento della parte centrale del campo visivo. Lo studio si concentra sull&#8217;uso di un farmaco chiamato <b>tinlarebant</b>, somministrato sotto forma di <b>compresse</b> per via orale. L&#8217;obiettivo è valutare la sicurezza e la tollerabilità a lungo termine del farmaco <b>LBS-008</b> nel corpo e negli occhi delle persone coinvolte.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti assumeranno il farmaco per un periodo prolungato. Verranno monitorati gli effetti del trattamento sulla retina, ovvero la sottile membrana sensibile alla luce situata all&#8217;interno dell&#8217;occhio, attraverso la <b>FAF</b>, una tecnica di fotografia che permette di osservare la <b>fluorescenza del fondo oculare</b>. Questa procedura serve a rilevare cambiamenti nella distribuzione di alcune sostanze naturali all&#8217;interno dell&#8217;occhio che possono indicare l&#8217;evoluzione della patologia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza e l&#8217;efficacia della proteina ANXV in pazienti con retinopatia diabetica o occlusione della vena retinica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-l-efficacia-della-proteina-anxv-in-pazienti-con-retinopatia-diabetica-o-occlusione-della-vena-retinica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:48 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-l-efficacia-della-proteina-anxv-in-pazienti-con-retinopatia-diabetica-o-occlusione-della-vena-retinica/</guid>

					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda lo studio della Retinopatia Diabetica, una condizione che colpisce gli occhi in seguito al diabete, e dell&#8217;Occlusione della Vena Retinica, che si verifica quando un vaso sanguigno nella parte posteriore dell&#8217;occhio viene bloccato. L&#8217;obiettivo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità di un farmaco sperimentale denominato ANXV, una proteina chiamata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda lo studio della <b>Retinopatia Diabetica</b>, una condizione che colpisce gli occhi in seguito al diabete, e dell&#8217;<b>Occlusione della Vena Retinica</b>, che si verifica quando un vaso sanguigno nella parte posteriore dell&#8217;occhio viene bloccato. L&#8217;obiettivo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità di un farmaco sperimentale denominato <b>ANXV</b>, una proteina chiamata <b>Annexin A5</b> ricombinante umana.</p>
<p>Il trattamento con <b>ANXV</b> verrà somministrato tramite <b>infusione endovenosa</b>, ovvero una procedura che permette al farmaco di entrare direttamente nel flusso sanguigno attraverso una vena. Durante lo studio, verranno monitorati diversi aspetti della salute oculare e la risposta dell&#8217;organismo al farmaco.</p>
<p>Verranno effettuate analisi per osservare cambiamenti nella struttura dell&#8217;occhio e nella vista. Tra questi controlli figurano la <b>tomografia a coerenza ottica</b>, un metodo di imaging per vedere le diverse parti della retina, e l&#8217;<b>elettroretinogramma</b>, un esame che misura l&#8217;attività elettrica della retina in risposta alla luce. Lo studio seguirà l&#8217;andamento del farmaco nel tempo per assicurarne la corretta gestione e sicurezza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di EYP-1901 rispetto ad aflibercept in pazienti con edema maculare diabetico</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-eyp-1901-rispetto-ad-aflibercept-nei-pazienti-con-edema-maculare-diabetico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda il trattamento dell&#8217;edema maculare diabetico, una condizione caratterizzata dall&#8217;accumulo di liquido nella parte centrale della retina, che è la membrana sensibile alla luce situata sul fondo dell&#8217;occhio. Lo studio mira a confrontare l&#8217;efficacia di un nuovo trattamento chiamato EYP-1901, un inibitore della tirosina chinasi fornito sotto forma di impianto, con il farmaco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda il trattamento dell&#8217;<b>edema maculare diabetico</b>, una condizione caratterizzata dall&#8217;accumulo di liquido nella parte centrale della retina, che è la membrana sensibile alla luce situata sul fondo dell&#8217;occhio. Lo studio mira a confrontare l&#8217;efficacia di un nuovo trattamento chiamato <b>EYP-1901</b>, un <b>inibitore della tirosina chinasi</b> fornito sotto forma di <b>impianto</b>, con il farmaco <b>aflibercept</b>, che viene somministrato tramite <b>iniezione intravitreale</b>, ovvero un&#8217;iniezione direttamente all&#8217;interno dell&#8217;occhio.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti in modo casuale e senza sapere quale riceveranno. L&#8217;obiettivo è valutare se l&#8217;impianto possa offrire benefici alla vista simili a quelli ottenuti con le iniezioni nel tempo. Verranno monitorati cambiamenti nella capacità di vedere chiaramente e nello spessore della retina, oltre a osservare la frequenza necessaria per eventuali trattamenti aggiuntivi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio per confrontare l&#8217;efficacia di colliri a base di brimonidina tartarato e timolo rispetto a un altro trattamento per pazienti con glaucoma o ipertensione oculare</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-per-confrontare-l-efficacia-di-colliri-a-base-di-brimonidina-tartarato-e-timolo-rispetto-a-un-trattamento-standard-in-pazienti-con-glaucoma-o-ipertensione-oculare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio si concentra sul trattamento del Glaucoma ad angolo aperto e dell&#8217;Ipertensione oculare, condizioni caratterizzate da un aumento della Pressione intraoculare, ovvero la forza esercitata dai liquidi all&#8217;interno dell&#8217;occhio. Lo scopo della ricerca è confrontare l&#8217;efficacia e la tollerabilità di una combinazione generica di Brimonidina tartrato e Timololo, somministrata tramite Gocce oculari, rispetto al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio si concentra sul trattamento del <b>Glaucoma</b> ad angolo aperto e dell&#8217;<b>Ipertensione oculare</b>, condizioni caratterizzate da un aumento della <b>Pressione intraoculare</b>, ovvero la forza esercitata dai liquidi all&#8217;interno dell&#8217;occhio. Lo scopo della ricerca è confrontare l&#8217;efficacia e la tollerabilità di una combinazione generica di <b>Brimonidina tartrato</b> e <b>Timololo</b>, somministrata tramite <b>Gocce oculari</b>, rispetto al farmaco <b>Combigan</b>.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti utilizzeranno una soluzione senza conservanti applicata direttamente nell&#8217;occhio. Il percorso prevede il monitoraggio della variazione della pressione oculare nel tempo per verificare se il nuovo medicinale generico offra risultati simili al prodotto di confronto già in uso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza di ADX-038 in adulti con atrofia geografica causata dalla degenerazione maculare senile</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-la-sicurezza-di-adx-038-in-adulti-con-atrofia-geografica-causata-dalla-degenerazione-maculare-senile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:16 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-la-sicurezza-di-adx-038-in-adulti-con-atrofia-geografica-causata-dalla-degenerazione-maculare-senile/</guid>

					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la Degenerazione Maculare Legata all&#8217;Età, una patologia che colpisce la parte centrale della retina, ovvero la membrana sensibile alla luce situata sul fondo dell&#8217;occhio. Nello specifico, lo studio si concentra sull&#8217;Atrofia Geografica, che rappresenta una fase avanzata di questa malattia caratterizzata dalla perdita di tessuto retinico in aree specifiche dell&#8217;occhio. Lo scopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>Degenerazione Maculare Legata all&#8217;Età</b>, una patologia che colpisce la parte centrale della retina, ovvero la membrana sensibile alla luce situata sul fondo dell&#8217;occhio. Nello specifico, lo studio si concentra sull&#8217;<b>Atrofia Geografica</b>, che rappresenta una fase avanzata di questa malattia caratterizzata dalla perdita di tessuto retinico in aree specifiche dell&#8217;occhio. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un nuovo farmaco denominato <b>ADX-038</b>.</p>
<p>Il trattamento prevede l&#8217;uso di <b>ADX-038</b> somministrato tramite un&#8217;<b>iniezione sottocutanea</b>, ovvero un&#8217;iniezione effettuata nel tessuto situato subito sotto la pelle. Alcuni partecipanti riceveranno un <b>placebo</b> a base di <b>cloruro di sodio</b>. Durante lo studio, verranno utilizzate diverse tecniche di monitoraggio, tra cui l&#8217;<b>OCT</b>, una scansione che permette di visualizzare in modo dettagliato gli strati della retina, e la <b>FAF</b>, un esame che utilizza la luce per evidenziare lo stato di salute delle cellule dell&#8217;occhio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia dell&#8217;upadacitinib per ridurre la frequenza dell&#8217;uveite anteriore acuta nei pazienti con spondiloartrite assiale.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-dell-upadacitinib-per-ridurre-la-frequenza-dell-uveite-anteriore-acuta-nei-pazienti-con-spondiloartrite-assiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca si concentra sulla gestione della Spondiloartrite Assiale, una malattia infiammatoria cronica che colpisce principalmente la colonna vertebrale e le articolazioni. Molti pazienti con questa condizione possono manifestare anche l&#8217;Uveite Anteriore Acuta, ovvero un&#8217;infiammazione improvvisa e dolorosa della parte anteriore dell&#8217;occhio che può causare arrossamento e visione offuscata. Lo scopo dello studio è valutare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca si concentra sulla gestione della <b>Spondiloartrite Assiale</b>, una malattia infiammatoria cronica che colpisce principalmente la colonna vertebrale e le articolazioni. Molti pazienti con questa condizione possono manifestare anche l&#8217;<b>Uveite Anteriore Acuta</b>, ovvero un&#8217;infiammazione improvvisa e dolorosa della parte anteriore dell&#8217;occhio che può causare arrossamento e visione offuscata. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di <b>upadacitinib</b>, un farmaco somministrato tramite compresse a rilascio prolungato, nel ridurre la frequenza di questi episodi infiammatori oculari.</p>
<p>Il trattamento prevede l&#8217;assunzione orale di <b>RINVOQ</b>. Durante lo studio, i partecipanti verranno monitorati per un periodo di 52 settimane per osservare come la malattia evolve e come il farmaco influenzi la comparsa di nuovi attacchi di infiammazione all&#8217;occhio. La valutazione si rivolge sia a persone che non hanno mai utilizzato farmaci biologici, definiti <b>bDMARD</b>, sia a pazienti che li hanno già utilizzati in precedenza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio clinico sull&#8217;efficacia e sulla sicurezza di AVT29 rispetto ad aflibercept in pazienti con edema maculare diabetico</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-clinico-sull-efficacia-e-sulla-sicurezza-di-avt29-rispetto-ad-aflibercept-in-pazienti-con-edema-maculare-diabetico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:24:58 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-clinico-sull-efficacia-e-sulla-sicurezza-di-avt29-rispetto-ad-aflibercept-in-pazienti-con-edema-maculare-diabetico/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la gestione dell&#8217;Edema Maculare Diabetico, una condizione causata dal diabete che provoca un accumulo di liquido nella parte centrale della retina, ovvero il tessuto sensibile alla luce all&#8217;interno dell&#8217;occhio, che può compromettere la vista. Lo scopo della ricerca è confrontare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un nuovo farmaco denominato AVT29 rispetto a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la gestione dell&#8217;<b>Edema Maculare Diabetico</b>, una condizione causata dal diabete che provoca un accumulo di liquido nella parte centrale della retina, ovvero il tessuto sensibile alla luce all&#8217;interno dell&#8217;occhio, che può compromettere la vista. Lo scopo della ricerca è confrontare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un nuovo farmaco denominato <b>AVT29</b> rispetto a una dose elevata di <b>Eylea</b>, un medicinale che contiene la sostanza <b>aflibercept</b>.</p>
<p>Il trattamento prevede l&#8217;uso di una <b>soluzione per iniezione</b> somministrata tramite una procedura di <b>uso intravitreale</b>, che consiste nell&#8217;iniettare il farmaco direttamente all&#8217;interno del corpo vitreo, il gel trasparente che riempie l&#8217;occhio. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento assegnato e verranno sottoposti a controlli periodici per monitorare la capacità visiva e lo spessore della retina attraverso la <b>tomografia a coerenza ottica</b>, una tecnica di imaging che permette di vedere le diverse strutture dell&#8217;occhio in modo dettagliato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di REGN7041 in pazienti adulti con uveite non infettiva attiva del segmento posteriore</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-uso-di-regn7041-in-pazienti-adulti-con-uveite-non-infettiva-attiva-del-segmento-posteriore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:24:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la Uveite non infettiva, una condizione caratterizzata da un&#8217;infiammazione all&#8217;interno dell&#8217;occhio che non è causata da germi o batteri. Nello specifico, lo studio si concentra sulla forma che colpisce il segmento posteriore, ovvero la parte più profonda dell&#8217;occhio situata dietro il cristallino. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>Uveite non infettiva</b>, una condizione caratterizzata da un&#8217;infiammazione all&#8217;interno dell&#8217;occhio che non è causata da germi o batteri. Nello specifico, lo studio si concentra sulla forma che colpisce il <b>segmento posteriore</b>, ovvero la parte più profonda dell&#8217;occhio situata dietro il cristallino. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità del farmaco <b>REGN7041</b>, un <b>anticorpo monoclonale anti-CD3</b>, che viene somministrato tramite un&#8217;iniezione <b>intravitreale</b>, ovvero direttamente all&#8217;interno del corpo vitreo, il gel trasparente che riempie l&#8217;occhio.</p>
<p>Durante lo studio, il farmaco viene somministrato singolarmente o in più dosi per osservare come l&#8217;occhio e l&#8217;intero organismo reagiscono al trattamento. Verranno monitorati eventuali effetti indesiderati e la presenza di eventuali <b>anticorpi anti-farmaco</b>, che sono sostanze prodotte dal sistema immunitario che potrebbero riconoscere e reagire contro la medicina somministrata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia della nicotinamide nei pazienti con neuropatia ottica di Leber con esordio recente</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-della-nicotinamide-nei-pazienti-con-neuropatia-ottica-di-leber-con-esordio-recente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:24:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la Leber&#8217;s Hereditary Optic Neuropathy, una malattia genetica rara che colpisce il nervo ottico e può causare una perdita della vista. Lo studio si concentra sull&#8217;uso della nicotinamide, una forma di vitamina B3, per valutare se questo trattamento possa aiutare a gestire la condizione. Il farmaco utilizzato è NICOBION. L&#8217;obiettivo principale dello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>Leber&#8217;s Hereditary Optic Neuropathy</b>, una malattia genetica rara che colpisce il nervo ottico e può causare una perdita della vista. Lo studio si concentra sull&#8217;uso della <b>nicotinamide</b>, una forma di <b>vitamina B3</b>, per valutare se questo trattamento possa aiutare a gestire la condizione. Il farmaco utilizzato è <b>NICOBION</b>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è determinare l&#8217;efficacia della somministrazione giornaliera di questa sostanza per un periodo di un anno. Durante lo studio, verranno monitorati diversi aspetti della salute visiva e del benessere generale. Verranno eseguiti controlli per misurare la capacità di vedere a diverse distanze e per osservare eventuali cambiamenti nello spessore delle strutture all&#8217;interno dell&#8217;occhio, come lo strato delle fibre nervose della retina, attraverso la <b>tomografia a coerenza ottica</b>, una tecnica di imaging che permette di visualizzare le diverse parti dell&#8217;occhio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di nepafenac e desametasone per il trattamento dell&#8217;infiammazione oculare nei pazienti dopo l&#8217;intervento di cataratta</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-nepafenac-e-desametasone-per-il-trattamento-dell-infiammazione-oculare-nei-pazienti-dopo-l-intervento-di-cataratta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:24:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sulla gestione dell&#8217;infiammazione postoperatoria dopo chirurgia della cataratta, una condizione che può verificarsi dopo l&#8217;intervento chirurgico per rimuovere la lente opacizzata dell&#8217;occhio. L&#8217;obiettivo della ricerca è valutare l&#8217;efficacia di una combinazione di due farmaci, dexamethasone sodium phosphate e nepafenac, somministrati insieme in un unico collirio, rispetto all&#8217;utilizzo dei singoli componenti separatamente. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sulla gestione dell&#8217;<b>infiammazione postoperatoria dopo chirurgia della cataratta</b>, una condizione che può verificarsi dopo l&#8217;intervento chirurgico per rimuovere la lente opacizzata dell&#8217;occhio. L&#8217;obiettivo della ricerca è valutare l&#8217;efficacia di una combinazione di due farmaci, <b>dexamethasone sodium phosphate</b> e <b>nepafenac</b>, somministrati insieme in un unico collirio, rispetto all&#8217;utilizzo dei singoli componenti separatamente. L&#8217;infiammazione può manifestarsi con sintomi come arrossamento o dolore oculare e coinvolgere la camera anteriore, ovvero lo spazio all&#8217;interno dell&#8217;occhio tra la cornea e l&#8217;iride.</p>
<p>Durante la ricerca, i partecipanti riceveranno diverse tipologie di trattamento sotto forma di gocce oculari. Oltre alla combinazione in esame, vengono messi a confronto prodotti contenenti solo <b>nepafenac</b> o solo <b>dexamethasone phosphate</b>. Viene inoltre menzionato l&#8217;uso di <b>tobramycin</b>, un antibiotico utilizzato per prevenire le infezioni. Il percorso prevede la somministrazione periodica di questi preparati per monitorare la velocità con cui i segni di infiammazione nell&#8217;occhio svaniscono dopo l&#8217;operazione.</p>
<p>Il monitoraggio dello stato di salute dell&#8217;occhio avverrà attraverso vari controlli. Verranno esaminate condizioni come l&#8217;iperemia congiuntivale, che indica un arrossamento della parte bianca dell&#8217;occhio, e la pressione intraoculare, ovvero la forza esercitata dai liquidi all&#8217;interno dell&#8217;occhio. Inoltre, si utilizzerà la <b>tomografia a coerenza ottica</b>, una tecnica di imaging che permette di vedere con precisione lo spessore della macula, la parte centrale della retina, per assicurarsi che non si sviluppino gonfiori o cambiamenti indesiderati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di due dosi iniziali di aflibercept da 8 mg in pazienti con degenerazione maculare senile neovascolare che non hanno mai ricevuto trattamenti.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-due-dosi-iniziali-di-aflibercept-da-8-mg-in-pazienti-con-degenerazione-maculare-senile-neovascolare-che-non-hanno-mai-ricevuto-trattamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:24:28 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-due-dosi-iniziali-di-aflibercept-da-8-mg-in-pazienti-con-degenerazione-maculare-senile-neovascolare-che-non-hanno-mai-ricevuto-trattamenti/</guid>

					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la degenerazione maculare senile neovascolare, una condizione che colpisce la parte centrale della retina, ovvero la sottile membrana all&#8217;interno dell&#8217;occhio responsabile della visione dettagliata. In questa patologia, si formano dei piccoli vasi sanguigni anomali che possono causare perdite di liquido o emorragie sotto la retina. Lo studio mira a valutare l&#8217;efficacia di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>degenerazione maculare senile neovascolare</b>, una condizione che colpisce la parte centrale della retina, ovvero la sottile membrana all&#8217;interno dell&#8217;occhio responsabile della visione dettagliata. In questa patologia, si formano dei piccoli vasi sanguigni anomali che possono causare perdite di liquido o emorragie sotto la retina. Lo studio mira a valutare l&#8217;efficacia di due dosi iniziali di <b>aflibercept</b>, somministrate tramite una <b>iniezione intravitreale</b>, che consiste nell&#8217;inserimento del farmaco direttamente all&#8217;interno del corpo vitreo, il gel trasparente che riempie l&#8217;occhio.</p>
<p>Il percorso prevede la somministrazione di due dosi di carico di <b>Eylea</b> per cercare di rendere la malattia non attiva. Successivamente, verrà monitorato l&#8217;intervallo di tempo che intercorre tra la seconda dose e la terza iniezione, osservando come risponde la vista e la struttura dell&#8217;occhio. Per seguire l&#8217;andamento della condizione, vengono utilizzati strumenti come la <b>tomografia a coerenza ottica</b>, una tecnica di imaging che permette di ottenere immagini dettagliate delle diverse parti della retina per rilevare la presenza di liquidi o cambiamenti nella struttura oculare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su uomini sani per valutare l’effetto dell’itraconazolo sulla concentrazione plasmatica di BI 1815368 dopo dose orale singola</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-uomini-sani-per-valutare-l-effetto-dell-itraconazolo-sulla-concentrazione-plasmatica-di-bi-1815368-dopo-dose-orale-singola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:23:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio coinvolge volontari maschi in buona salute e mira a valutare come l&#8217;assunzione di itraconazole influisca sulla quantità di BI 1815368 presente nel sangue; lo scopo dello studio è valutare l&#8217;influenza di itraconazole sulla quantità di BI 1815368 nel sangue. I partecipanti ricevono una serie di compresse di itraconazole per alcuni giorni, poi assumono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio coinvolge volontari maschi in buona salute e mira a valutare come l&#8217;assunzione di <b>itraconazole</b> influisca sulla quantità di <b>BI 1815368</b> presente nel sangue; lo scopo dello studio è valutare l&#8217;influenza di itraconazole sulla quantità di BI 1815368 nel sangue.</p>
<p>I partecipanti ricevono una serie di compresse di itraconazole per alcuni giorni, poi assumono una singola compressa di BI 1815368; vengono prelevati piccoli campioni di sangue in diversi momenti per misurare quanto farmaco è presente nel <i>plasma</i>, cioè il liquido del sangue. In un secondo periodo, dopo una pausa, i volontari assumono solo la compressa di BI 1815368 e vengono nuovamente prelevati campioni di sangue. I risultati vengono confrontati usando due misure principali: <b>AUC0-∞</b>, che indica la quantità totale di farmaco nel sangue nel tempo, e <b>Cmax</b>, che indica la concentrazione più alta raggiunta.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio con collirio di aganirsen per pazienti con cornea vascolarizzata da cheratopatia erpetica prima del trapianto di cornea</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-con-collirio-di-aganirsen-per-pazienti-con-cornea-vascolarizzata-da-cheratopatia-erpetica-prima-del-trapianto-di-cornea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:23:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda le persone che hanno una cornea con vasi sanguigni anomali causati da cheratopatia erpetica, una malattia dell&#8217;occhio dovuta a un&#8217;infezione da virus dell&#8217;herpes che ha danneggiato la cornea, cioè la parte trasparente davanti all&#8217;occhio. Quando la cornea è danneggiata e presenta questi vasi sanguigni anomali, può essere necessario un trapianto di cornea, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda le persone che hanno una cornea con vasi sanguigni anomali causati da <b>cheratopatia erpetica</b>, una malattia dell&#8217;occhio dovuta a un&#8217;infezione da virus dell&#8217;herpes che ha danneggiato la cornea, cioè la parte trasparente davanti all&#8217;occhio. Quando la cornea è danneggiata e presenta questi vasi sanguigni anomali, può essere necessario un trapianto di cornea, ma la presenza di questi vasi aumenta il rischio che il trapianto non funzioni bene. Lo studio utilizza diversi trattamenti: <b>Olisens</b>, un collirio contenente <b>aganirsen</b>, una sostanza che cerca di far regredire i vasi sanguigni anomali nella cornea, <b>Floxal</b>, un collirio antibiotico contenente <b>ofloxacina</b>, <b>Dexa</b>, un collirio contenente <b>desametasone fosfato sodico</b> che riduce l&#8217;infiammazione, e un <b>placebo</b>, cioè un collirio senza principio attivo. Alcuni pazienti riceveranno Olisens mentre altri riceveranno il placebo, insieme agli altri trattamenti.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il collirio Olisens sia efficace nel ridurre i vasi sanguigni anomali nella cornea quando viene usato insieme a un trattamento chiamato crosslinking corneale, una procedura che rinforza la cornea usando una luce speciale. L&#8217;obiettivo è preparare meglio l&#8217;occhio per un futuro trapianto di cornea, riducendo i vasi sanguigni che potrebbero causare il rigetto del trapianto.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti riceveranno il collirio assegnato per un periodo di quattro settimane e verranno sottoposti al trattamento di crosslinking corneale. Nel corso dello studio verranno effettuate diverse visite mediche per controllare come cambia l&#8217;area della cornea coperta dai vasi sanguigni anomali, misurare la vista, verificare la pressione dell&#8217;occhio, controllare lo stato della superficie dell&#8217;occhio e la sensibilità della cornea, e valutare la qualità della vita legata alla vista. Lo studio durerà fino alla fine del 2026 e include controlli regolari per verificare la sicurezza e l&#8217;efficacia del trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul K1-70 in pazienti con malattia dell&#8217;occhio tiroideo attiva associata al morbo di Graves</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-k1-70-in-pazienti-con-malattia-dellocchio-tiroideo-attiva-associata-al-morbo-di-graves/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:22:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la malattia di Graves con oftalmopatia tiroidea attiva, una condizione in cui gli occhi vengono colpiti e possono sporgere in avanti, causare gonfiore e altri problemi alla vista. La malattia di Graves è un disturbo della ghiandola tiroidea che può portare a infiammazione e ingrossamento dei muscoli e dei tessuti intorno agli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>malattia di Graves</b> con <b>oftalmopatia tiroidea attiva</b>, una condizione in cui gli occhi vengono colpiti e possono sporgere in avanti, causare gonfiore e altri problemi alla vista. La malattia di Graves è un disturbo della ghiandola tiroidea che può portare a infiammazione e ingrossamento dei muscoli e dei tessuti intorno agli occhi. Lo studio esaminerà un farmaco chiamato <b>K1-70</b>, che è un <b>anticorpo monoclonale umano IgG1 contro il recettore della tireotropina</b>, somministrato come <b>soluzione per infusione</b> attraverso <b>infusione endovenosa</b>. Alcuni partecipanti riceveranno K1-70 mentre altri riceveranno placebo per permettere il confronto dei risultati.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare quanto K1-70 possa migliorare la sporgenza degli occhi, chiamata <b>esoftalmo</b>, rispetto al placebo. Il farmaco verrà somministrato una volta ogni sei settimane per un periodo di ventiquattro settimane. Durante lo studio verranno effettuate misurazioni della sporgenza degli occhi, esami con <b>risonanza magnetica</b> per valutare l&#8217;infiammazione dei muscoli oculari, e valutazioni della qualità di vita dei partecipanti. Verrà anche misurato un punteggio di attività clinica che indica quanto è attiva l&#8217;infiammazione degli occhi.</p>
<p>Nel corso dello studio verranno controllati vari aspetti di sicurezza attraverso esami del sangue, misurazioni dei segni vitali, elettrocardiogrammi ed esami oculistici. Verranno misurati i livelli degli ormoni tiroidei e degli anticorpi nel sangue, oltre alla concentrazione del farmaco K1-70 e di eventuali anticorpi sviluppati contro di esso. Lo studio valuterà anche i cambiamenti nella visione doppia e nel volume dello spazio dietro l&#8217;occhio attraverso la risonanza magnetica. I partecipanti possono ricevere fino a un massimo di ottocento milligrammi del farmaco durante tutto il periodo di trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul teprotumumab somministrato per via sottocutanea in pazienti adulti con oftalmopatia tiroidea attiva da moderata a grave</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-teprotumumab-somministrato-per-via-sottocutanea-in-pazienti-adulti-con-oftalmopatia-tiroidea-attiva-da-moderata-a-grave/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:22:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda la malattia oculare tiroidea attiva da moderata a grave, una condizione associata alla malattia di Graves che colpisce gli occhi e può causare sporgenza dei bulbi oculari, gonfiore dei tessuti molli intorno agli occhi e visione doppia. La malattia oculare tiroidea può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana delle persone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda la <b>malattia oculare tiroidea</b> attiva da moderata a grave, una condizione associata alla malattia di Graves che colpisce gli occhi e può causare sporgenza dei bulbi oculari, gonfiore dei tessuti molli intorno agli occhi e visione doppia. La malattia oculare tiroidea può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana delle persone che ne soffrono. In questo studio viene esaminato un farmaco chiamato <b>teprotumumab</b>, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle, e viene confrontato con un placebo per valutare se il farmaco può aiutare a migliorare i sintomi della malattia.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il teprotumumab può ridurre la sporgenza degli occhi di almeno 2 millimetri rispetto alla situazione iniziale, senza che ci sia un peggioramento nell&#8217;altro occhio. Durante lo studio vengono anche osservati altri aspetti come i cambiamenti nell&#8217;attività della malattia, la presenza di visione doppia e la qualità di vita dei partecipanti. I partecipanti allo studio devono avere tra i 18 e gli 80 anni, avere una diagnosi di malattia di Graves con malattia oculare tiroidea attiva e presentare sintomi che sono iniziati non più di 15 mesi prima dell&#8217;inizio dello studio.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti ricevono il farmaco o il placebo attraverso iniezioni sottocutanee per un periodo di tempo stabilito. Vengono effettuate valutazioni regolari per misurare la sporgenza degli occhi, l&#8217;attività della malattia, la presenza di visione doppia e altri sintomi. I partecipanti devono mantenere un buon controllo della funzione tiroidea durante tutto lo studio e non devono necessitare di interventi chirurgici urgenti agli occhi durante il periodo di partecipazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di faricimab in pazienti con materiale iperriflettente sottoretinico associato a membrane neovascolari di tipo 2 o miste</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-faricimab-in-pazienti-con-materiale-iperriflettente-sottoretinico-associato-a-membrane-neovascolari-di-tipo-2-o-miste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:22:17 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-faricimab-in-pazienti-con-materiale-iperriflettente-sottoretinico-associato-a-membrane-neovascolari-di-tipo-2-o-miste/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda una condizione oculare chiamata materiale iperriflettente sottoretinico, che si presenta in persone con degenerazione maculare legata all&#8217;età. La degenerazione maculare legata all&#8217;età è una malattia degli occhi che colpisce la parte centrale della retina, chiamata macula, e può causare problemi alla vista. In alcuni casi, si formano dei vasi sanguigni anomali sotto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda una condizione oculare chiamata <b>materiale iperriflettente sottoretinico</b>, che si presenta in persone con degenerazione maculare legata all&#8217;età. La degenerazione maculare legata all&#8217;età è una malattia degli occhi che colpisce la parte centrale della retina, chiamata macula, e può causare problemi alla vista. In alcuni casi, si formano dei vasi sanguigni anomali sotto la retina, chiamati membrane neovascolari, che possono essere di tipo 2 o miste. Il materiale iperriflettente sottoretinico è un accumulo di sostanze che si può vedere durante gli esami dell&#8217;occhio e che si trova sotto la retina. Il trattamento che verrà utilizzato in questo studio è <b>faricimab</b>, un farmaco che viene somministrato attraverso iniezioni direttamente nell&#8217;occhio.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare quante persone mostrano una scomparsa del materiale iperriflettente sottoretinico dopo sedici settimane di trattamento con faricimab. Questo farmaco appartiene a un gruppo di medicinali chiamati agenti antineovascolarizzazione, che servono a bloccare la crescita dei vasi sanguigni anomali nell&#8217;occhio. Il faricimab viene fornito come soluzione per iniezione in siringa preriempita, con una concentrazione di 120 milligrammi per millilitro.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno il trattamento con faricimab secondo le indicazioni previste per questo farmaco. Le iniezioni verranno effettuate nell&#8217;occhio e i pazienti verranno seguiti per valutare se il materiale iperriflettente sottoretinico si riduce o scompare. Lo studio utilizzerà diverse tecniche di imaging, cioè esami che permettono di vedere l&#8217;interno dell&#8217;occhio in modo dettagliato, per controllare i cambiamenti nel tempo. Il trattamento può durare fino a tre mesi e la dose massima giornaliera prevista è di 6 milligrammi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul surabgene lomparvovec confrontato con ranibizumab in pazienti adulti con degenerazione maculare senile neovascolare</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-surabgene-lomparvovec-confrontato-con-ranibizumab-in-pazienti-adulti-con-degenerazione-maculare-senile-neovascolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:21:27 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-surabgene-lomparvovec-confrontato-con-ranibizumab-in-pazienti-adulti-con-degenerazione-maculare-senile-neovascolare/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la degenerazione maculare senile neovascolare, una malattia degli occhi che colpisce la parte centrale della retina chiamata macula e che può causare una perdita della vista. Nella forma neovascolare si formano nuovi vasi sanguigni anomali sotto la retina che possono causare gonfiore e danni alla vista. Lo studio confronta due trattamenti: surabgene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>degenerazione maculare senile neovascolare</b>, una malattia degli occhi che colpisce la parte centrale della retina chiamata macula e che può causare una perdita della vista. Nella forma neovascolare si formano nuovi vasi sanguigni anomali sotto la retina che possono causare gonfiore e danni alla vista. Lo studio confronta due trattamenti: <b>surabgene lomparvovec</b> (noto anche come <b>ABBV-RGX-314</b>) e <b>ranibizumab</b>. Il surabgene lomparvovec è una terapia genica sperimentale che viene somministrata una sola volta mediante iniezione sotto la retina, mentre il ranibizumab è un farmaco già approvato che viene iniettato nell&#8217;occhio e che può richiedere iniezioni ripetute nel tempo. Entrambi i trattamenti agiscono bloccando una sostanza chiamata fattore di crescita endoteliale vascolare che favorisce la formazione dei vasi sanguigni anomali.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare quante iniezioni sono necessarie nel tempo con il nuovo trattamento rispetto al farmaco già in uso, oltre a verificare l&#8217;efficacia nel mantenere la vista e la sicurezza dei trattamenti in un contesto che riflette la pratica clinica reale. Durante il primo anno i partecipanti riceveranno il trattamento assegnato secondo criteri stabiliti dal protocollo, mentre dopo il primo anno chi riceve ranibizumab continuerà con un programma di iniezioni che rispecchia maggiormente quello utilizzato normalmente nelle cliniche. Lo studio prevede controlli regolari per monitorare la vista e la salute degli occhi.</p>
<p>I partecipanti allo studio saranno persone adulte che hanno già ricevuto almeno due iniezioni di farmaci simili negli ultimi sei mesi per la loro malattia degli occhi e che hanno risposto positivamente a questi trattamenti. L&#8217;occhio da trattare deve aver già subito un intervento di cataratta da almeno dodici settimane prima dell&#8217;inizio dello studio. Durante lo studio verranno misurati diversi aspetti, tra cui il numero di iniezioni necessarie, i cambiamenti nella capacità visiva, eventuali effetti indesiderati che possono verificarsi negli occhi, e i cambiamenti nell&#8217;area di atrofia della macula. Lo studio durerà diversi anni per valutare gli effetti a lungo termine dei trattamenti.</p>
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		<title>Studio sulle cellule staminali mesenchimali allogeniche per pazienti con gravi ustioni chimiche dell&#8217;occhio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:21:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda persone che hanno subito ustioni chimiche oculari gravi, ovvero lesioni agli occhi causate dal contatto con sostanze chimiche aggressive. Queste ustioni possono danneggiare la superficie dell&#8217;occhio, compresa la cornea che è la parte trasparente anteriore dell&#8217;occhio, e la congiuntiva che è la membrana che riveste la parte bianca dell&#8217;occhio. Lo studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda persone che hanno subito <b>ustioni chimiche oculari gravi</b>, ovvero lesioni agli occhi causate dal contatto con sostanze chimiche aggressive. Queste ustioni possono danneggiare la superficie dell&#8217;occhio, compresa la cornea che è la parte trasparente anteriore dell&#8217;occhio, e la congiuntiva che è la membrana che riveste la parte bianca dell&#8217;occhio. Lo studio utilizzerà <b>cellule staminali mesenchimali</b> derivate dal midollo osseo di donatori, che sono cellule speciali in grado di aiutare la riparazione dei tessuti danneggiati. Queste cellule verranno iniettate sotto la congiuntiva, cioè nello spazio tra la congiuntiva e la parte bianca dell&#8217;occhio. Durante lo studio verranno inoltre utilizzati diversi farmaci di supporto tra cui colliri a base di <b>fluorescina sodica</b>, <b>cloridrato di ossibuprocaina</b>, <b>desametasone</b>, <b>ossitetraciclina</b>, <b>povidone iodata</b>, soluzioni per infusione con <b>albumina sierica umana</b>, <b>paracetamolo</b>, farmaci per via orale come <b>ibuprofene</b> e <b>paracetamolo</b>, e farmaci anestetici come <b>propofol</b>, <b>midazolam</b> e <b>cloridrato di remifentanil</b>.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se l&#8217;iniezione di queste cellule staminali mesenchimali nella fase acuta dell&#8217;ustione, cioè entro quindici giorni dall&#8217;incidente, possa aiutare a preservare l&#8217;occhio e prevenire complicazioni gravi come la perforazione della cornea. La perforazione corneale è una lesione molto seria in cui si forma un buco nella cornea che può portare alla perdita dell&#8217;occhio. Lo studio vuole verificare se questo trattamento possa proteggere l&#8217;occhio da questo tipo di danno grave nei sei mesi successivi alla prima iniezione.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti riceveranno le iniezioni di cellule staminali e verranno sottoposti a vari esami per valutare le condizioni dell&#8217;occhio. Questi esami includeranno controlli con la lampada a fessura, che è uno strumento che permette di osservare in dettaglio le strutture dell&#8217;occhio, test con fluorescina per evidenziare eventuali lesioni della cornea, e <b>tomografia a coerenza ottica</b> del segmento anteriore dell&#8217;occhio, che è un esame che produce immagini dettagliate delle strutture oculari. Verranno inoltre effettuati prelievi di cellule dalla congiuntiva per analisi di laboratorio e test per valutare la capacità visiva. I medici monitoreranno attentamente la presenza di effetti indesiderati e raccoglieranno informazioni dalla cartella clinica del paziente per valutare l&#8217;evoluzione della condizione e l&#8217;efficacia del trattamento.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;atorvastatina per prevenire l&#8217;oftalmopatia di Graves in pazienti con nuova diagnosi di malattia di Graves</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:21:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la oftalmopatia di Graves, una condizione che può colpire gli occhi delle persone che hanno la malattia di Graves. La malattia di Graves è un disturbo della ghiandola tiroidea in cui questa produce troppi ormoni tiroidei, causando sintomi come battito cardiaco accelerato, perdita di peso e nervosismo. L&#8217;oftalmopatia di Graves può causare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>oftalmopatia di Graves</b>, una condizione che può colpire gli occhi delle persone che hanno la <b>malattia di Graves</b>. La malattia di Graves è un disturbo della ghiandola tiroidea in cui questa produce troppi ormoni tiroidei, causando sintomi come battito cardiaco accelerato, perdita di peso e nervosismo. L&#8217;oftalmopatia di Graves può causare gonfiore, arrossamento e sporgenza degli occhi, oltre a problemi alla vista. In questo studio viene utilizzato un medicinale chiamato <b>Atorvastatina</b>, che normalmente viene prescritto per abbassare il colesterolo nel sangue. Il medicinale viene somministrato sotto forma di compresse rivestite con film da assumere per bocca.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se l&#8217;Atorvastatina può prevenire lo sviluppo dell&#8217;oftalmopatia di Graves attiva nelle persone a cui è stata diagnosticata di recente la malattia di Graves. Durante lo studio, che dura complessivamente diciotto mesi, i partecipanti assumono il medicinale per un periodo di dodici mesi. La dose massima giornaliera prevista è di quaranta milligrammi. Nel corso dello studio vengono effettuate valutazioni regolari per controllare se si sviluppano segni di problemi agli occhi e quanto sono attivi questi problemi. Viene utilizzato un sistema di punteggio specifico per misurare l&#8217;attività della condizione oculare.</p>
<p>Durante i controlli vengono anche valutati altri aspetti come la qualità di vita dei partecipanti attraverso questionari dedicati, i livelli di alcuni anticorpi nel sangue e la necessità di eventuali trattamenti aggiuntivi come cortisonici o altri medicinali. Vengono inoltre raccolti campioni per analisi di laboratorio che studiano sostanze presenti nel sangue e caratteristiche genetiche, al fine di comprendere meglio chi potrebbe rispondere meglio al trattamento. I controlli avvengono a intervalli regolari durante tutto il periodo dello studio.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;iniezione intravitreale di lenadogene nolparvovec a due dosaggi per pazienti con neuropatia ottica ereditaria di Leber causata da mutazione del gene ND4</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulliniezione-intravitreale-di-lenadogene-nolparvovec-a-due-dosaggi-per-pazienti-con-neuropatia-ottica-ereditaria-di-leber-causata-da-mutazione-del-gene-nd4/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:16:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la neuropatia ottica ereditaria di Leber, una malattia che colpisce il nervo ottico e causa perdita della vista. La malattia è causata da cambiamenti nel materiale genetico presente nei mitocondri, che sono piccole strutture all&#8217;interno delle cellule che producono energia. In particolare, questo studio si concentra sui pazienti che hanno alterazioni nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>neuropatia ottica ereditaria di Leber</b>, una malattia che colpisce il nervo ottico e causa perdita della vista. La malattia è causata da cambiamenti nel materiale genetico presente nei mitocondri, che sono piccole strutture all&#8217;interno delle cellule che producono energia. In particolare, questo studio si concentra sui pazienti che hanno alterazioni nel <b>gene mitocondriale NADH deidrogenasi 4</b>, chiamato anche <b>ND4</b>. Il trattamento che verrà utilizzato si chiama <b>Lumevoq</b>, conosciuto anche con il nome in codice <b>GS010</b>, ed è una soluzione che contiene <b>lenadogene nolparvovec</b>. Questo medicinale è un tipo di terapia genica che utilizza un vettore virale per portare una copia funzionante del gene ND4 nelle cellule della retina, la parte dell&#8217;occhio che riceve la luce e invia i segnali al cervello.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il trattamento con <b>GS010</b> somministrato in entrambi gli occhi può migliorare la capacità visiva dei pazienti affetti da questa forma di neuropatia ottica. Lo studio confronterà due diverse quantità del medicinale per determinare quale sia più efficace nel migliorare la vista misurata un anno e mezzo dopo il trattamento. Il medicinale verrà somministrato tramite iniezione <b>intravitreale</b>, che significa un&#8217;iniezione direttamente all&#8217;interno dell&#8217;occhio, nella parte chiamata corpo vitreo.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno il trattamento in entrambi gli occhi e verranno seguiti per un periodo di tempo per valutare come cambia la loro capacità di vedere. I medici misureranno la vista utilizzando scale specifiche e valuteranno anche l&#8217;attività dei mitocondri nella retina. Lo studio è randomizzato, il che significa che i pazienti verranno assegnati in modo casuale a ricevere una delle due dosi del medicinale, ed è open-label, il che significa che sia i pazienti che i medici sapranno quale dose viene somministrata. Durante tutto lo studio verranno monitorati eventuali effetti indesiderati, con particolare attenzione alle reazioni oculari come infiammazioni all&#8217;interno dell&#8217;occhio o aumenti della pressione oculare.</p>
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		<item>
		<title>Studio con aganirsen in collirio per pazienti con neovascolarizzazione corneale dovuta a cheratopatia associata ad aniridia</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-con-aganirsen-in-collirio-per-pazienti-con-neovascolarizzazione-corneale-dovuta-a-cheratopatia-associata-ad-aniridia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:16:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la neovascolarizzazione corneale nella cheratopatia associata ad aniridia, una condizione in cui si formano nuovi vasi sanguigni anomali nella cornea, la parte trasparente davanti all&#8217;occhio, in persone che hanno l&#8217;aniridia, ovvero l&#8217;assenza parziale o totale dell&#8217;iride. Il trattamento che verrà utilizzato è Olisens, un collirio contenente il principio attivo aganirsen, che è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>neovascolarizzazione corneale</b> nella <b>cheratopatia associata ad aniridia</b>, una condizione in cui si formano nuovi vasi sanguigni anomali nella cornea, la parte trasparente davanti all&#8217;occhio, in persone che hanno l&#8217;<b>aniridia</b>, ovvero l&#8217;assenza parziale o totale dell&#8217;iride. Il trattamento che verrà utilizzato è <b>Olisens</b>, un collirio contenente il principio attivo <b>aganirsen</b>, che è un tipo particolare di molecola chiamata oligonucleotide antisenso che agisce contro una proteina chiamata IRS-1. Lo scopo dello studio è verificare se questo collirio sia efficace nel fermare o ridurre la crescita di questi vasi sanguigni anomali nella cornea, misurando la riduzione della percentuale di area corneale coperta dai vasi.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti riceveranno il collirio <b>Olisens</b> nell&#8217;occhio interessato per un periodo di dodici settimane. Nel caso in cui entrambi gli occhi presentino la malattia, verrà trattato solo un occhio. Il trattamento prevede l&#8217;applicazione regolare del collirio secondo le indicazioni fornite dai medici dello studio. Nel corso dello studio verranno effettuate visite di controllo durante le quali saranno scattate fotografie standardizzate dell&#8217;occhio con una lampada a fessura per valutare i cambiamenti nell&#8217;area della cornea coperta dai vasi sanguigni.</p>
<p>Durante le visite verranno inoltre misurati diversi aspetti della salute dell&#8217;occhio e della vista, tra cui l&#8217;acuità visiva utilizzando apposite tavole ottotipiche, la pressione all&#8217;interno dell&#8217;occhio, lo spessore della cornea, la sensibilità corneale e la presenza di eventuali alterazioni della superficie oculare. Saranno valutati anche la qualità della vita legata alla vista e il dolore oculare attraverso questionari specifici. Verranno inoltre controllate eventuali complicazioni a livello della retina, la parte interna dell&#8217;occhio sensibile alla luce, e la presenza di infezioni o ulcere corneali.</p>
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		<item>
		<title>Studio sul tildrakizumab per il trattamento delle conseguenze oculari nei pazienti con sindrome di Lyell</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-tildrakizumab-per-il-trattamento-delle-conseguenze-oculari-nei-pazienti-con-sindrome-di-lyell/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:16:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la sindrome di Lyell, una condizione grave che può causare problemi agli occhi che persistono nel tempo. Quando una persona ha avuto questa sindrome, può sviluppare sintomi oculari cronici dovuti a una infiammazione continua della superficie dell&#8217;occhio. Nello studio verrà utilizzato un medicinale chiamato tildrakizumab, che viene somministrato come iniezione sotto la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>sindrome di Lyell</b>, una condizione grave che può causare problemi agli occhi che persistono nel tempo. Quando una persona ha avuto questa sindrome, può sviluppare sintomi oculari cronici dovuti a una infiammazione continua della superficie dell&#8217;occhio. Nello studio verrà utilizzato un medicinale chiamato <b>tildrakizumab</b>, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle. Il medicinale utilizzato si chiama <b>Ilumetri</b> e contiene duecento milligrammi di principio attivo in una siringa già pronta per l&#8217;uso.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il tildrakizumab può migliorare i problemi agli occhi che rimangono dopo aver avuto la sindrome di Lyell. Durante lo studio verranno effettuate visite in cui si misurerà quanto tempo il film lacrimale, cioè lo strato di lacrime che protegge l&#8217;occhio, riesce a rimanere stabile sulla superficie oculare prima di rompersi. Questa misurazione viene fatta all&#8217;inizio dello studio e poi durante le visite successive per vedere se ci sono stati dei cambiamenti. Verranno anche raccolte informazioni su come i pazienti percepiscono i loro sintomi oculari e come questi influenzano la loro qualità di vita quotidiana.</p>
<p>Lo studio prevede un trattamento della durata massima di tre mesi e i partecipanti riceveranno fino a seicento milligrammi totali del medicinale durante questo periodo. Durante tutto lo studio verrà monitorata la sicurezza del trattamento e i pazienti forniranno informazioni su come tollerano il medicinale. Le persone che partecipano devono essere adulti di almeno diciotto anni che presentano problemi agli occhi persistenti dopo aver avuto la sindrome di Lyell.</p>
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