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	<title>Svezia | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Svezia | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di frexalimab rispetto a tacrolimus per prevenire il rigetto del trapianto di rene in pazienti adulti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:10:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca clinica ha lo scopo di valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un nuovo farmaco rispetto a un trattamento standard per prevenire il Kidney transplant rejection, ovvero il rigetto del trapianto di rene, una condizione in cui il sistema immunitario attacca l&#8217;organo trapiantato. Il farmaco sperimentale in esame è il Frexalimab, mentre il trattamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca clinica ha lo scopo di valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un nuovo farmaco rispetto a un trattamento standard per prevenire il <b>Kidney transplant rejection</b>, ovvero il rigetto del trapianto di rene, una condizione in cui il sistema immunitario attacca l&#8217;organo trapiantato. Il farmaco sperimentale in esame è il <b>Frexalimab</b>, mentre il trattamento di confronto è il <b>Tacrolimus</b>, un farmaco comunemente utilizzato per prevenire le reazioni immunitarie.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti. Il <b>Frexalimab</b> viene somministrato tramite iniezione, mentre il <b>Tacrolimus</b> viene assunto per via orale sotto forma di capsule. Lo studio prevede un monitoraggio prolungato nel tempo per osservare come l&#8217;organo trapiantato e la salute generale reagiscono ai trattamenti, con particolare attenzione alla funzione renale e alla presenza di eventuali complicazioni nel corso degli anni.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di arsenico triossido, tretinoina e una combinazione di farmaci per il trattamento della leucemia promielocitica acuta in bambini e adolescenti</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-arsenico-triossido-tretinoina-e-una-combinazione-di-farmaci-per-il-trattamento-della-leucemia-promielocitica-acuta-in-bambini-e-adolescenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:10:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda il trattamento della Acute Promyelocytic Leukemia, un tipo specifico di cancro al sangue, in bambini e adolescenti. Lo studio mira a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di diverse combinazioni di farmaci per migliorare la sopravvivenza dei pazienti senza eventi avversi. I trattamenti coinvolti includono arsenic trioxide, somministrato per via endovenosa, e tretinoin, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda il trattamento della <b>Acute Promyelocytic Leukemia</b>, un tipo specifico di cancro al sangue, in bambini e adolescenti. Lo studio mira a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di diverse combinazioni di farmaci per migliorare la sopravvivenza dei pazienti senza eventi avversi. I trattamenti coinvolti includono <b>arsenic trioxide</b>, somministrato per via endovenosa, e <b>tretinoin</b>, somministrato per via orale. Per i casi con rischio più elevato, viene studiata l&#8217;aggiunta di <b>gemtuzumab ozogamicin</b>. Inoltre, vengono utilizzati altri farmaci come <b>cytarabine</b>, <b>methotrexate</b> e <b>methylprednisolone</b>, che possono essere somministrati tramite iniezione <b>intrathecal</b>, ovvero direttamente nello spazio che circonda il midollo spinale e il cervello.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di LY3537982, pembrolizumab e durvalumab in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione KRAS G12C</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-ly3537982-pembrolizumab-e-durvalumab-in-pazienti-con-tumore-del-polmone-non-a-piccole-cellule-con-mutazione-kras-g12c/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:10:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca clinica riguarda il trattamento del Non-Small Cell Lung Cancer (tumore del polmone non a piccole cellule) caratterizzato dalla presenza della KRAS G12C mutation (una specifica alterazione genetica che influenza la crescita delle cellule tumorali). Lo studio si rivolge a pazienti con una forma di questa malattia che è stata o può essere rimossa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca clinica riguarda il trattamento del <b>Non-Small Cell Lung Cancer</b> (tumore del polmone non a piccole cellule) caratterizzato dalla presenza della <b>KRAS G12C mutation</b> (una specifica alterazione genetica che influenza la crescita delle cellule tumorali). Lo studio si rivolge a pazienti con una forma di questa malattia che è stata o può essere rimossa tramite intervento chirurgico. L&#8217;obiettivo della ricerca è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza dell&#8217;uso di <b>olomorasib</b>, identificato con il codice <b>LY3537982</b>, in combinazione con le terapie immunologiche standard.</p>
<p>La sperimentazione è suddivisa in due parti per confrontare diverse combinazioni di farmaci. Nella prima parte, viene confrontata l&#8217;efficacia di <b>LY3537982</b> somministrato per via orale insieme a <b>pembrolizumab</b>, un farmaco somministrato tramite <b>intravenous use</b> (infusione in vena), rispetto all&#8217;uso di <b>pembrolizumab</b> in combinazione con un <b>placebo</b>. Nella seconda parte, si confronta l&#8217;efficacia di <b>LY3537982</b> insieme a <b>durvalumab</b>, un altro farmaco somministrato per via endovenosa, rispetto all&#8217;uso di <b>durvalumab</b> associato a un <b>placebo</b>.</p>
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		<item>
		<title>Studio clinico su ruxolitinib e venetoclax per bambini con leucemia o linfoma recidivante o refrattario con mutazioni nel percorso di segnalazione IL-7R/JAK-STAT</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-clinico-su-ruxolitinib-e-venetoclax-per-bambini-con-leucemia-o-linfoma-recidivante-o-refrattario-con-mutazioni-nel-percorso-di-segnalazione-il-7r-jak-stat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:09:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su bambini con leucemia linfoblastica acuta o linfoma linfoblastico che sono ricaduti o non hanno risposto ai trattamenti precedenti. Queste malattie colpiscono i globuli bianchi, che sono importanti per combattere le infezioni. Lo studio esamina l&#8217;uso di due farmaci, venetoclax e ruxolitinib, che potrebbero aiutare a trattare queste condizioni. Venetoclax [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su bambini con <b>leucemia linfoblastica acuta</b> o <b>linfoma linfoblastico</b> che sono ricaduti o non hanno risposto ai trattamenti precedenti. Queste malattie colpiscono i globuli bianchi, che sono importanti per combattere le infezioni. Lo studio esamina l&#8217;uso di due farmaci, <b>venetoclax</b> e <b>ruxolitinib</b>, che potrebbero aiutare a trattare queste condizioni. <b>Venetoclax</b> è un farmaco che si assume per via orale e agisce bloccando una proteina che aiuta le cellule tumorali a sopravvivere. <b>Ruxolitinib</b> è un altro farmaco orale che agisce su un percorso specifico nelle cellule, noto come <b>IL-7R/JAK-STAT</b>, che può essere alterato in questi tipi di cancro.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di questi farmaci nei bambini con queste malattie. I partecipanti riceveranno uno dei farmaci o un placebo, e saranno monitorati per vedere come rispondono al trattamento. Lo studio è diviso in due fasi: la prima fase si concentra sulla sicurezza e sulla determinazione della dose massima tollerata, mentre la seconda fase valuta l&#8217;efficacia dei farmaci nei pazienti con specifiche alterazioni genetiche. I bambini coinvolti nello studio saranno seguiti attentamente per monitorare eventuali effetti collaterali e per valutare i benefici del trattamento.</p>
<p>Lo studio durerà diversi anni, con l&#8217;inizio previsto nel 2024 e la conclusione stimata nel 2031. Durante questo periodo, i ricercatori raccoglieranno dati per capire meglio come questi farmaci possono aiutare i bambini con leucemia linfoblastica acuta o linfoma linfoblastico. L&#8217;obiettivo finale è migliorare le opzioni di trattamento per questi giovani pazienti, offrendo loro una possibilità di guarigione o di miglioramento della qualità della vita.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza del rilzabrutinib rispetto a un placebo in adulti con malattia correlata a IgG4 attiva</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-la-sicurezza-del-rilzabrutinib-rispetto-a-un-placebo-in-adulti-con-malattia-correlata-a-igg4-attiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la IgG4-related disease, una condizione rara in cui il sistema immunitario attacca erroneamente vari organi e tessuti del corpo, causando infiammazione. Lo studio ha lo scopo di valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di rilzabrutinib (noto anche come SAR444671) rispetto a un placebo in persone adulte con questa patologia in fase attiva. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>IgG4-related disease</b>, una condizione rara in cui il sistema immunitario attacca erroneamente vari organi e tessuti del corpo, causando infiammazione. Lo studio ha lo scopo di valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di <b>rilzabrutinib</b> (noto anche come <b>SAR444671</b>) rispetto a un <b>placebo</b> in persone adulte con questa patologia in fase attiva. La malattia può causare gonfiori e danni a diverse parti del corpo a causa della risposta immunitaria eccessiva.</p>
<p>I partecipanti allo studio riceveranno una somministrazione costante per un periodo di 52 settimane. Durante questo tempo, verrà monitorata la capacità del farmaco di prevenire le riacutizzazioni, ovvero i momenti in cui i sintomi della malattia peggiorano improvvisamente. Verranno inoltre esaminati l&#8217;uso di <b>glucocorticoidi</b>, farmaci che servono a ridurre l&#8217;infiammazione, e di altri <b>immunomodulatori</b>, sostanze utilizzate per regolare il funzionamento del sistema immunitario.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza del tulisokibart in pazienti con colite ulcerosa da moderata a grave.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la Colite ulcerosa, una malattia infiammatoria cronica dell&#8217;intestino che causa infiammazione e ferite nel rivestimento del colon e del retto. Lo studio mira a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di tulisokibart, un farmaco che può essere somministrato tramite infusione endovenosa (attraverso una vena) o tramite iniezione sottocutanea (sotto la pelle). Alcuni partecipanti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>Colite ulcerosa</b>, una malattia infiammatoria cronica dell&#8217;intestino che causa infiammazione e ferite nel rivestimento del colon e del retto. Lo studio mira a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di <b>tulisokibart</b>, un farmaco che può essere somministrato tramite <b>infusione endovenosa</b> (attraverso una vena) o tramite <b>iniezione sottocutanea</b> (sotto la pelle). Alcuni partecipanti riceveranno <b>placebo</b>.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti verranno suddivisi in gruppi per confrontare l&#8217;effetto del farmaco rispetto al placebo. Il monitoraggio si concentrerà sul raggiungimento della <b>remissione clinica</b>, ovvero un periodo in cui i sintomi della malattia scompaiono o si riducono significativamente, e sul miglioramento della condizione osservata durante l&#8217;<b>endoscopia</b>, una procedura che permette di visualizzare l&#8217;interno dell&#8217;intestino. Verranno inoltre valutati il miglioramento della <b>istologia</b>, che riguarda lo studio delle cellule e dei tessuti, e la gestione di possibili effetti indesiderati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di bupivacaina cloridrato monoidrato rispetto alla lidocaina cloridrato per il trattamento del dolore da mucosite orale in pazienti con tumore testa-collo</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-bupivacaina-cloridrato-monoidrato-rispetto-alla-lidocaina-cloridrato-per-il-trattamento-del-dolore-da-mucosite-orale-in-pazienti-con-tumore-testa-collo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio è volto a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di BupiZenge rispetto alla lidocaina per il trattamento del dolore causato dalla mucosite orale, una condizione che comporta infiammazione e piaghe all&#8217;interno della bocca, spesso associata al tumore della testa e del collo. Il trattamento oggetto di analisi consiste in una pastiglia da sciogliere in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio è volto a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di <b>BupiZenge</b> rispetto alla <b>lidocaina</b> per il trattamento del dolore causato dalla <b>mucosite orale</b>, una condizione che comporta infiammazione e piaghe all&#8217;interno della bocca, spesso associata al <b>tumore della testa e del collo</b>.</p>
<p>Il trattamento oggetto di analisi consiste in una pastiglia da sciogliere in bocca contenente <b>bupivacaina cloridrato monoidrato</b>, mentre il prodotto di confronto è una soluzione orale a base di <b>lidocaina cloridrato</b>. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti per gestire la sensazione di dolore durante e dopo il periodo di radioterapia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di capecitabina, oxaliplatina, fluorouracile, irinotecan e acido folinico per la terapia del tumore del colon-retto in stadio III</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-uso-di-capecitabina-oxaliplatina-fluorouracile-irinotecan-e-acido-folinico-per-la-terapia-del-tumore-del-colon-retto-in-stadio-iii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda persone con tumore del colon-retto di stadio III, una forma di cancro che colpisce l&#8217;intestino dopo l&#8217;intervento chirurgico. Lo scopo dello studio è determinare il trattamento più adatto per ogni paziente utilizzando un test del sangue per individuare il DNA tumorale circolante, ovvero piccoli frammenti di materiale genetico della malattia che fluttuano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda persone con <b>tumore del colon-retto di stadio III</b>, una forma di cancro che colpisce l&#8217;intestino dopo l&#8217;intervento chirurgico. Lo scopo dello studio è determinare il trattamento più adatto per ogni paziente utilizzando un test del sangue per individuare il <b>DNA tumorale circolante</b>, ovvero piccoli frammenti di materiale genetico della malattia che fluttuano nel sangue. I pazienti vengono suddivisi in due gruppi in base al risultato di questo test: chi non presenta tracce di DNA tumorale nel sangue e chi invece le presenta.</p>
<p>Per i pazienti che non presentano tracce di DNA tumorale, viene confrontata una strategia di riduzione del trattamento con 6 mesi di <b>capecitabina</b> rispetto alla terapia standard che prevede 3 mesi di <b>capecitabina</b> combinata con <b>oxaliplatino</b>. Per i pazienti che presentano tracce di DNA tumorale, lo studio confronta un regime più intensivo chiamato <b>FOLFIRINOX</b>, che utilizza <b>fluorouracile</b>, <b>irinotecan</b>, <b>oxaliplatino</b> e <b>acido folinico</b>, con il regime standard chiamato <b>FOLFOX</b>, composto da <b>fluorouracile</b> e <b>oxaliplatino</b>.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno i farmaci prescritti attraverso compresse da assumere per via orale o attraverso una <b>perfusione endovenosa</b>, ovvero l&#8217;infusione di liquidi direttamente nelle vene. Il percorso prevede il monitoraggio nel tempo per valutare la sopravvivenza libera da malattia, che indica il periodo in cui la malattia non si ripresenta, e per osservare la sicurezza dei trattamenti e la qualità della vita dei pazienti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di sacituzumab tirumotecan e bevacizumab come trattamento di mantenimento in pazienti con tumore ovarico avanzato di nuova diagnosi dopo chemioterapia a base di platino.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-uso-di-sacituzumab-tirumotecan-e-bevacizumab-come-trattamento-di-mantenimento-in-pazienti-con-tumore-ovarico-avanzato-di-nuova-diagnosi-dopo-chemioterapia-a-base-di-platino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda persone affette da tumore ovarico, un tipo di cancro che si sviluppa nelle ovaie. Nello specifico, lo studio si concentra su casi di tumore ovarico avanzato che non presentano una particolare caratteristica genetica chiamata HRD-negativo, ovvero una condizione in cui i sistemi di riparazione del DNA nelle cellule non sono difettosi. Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda persone affette da <b>tumore ovarico</b>, un tipo di cancro che si sviluppa nelle ovaie. Nello specifico, lo studio si concentra su casi di <b>tumore ovarico avanzato</b> che non presentano una particolare caratteristica genetica chiamata <b>HRD-negativo</b>, ovvero una condizione in cui i sistemi di riparazione del DNA nelle cellule non sono difettosi. Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia di nuove opzioni di trattamento di mantenimento rispetto alle cure standard utilizzate abitualmente dopo la prima terapia con farmaci a base di platino.</p>
<p>I trattamenti testati includono il farmaco denominato <b>MK-2870</b>, noto anche come <b>sacituzumab tirumotecan</b>, somministrato tramite <b>infusione endovenosa</b>, ovvero una soluzione che viene introdotta direttamente nelle vene. Questo farmaco può essere utilizzato insieme a <b>bevacizumab</b>, un altro farmaco somministrato per via endovenosa. Il trattamento viene valutato per determinare se può aiutare a prolungare la <b>sopravvivenza libera da progressione</b>, che indica il periodo di tempo in cui la malattia rimane stabile senza peggiorare.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno i trattamenti prescritti secondo un programma stabilito per monitorare come la malattia risponde alle sostanze somministrate. Verranno inoltre osservati altri fattori importanti come la <b>sopravvivenza globale</b>, che indica la durata della vita dei partecipanti, e la qualità della vita, per comprendere l&#8217;impatto dei farmaci sul benessere fisico e quotidiano delle persone coinvolte.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di cagrilintide e semaglutide per la gestione del peso in bambini e adolescenti con sovrappeso o obesità</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-cagrilintide-e-semaglutide-per-la-gestione-del-peso-in-bambini-e-adolescenti-con-sovrappeso-o-obesita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sulla gestione del peso in bambini e adolescenti affetti da Obesity (obesità) e Type 2 Diabetes (diabete di tipo 2). L&#8217;obiettivo della ricerca è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di nuovi trattamenti rispetto a un placebo. I farmaci studiati includono cagrilintide, somministrato singolarmente, e una combinazione di cagrilintide e semaglutide, denominata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sulla gestione del peso in bambini e adolescenti affetti da <b>Obesity</b> (obesità) e <b>Type 2 Diabetes</b> (diabete di tipo 2). L&#8217;obiettivo della ricerca è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di nuovi trattamenti rispetto a un <b>placebo</b>. I farmaci studiati includono <b>cagrilintide</b>, somministrato singolarmente, e una combinazione di <b>cagrilintide</b> e <b>semaglutide</b>, denominata <b>CagriSema</b>. Questi farmaci vengono somministrati tramite una <b>subcutaneous injection</b>, ovvero un&#8217;iniezione nel tessuto sottocutaneo, una volta alla settimana.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei trattamenti indicati per un periodo prolungato. Verranno monitorati parametri come il <b>Body Mass Index</b> (<b>BMI</b>), ovvero l&#8217;indice di massa corporea che mette in relazione il peso e l&#8217;altezza per valutare lo stato di salute, e il peso corporeo totale. Il percorso di ricerca mira a osservare i cambiamenti nel tempo per determinare quanto i trattamenti siano efficaci nel controllo del peso e nella salute generale dei soggetti coinvolti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di SGN-ALPV in pazienti con tumori solidi avanzati</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-uso-di-sgn-alpv-in-pazienti-con-tumori-solidi-avanzati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:05 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-uso-di-sgn-alpv-in-pazienti-con-tumori-solidi-avanzati/</guid>

					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda lo studio di diverse forme di tumori solidi avanzati, che sono masse di cellule anormali che si sono diffuse. Le patologie analizzate includono il carcinoma della giunzione gastroesofagea, il tumore gastrico, il tumore del collo dell&#8217;utero, il tumore dell&#8217;ovaio, il tumore dell&#8217;endometrio e il tumore del polmone non a piccole cellule. Vengono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda lo studio di diverse forme di <b>tumori solidi avanzati</b>, che sono masse di cellule anormali che si sono diffuse. Le patologie analizzate includono il <b>carcinoma della giunzione gastroesofagea</b>, il <b>tumore gastrico</b>, il <b>tumore del collo dell&#8217;utero</b>, il <b>tumore dell&#8217;ovaio</b>, il <b>tumore dell&#8217;endometrio</b> e il <b>tumore del polmone non a piccole cellule</b>. Vengono inoltre presi in esame i <b>tumori delle cellule germinali maligni</b> dell&#8217;ovaio, del testicolo e extragonadali, ad eccezione di alcune forme specifiche come i teratomi puri o i tumori che originano dal <b>sistema nervoso centrale</b>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità del farmaco sperimentale denominato <b>SGN-ALPV</b>. Questo trattamento viene somministrato tramite <b>infusione endovenosa</b>, ovvero attraverso una vena, partendo da una forma di polvere liofilizzata. Durante la ricerca, i ricercatori cercheranno di determinare la dose massima che il corpo può sopportare senza causare effetti collaterali eccessivi e di stabilire un programma di somministrazione appropriato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza di litifilimab in adulti con lupus eritematoso sistemico in fase attiva e in terapia standard non biologica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-la-sicurezza-di-litifilimab-in-adulti-con-lupus-eritematoso-sistemico-in-fase-attiva-e-in-terapia-standard-non-biologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda lo studio del Lupus Eritematoso Sistemico, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti del corpo. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza del farmaco litifilimab, noto anche come BIIB059, rispetto a un placebo in persone che stanno già seguendo le terapie standard per questa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda lo studio del <b>Lupus Eritematoso Sistemico</b>, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti del corpo. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza del farmaco <b>litifilimab</b>, noto anche come <b>BIIB059</b>, rispetto a un <b>placebo</b> in persone che stanno già seguendo le terapie standard per questa condizione. Il farmaco verrà somministrato tramite un&#8217;<b>iniezione sottocutanea</b>, ovvero una puntura effettuata nel tessuto situato subito sotto la pelle.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno la terapia abituale per il <b>Lupus Eritematoso Sistemico</b> insieme all&#8217;intervento sperimentale. Alcuni riceveranno il farmaco <b>litifilimab</b>, mentre altri riceveranno un <b>placebo</b>. La ricerca si svolgerà in modo che né i partecipanti né i medici sappiano quale sostanza venga somministrata, una procedura definita <b>doppio cieco</b>, per garantire l&#8217;imparzialità dei risultati. Il percorso prevede un monitoraggio costante nel tempo per osservare come la malattia risponde al trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia della terapia cognitivo-comportamentale combinata con degarelix rispetto alla sola terapia per pazienti con disturbi sessuali parafilici e compulsivi.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-della-terapia-cognitivo-comportamentale-combinata-con-degarelix-rispetto-alla-sola-terapia-per-pazienti-con-disturbi-sessuali-parafilici-e-compulsivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la gestione del Disturbo parafilico e del Disturbo del comportamento sessuale compulsivo, condizioni che comportano impulsi o comportamenti sessuali insoliti o difficili da controllare. L&#8217;obiettivo della ricerca è valutare se l&#8217;aggiunta di un trattamento farmacologico alla Terapia cognitivo-comportamentale, un tipo di psicoterapia che aiuta a modificare i pensieri e i comportamenti problematici, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la gestione del <b>Disturbo parafilico</b> e del <b>Disturbo del comportamento sessuale compulsivo</b>, condizioni che comportano impulsi o comportamenti sessuali insoliti o difficili da controllare. L&#8217;obiettivo della ricerca è valutare se l&#8217;aggiunta di un trattamento farmacologico alla <b>Terapia cognitivo-comportamentale</b>, un tipo di psicoterapia che aiuta a modificare i pensieri e i comportamenti problematici, possa essere più efficace nel ridurre il rischio di comportamenti sessuali inappropriati rispetto all&#8217;uso della sola psicoterapia.</p>
<p>I partecipanti saranno suddivisi in gruppi che riceveranno diversi trattamenti. Alcuni riceveranno la psicoterapia insieme a un farmaco chiamato <b>degarelix</b>, che serve a ridurre i livelli di ormoni che influenzano il desiderio sessuale, somministrato tramite iniezione sottocutanea. In questo gruppo, per bilanciare gli effetti, potrebbe essere somministrato anche il <b>testosterone cipionato</b>, un ormone applicato sulla pelle, per mantenere livelli minimi e sicuri. Altri partecipanti riceveranno la psicoterapia combinata con un <b>placebo</b>, ovvero una sostanza senza efficacia terapeutica, che ha l&#8217;aspetto di quello che riceverebbero gli altri partecipanti.</p>
<p>Durante lo studio, il percorso prevede periodi di osservazione per monitorare i cambiamenti nel comportamento e la risposta ai trattamenti. Verranno analizzati vari aspetti, tra cui i livelli ormonali, la salute delle ossa e il benessere generale, per comprendere come le diverse combinazioni di terapia e farmaci influenzino la gestione dei sintomi nel tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza di zilovertamab vedotin e nemtabrutinib in adulti con tumori delle cellule B (linfoma mantellare, leucemia linfatica cronica, linfoma follicolare)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-la-sicurezza-di-zilovertamab-vedotin-e-nemtabrutinib-in-adulti-con-tumori-delle-cellule-b-linfoma-mantellare-leucemia-linfatica-cronica-linfoma-follicolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio si concentra su diversi tipi di tumori delle cellule B, ovvero una categoria di malattie del sangue che colpiscono un tipo specifico di globuli bianchi. Le patologie studiate includono il linfoma mantellare, la leucemia linfatica cronica, il linfoma follicolare e la sindrome di Richter, che comprende forme di tumori più veloci a crescere. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio si concentra su diversi tipi di <b>tumori delle cellule B</b>, ovvero una categoria di malattie del sangue che colpiscono un tipo specifico di globuli bianchi. Le patologie studiate includono il <b>linfoma mantellare</b>, la <b>leucemia linfatica cronica</b>, il <b>linfoma follicolare</b> e la <b>sindrome di Richter</b>, che comprende forme di tumori più veloci a crescere. Lo scopo della ricerca è valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di nuovi trattamenti per queste condizioni.</p>
<p>I farmaci utilizzati nello studio sono <b>zilovertamab vedotin</b>, somministrato tramite <b>infusione endovenosa</b> (un liquido inserito direttamente in una vena), e <b>nemtabrutinib</b>, somministrato sotto forma di compresse per uso orale. Alcuni partecipanti riceveranno il trattamento con un solo farmaco, mentre altri lo riceveranno in combinazione con l&#8217;altro per osservare come interagiscono tra loro nel corpo.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti seguiranno un percorso prestabilito per monitorare la risposta ai medicinali e la loro tollerabilità. Il monitoraggio serve a capire se i farmaci agiscono efficacemente contro le cellule tumorali e a identificare eventuali effetti indesiderati che potrebbero verificarsi durante l&#8217;assunzione delle terapie.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto del lebrikizumab sull&#8217;eczema e sulla funzione della barriera cutanea in adulti e adolescenti con dermatite atopica da moderata a grave</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-del-lebrikizumab-sulleczema-e-sulla-funzione-della-barriera-cutanea-in-adulti-e-adolescenti-con-dermatite-atopica-da-moderata-a-grave/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la dermatite atopica di grado moderato o grave, una malattia della pelle che causa infiammazione, prurito e lesioni cutanee. Lo studio valuterà gli effetti del farmaco lebrikizumab, somministrato mediante iniezione sotto la pelle, sulla pelle lesionata e non lesionata dei partecipanti. Il farmaco viene fornito in una penna preriempita contenente una soluzione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>dermatite atopica</b> di grado moderato o grave, una malattia della pelle che causa infiammazione, prurito e lesioni cutanee. Lo studio valuterà gli effetti del farmaco <b>lebrikizumab</b>, somministrato mediante iniezione sotto la pelle, sulla pelle lesionata e non lesionata dei partecipanti. Il farmaco viene fornito in una penna preriempita contenente una soluzione da 250 milligrammi. Lo scopo dello studio è confermare l&#8217;efficacia di lebrikizumab nel migliorare l&#8217;eczema, ovvero le manifestazioni cutanee tipiche della dermatite atopica, nei pazienti con questa condizione.</p>
<p>Durante lo studio, che si svolge in modo aperto senza l&#8217;uso di placebo, i partecipanti riceveranno il trattamento con lebrikizumab per un periodo fino a 24 settimane. Il farmaco verrà somministrato tramite iniezione sottocutanea con una dose massima giornaliera di 500 milligrammi e una dose totale massima di 3750 milligrammi durante l&#8217;intero periodo di trattamento. Lo studio coinvolge sia adulti che adolescenti di età pari o superiore a 12 anni con peso di almeno 40 chilogrammi che necessitano di una terapia sistemica per la loro dermatite atopica.</p>
<p>Durante lo studio verranno effettuate diverse valutazioni per misurare i miglioramenti della condizione cutanea, inclusi controlli clinici della gravità dell&#8217;eczema e della funzione della barriera cutanea. Verranno raccolti campioni di pelle mediante tecniche non invasive per analizzare i lipidi cutanei e altre sostanze naturali presenti nella pelle. In alcuni partecipanti adulti verranno effettuati anche prelievi di tessuto cutaneo per analisi più approfondite e verranno misurati i livelli di vitamina D nel sangue e nella pelle. L&#8217;obiettivo principale è valutare quanti pazienti raggiungeranno una riduzione di almeno il 75 percento della gravità dell&#8217;eczema alla settimana 24, che rappresenta la visita finale dello studio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul xaluritamig confrontato con cabazitaxel o altre terapie per pazienti con cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-xaluritamig-confrontato-con-cabazitaxel-o-altre-terapie-per-pazienti-con-cancro-alla-prostata-metastatico-resistente-alla-castrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione, una forma avanzata di tumore della prostata che continua a crescere anche quando i livelli di testosterone nel corpo sono molto bassi. In questa condizione il tumore si è diffuso ad altre parti del corpo e non risponde più ai trattamenti ormonali standard. Lo studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione</b>, una forma avanzata di tumore della prostata che continua a crescere anche quando i livelli di testosterone nel corpo sono molto bassi. In questa condizione il tumore si è diffuso ad altre parti del corpo e non risponde più ai trattamenti ormonali standard. Lo studio confronta un nuovo farmaco chiamato <b>xaluritamig</b> (noto anche come <b>AMG 509</b>) con altri trattamenti già disponibili, che includono <b>cabazitaxel</b>, un farmaco chemioterapico somministrato per infusione in vena, oppure una seconda terapia ormonale che può essere <b>abiraterone acetato</b> o <b>enzalutamide</b>, farmaci che bloccano l&#8217;azione degli ormoni maschili che alimentano la crescita del tumore. Lo scopo dello studio è valutare se il trattamento con xaluritamig può prolungare la sopravvivenza dei pazienti rispetto alle altre opzioni terapeutiche scelte dal medico.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti riceveranno uno dei trattamenti previsti e saranno seguiti regolarmente attraverso visite mediche ed esami. Verranno effettuate analisi del sangue per controllare la funzione degli organi e i livelli di alcune sostanze nel corpo, oltre a esami di imaging come tomografia computerizzata, risonanza magnetica o scintigrafia ossea per valutare l&#8217;andamento della malattia. I medici monitoreranno anche eventuali effetti collaterali del trattamento e la qualità di vita dei partecipanti, includendo aspetti come il dolore e il benessere generale. In alcuni casi verrà utilizzato un farmaco chiamato <b>siltuximab</b> per gestire specifiche reazioni al trattamento.</p>
<p>Lo studio valuterà diversi aspetti dell&#8217;efficacia dei trattamenti, tra cui il tempo prima che la malattia peggiori, la riduzione delle dimensioni del tumore, il controllo della malattia e il tempo fino alla comparsa di complicazioni alle ossa. Particolare attenzione sarà dedicata al monitoraggio del dolore e della qualità di vita attraverso questionari specifici. Verranno anche raccolte informazioni su come il corpo elabora il farmaco xaluritamig e sulla possibile formazione di anticorpi contro di esso. I partecipanti dovranno aver già ricevuto in precedenza almeno un trattamento con chemioterapia e almeno una terapia ormonale per questa malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di immunoglobuline umane normali in aggiunta alle cure standard per il COVID-19 in pazienti con funzione delle cellule B gravemente ridotta</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-immunoglobuline-umane-normali-in-aggiunta-alle-cure-standard-per-il-covid-19-in-pazienti-con-funzione-delle-cellule-b-gravemente-ridotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:58 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-immunoglobuline-umane-normali-in-aggiunta-alle-cure-standard-per-il-covid-19-in-pazienti-con-funzione-delle-cellule-b-gravemente-ridotta/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda pazienti con COVID-19 che hanno un sistema immunitario gravemente indebolito, in particolare con una funzione delle cellule B compromessa. Le cellule B sono parte del sistema immunitario e producono anticorpi per combattere le infezioni. I pazienti inclusi nello studio hanno ricevuto la vaccinazione completa contro il COVID-19 ma non hanno sviluppato una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda pazienti con <b>COVID-19</b> che hanno un sistema immunitario gravemente indebolito, in particolare con una funzione delle cellule B compromessa. Le cellule B sono parte del sistema immunitario e producono anticorpi per combattere le infezioni. I pazienti inclusi nello studio hanno ricevuto la vaccinazione completa contro il COVID-19 ma non hanno sviluppato una risposta adeguata al vaccino a causa della loro condizione immunitaria. Questa situazione può verificarsi in persone con malattie del sangue, in chi ha ricevuto un trapianto di organo solido, o in chi è stato trattato con farmaci che riducono le cellule B. Lo studio confronta due approcci di trattamento: il primo prevede l&#8217;uso di <b>immunoglobuline umane normali</b> per via endovenosa, somministrate attraverso <b>Privigen</b>, in aggiunta alle cure standard, mentre il secondo gruppo riceve solo le cure standard. Le cure standard possono includere farmaci antivirali come <b>remdesivir</b> (disponibile come <b>Veklury</b>) o <b>nirmatrelvir</b> (disponibile come <b>Paxlovid</b>). Le immunoglobuline sono proteine del sangue che contengono anticorpi e possono aiutare il sistema immunitario a combattere le infezioni.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se l&#8217;aggiunta di immunoglobuline per via endovenosa alle cure standard possa migliorare il recupero clinico e aiutare a eliminare il virus dal sangue nei pazienti con COVID-19 che hanno un sistema immunitario gravemente compromesso. Lo studio misura questi risultati entro ventotto giorni dalla somministrazione del trattamento. Durante lo studio viene anche valutato se i pazienti mostrano un miglioramento delle condizioni cliniche e una riduzione della presenza del virus nel sangue dopo dieci giorni dal trattamento.</p>
<p>I pazienti che partecipano allo studio devono avere sintomi di COVID-19 da almeno sette giorni e presentare materiale genetico del virus nel sangue. Vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi di trattamento. Durante lo studio vengono monitorati regolarmente per valutare il loro stato di salute secondo una scala che misura la gravità della malattia, e vengono effettuati prelievi di sangue per verificare la presenza del virus. Il follow-up dei pazienti continua fino a centottanta giorni per verificare se il recupero clinico si mantiene nel tempo e se il virus rimane assente dall&#8217;organismo. Vengono inoltre registrati tutti gli eventi avversi per valutare la sicurezza del trattamento con immunoglobuline.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;atorvastatina per prevenire l&#8217;oftalmopatia di Graves in pazienti con nuova diagnosi di malattia di Graves</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullatorvastatina-per-prevenire-loftalmopatia-di-graves-in-pazienti-con-nuova-diagnosi-di-malattia-di-graves/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la oftalmopatia di Graves, una condizione che può colpire gli occhi delle persone che hanno la malattia di Graves. La malattia di Graves è un disturbo della ghiandola tiroidea in cui questa produce troppi ormoni tiroidei, causando sintomi come battito cardiaco accelerato, perdita di peso e nervosismo. L&#8217;oftalmopatia di Graves può causare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>oftalmopatia di Graves</b>, una condizione che può colpire gli occhi delle persone che hanno la <b>malattia di Graves</b>. La malattia di Graves è un disturbo della ghiandola tiroidea in cui questa produce troppi ormoni tiroidei, causando sintomi come battito cardiaco accelerato, perdita di peso e nervosismo. L&#8217;oftalmopatia di Graves può causare gonfiore, arrossamento e sporgenza degli occhi, oltre a problemi alla vista. In questo studio viene utilizzato un medicinale chiamato <b>Atorvastatina</b>, che normalmente viene prescritto per abbassare il colesterolo nel sangue. Il medicinale viene somministrato sotto forma di compresse rivestite con film da assumere per bocca.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se l&#8217;Atorvastatina può prevenire lo sviluppo dell&#8217;oftalmopatia di Graves attiva nelle persone a cui è stata diagnosticata di recente la malattia di Graves. Durante lo studio, che dura complessivamente diciotto mesi, i partecipanti assumono il medicinale per un periodo di dodici mesi. La dose massima giornaliera prevista è di quaranta milligrammi. Nel corso dello studio vengono effettuate valutazioni regolari per controllare se si sviluppano segni di problemi agli occhi e quanto sono attivi questi problemi. Viene utilizzato un sistema di punteggio specifico per misurare l&#8217;attività della condizione oculare.</p>
<p>Durante i controlli vengono anche valutati altri aspetti come la qualità di vita dei partecipanti attraverso questionari dedicati, i livelli di alcuni anticorpi nel sangue e la necessità di eventuali trattamenti aggiuntivi come cortisonici o altri medicinali. Vengono inoltre raccolti campioni per analisi di laboratorio che studiano sostanze presenti nel sangue e caratteristiche genetiche, al fine di comprendere meglio chi potrebbe rispondere meglio al trattamento. I controlli avvengono a intervalli regolari durante tutto il periodo dello studio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di cagrilintide e semaglutide nel controllo del diabete di tipo 2 in pazienti trattati con metformina</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-cagrilintide-e-semaglutide-nel-controllo-del-diabete-di-tipo-2-in-pazienti-trattati-con-metformina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il diabete di tipo 2, una malattia in cui il corpo non riesce a controllare adeguatamente i livelli di zucchero nel sangue. Lo studio esamina l&#8217;uso di diversi medicinali somministrati tramite iniezione sotto la pelle: cagrilintide e semaglutide utilizzati insieme (chiamati CagriSema), oppure usati separatamente, e placebo. Alcuni partecipanti riceveranno CagriSema in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>diabete di tipo 2</b>, una malattia in cui il corpo non riesce a controllare adeguatamente i livelli di zucchero nel sangue. Lo studio esamina l&#8217;uso di diversi medicinali somministrati tramite iniezione sotto la pelle: <b>cagrilintide</b> e <b>semaglutide</b> utilizzati insieme (chiamati CagriSema), oppure usati separatamente, e placebo. Alcuni partecipanti riceveranno CagriSema in diverse dosi, altri riceveranno solo semaglutide, altri solo cagrilintide, e altri ancora riceveranno placebo. Tutti i partecipanti continueranno a prendere <b>metformina</b>, un medicinale per il diabete assunto per bocca, e alcuni potrebbero anche continuare a prendere un altro tipo di medicinale chiamato <b>inibitore SGLT2</b> (come <b>dapagliflozin</b>).</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se CagriSema funziona meglio di semaglutide, cagrilintide o placebo nel ridurre i livelli di zucchero nel sangue e il peso corporeo nelle persone con diabete di tipo 2 che non sono sufficientemente controllate con la metformina da sola o insieme a un inibitore SGLT2. Durante lo studio verranno misurati diversi valori, tra cui l&#8217;emoglobina glicata (chiamata <b>HbA1c</b>), che indica quanto bene è controllato lo zucchero nel sangue nel tempo, e il peso corporeo. Verranno anche controllati altri aspetti come la pressione del sangue, i grassi nel sangue chiamati <b>trigliceridi</b> e <b>colesterolo</b>, e il tempo in cui lo zucchero nel sangue rimane entro i livelli desiderati.</p>
<p>Lo studio durerà circa 68 settimane di trattamento, seguite da un periodo di osservazione. I partecipanti riceveranno iniezioni una volta alla settimana sotto la pelle e continueranno a prendere i loro medicinali abituali per il diabete. Durante lo studio verranno effettuate visite regolari per controllare come funzionano i medicinali e per verificare eventuali effetti indesiderati. Alcuni partecipanti useranno anche un dispositivo di monitoraggio continuo del glucosio per misurare i livelli di zucchero nel sangue in modo costante. Verranno raccolte informazioni sulla qualità di vita e sulla soddisfazione con il trattamento attraverso questionari.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul rituximab per il trattamento della fibromialgia in pazienti con autoanticorpi</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-rituximab-per-il-trattamento-della-fibromialgia-in-pazienti-con-autoanticorpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la fibromialgia, una condizione che causa dolore diffuso in tutto il corpo accompagnato da stanchezza e altri sintomi. La fibromialgia può rendere difficili le attività quotidiane e influire sulla qualità della vita. In questo studio verrà utilizzato il rituximab, un medicinale che agisce sul sistema immunitario del corpo. Oltre al rituximab, i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>fibromialgia</b>, una condizione che causa dolore diffuso in tutto il corpo accompagnato da stanchezza e altri sintomi. La fibromialgia può rendere difficili le attività quotidiane e influire sulla qualità della vita. In questo studio verrà utilizzato il <b>rituximab</b>, un medicinale che agisce sul sistema immunitario del corpo. Oltre al rituximab, i partecipanti potranno assumere altri medicinali per il controllo dei sintomi come il <b>paracetamolo</b> per il dolore, il <b>metilprednisolone</b> che è un tipo di cortisone che aiuta a ridurre l&#8217;infiammazione, e la <b>cetirizina</b> che è un medicinale contro le allergie.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se il trattamento con rituximab può ridurre il dolore medio giornaliero nelle persone con fibromialgia dopo sedici settimane dalla somministrazione del medicinale. Lo studio si concentra su pazienti che presentano nel sangue particolari anticorpi associati alla fibromialgia, cioè sostanze prodotte dal sistema immunitario che potrebbero contribuire al dolore. Il rituximab viene somministrato attraverso un&#8217;infusione in vena, che significa che il medicinale viene fatto entrare lentamente nel corpo attraverso un tubicino inserito in una vena.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti riceveranno il trattamento e verranno seguiti per un periodo di sedici settimane per valutare come cambia il loro livello di dolore. Il dolore verrà misurato usando una scala visiva dove i partecipanti indicano quanto dolore provano. Verranno anche valutati altri aspetti come l&#8217;impatto della fibromialgia sulla vita quotidiana attraverso questionari specifici e la percezione personale di miglioramento. Lo studio durerà complessivamente circa un anno dall&#8217;inizio del trattamento, permettendo di osservare gli effetti del medicinale nel tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul remdesivir per pazienti adulti ospedalizzati con encefalite da zecca</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-remdesivir-per-pazienti-adulti-ospedalizzati-con-encefalite-da-zecca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda l&#8217;encefalite da zecche, una malattia causata da un virus trasmesso attraverso il morso di zecche infette. Quando il virus entra nel corpo può raggiungere il cervello e il sistema nervoso, causando infiammazione e danni ai tessuti nervosi. I pazienti con questa malattia spesso necessitano di ricovero in ospedale e possono sviluppare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda l&#8217;<b>encefalite da zecche</b>, una malattia causata da un virus trasmesso attraverso il morso di zecche infette. Quando il virus entra nel corpo può raggiungere il cervello e il sistema nervoso, causando infiammazione e danni ai tessuti nervosi. I pazienti con questa malattia spesso necessitano di ricovero in ospedale e possono sviluppare problemi che includono difficoltà di memoria, stanchezza intensa e altri disturbi che possono durare a lungo. Il trattamento che verrà studiato utilizza <b>remdesivir</b>, un farmaco antivirale somministrato attraverso <b>infusione endovenosa</b>, insieme a una soluzione contenente <b>mannitolo</b> ed elettroliti. Alcuni partecipanti riceveranno invece un placebo. Lo scopo dello studio è valutare se il remdesivir possa ridurre i danni ai neuroni durante l&#8217;infezione, misurati attraverso specifiche sostanze presenti nel sangue.</p>
<p>Durante lo studio i pazienti riceveranno il trattamento per un periodo compreso tra cinque e dieci giorni consecutivi mentre sono ricoverati in ospedale. Verranno effettuati prelievi di sangue e, in alcuni casi, anche del liquido che circonda il cervello e il midollo spinale per misurare i livelli di sostanze che indicano il danno nervoso. Saranno inoltre raccolti campioni di saliva e urina per analizzare la presenza del virus e la risposta del corpo all&#8217;infezione. I partecipanti saranno seguiti per un anno dopo l&#8217;inizio del trattamento attraverso visite programmate in cui verranno valutate varie funzioni cognitive come memoria, attenzione e capacità di concentrazione mediante test al computer, oltre a questionari sulla stanchezza e sulla qualità della vita.</p>
<p>Lo studio confronterà i risultati tra chi riceve il farmaco antivirale e chi riceve il placebo per capire se il trattamento può migliorare il recupero dei pazienti. Verranno anche analizzati altri fattori come il tempo trascorso tra l&#8217;inizio dei sintomi e l&#8217;inizio del trattamento, eventuali vaccinazioni precedenti contro l&#8217;encefalite da zecche o malattie simili, e la presenza di altre infezioni trasmesse dalle zecche. Durante tutto il periodo di osservazione saranno registrati eventuali effetti indesiderati e complicazioni per valutare la sicurezza del trattamento. Lo studio prevede inoltre analisi di laboratorio approfondite per comprendere meglio come il virus e il farmaco interagiscono con il sistema immunitario e nervoso di ciascun paziente.</p>
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		<item>
		<title>Studio sugli effetti di enzalutamide e apalutamide sul desametasone in pazienti con tumore della prostata</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sugli-effetti-di-enzalutamide-e-apalutamide-sul-desametasone-in-pazienti-con-tumore-della-prostata/</link>
		
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		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il cancro alla prostata e l&#8217;uso di terapie ormonali specifiche. I pazienti che partecipano a questo studio stanno per iniziare un trattamento con farmaci chiamati antiandrogeni, che sono sostanze che bloccano l&#8217;azione degli ormoni maschili e vengono utilizzate per trattare il cancro alla prostata. I due antiandrogeni utilizzati in questo studio sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>cancro alla prostata</b> e l&#8217;uso di terapie ormonali specifiche. I pazienti che partecipano a questo studio stanno per iniziare un trattamento con farmaci chiamati antiandrogeni, che sono sostanze che bloccano l&#8217;azione degli ormoni maschili e vengono utilizzate per trattare il cancro alla prostata. I due antiandrogeni utilizzati in questo studio sono <b>enzalutamide</b> e <b>apalutamide</b>, entrambi somministrati per via orale sotto forma di compresse. Durante lo studio verrà anche somministrato <b>desametasone</b>, un tipo di corticosteroide, che è un farmaco antinfiammatorio che può essere dato attraverso iniezione o infusione in vena.</p>
<p>Lo scopo di questo studio è valutare in che modo i farmaci antiandrogeni influenzano il comportamento del desametasone nell&#8217;organismo, in particolare come viene assorbito, distribuito ed eliminato dal corpo. Questa valutazione viene fatta misurando la farmacocinetica del desametasone, ovvero il modo in cui il farmaco si muove attraverso il corpo nel tempo. Lo studio vuole anche verificare se aumentando la dose di desametasone sia possibile compensare eventuali cambiamenti causati dalla terapia con antiandrogeni.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti riceveranno una singola dose di desametasone in tre momenti diversi: prima di iniziare la terapia con antiandrogeni, dopo che la terapia con antiandrogeni ha raggiunto un livello stabile nel corpo, e poi con una dose raddoppiata di desametasone mentre continuano a prendere gli antiandrogeni. Verranno effettuati prelievi di sangue per misurare i livelli di desametasone nel siero in questi diversi momenti. Il trattamento con antiandrogeni può durare fino a dieci mesi, mentre il desametasone viene somministrato solo in occasioni specifiche per un periodo massimo di quindici giorni. Lo studio valuterà anche eventuali effetti indesiderati legati alla somministrazione del desametasone nelle tre occasioni separate.</p>
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		<title>Studio a lungo termine sulla sicurezza e l&#8217;efficacia del bitopertin in pazienti con porfiria eritropoietica o porfiria X-linked</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda due malattie rare chiamate Protoporfiria Eritropoietica e Protoporfiria Legata al Cromosoma X. Entrambe queste condizioni causano una forte sensibilità alla luce del sole, dove la pelle può diventare molto dolorosa quando viene esposta ai raggi solari. Le persone con queste malattie spesso devono limitare il tempo trascorso all&#8217;aperto durante il giorno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda due malattie rare chiamate <b>Protoporfiria Eritropoietica</b> e <b>Protoporfiria Legata al Cromosoma X</b>. Entrambe queste condizioni causano una forte sensibilità alla luce del sole, dove la pelle può diventare molto dolorosa quando viene esposta ai raggi solari. Le persone con queste malattie spesso devono limitare il tempo trascorso all&#8217;aperto durante il giorno perché la luce provoca dolore e altri sintomi spiacevoli sulla pelle. Lo studio utilizzerà un medicinale chiamato <b>Bitopertin</b>, noto anche con il nome in codice <b>DISC-1459</b>, che viene somministrato sotto forma di compresse rivestite da prendere per bocca. La dose massima giornaliera prevista è di sessanta milligrammi e il trattamento può durare fino a cinquantadue settimane.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità a lungo termine del medicinale nelle persone che hanno queste malattie. Si vuole verificare se il farmaco causa effetti indesiderati e come viene tollerato nel tempo dai partecipanti. Possono partecipare allo studio le persone che hanno già preso parte a un precedente studio con questo stesso medicinale e che hanno completato quella fase di trattamento. I partecipanti devono avere almeno dodici anni di età al momento del consenso allo studio.</p>
<p>Durante lo studio verranno raccolte informazioni sugli eventuali effetti indesiderati che si manifestano durante il trattamento, verranno misurati i segni vitali, eseguiti esami fisici e analisi di laboratorio per controllare lo stato di salute dei partecipanti. Inoltre, verrà valutato se il medicinale aiuta le persone a tollerare meglio la luce del giorno, misurando quante ore riescono a trascorrere al sole senza provare dolore e quanto tempo passa prima che compaiano i primi sintomi quando si espongono alla luce solare. Verranno anche misurate le concentrazioni di alcune sostanze nel sangue per capire come il farmaco agisce nel corpo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sul prednisolone per pazienti con neurite vestibolare per valutare l&#8217;effetto sui sintomi vestibolari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la neurite vestibolare, una condizione che colpisce l&#8217;orecchio interno e provoca vertigini improvvise. Le vertigini possono essere di tipo rotatorio, dove sembra che tutto giri intorno, oppure di altro tipo, ma sono comunque di intensità moderata o grave e durano diverse ore. Questa condizione si manifesta con un movimento involontario degli occhi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>neurite vestibolare</b>, una condizione che colpisce l&#8217;orecchio interno e provoca vertigini improvvise. Le vertigini possono essere di tipo rotatorio, dove sembra che tutto giri intorno, oppure di altro tipo, ma sono comunque di intensità moderata o grave e durano diverse ore. Questa condizione si manifesta con un movimento involontario degli occhi chiamato nistagmo e con una ridotta funzione del riflesso che aiuta a stabilizzare la visione durante i movimenti della testa. Lo studio confronta l&#8217;effetto del <b>prednisolone</b>, un farmaco corticosteroide somministrato per bocca, con quello del placebo. Il trattamento con prednisolone dura dieci giorni con una riduzione graduale della dose, partendo da un massimo di 60 milligrammi al giorno fino a una dose totale di 450 milligrammi durante tutto il periodo di trattamento.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il trattamento con prednisolone sia efficace nel ridurre i sintomi vestibolari, cioè i disturbi legati all&#8217;equilibrio e alle vertigini, nei pazienti con neurite vestibolare rispetto a chi riceve il placebo. Durante lo studio i partecipanti vengono valutati attraverso questionari che misurano l&#8217;intensità delle vertigini e l&#8217;impatto sulla qualità di vita quotidiana. Le valutazioni principali vengono effettuate a sei settimane dall&#8217;inizio del trattamento, ma i partecipanti vengono seguiti anche dopo due settimane, tre mesi e dodici mesi per osservare l&#8217;evoluzione dei sintomi nel tempo.</p>
<p>Nel corso dello studio vengono eseguiti diversi esami per misurare la funzione dell&#8217;equilibrio, come test che valutano i movimenti rapidi degli occhi durante i movimenti della testa, prove di cammino cronometrato su una distanza fissa, misurazioni dell&#8217;oscillazione del corpo durante la stazione eretta e la camminata, e test di equilibrio su superfici instabili. Vengono inoltre controllati eventuali episodi di vertigini posizionali che possono svilupparsi successivamente. Lo studio raccoglie anche informazioni dai registri sanitari per valutare l&#8217;impatto economico della malattia sul sistema sanitario e sulla società, inclusi i giorni di assenza dal lavoro.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sul tozorakimab in pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva sintomatica e storia di riacutizzazioni della malattia</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-tozorakimab-in-pazienti-con-broncopneumopatia-cronica-ostruttiva-sintomatica-e-storia-di-riacutizzazioni-della-malattia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia polmonare che causa difficoltà respiratorie e che può peggiorare periodicamente con episodi chiamati riacutizzazioni. Le persone con questa condizione possono avere tosse, produzione di catarro e affanno. Lo studio esamina un farmaco chiamato tozorakimab, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle, e lo confronta con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b>, una malattia polmonare che causa difficoltà respiratorie e che può peggiorare periodicamente con episodi chiamati riacutizzazioni. Le persone con questa condizione possono avere tosse, produzione di catarro e affanno. Lo studio esamina un farmaco chiamato <b>tozorakimab</b>, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle, e lo confronta con un <b>placebo</b>. I partecipanti continueranno a prendere le loro terapie inalatorie abituali per la malattia polmonare durante tutto lo studio. Come farmaco di emergenza per alleviare i sintomi respiratori acuti è permesso l&#8217;uso di <b>salbutamolo solfato</b>, un broncodilatatore a breve durata d&#8217;azione che si assume per inalazione.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il tozorakimab, aggiunto alle cure standard, può ridurre il numero di riacutizzazioni da moderate a gravi della broncopneumopatia cronica ostruttiva nelle persone che in passato fumavano. Le riacutizzazioni sono episodi in cui i sintomi respiratori peggiorano improvvisamente e possono richiedere trattamenti aggiuntivi o ricovero in ospedale.</p>
<p>Durante lo studio, che dura circa 52 settimane, i partecipanti riceveranno il tozorakimab o il placebo in aggiunta alle loro terapie inalatorie regolari. Lo studio prevede visite mediche regolari per monitorare le condizioni di salute dei partecipanti e verificare l&#8217;efficacia e la sicurezza del trattamento. I partecipanti devono avere una diagnosi confermata di broncopneumopatia cronica ostruttiva da almeno un anno e aver avuto almeno due riacutizzazioni moderate o una riacutizzazione grave nell&#8217;anno precedente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza e l&#8217;efficacia di BGB-16673 rispetto a pirtobrutinib in pazienti con leucemia linfatica cronica o linfoma linfocitico piccolo ricaduta o refrattaria</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-lefficacia-di-bgb-16673-rispetto-a-pirtobrutinib-in-pazienti-con-leucemia-linfatica-cronica-o-linfoma-linfocitico-piccolo-ricaduta-o-refrattaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda due malattie del sangue chiamate leucemia linfatica cronica e linfoma linfocitico piccolo. La leucemia linfatica cronica è una malattia in cui il midollo osseo produce troppi globuli bianchi di un certo tipo che non funzionano correttamente, mentre il linfoma linfocitico piccolo è una malattia simile che colpisce principalmente i linfonodi e altri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda due malattie del sangue chiamate <b>leucemia linfatica cronica</b> e <b>linfoma linfocitico piccolo</b>. La leucemia linfatica cronica è una malattia in cui il midollo osseo produce troppi globuli bianchi di un certo tipo che non funzionano correttamente, mentre il linfoma linfocitico piccolo è una malattia simile che colpisce principalmente i linfonodi e altri organi del sistema linfatico. Entrambe queste malattie fanno parte dello stesso gruppo di disturbi del sangue e vengono trattate in modo simile. Lo studio confronta due farmaci chiamati <b>BGB-16673</b> e <b>pirtobrutinib</b>, entrambi somministrati per bocca sotto forma di compresse rivestite. Questi farmaci sono destinati a persone che hanno già ricevuto in precedenza un trattamento con un tipo specifico di medicinale chiamato inibitore della tirosin chinasi di Bruton covalente, ma la cui malattia è ritornata o non ha risposto al trattamento precedente.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il farmaco BGB-16673 funziona meglio del pirtobrutinib nel controllare la malattia e nel ritardare il suo peggioramento. I partecipanti allo studio verranno assegnati in modo casuale a ricevere uno dei due farmaci e verranno seguiti nel tempo per vedere quanto tempo passa prima che la malattia peggiori o progredisca. Durante lo studio verranno effettuati controlli regolari che includono esami del sangue, esami radiologici come <b>tomografia computerizzata</b> o <b>risonanza magnetica</b> per misurare le dimensioni dei linfonodi, e valutazioni dello stato di salute generale. I medici monitoreranno anche eventuali effetti collaterali che possono verificarsi durante il trattamento.</p>
<p>I partecipanti riceveranno il trattamento assegnato per un periodo che può durare fino a 42 mesi, con una dose massima giornaliera di 200 milligrammi. Durante lo studio verranno raccolte informazioni sulla sicurezza dei farmaci, sulla loro efficacia nel controllare la malattia, sul tempo che passa prima che sia necessario iniziare un nuovo trattamento, e sulla qualità della vita dei partecipanti attraverso questionari che valutano i sintomi, la stanchezza e la capacità di svolgere le attività quotidiane. Lo studio valuterà anche quanti partecipanti rispondono al trattamento e per quanto tempo dura questa risposta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sul farmaco PF-08046054 rispetto a docetaxel in adulti con tumore del polmone non a piccole cellule PD-L1 positivo trattato in precedenza</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-farmaco-pf-08046054-rispetto-a-docetaxel-in-adulti-con-tumore-del-polmone-non-a-piccole-cellule-pd-l1-positivo-trattato-in-precedenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda il carcinoma polmonare non a piccole cellule, un tipo di tumore al polmone. Lo studio confronta due diversi trattamenti: un nuovo medicinale sperimentale chiamato PF-08046054 (anche conosciuto come SGN-PDL1V) e un medicinale già utilizzato chiamato docetaxel. Il PF-08046054 è un anticorpo monoclonale, cioè una proteina creata in laboratorio che può riconoscere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda il <b>carcinoma polmonare non a piccole cellule</b>, un tipo di tumore al polmone. Lo studio confronta due diversi trattamenti: un nuovo medicinale sperimentale chiamato <b>PF-08046054</b> (anche conosciuto come <b>SGN-PDL1V</b>) e un medicinale già utilizzato chiamato <b>docetaxel</b>. Il <b>PF-08046054</b> è un anticorpo monoclonale, cioè una proteina creata in laboratorio che può riconoscere e attaccare le cellule tumorali in modo mirato. Il <b>docetaxel</b> è un medicinale antitumorale che viene somministrato attraverso infusione in vena. Lo studio include persone adulte che hanno già ricevuto altri trattamenti per il loro tumore al polmone e che presentano una caratteristica specifica del tumore chiamata <b>PD-L1</b> positivo, che significa che le loro cellule tumorali hanno una certa proteina sulla superficie.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare quanto tempo vivono le persone che ricevono il <b>PF-08046054</b> rispetto a quelle che ricevono il <b>docetaxel</b>. Durante lo studio, i partecipanti vengono assegnati in modo casuale a ricevere uno dei due trattamenti. Il <b>PF-08046054</b> viene somministrato attraverso infusione endovenosa, cioè direttamente in vena, mentre anche il <b>docetaxel</b> viene dato allo stesso modo. Il trattamento può durare fino a sessanta settimane. Durante tutto il periodo dello studio, vengono raccolti campioni di tessuto tumorale per analisi di laboratorio, che possono provenire da materiale già disponibile o da una nuova biopsia se possibile dal punto di vista medico.</p>
<p>Nel corso dello studio vengono osservati vari aspetti della salute dei partecipanti, inclusi gli effetti collaterali dei medicinali, la dimensione del tumore e se il tumore cresce o si riduce. Vengono anche valutati la qualità della vita e i sintomi come difficoltà respiratorie, tosse e dolore al petto attraverso questionari specifici. Per le persone che ricevono il <b>PF-08046054</b>, vengono misurate le concentrazioni del medicinale nel sangue e viene controllato se il corpo produce anticorpi contro il trattamento. Lo studio prevede controlli regolari e esami per monitorare come i partecipanti rispondono al trattamento nel tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul depemokimab negli adulti con broncopneumopatia cronica ostruttiva e infiammazione di tipo 2</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-depemokimab-negli-adulti-con-broncopneumopatia-cronica-ostruttiva-e-infiammazione-di-tipo-2-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia respiratoria che causa difficoltà nella respirazione e che può peggiorare nel tempo con episodi di aggravamento chiamati riacutizzazioni. Lo studio esamina un medicinale chiamato depemokimab con il codice GSK3511294, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle. Alcune persone riceveranno il medicinale in studio mentre altre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b>, una malattia respiratoria che causa difficoltà nella respirazione e che può peggiorare nel tempo con episodi di aggravamento chiamati riacutizzazioni. Lo studio esamina un medicinale chiamato <b>depemokimab</b> con il codice <b>GSK3511294</b>, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle. Alcune persone riceveranno il medicinale in studio mentre altre riceveranno un <b>placebo</b>. Durante lo studio i partecipanti continueranno a usare i loro medicinali abituali per inalazione che contengono tre tipi di sostanze: corticosteroidi inalatori, antagonisti muscarinici a lunga durata d&#8217;azione e agonisti beta2-adrenergici a lunga durata d&#8217;azione. In caso di necessità i partecipanti potranno anche usare il <b>salbutamolo solfato</b> come medicinale di emergenza per via inalatoria.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il <b>depemokimab</b> funziona meglio del <b>placebo</b> nel ridurre il numero di riacutizzazioni della malattia nelle persone con <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b> che hanno anche un&#8217;infiammazione di tipo 2, che significa avere un numero elevato di un certo tipo di cellule del sangue chiamate eosinofili. Lo studio misurerà quante volte i partecipanti hanno episodi di peggioramento della malattia durante il periodo di trattamento e quanto tempo passa prima che si verifichi il primo episodio. Verranno anche valutati i cambiamenti nella qualità di vita e nei sintomi respiratori dei partecipanti.</p>
<p>Lo studio durerà circa due anni per ogni partecipante, con il trattamento che continuerà per 104 settimane. Durante questo periodo i partecipanti riceveranno le iniezioni del medicinale in studio o del <b>placebo</b> e dovranno partecipare a visite regolari presso il centro dove viene condotto lo studio. Durante queste visite verranno controllate la funzione respiratoria, i sintomi e la sicurezza del trattamento. Lo studio coinvolgerà adulti tra i 40 e gli 80 anni che hanno una <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b> da moderata a grave e che hanno avuto almeno due episodi moderati o un episodio grave di peggioramento della malattia nell&#8217;anno precedente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul saruparib con radioterapia e terapia di deprivazione androgenica in uomini con tumore alla prostata ad alto rischio con mutazione BRCA</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-saruparib-con-radioterapia-e-terapia-di-deprivazione-androgenica-in-uomini-con-tumore-alla-prostata-ad-alto-rischio-con-mutazione-brca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il cancro alla prostata ad alto rischio localizzato o localmente avanzato in persone che presentano una mutazione nei geni BRCA1 o BRCA2. Le persone che partecipano allo studio riceveranno un trattamento standard che include la radioterapia insieme alla terapia di deprivazione androgenica. Oltre a questo trattamento standard, alcune persone riceveranno saruparib, noto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>cancro alla prostata</b> ad alto rischio localizzato o localmente avanzato in persone che presentano una mutazione nei geni <b>BRCA1</b> o <b>BRCA2</b>. Le persone che partecipano allo studio riceveranno un trattamento standard che include la radioterapia insieme alla terapia di deprivazione androgenica. Oltre a questo trattamento standard, alcune persone riceveranno <b>saruparib</b>, noto anche con il nome in codice <b>AZD5305</b>, che è un inibitore di una proteina chiamata PARP, mentre altre riceveranno un placebo. Alcune persone potrebbero anche ricevere <b>abiraterone acetato</b>, commercializzato come <b>ZYTIGA</b>, che è un inibitore della biosintesi degli androgeni. Tutti i farmaci vengono assunti per via orale sotto forma di compresse.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se l&#8217;aggiunta di saruparib al trattamento standard con radioterapia e terapia di deprivazione androgenica possa migliorare il tempo in cui le persone rimangono libere da metastasi a distanza rispetto al placebo. Durante lo studio, le persone verranno sottoposte a controlli regolari che includono esami di imaging come <b>tomografia computerizzata</b>, <b>risonanza magnetica</b>, scintigrafia ossea e <b>tomografia a emissione di positroni con antigene di membrana prostatico-specifico</b> per verificare la presenza di eventuali metastasi. Verrà anche monitorato il livello di antigene prostatico specifico nel sangue e verranno valutati altri aspetti della salute generale.</p>
<p>Lo studio valuterà anche altri risultati importanti come la sopravvivenza globale, il tempo fino alla progressione della malattia dopo un eventuale trattamento successivo, il tempo fino alla recidiva biochimica secondo criteri specifici, e la sopravvivenza specifica per il cancro alla prostata. Verranno raccolte informazioni sulla qualità della vita attraverso questionari che valutano i sintomi urinari e la funzione fisica. Lo studio prevede inoltre di analizzare come il corpo elabora il saruparib e come questo farmaco interagisce eventualmente con l&#8217;abiraterone, esaminando la relazione tra le concentrazioni del farmaco nel sangue e gli effetti osservati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul BAY 3713372 in pazienti con tumori solidi che presentano delezione del gene MTAP</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-bay-3713372-in-pazienti-con-tumori-solidi-che-presentano-delezione-del-gene-mtap/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda persone con tumori solidi che presentano una specifica alterazione genetica chiamata delezione di MTAP. I tumori solidi sono masse tumorali che possono svilupparsi in diversi organi del corpo. Lo studio utilizzerà un nuovo farmaco sperimentale chiamato BAY 3713372, che è un inibitore di PRMT5 di seconda generazione, somministrato sotto forma di compresse [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda persone con <b>tumori solidi</b> che presentano una specifica alterazione genetica chiamata delezione di MTAP. I tumori solidi sono masse tumorali che possono svilupparsi in diversi organi del corpo. Lo studio utilizzerà un nuovo farmaco sperimentale chiamato <b>BAY 3713372</b>, che è un inibitore di PRMT5 di seconda generazione, somministrato sotto forma di compresse rivestite per via orale. In alcune parti dello studio, questo farmaco potrà essere utilizzato da solo oppure in combinazione con altri trattamenti standard contro il cancro, che includono farmaci chemioterapici come gli analoghi delle pirimidine, inibitori di PD-1 o PDL-1 che agiscono sul sistema immunitario, alcaloidi vegetali e composti del platino, tutti somministrati per infusione endovenosa.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza del farmaco BAY 3713372, determinare la dose più appropriata da utilizzare e verificare se questo trattamento può essere efficace contro i tumori con delezione di MTAP. Lo studio è diviso in due fasi principali: una fase iniziale in cui si aumenta gradualmente la dose del farmaco per trovare quella più sicura ed efficace, e una fase successiva in cui si utilizza la dose selezionata su gruppi più ampi di pazienti. Durante lo studio verranno raccolte informazioni su eventuali effetti collaterali, su come il farmaco viene assorbito ed eliminato dall&#8217;organismo, e sulla risposta del tumore al trattamento.</p>
<p>I partecipanti dovranno avere almeno diciotto anni di età e una diagnosi confermata di tumore solido con la delezione genetica di MTAP, verificata attraverso test di laboratorio. Durante lo studio verranno effettuate visite regolari per monitorare le condizioni di salute dei partecipanti, misurare la dimensione del tumore e valutare la risposta al trattamento secondo criteri standardizzati. Ogni ciclo di trattamento dura ventuno giorni e la durata complessiva della partecipazione allo studio dipenderà dalla risposta individuale al trattamento e dalla tollerabilità del farmaco.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio per valutare come funziona l&#8217;empagliflozin e se aiuta bambini e adolescenti con malattia renale cronica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-per-valutare-come-funziona-lempagliflozin-e-se-aiuta-bambini-e-adolescenti-con-malattia-renale-cronica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda bambini e adolescenti dai 2 ai 17 anni che hanno una malattia renale cronica, una condizione in cui i reni non funzionano più correttamente e perdono gradualmente la loro capacità di filtrare il sangue e rimuovere i prodotti di scarto dal corpo. Durante lo studio verrà utilizzato un medicinale chiamato empagliflozin, disponibile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda bambini e adolescenti dai 2 ai 17 anni che hanno una <b>malattia renale cronica</b>, una condizione in cui i reni non funzionano più correttamente e perdono gradualmente la loro capacità di filtrare il sangue e rimuovere i prodotti di scarto dal corpo. Durante lo studio verrà utilizzato un medicinale chiamato <b>empagliflozin</b>, disponibile anche con il nome commerciale <b>Jardiance</b>, che si presenta sotto forma di compresse rivestite con film da assumere per bocca. Alcuni partecipanti riceveranno invece un <b>placebo</b> che ha lo stesso aspetto delle compresse di empagliflozin ma non contiene il principio attivo. Lo scopo dello studio è valutare come il corpo dei bambini e degli adolescenti elabora empagliflozin, verificare se il medicinale è sicuro per questa fascia di età e capire se può aiutare a migliorare la funzione dei reni nei pazienti giovani con malattia renale cronica che rischia di peggiorare.</p>
<p>Lo studio è organizzato in due fasi principali. Nella prima fase, che dura 24 settimane, i partecipanti verranno assegnati in modo casuale a ricevere empagliflozin oppure placebo, senza che né i partecipanti né i medici sappiano quale trattamento viene somministrato. Durante questo periodo verranno effettuate diverse visite per controllare come sta funzionando il medicinale e per verificare che non ci siano problemi di sicurezza. Dopo le prime 24 settimane inizia una seconda fase in cui tutti i partecipanti riceveranno empagliflozin in modo aperto, cioè sapendo che stanno assumendo il medicinale vero. Il trattamento complessivo può durare fino a 72 settimane. Prima di iniziare lo studio, i partecipanti devono già essere in cura con terapie standard per la malattia renale cronica da almeno 30 giorni e queste terapie devono rimanere stabili durante tutto lo studio.</p>
<p>Durante lo studio verranno misurati diversi parametri per valutare l&#8217;efficacia del trattamento. In particolare, i medici controlleranno la quantità di proteine e di albumina nelle urine, che sono indicatori importanti di come stanno funzionando i reni, e la quantità di glucosio nelle urine. Verrà anche misurata la velocità con cui i reni filtrano il sangue attraverso un valore chiamato velocità di filtrazione glomerulare stimata. Inoltre, verranno prelevati campioni di sangue per capire quanto medicinale è presente nel corpo e per verificare che non ci siano effetti indesiderati. I medici monitoreranno attentamente la sicurezza dei partecipanti durante tutto lo studio, controllando eventuali eventi avversi o problemi di salute che potrebbero verificarsi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul farmaco WIN378 in adulti con asma moderata o grave per valutare sicurezza, efficacia e risposta immunitaria</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-farmaco-win378-in-adulti-con-asma-moderata-o-grave-per-valutare-sicurezza-efficacia-e-risposta-immunitaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda l&#8217;asma di grado moderato o severo negli adulti. L&#8217;asma è una malattia delle vie respiratorie che causa difficoltà nella respirazione, respiro sibilante e senso di oppressione al petto. Lo studio utilizza un farmaco sperimentale chiamato WIN378, che è un anticorpo monoclonale IgG1 umano contro TSLP, somministrato tramite iniezione sottocutanea. Alcuni partecipanti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda l&#8217;<b>asma</b> di grado moderato o severo negli adulti. L&#8217;<b>asma</b> è una malattia delle vie respiratorie che causa difficoltà nella respirazione, respiro sibilante e senso di oppressione al petto. Lo studio utilizza un farmaco sperimentale chiamato <b>WIN378</b>, che è un <b>anticorpo monoclonale IgG1 umano contro TSLP</b>, somministrato tramite <b>iniezione sottocutanea</b>. Alcuni partecipanti riceveranno <b>WIN378</b> mentre altri riceveranno un placebo. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità di <b>WIN378</b> e descrivere come il farmaco si comporta nel corpo e se provoca una risposta immunitaria.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti continueranno a prendere i loro farmaci abituali per l&#8217;asma, che possono includere <b>corticosteroidi inalatori</b>, <b>LABA</b> (farmaci che aiutano ad aprire le vie respiratorie per un lungo periodo), modificatori dei leucotrieni, inibitori della 5-lipossigenasi, teofillina, <b>LAMA</b> (un altro tipo di farmaco che aiuta a mantenere aperte le vie respiratorie), cromoni o <b>corticosteroidi orali</b>. Il trattamento con il farmaco dello studio durerà 48 settimane, con un periodo di controllo successivo fino alla settimana 60. Durante questo periodo verranno effettuate visite regolari per misurare diversi aspetti della salute respiratoria.</p>
<p>Nel corso dello studio verranno controllati gli effetti collaterali, i segni vitali, gli esami di laboratorio e l&#8217;<b>elettrocardiogramma</b>. Verranno anche misurati vari indicatori della funzione polmonare come il <b>FEV1</b> (la quantità di aria che si può espirare con forza in un secondo), il <b>FeNO</b> (una sostanza nell&#8217;aria espirata che indica l&#8217;infiammazione delle vie respiratorie) e il <b>BEC</b> (il numero di eosinofili nel sangue, che sono cellule coinvolte nelle reazioni allergiche e nell&#8217;infiammazione). Verranno valutati anche i sintomi dell&#8217;asma, la qualità della vita e il numero di riacutizzazioni dell&#8217;asma, che sono peggioramenti improvvisi dei sintomi che possono richiedere cure aggiuntive o visite al pronto soccorso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio di follow-up con mezagitamab per adulti con trombocitopenia immune primaria cronica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-follow-up-con-mezagitamab-per-adulti-con-trombocitopenia-immune-primaria-cronica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda la trombocitopenia immune primaria cronica, una malattia in cui il sistema immunitario del corpo attacca e distrugge le piastrine, che sono cellule del sangue necessarie per la coagulazione. Quando il numero di piastrine è troppo basso, le persone possono avere lividi facilmente o sanguinamenti. Lo studio utilizza un farmaco chiamato mezagitamab, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda la <b>trombocitopenia immune primaria cronica</b>, una malattia in cui il sistema immunitario del corpo attacca e distrugge le piastrine, che sono cellule del sangue necessarie per la coagulazione. Quando il numero di piastrine è troppo basso, le persone possono avere lividi facilmente o sanguinamenti. Lo studio utilizza un farmaco chiamato <b>mezagitamab</b>, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle. Questo farmaco ha anche un nome in codice, <b>TAK-079</b>.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza a lungo termine e la tollerabilità del farmaco nelle persone adulte con questa malattia. Si vuole anche verificare se il farmaco continua a essere efficace nel tempo, aumentando il numero di piastrine nel sangue. Possono partecipare allo studio solo le persone che hanno già completato altri studi precedenti con lo stesso farmaco e che hanno mostrato una risposta positiva al trattamento.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno iniezioni del farmaco per un periodo che può durare fino a due anni. I medici controlleranno regolarmente la sicurezza del trattamento osservando eventuali effetti indesiderati, misurando il numero di piastrine nel sangue e verificando se i partecipanti hanno bisogno di altri farmaci per controllare la malattia o di terapie di emergenza in caso di sanguinamento. Verranno anche effettuati controlli per vedere come il corpo assorbe ed elimina il farmaco e se sviluppa anticorpi contro di esso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza e l&#8217;efficacia a lungo termine di GSK4527226 in pazienti con malattia di Alzheimer in fase iniziale</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-lefficacia-a-lungo-termine-di-gsk4527226-in-pazienti-con-malattia-di-alzheimer-in-fase-iniziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la malattia di Alzheimer in fase precoce. La malattia di Alzheimer è una condizione che colpisce il cervello e causa problemi di memoria, di pensiero e di comportamento che peggiorano nel tempo. Durante lo studio verrà utilizzato un medicinale chiamato GSK4527226, che viene somministrato come soluzione per infusione, cioè attraverso una flebo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>malattia di Alzheimer</b> in fase precoce. La malattia di Alzheimer è una condizione che colpisce il cervello e causa problemi di memoria, di pensiero e di comportamento che peggiorano nel tempo. Durante lo studio verrà utilizzato un medicinale chiamato <b>GSK4527226</b>, che viene somministrato come <b>soluzione per infusione</b>, cioè attraverso una flebo in vena. Questo studio rappresenta un prolungamento di uno studio precedente e permette a chi ha già partecipato allo studio principale di continuare a ricevere il trattamento per un periodo più lungo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità a lungo termine del medicinale nelle persone con malattia di Alzheimer in fase precoce, oltre a osservare come il trattamento influisce sulle capacità cognitive e funzionali nel tempo. Durante lo studio verranno raccolte informazioni sugli effetti indesiderati che potrebbero verificarsi, compresi eventi avversi gravi e particolari anomalie nelle immagini del cervello. Verranno inoltre monitorate eventuali modifiche nelle capacità di pensiero, memoria e svolgimento delle attività quotidiane attraverso diverse valutazioni.</p>
<p>I partecipanti riceveranno il medicinale per un periodo che può durare fino a 104 settimane. Durante lo studio è necessaria la presenza di una persona adulta che conosca bene il partecipante e che trascorra con lui almeno otto ore alla settimana, in grado di fornire informazioni accurate sulle sue capacità cognitive e funzionali durante le visite. Le donne in età fertile dovranno utilizzare metodi contraccettivi efficaci e sottoporsi a test di gravidanza, mentre gli uomini dovranno utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali con donne in età fertile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul trattamento sequenziale con rituximab e cladribina per pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente con durata della malattia inferiore a 10 anni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-trattamento-sequenziale-con-rituximab-e-cladribina-per-pazienti-con-sclerosi-multipla-recidivante-remittente-con-durata-della-malattia-inferiore-a-10-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda persone con sclerosi multipla recidivante-remittente, una malattia del sistema nervoso in cui il sistema immunitario attacca per errore il rivestimento protettivo dei nervi nel cervello e nel midollo spinale. Questa forma della malattia si caratterizza per periodi di peggioramento dei sintomi alternati a periodi di miglioramento. Lo studio coinvolge pazienti che hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda persone con <b>sclerosi multipla recidivante-remittente</b>, una malattia del sistema nervoso in cui il sistema immunitario attacca per errore il rivestimento protettivo dei nervi nel cervello e nel midollo spinale. Questa forma della malattia si caratterizza per periodi di peggioramento dei sintomi alternati a periodi di miglioramento. Lo studio coinvolge pazienti che hanno ricevuto la diagnosi da meno di dieci anni e che hanno mostrato segni di attività della malattia nell&#8217;ultimo anno. I trattamenti utilizzati nello studio sono <b>rituximab</b>, somministrato per infusione, seguito da <b>cladribine</b>, somministrato tramite iniezione sotto la pelle. Durante lo studio verranno anche utilizzati alcuni farmaci di supporto come <b>aciclovir</b>, <b>cetirizina</b>, <b>paracetamolo</b>, <b>metilprednisolone</b> e una combinazione di <b>sulfametossazolo</b> e <b>trimetoprim</b>.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare se il tasso di eventi avversi gravi associati al trattamento sequenziale con rituximab seguito da cladribine sia sufficientemente basso e quindi accettabile. Gli eventi avversi gravi sono problemi di salute importanti che possono verificarsi durante il trattamento. Lo studio vuole anche verificare l&#8217;efficacia di questo approccio terapeutico nel controllare l&#8217;attività della malattia.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti riceveranno prima il rituximab e successivamente la cladribine secondo un programma stabilito. Verranno effettuati controlli regolari che includono esami del sangue per misurare alcune sostanze che indicano l&#8217;attività della malattia, risonanze magnetiche per verificare la presenza di nuove lesioni nel cervello, valutazioni della disabilità fisica e della capacità di pensiero, e questionari sulla qualità di vita. I medici monitoreranno attentamente eventuali effetti collaterali del trattamento e l&#8217;andamento della malattia per tutta la durata dello studio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia del rituximab nel trattamento dell&#8217;insufficienza ovarica precoce autoimmune per migliorare la fertilità nelle donne</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-del-rituximab-nel-trattamento-dellinsufficienza-ovarica-precoce-autoimmune-per-migliorare-la-fertilita-nelle-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:51:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;insufficienza ovarica precoce autoimmune, una condizione in cui il sistema immunitario attacca le ovaie, causando problemi di fertilità nelle donne giovani. La ricerca utilizza il farmaco rituximab, un medicinale che modifica la risposta del sistema immunitario, insieme a una procedura di stimolazione ovarica controllata. Lo studio ha lo scopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;<b>insufficienza ovarica precoce autoimmune</b>, una condizione in cui il sistema immunitario attacca le ovaie, causando problemi di fertilità nelle donne giovani. La ricerca utilizza il farmaco <b>rituximab</b>, un medicinale che modifica la risposta del sistema immunitario, insieme a una procedura di stimolazione ovarica controllata.</p>
<p>Lo studio ha lo scopo di valutare se il rituximab può aiutare a ripristinare la funzione ovarica e migliorare la fertilità nelle donne con questa condizione. Durante lo studio, alcune partecipanti riceveranno il rituximab mentre altre riceveranno un placebo attraverso <b>infusione</b>. Il trattamento viene somministrato in diverse sessioni nell&#8217;arco di 28 giorni, con una dose massima giornaliera di 1 grammo e una dose totale di 4 grammi.</p>
<p>I medici monitoreranno la capacità delle ovaie di produrre ovuli dopo il trattamento, la ripresa del ciclo mestruale e i cambiamenti nei livelli ormonali. Verranno anche valutati gli effetti del trattamento sulla qualità della vita delle partecipanti. Durante tutto il periodo dello studio, le partecipanti saranno monitorate attentamente per eventuali effetti collaterali o complicazioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di confronto tra GSK5764227 e topotecan in pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule recidivato per valutare l&#8217;efficacia del trattamento</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-confronto-tra-gsk5764227-e-topotecan-in-pazienti-con-carcinoma-polmonare-a-piccole-cellule-recidivato-per-valutare-lefficacia-del-trattamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:51:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina un nuovo trattamento per il carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC) in fase avanzata che è tornato dopo una precedente terapia. La ricerca confronta due medicinali: un nuovo farmaco sperimentale chiamato GSK5764227, che è un anticorpo coniugato a un farmaco che prende di mira una proteina chiamata B7-H3, e un farmaco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina un nuovo trattamento per il <b>carcinoma polmonare a piccole cellule</b> (SCLC) in fase avanzata che è tornato dopo una precedente terapia. La ricerca confronta due medicinali: un nuovo farmaco sperimentale chiamato <b>GSK5764227</b>, che è un anticorpo coniugato a un farmaco che prende di mira una proteina chiamata B7-H3, e un farmaco già approvato chiamato <b>topotecan</b>.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare se il nuovo farmaco GSK5764227 sia più efficace del topotecan nel trattare questo tipo di tumore polmonare. I partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti attraverso <b>infusione endovenosa</b>. Il periodo di trattamento può durare fino a 24 mesi, a seconda della risposta del paziente alla terapia.</p>
<p>Durante lo studio, i medici monitoreranno attentamente la risposta del tumore al trattamento e la sopravvivenza complessiva dei pazienti. Il farmaco GSK5764227 viene somministrato in una dose basata sul peso corporeo del paziente, mentre il topotecan viene dosato in base alla superficie corporea del paziente. Entrambi i farmaci vengono somministrati mediante <b>soluzione per infusione</b> in ospedale o in una clinica specializzata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto di dupilumab sull&#8217;infiammazione delle vie aeree in pazienti tra 40 e 85 anni con broncopneumopatia cronica ostruttiva</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-di-dupilumab-sullinfiammazione-delle-vie-aeree-in-pazienti-tra-40-e-85-anni-con-broncopneumopatia-cronica-ostruttiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:51:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia del farmaco dupilumab nel trattamento della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una malattia che colpisce le vie respiratorie causando difficoltà nella respirazione. Il farmaco viene somministrato tramite iniezione sottocutanea e viene confrontato con un placebo. Lo studio si concentra principalmente sulla valutazione dell&#8217;effetto del dupilumab sull&#8217;infiammazione delle vie aeree, in particolare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia del farmaco <b>dupilumab</b> nel trattamento della <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b> (BPCO), una malattia che colpisce le vie respiratorie causando difficoltà nella respirazione. Il farmaco viene somministrato tramite iniezione sottocutanea e viene confrontato con un <b>placebo</b>.</p>
<p>Lo studio si concentra principalmente sulla valutazione dell&#8217;effetto del dupilumab sull&#8217;infiammazione delle vie aeree, in particolare esaminando l&#8217;accumulo di muco nei polmoni. I partecipanti riceveranno iniezioni di dupilumab o placebo per un periodo di 24 settimane. La dose massima giornaliera del farmaco è di 300 mg, per una dose totale massima di 3600 mg durante l&#8217;intero periodo di trattamento.</p>
<p>Durante lo studio, i medici monitoreranno i cambiamenti nell&#8217;infiammazione delle vie aeree attraverso diverse tecniche di imaging polmonare. La <b>tomografia computerizzata ad alta risoluzione</b> verrà utilizzata per valutare la quantità di muco presente nei polmoni e lo spessore delle pareti delle vie aeree. Verranno anche monitorate eventuali reazioni avverse al trattamento per garantire la sicurezza dei partecipanti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio dell&#8217;efficacia di vicadrostat e empagliflozin in pazienti con diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-dellefficacia-di-vicadrostat-e-empagliflozin-in-pazienti-con-diabete-di-tipo-2-ipertensione-e-malattie-cardiovascolari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:51:22 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-dellefficacia-di-vicadrostat-e-empagliflozin-in-pazienti-con-diabete-di-tipo-2-ipertensione-e-malattie-cardiovascolari/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento combinato per persone affette da tre condizioni mediche: diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di due medicinali assunti insieme: il vicadrostat (conosciuto anche come BI 690517) e l&#8217;empagliflozin (Jardiance), confrontandoli con un trattamento che include placebo ed empagliflozin. I partecipanti riceveranno compresse rivestite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento combinato per persone affette da tre condizioni mediche: <b>diabete di tipo 2</b>, <b>ipertensione</b> e <b>malattie cardiovascolari</b>. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di due medicinali assunti insieme: il <b>vicadrostat</b> (conosciuto anche come BI 690517) e l&#8217;<b>empagliflozin</b> (Jardiance), confrontandoli con un trattamento che include placebo ed empagliflozin.</p>
<p>I partecipanti riceveranno compresse rivestite con film da assumere per via orale. Il dosaggio giornaliero di empagliflozin sarà di 10 mg, mentre il vicadrostat verrà somministrato secondo un protocollo specifico. Il periodo di trattamento si estenderà per 51 mesi.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è verificare se la combinazione di questi due medicinali sia più efficace nel prevenire eventi cardiovascolari gravi rispetto all&#8217;utilizzo del solo empagliflozin con placebo. In particolare, si osserverà come questa combinazione di farmaci possa influenzare la pressione sanguigna e proteggere il sistema cardiovascolare nei pazienti che presentano contemporaneamente le tre condizioni mediche menzionate.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di mezagitamab in adulti con nefropatia da IgA primaria (malattia di Berger) in aggiunta alla terapia di base</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-mezagitamab-in-adulti-con-nefropatia-da-iga-primaria-malattia-di-berger-in-aggiunta-alla-terapia-di-base/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:51:19 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-mezagitamab-in-adulti-con-nefropatia-da-iga-primaria-malattia-di-berger-in-aggiunta-alla-terapia-di-base/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina un trattamento per la Nefropatia da IgA (anche nota come malattia di Berger), una malattia dei reni in cui si accumulano delle proteine chiamate immunoglobuline A che possono danneggiare il tessuto renale. Lo studio valuterà un nuovo farmaco chiamato mezagitamab (noto anche come TAK-079) somministrato tramite iniezione sottocutanea in combinazione con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina un trattamento per la <b>Nefropatia da IgA</b> (anche nota come malattia di Berger), una malattia dei reni in cui si accumulano delle proteine chiamate immunoglobuline A che possono danneggiare il tessuto renale. Lo studio valuterà un nuovo farmaco chiamato <b>mezagitamab</b> (noto anche come <b>TAK-079</b>) somministrato tramite <b>iniezione sottocutanea</b> in combinazione con le terapie standard già in uso.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare se il mezagitamab sia efficace nel ridurre la quantità di proteine nelle urine dopo 36 settimane di trattamento. Durante lo studio, alcuni pazienti riceveranno il mezagitamab mentre altri riceveranno un placebo, entrambi in aggiunta alle loro terapie abituali.</p>
<p>Il periodo di trattamento durerà circa 104 settimane (2 anni), durante le quali verranno monitorate diverse funzioni renali, tra cui la quantità di proteine nelle urine e la capacità dei reni di filtrare il sangue. I pazienti verranno seguiti regolarmente per valutare come il loro organismo risponde al trattamento e per controllare eventuali effetti collaterali.</p>
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