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	<title>Trapianto allogenico di cellule staminali | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Trapianto allogenico di cellule staminali | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza di maribavir in pazienti con trapianto di cellule staminali e infezione da citomegalovirus</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda persone che hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali ematopoietiche da donatore e che hanno sviluppato un&#8217;infezione da citomegalovirus. Il citomegalovirus è un virus che può causare problemi di salute nelle persone con un sistema immunitario indebolito, come dopo un trapianto. Lo studio valuta l&#8217;efficacia e la sicurezza di un farmaco antivirale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda persone che hanno ricevuto un <b>trapianto di cellule staminali ematopoietiche</b> da donatore e che hanno sviluppato un&#8217;<b>infezione da citomegalovirus</b>. Il <b>citomegalovirus</b> è un virus che può causare problemi di salute nelle persone con un sistema immunitario indebolito, come dopo un trapianto. Lo studio valuta l&#8217;efficacia e la sicurezza di un farmaco antivirale chiamato <b>maribavir</b>, disponibile come compresse rivestite con il nome commerciale <b>LIVTENCITY</b>. Questo medicinale viene somministrato per via orale a una dose giornaliera massima di 800 milligrammi. Il farmaco può essere utilizzato in due situazioni: come primo trattamento in pazienti che non possono ricevere i farmaci antivirali usuali come <b>ganciclovir</b>, <b>valganciclovir</b> o <b>foscarnet</b> a causa di una condizione medica che lo impedisce, oppure come secondo trattamento in pazienti che hanno dovuto interrompere questi farmaci a causa di effetti indesiderati o intolleranza.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il <b>maribavir</b> è efficace nel ridurre la presenza del virus nel sangue dopo otto settimane di trattamento e verificare se il farmaco provoca effetti collaterali che richiedono l&#8217;interruzione della terapia. Durante lo studio, i partecipanti assumono le compresse di <b>maribavir</b> per un periodo che può durare fino a dodici settimane. I medici controllano regolarmente il livello del virus nel sangue attraverso esami specifici per verificare se il trattamento sta funzionando. L&#8217;efficacia viene misurata verificando se la quantità di virus nel sangue scende al di sotto di un livello minimo rilevabile, confermato in almeno due test consecutivi.</p>
<p>Lo studio valuta anche altri aspetti importanti, come la frequenza con cui il virus ricompare nel sangue durante e dopo il trattamento, fino a otto settimane dopo l&#8217;interruzione del <b>maribavir</b>. Viene inoltre osservato se i pazienti che mostrano una risposta parziale dopo otto settimane possono ottenere una risposta completa continuando la terapia fino a dodici settimane. Per quanto riguarda la sicurezza, lo studio registra tutti gli effetti collaterali che si verificano o peggiorano durante il periodo di trattamento, con particolare attenzione a quelli di gravità moderata o superiore che possono essere collegati al farmaco.</p>
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		<item>
		<title>Studio sul trapianto di cellule staminali con ruxolitinib per bambini e giovani adulti con leucemia linfoblastica acuta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:33:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda bambini, adolescenti e giovani adulti affetti da leucemia linfoblastica acuta, che è un tumore del sangue e del midollo osseo. I pazienti che partecipano allo studio devono sottoporsi a un trapianto di cellule staminali emopoietiche, una procedura in cui le cellule del midollo osseo malato vengono sostituite con cellule sane provenienti da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda bambini, adolescenti e giovani adulti affetti da <b>leucemia linfoblastica acuta</b>, che è un tumore del sangue e del midollo osseo. I pazienti che partecipano allo studio devono sottoporsi a un trapianto di cellule staminali emopoietiche, una procedura in cui le cellule del midollo osseo malato vengono sostituite con cellule sane provenienti da un donatore. Lo studio utilizza diversi medicinali per preparare il corpo al trapianto e per trattare eventuali complicazioni. Tra questi vi sono <b>ruxolitinib</b>, <b>etoposide</b>, <b>blinatumomab</b>, <b>treosulfan</b>, <b>fludarabina fosfato</b>, <b>busulfan</b>, <b>tiotepa</b>, <b>ciclofosfamide</b>, immunoglobuline antilinfociti T e <b>metilprednisolone acetato</b>. Alcuni pazienti riceveranno anche radioterapia corporea totale a diverse dosi. Lo scopo dello studio è migliorare i risultati del trapianto riducendo gli effetti tossici del trattamento pur mantenendo la capacità delle cellule trapiantate di combattere la leucemia.</p>
<p>Lo studio è organizzato in diverse parti che esaminano aspetti differenti del trapianto. Una parte confronta due diverse intensità di radioterapia corporea totale per vedere se una dose più bassa può essere altrettanto efficace con minori effetti collaterali. Un&#8217;altra parte valuta se aggiungere ruxolitinib ai corticosteroidi migliora il trattamento della malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta, una complicazione in cui le cellule del donatore attaccano i tessuti del ricevente. Una parte confronta due diverse strategie per prevenire questa complicazione nei pazienti che ricevono cellule da donatori non perfettamente compatibili. Altre parti dello studio osservano fattori che possono prevedere le complicazioni e valutano l&#8217;uso di blinatumomab come terapia di mantenimento dopo il trapianto nei bambini molto piccoli.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno i medicinali secondo schemi specifici che dipendono dalla parte dello studio a cui partecipano. Il trattamento di preparazione al trapianto viene somministrato nei giorni precedenti l&#8217;infusione delle cellule staminali. Dopo il trapianto, i pazienti vengono monitorati attentamente per verificare l&#8217;attecchimento delle cellule trapiantate e per rilevare eventuali complicazioni. Alcuni pazienti potrebbero ricevere trattamenti aggiuntivi dopo il trapianto. Lo studio seguirà i pazienti per diversi anni per valutare la sopravvivenza, il rischio di ricaduta della leucemia e la comparsa di complicazioni a lungo termine.</p>
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		<item>
		<title>Studio sulla vaccinazione RSV nei pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche: confronto tra i vaccini RSVPreF e RSVPreF3 OA.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-vaccinazione-rsv-nei-pazienti-sottoposti-a-trapianto-di-cellule-staminali-ematopoietiche-confronto-tra-i-vaccini-rsvpref-e-rsvpref3-oa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:31:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vaccine]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) in pazienti che hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche. Questo tipo di trapianto è una procedura medica in cui un paziente riceve cellule staminali da un donatore compatibile per trattare malattie del sangue. Lo studio utilizza due vaccini: Arexvy [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla vaccinazione contro il <i>virus respiratorio sinciziale</i> (RSV) in pazienti che hanno ricevuto un <i>trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche</i>. Questo tipo di trapianto è una procedura medica in cui un paziente riceve cellule staminali da un donatore compatibile per trattare malattie del sangue. Lo studio utilizza due vaccini: <i>Arexvy</i> e <i>Abrysvo</i>. Arexvy è un vaccino ricombinante e adiuvato, mentre Abrysvo è un vaccino bivalente ricombinante. Entrambi i vaccini sono somministrati tramite iniezione intramuscolare.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia della vaccinazione contro l&#8217;RSV in questi pazienti. I partecipanti saranno divisi in due gruppi, ciascuno riceverà uno dei due vaccini. Inizialmente, un gruppo di pazienti riceverà una singola iniezione del vaccino. Se un numero sufficiente di pazienti mostra una risposta immunitaria positiva, un numero maggiore di pazienti riceverà il vaccino. Se la risposta non è sufficiente, un secondo gruppo di pazienti riceverà due iniezioni a distanza di 8-10 settimane. Lo studio include anche un&#8217;analisi biologica per comprendere meglio come il vaccino influenzi il sistema immunitario e per confrontare le risposte tra i due vaccini.</p>
<p>Oltre ai pazienti che hanno ricevuto il trapianto, lo studio coinvolgerà anche un gruppo di controllo di persone sane di età superiore ai 60 anni. Queste persone saranno divise in modo casuale per ricevere uno dei due vaccini, permettendo ai ricercatori di confrontare le risposte immunitarie tra i pazienti trapiantati e le persone sane. Lo studio mira a raccogliere dati fino al 2027 per ottenere una comprensione completa dell&#8217;efficacia e della sicurezza dei vaccini contro l&#8217;RSV in questi gruppi di persone.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Trapianto di Microbiota Fecale per Prevenire Complicazioni in Pazienti con Trapianto di Cellule Staminali per Tumori del Sangue</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/trapianto-di-microbiota-fecale-per-prevenire-complicazioni-in-pazienti-con-trapianto-di-cellule-staminali-per-tumori-del-sangue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:31:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su pazienti che hanno subito un trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche per trattare vari tipi di tumori del sangue. Questi pazienti ricevono un trattamento chiamato trapianto di microbiota fecale, noto anche con il codice TMF, che viene somministrato come sospensione rettale. Il microbiota fecale allogenico è una sostanza che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su pazienti che hanno subito un <em>trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche</em> per trattare vari tipi di <em>tumori del sangue</em>. Questi pazienti ricevono un trattamento chiamato <em>trapianto di microbiota fecale</em>, noto anche con il codice <em>TMF</em>, che viene somministrato come sospensione rettale. Il microbiota fecale allogenico è una sostanza che proviene da donatori sani e viene utilizzata per aiutare a prevenire complicazioni dopo il trapianto di cellule staminali.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;effetto del trapianto di microbiota fecale rispetto a nessun trattamento sulla sopravvivenza libera da malattia del trapianto e da recidiva a un anno dal trapianto. I partecipanti allo studio riceveranno il trattamento e saranno monitorati per un periodo di tempo per osservare eventuali miglioramenti nella loro salute e per valutare la sicurezza e la tolleranza del trattamento. Durante lo studio, verranno anche esaminati aspetti come la qualità della vita e l&#8217;incidenza di complicazioni infettive.</p>
<p>Il trapianto di microbiota fecale è una procedura che mira a migliorare la composizione e la diversità del microbiota intestinale, che può essere alterato a causa del trapianto di cellule staminali. Questo studio è importante per capire se il trapianto di microbiota fecale può aiutare a ridurre le complicazioni e migliorare la qualità della vita dei pazienti che hanno subito un trapianto di cellule staminali per trattare tumori del sangue.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Ivosidenib dopo trapianto per pazienti con leucemia mieloide acuta o neoplasia mielodisplastica ad alto rischio con mutazione IDH1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:30:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda due malattie del sangue: la leucemia mieloide acuta (LMA) e la sindrome mielodisplastica ad alto rischio (HR-MDS). Entrambe le condizioni sono caratterizzate da una crescita anomala delle cellule del sangue nel midollo osseo. Lo studio si concentra su pazienti che presentano una mutazione specifica chiamata IDH1. Il trattamento in esame utilizza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda due malattie del sangue: la <em>leucemia mieloide acuta (LMA)</em> e la <em>sindrome mielodisplastica ad alto rischio (HR-MDS)</em>. Entrambe le condizioni sono caratterizzate da una crescita anomala delle cellule del sangue nel midollo osseo. Lo studio si concentra su pazienti che presentano una mutazione specifica chiamata <em>IDH1</em>. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato <em>Ivosidenib</em>, noto anche con il nome in codice <em>AG-120</em>. Questo farmaco è una piccola molecola che agisce inibendo l&#8217;enzima mutato isocitrato deidrogenasi 1 (IDH1), che è coinvolto nella crescita anomala delle cellule.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di Ivosidenib nel migliorare la sopravvivenza senza eventi nei pazienti con LMA o HR-MDS che hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali allogenico. I pazienti riceveranno il trattamento con Ivosidenib per un periodo di 24 mesi come terapia di mantenimento dopo il trapianto. Durante lo studio, i partecipanti saranno monitorati per valutare la loro risposta al trattamento e per identificare eventuali effetti collaterali.</p>
<p>Lo studio prevede un monitoraggio regolare per due anni, durante i quali verranno valutati diversi aspetti della salute dei partecipanti, come la sopravvivenza complessiva e la remissione molecolare completa. Saranno inoltre osservati eventuali effetti collaterali gravi e la necessità di ridurre la dose o interrompere il trattamento. L&#8217;obiettivo è comprendere meglio come Ivosidenib possa aiutare a migliorare la qualità della vita e la sopravvivenza dei pazienti con queste condizioni specifiche.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di fosfomicina e ciprofloxacina per la neutropenia febbrile nei pazienti con leucemia acuta sottoposti a chemioterapia intensiva.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-fosfomicina-e-ciprofloxacina-per-la-neutropenia-febbrile-nei-pazienti-con-leucemia-acuta-sottoposti-a-chemioterapia-intensiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:30:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su una condizione chiamata neutropenia febbrile, che può verificarsi in pazienti con leucemia acuta dopo aver ricevuto chemioterapia intensiva o in coloro che hanno subito un trapianto di cellule staminali ematopoietiche. La neutropenia febbrile è una situazione in cui il numero di globuli bianchi nel sangue è molto basso, aumentando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su una condizione chiamata <em>neutropenia febbrile</em>, che può verificarsi in pazienti con <em>leucemia acuta</em> dopo aver ricevuto chemioterapia intensiva o in coloro che hanno subito un <em>trapianto di cellule staminali ematopoietiche</em>. La neutropenia febbrile è una situazione in cui il numero di globuli bianchi nel sangue è molto basso, aumentando il rischio di infezioni. Lo studio confronta l&#8217;efficacia di due antibiotici, <em>fosfomicina</em> e <em>ciprofloxacina</em>, nel prevenire questa condizione.</p>
<p>Il trattamento prevede l&#8217;assunzione orale di uno dei due antibiotici per un periodo massimo di due settimane. L&#8217;obiettivo è dimostrare che la fosfomicina non è meno efficace della ciprofloxacina nel prevenire la neutropenia febbrile. I partecipanti allo studio saranno monitorati per valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia dei trattamenti, con particolare attenzione alla prevenzione delle infezioni.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti in modo casuale e saranno seguiti per osservare eventuali episodi di febbre o infezioni che richiedano ulteriori trattamenti antibatterici. Lo studio terminerà quando i partecipanti avranno superato un certo livello di globuli bianchi o dopo un periodo massimo di 60 giorni dall&#8217;inizio della neutropenia. L&#8217;obiettivo finale è migliorare la gestione della neutropenia febbrile nei pazienti con leucemia acuta, garantendo al contempo la sicurezza microbiologica dei trattamenti utilizzati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso delle cellule T regolatorie iG-Tregs per prevenire la malattia del trapianto contro l&#8217;ospite in pazienti adulti sottoposti a trapianto di cellule staminali.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-delle-cellule-t-regolatorie-ig-tregs-per-prevenire-la-malattia-del-trapianto-contro-lospite-in-pazienti-adulti-sottoposti-a-trapianto-di-cellule-staminali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra sulla prevenzione e il trattamento della malattia del trapianto contro l&#8217;ospite (GvHD) nei pazienti adulti che si sottopongono a un trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT) da un donatore fratello completamente compatibile. La GvHD è una condizione che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali, in cui le cellule [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra sulla prevenzione e il trattamento della <i>malattia del trapianto contro l&#8217;ospite</i> (GvHD) nei pazienti adulti che si sottopongono a un <i>trapianto di cellule staminali ematopoietiche</i> (HSCT) da un donatore fratello completamente compatibile. La GvHD è una condizione che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali, in cui le cellule trapiantate attaccano il corpo del ricevente. Lo studio utilizza un trattamento innovativo chiamato <i>iG-Tregs</i>, che sono cellule T regolatorie indotte, progettate per aiutare a prevenire questa reazione avversa.</p>
<p>Il trattamento con <i>iG-Tregs</i> viene somministrato tramite iniezione endovenosa e mira a determinare la dose massima tollerata e a valutare la sicurezza di queste cellule nei pazienti che hanno ricevuto un trapianto allogenico da un donatore HLA completamente compatibile. L&#8217;obiettivo principale è garantire che il trattamento sia sicuro e ben tollerato, monitorando eventuali effetti collaterali o tossicità che potrebbero verificarsi dopo l&#8217;infusione. Inoltre, lo studio esaminerà l&#8217;efficacia clinica delle <i>iG-Tregs</i> nella prevenzione della GvHD, confrontando i risultati con dati retrospettivi di pazienti che non hanno ricevuto l&#8217;infusione.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno un&#8217;infusione di <i>iG-Tregs</i> e saranno monitorati per un periodo di tempo per valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia del trattamento. L&#8217;obiettivo è ridurre l&#8217;incidenza e la gravità della GvHD, nonché determinare il momento in cui i pazienti possono interrompere il trattamento con <i>ciclosporina</i>, un farmaco comunemente usato per prevenire il rigetto del trapianto. Lo studio si propone di fornire nuove informazioni su come migliorare i risultati per i pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza ed efficacia di SMART101 nel trapianto di cellule staminali ematopoietiche per pazienti con tumori del sangue</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-ed-efficacia-di-smart101-nel-trapianto-di-cellule-staminali-ematopoietiche-per-pazienti-con-tumori-del-sangue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra su pazienti con tumori del sangue che necessitano di un trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Il trattamento in esame utilizza un prodotto chiamato SMART101, una sospensione cellulare per iniezione. SMART101 è composto da precursori di cellule T allogeniche, derivati da sangue periferico mobilizzato e coltivati in laboratorio. L&#8217;obiettivo principale dello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra su pazienti con <b>tumori del sangue</b> che necessitano di un <b>trapianto di cellule staminali ematopoietiche</b>. Il trattamento in esame utilizza un prodotto chiamato <b>SMART101</b>, una sospensione cellulare per iniezione. SMART101 è composto da <b>precursori di cellule T allogeniche</b>, derivati da sangue periferico mobilizzato e coltivati in laboratorio. L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di SMART101 nel migliorare i risultati del trapianto in questi pazienti.</p>
<p>Il trattamento con SMART101 viene somministrato dopo un trapianto di cellule staminali da un donatore con un <b>mismatch HLA</b> (un tipo di incompatibilità genetica). Dopo il trapianto, i pazienti ricevono anche <b>ciclofosfamide</b>, un farmaco che aiuta a prevenire il rigetto del trapianto. Lo studio è suddiviso in due segmenti: il primo mira a determinare la dose raccomandata di SMART101, mentre il secondo valuta la sicurezza e l&#8217;attività del trattamento, in particolare la ricostituzione delle cellule T CD4+.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti saranno monitorati per eventuali effetti collaterali e per la capacità del trattamento di ripristinare le cellule immunitarie. I risultati attesi includono una migliore ricostituzione delle cellule T e una riduzione delle complicanze post-trapianto. Lo studio si svolgerà in più centri e si prevede che continui fino al 2027.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di trapianto di sangue cordonale espanso con UM171 in pazienti con leucemia acuta e mielodisplasia ad alto rischio e rischio molto alto</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-dorocubicel-per-pazienti-con-leucemia-acuta-ad-alto-rischio-e-mielodisplasia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina un trattamento per pazienti affetti da leucemia acuta e mielodisplasia ad alto rischio che necessitano di un trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Il trattamento utilizza un farmaco chiamato dorocubicel, che viene somministrato attraverso infusione endovenosa. Questo medicinale è costituito da cellule staminali derivate dal sangue del cordone ombelicale che sono state [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina un trattamento per pazienti affetti da <b>leucemia acuta</b> e <b>mielodisplasia</b> ad alto rischio che necessitano di un <b>trapianto di cellule staminali ematopoietiche</b>. Il trattamento utilizza un farmaco chiamato <b>dorocubicel</b>, che viene somministrato attraverso <b>infusione endovenosa</b>. Questo medicinale è costituito da cellule staminali derivate dal sangue del cordone ombelicale che sono state espanse in laboratorio.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia del trapianto di queste cellule staminali modificate in pazienti con forme aggressive di leucemia e mielodisplasia. Il trattamento prevede una singola infusione di cellule staminali del cordone ombelicale che sono state trattate con una speciale tecnica per aumentarne il numero.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno il <b>trapianto</b> e verranno monitorati per valutare come il loro organismo risponde al trattamento, in particolare per quanto riguarda la capacità delle cellule trapiantate di produrre nuove cellule del sangue. I medici controlleranno anche eventuali complicazioni e la capacità del trattamento di prevenire la ricomparsa della malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV) dopo trapianto di cellule staminali allogeniche con Gardasil 9 per pazienti trapiantati</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-vaccinazione-contro-il-papillomavirus-umano-hpv-dopo-trapianto-di-cellule-staminali-allogeniche-con-gardasil-9-per-pazienti-trapiantati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vaccine]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Papillomavirus Umano (HPV) è un virus che può causare diverse malattie, tra cui alcuni tipi di cancro. Questo studio clinico si concentra su persone che hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali allogenico, un trattamento in cui le cellule staminali vengono donate da un&#8217;altra persona. Dopo questo tipo di trapianto, il sistema immunitario può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <b>Papillomavirus Umano (HPV)</b> è un virus che può causare diverse malattie, tra cui alcuni tipi di cancro. Questo studio clinico si concentra su persone che hanno ricevuto un <b>trapianto di cellule staminali allogenico</b>, un trattamento in cui le cellule staminali vengono donate da un&#8217;altra persona. Dopo questo tipo di trapianto, il sistema immunitario può essere debole, rendendo importante la protezione contro infezioni come l&#8217;HPV.</p>
<p>Lo studio utilizza il vaccino <b>Gardasil 9</b>, che è una <b>sospensione per iniezione</b> progettata per proteggere contro nove tipi di HPV. L&#8217;obiettivo principale è confrontare la risposta al vaccino quando somministrato presto, a 9 mesi dal trapianto, rispetto a una somministrazione più tardiva, a 15 mesi. Il vaccino viene somministrato in tre dosi, e i livelli di anticorpi contro l&#8217;HPV saranno misurati per valutare l&#8217;efficacia della vaccinazione precoce rispetto a quella tardiva.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il vaccino <b>Gardasil 9</b> e saranno monitorati per vedere come il loro corpo risponde al vaccino. Saranno effettuati test per misurare i livelli di anticorpi contro i diversi tipi di HPV inclusi nel vaccino, sia a breve termine che a lungo termine dopo la vaccinazione. Questo aiuterà a capire quale tempistica di vaccinazione offre la migliore protezione per le persone che hanno subito un trapianto di cellule staminali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla profilassi con posaconazolo in pazienti adulti ad alto rischio di infezione fungina invasiva dopo trapianto di cellule staminali ematopoietiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:27:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda pazienti che ricevono un trapianto di cellule staminali ematopoietiche, noto anche come allo-HSC, e che sono ad alto rischio di infezioni fungine invasive. Queste infezioni possono essere gravi e si verificano spesso in persone con malattie del sangue come leucemie o linfomi. Il farmaco studiato è il posaconazolo, che viene somministrato per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda pazienti che ricevono un trapianto di cellule staminali ematopoietiche, noto anche come <em>allo-HSC</em>, e che sono ad alto rischio di infezioni fungine invasive. Queste infezioni possono essere gravi e si verificano spesso in persone con malattie del sangue come leucemie o linfomi. Il farmaco studiato è il <em>posaconazolo</em>, che viene somministrato per prevenire queste infezioni. Il posaconazolo è disponibile sia come soluzione per infusione che come compresse gastroresistenti.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è verificare se i pazienti mantengono una concentrazione efficace di <em>posaconazolo</em> nel sangue dopo 7 giorni di trattamento. Questo è importante per garantire che il farmaco funzioni correttamente nel prevenire le infezioni. Durante lo studio, i pazienti riceveranno il farmaco e verranno monitorati per eventuali effetti collaterali e per assicurarsi che il farmaco venga assorbito correttamente. La durata del trattamento può arrivare fino a 100 giorni.</p>
<p>Lo studio si concentrerà anche su come i pazienti rispondono al trattamento e su eventuali problemi che potrebbero influenzare l&#8217;assorbimento del farmaco, come nausea o diarrea. Inoltre, verranno registrati tutti i farmaci assunti dai pazienti durante il periodo di trattamento. Questo aiuterà a capire meglio come il <em>posaconazolo</em> può essere utilizzato in modo sicuro ed efficace per prevenire infezioni fungine in pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di itolizumab in combinazione con corticosteroidi come trattamento iniziale della malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-itolizumab-con-corticosteroidi-per-il-trattamento-iniziale-della-malattia-acuta-da-rigetto-dellospite-nei-pazienti-sottoposti-a-trapianto-di-midollo-osseo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:26:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento della malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta, una complicanza che può verificarsi dopo un trapianto di midollo osseo. La condizione si sviluppa quando le cellule del sistema immunitario del donatore attaccano i tessuti del ricevente del trapianto. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato itolizumab in combinazione con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento della <b>malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta</b>, una complicanza che può verificarsi dopo un trapianto di midollo osseo. La condizione si sviluppa quando le cellule del sistema immunitario del donatore attaccano i tessuti del ricevente del trapianto.</p>
<p>La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato <b>itolizumab</b> in combinazione con <b>corticosteroidi</b> nel trattamento iniziale di questa malattia. Durante lo studio, alcuni pazienti riceveranno itolizumab mentre altri riceveranno un placebo, entrambi in combinazione con corticosteroidi. Il farmaco viene somministrato attraverso <b>infusione endovenosa</b>.</p>
<p>Lo studio ha lo scopo di determinare se l&#8217;aggiunta di itolizumab al trattamento standard con corticosteroidi possa migliorare la risposta alla terapia nei pazienti. Il trattamento continuerà per diverse settimane, durante le quali i medici monitoreranno attentamente la risposta del paziente alla terapia. L&#8217;<b>EQ001</b> (nome in codice per itolizumab) viene somministrato come soluzione per infusione e il dosaggio viene calcolato in base al peso del paziente.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Letermovir per la profilassi dell&#8217;infezione da Citomegalovirus nei riceventi di trapianto di cellule staminali allogeniche con donatori CMV-positivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda linfezione da citomegalovirus (CMV) nei pazienti che hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali allogenico. Questo tipo di trapianto coinvolge cellule staminali donate da un&#8217;altra persona. L&#8217;infezione da CMV può essere un problema serio per questi pazienti, specialmente se il donatore è positivo al CMV e il ricevente è negativo. Lo scopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda l<b>infezione da citomegalovirus</b> (CMV) nei pazienti che hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali allogenico. Questo tipo di trapianto coinvolge cellule staminali donate da un&#8217;altra persona. L&#8217;infezione da CMV può essere un problema serio per questi pazienti, specialmente se il donatore è positivo al CMV e il ricevente è negativo. Lo scopo dello studio è capire quanto spesso si verifica l&#8217;infezione da CMV nei pazienti fino a 14 settimane dopo il trapianto.</p>
<p>Il trattamento utilizzato nello studio è un farmaco chiamato <b>letermovir</b>, noto anche con il nome commerciale <b>PREVYMIS</b>. Questo farmaco viene somministrato sotto forma di compresse rivestite e viene utilizzato per prevenire l&#8217;infezione da CMV nei pazienti a rischio. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il farmaco per un periodo di 14 settimane. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere un placebo, che è una sostanza senza principi attivi, per confrontare i risultati.</p>
<p>Lo studio mira a monitorare l&#8217;incidenza dell&#8217;infezione da CMV e a valutare la necessità di trattamenti farmacologici nei pazienti. Verranno anche osservati altri aspetti clinici, come il recupero delle cellule del sangue e la sopravvivenza dei pazienti. Lo studio si svolgerà fino al 2027 e coinvolgerà pazienti adulti che hanno ricevuto il loro primo trapianto di cellule staminali allogenico.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;esposizione cumulativa a Fludarabina in pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali allogenico con condizionamento a intensità ridotta per malattie ematologiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:20:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda pazienti con malattie ematologiche che devono sottoporsi a un trapianto di cellule staminali allogenico con intensità ridotta. Questo tipo di trapianto è utilizzato per trattare alcuni tipi di cancro del sangue. Il trattamento prevede l&#8217;uso di diversi farmaci, tra cui Fludarabina, Melphalan e globulina anti-timociti (ATG). La Fludarabina è un farmaco che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda pazienti con <b>malattie ematologiche</b> che devono sottoporsi a un <b>trapianto di cellule staminali allogenico</b> con intensità ridotta. Questo tipo di trapianto è utilizzato per trattare alcuni tipi di cancro del sangue. Il trattamento prevede l&#8217;uso di diversi farmaci, tra cui <b>Fludarabina</b>, <b>Melphalan</b> e <b>globulina anti-timociti (ATG)</b>. La <b>Fludarabina</b> è un farmaco che aiuta a preparare il corpo al trapianto, mentre <b>Melphalan</b> e <b>ATG</b> sono utilizzati per ridurre il rischio di rigetto del trapianto.</p>
<p>Lo scopo dello studio è esaminare come i pazienti reagiscono alla <b>Fludarabina</b> quando viene somministrata in dosi standard basate sulla superficie corporea. Si vuole capire quanto varia l&#8217;esposizione al farmaco tra i diversi pazienti. Durante lo studio, i pazienti riceveranno <b>Fludarabina</b> per cinque giorni, <b>Melphalan</b> in una dose totale di 100 o 140 mg/m² e <b>ATG</b> secondo il protocollo standard locale. Alcuni pazienti potrebbero ricevere un <b>placebo</b> come parte del trattamento.</p>
<p>Il corso dello studio prevede che i pazienti siano monitorati per diversi anni dopo il trapianto per valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza del trattamento. Saranno osservati aspetti come la sopravvivenza, la ripresa delle cellule del sangue e la prevenzione delle complicanze. Lo studio mira a migliorare la comprensione di come questi farmaci influenzano il successo del trapianto e la salute a lungo termine dei pazienti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di immunoglobulina anti-timociti di coniglio per la profilassi del GVH in pazienti anziani con neoplasie ematologiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:20:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda pazienti anziani con tumori del sangue che ricevono un trapianto di cellule staminali ematopoietiche da un donatore parzialmente compatibile. Il trattamento in esame utilizza una bassa dose di anti-linfocitico sierico post-trapianto, noto come THYMOGLOBULINE, per prevenire una complicanza chiamata malattia del trapianto contro l&#8217;ospite (GVH). Questa condizione si verifica quando le cellule [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda pazienti anziani con <b>tumori del sangue</b> che ricevono un trapianto di cellule staminali ematopoietiche da un donatore parzialmente compatibile. Il trattamento in esame utilizza una bassa dose di <b>anti-linfocitico sierico</b> post-trapianto, noto come <b>THYMOGLOBULINE</b>, per prevenire una complicanza chiamata <b>malattia del trapianto contro l&#8217;ospite (GVH)</b>. Questa condizione si verifica quando le cellule trapiantate attaccano il corpo del paziente.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di questa profilassi rinforzata per ridurre l&#8217;incidenza della GVH acuta di grado 2-4 entro 100 giorni dal trapianto. I pazienti riceveranno il trattamento durante il recupero dei neutrofili, un tipo di globuli bianchi, dopo il trapianto. Il trattamento standard per la GVH include farmaci come <b>ciclofosfamide</b>, <b>ciclosporina A</b> e <b>mofetil micofenolato</b>.</p>
<p>Lo studio seguirà i pazienti per un anno dopo il trapianto per monitorare la comparsa di GVH cronica, la mortalità non legata alla recidiva, la recidiva della malattia e la qualità della vita. Saranno anche valutate le infezioni fungine e virali e la funzione del trapianto. I risultati aiuteranno a capire se l&#8217;uso di una bassa dose di THYMOGLOBULINE può migliorare la sicurezza e l&#8217;efficacia del trapianto in questi pazienti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di MaaT033 per prevenire complicazioni nel trapianto di cellule ematopoietiche in pazienti con malattie ematologiche</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-maat033-per-prevenire-complicazioni-nel-trapianto-di-cellule-ematopoietiche-in-pazienti-con-malattie-ematologiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra su pazienti con tumori del sangue che devono sottoporsi a un trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche. Il trattamento in esame è una terapia chiamata MaaT033, che è una capsula a rilascio prolungato contenente microbiota fecale allogenico raccolto da più donatori. Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia di MaaT033 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra su pazienti con <b>tumori del sangue</b> che devono sottoporsi a un <b>trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche</b>. Il trattamento in esame è una terapia chiamata <b>MaaT033</b>, che è una capsula a rilascio prolungato contenente <b>microbiota fecale allogenico</b> raccolto da più donatori. Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia di MaaT033 con un <b>placebo</b> nel migliorare la sopravvivenza complessiva dei pazienti a 12 mesi dalla randomizzazione.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo massimo di 94 giorni. La terapia verrà somministrata per via orale. I pazienti saranno seguiti per valutare la loro sopravvivenza e per monitorare eventuali complicazioni legate al trapianto. Lo studio è progettato per essere &#8220;doppio cieco&#8221;, il che significa che né i pazienti né i medici sapranno chi riceve MaaT033 e chi riceve il placebo, per garantire risultati imparziali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Semaglutide per ridurre la mucosite nei pazienti sottoposti a chemioterapia ad alte dosi con trapianto di cellule staminali autologhe</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-semaglutide-per-ridurre-la-mucosite-nei-pazienti-sottoposti-a-chemioterapia-ad-alte-dosi-con-trapianto-di-cellule-staminali-autologhe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su una complicazione chiamata mucosite e infiammazione sistemica, che può verificarsi dopo il trattamento con chemioterapia ad alte dosi. Questo tipo di chemioterapia è spesso seguito da un trapianto di cellule staminali ematopoietiche autologhe, un processo in cui le cellule staminali del paziente vengono raccolte, conservate e poi reinfuse dopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su una complicazione chiamata <em>mucosite</em> e infiammazione sistemica, che può verificarsi dopo il trattamento con chemioterapia ad alte dosi. Questo tipo di chemioterapia è spesso seguito da un trapianto di cellule staminali ematopoietiche autologhe, un processo in cui le cellule staminali del paziente vengono raccolte, conservate e poi reinfuse dopo il trattamento. La mucosite è un&#8217;infiammazione dolorosa delle membrane mucose nel tratto gastrointestinale, che può causare disagio significativo.</p>
<p>Il farmaco in studio è <em>semaglutide</em>, somministrato come soluzione per iniezione in una penna pre-riempita. Semaglutide è già noto per il suo utilizzo nel trattamento del diabete di tipo 2, ma in questo studio viene valutato per la sua capacità di ridurre l&#8217;intensità della mucosite gastrointestinale nei pazienti sottoposti a chemioterapia ad alte dosi. Lo studio è progettato per essere randomizzato e controllato con placebo, il che significa che alcuni partecipanti riceveranno il semaglutide, mentre altri riceveranno un placebo, una sostanza senza effetto terapeutico.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare se il semaglutide può ridurre la gravità della mucosite gastrointestinale. I partecipanti saranno monitorati per un periodo di tempo per osservare eventuali cambiamenti nella gravità della mucosite e nella qualità della vita. Lo studio mira a fornire nuove informazioni su come gestire meglio le complicazioni legate alla chemioterapia ad alte dosi, migliorando potenzialmente il comfort e la qualità della vita dei pazienti durante il trattamento.</p>
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