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	<title>Stenosi della arteria carotide | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Stenosi della arteria carotide | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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		<title>Studio sull&#8217;efficacia di evolocumab per la stabilizzazione e regressione della placca carotidea nei pazienti con stenosi carotidea</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:29:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla stenosi carotidea, una condizione in cui le arterie carotidee, che forniscono sangue al cervello, si restringono a causa dell&#8217;accumulo di placca. Questo può aumentare il rischio di ictus. Il trattamento in esame è l&#8217;evolocumab, noto anche come AMG145, un farmaco somministrato tramite iniezione. Evolocumab è già utilizzato per abbassare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla stenosi carotidea, una condizione in cui le arterie carotidee, che forniscono sangue al cervello, si restringono a causa dell&#8217;accumulo di placca. Questo può aumentare il rischio di ictus. Il trattamento in esame è l&#8217;evolocumab, noto anche come AMG145, un farmaco somministrato tramite iniezione. Evolocumab è già utilizzato per abbassare i livelli di colesterolo LDL, spesso chiamato &#8220;colesterolo cattivo&#8221;.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di evolocumab, in aggiunta alla terapia ipolipemizzante in corso, nel migliorare la stabilità e ridurre la placca nelle arterie carotidee. I partecipanti riceveranno evolocumab o un placebo, oltre alla loro terapia attuale. La ricerca si svolgerà per un periodo di 12 mesi, durante il quale verranno effettuati controlli regolari per monitorare i cambiamenti nella placca carotidea.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti saranno sottoposti a esami come l&#8217;ecografia Doppler (DUS), la risonanza magnetica (MRI) o la tomografia computerizzata (CT) per valutare la stabilizzazione e la regressione della placca. L&#8217;obiettivo è osservare se evolocumab può ridurre l&#8217;estensione della stenosi e migliorare la morfologia della placca, rendendola più fibrosa e meno ulcerata. Questo potrebbe contribuire a ridurre il rischio di complicazioni come l&#8217;ictus.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;uso di omalizumab per pazienti con stenosi dell&#8217;arteria carotide</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:27:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sulla stenosi dell&#8217;arteria carotide, una condizione in cui le arterie che portano il sangue al cervello si restringono a causa dell&#8217;accumulo di placche. Questo restringimento può aumentare il rischio di ictus. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato omalizumab, noto anche come Xolair, che è una soluzione per iniezione. Omalizumab [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sulla <b>stenosi dell&#8217;arteria carotide</b>, una condizione in cui le arterie che portano il sangue al cervello si restringono a causa dell&#8217;accumulo di placche. Questo restringimento può aumentare il rischio di ictus. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato <b>omalizumab</b>, noto anche come <b>Xolair</b>, che è una soluzione per iniezione. Omalizumab è un anticorpo monoclonale anti-IgE, progettato per ridurre l&#8217;attivazione delle cellule mastocitarie all&#8217;interno delle placche aterosclerotiche. Le cellule mastocitarie sono un tipo di cellula del sistema immunitario che può contribuire all&#8217;infiammazione e alla progressione delle placche.</p>
<p>Lo scopo dello studio è determinare se un breve trattamento con omalizumab può limitare l&#8217;attivazione delle cellule mastocitarie nelle placche aterosclerotiche. I partecipanti allo studio riceveranno iniezioni di omalizumab o una soluzione salina fisiologica, che funge da <b>placebo</b>. Durante il corso dello studio, verranno monitorati i livelli di attivazione delle cellule mastocitarie e altri indicatori di infiammazione per valutare l&#8217;efficacia del trattamento. I partecipanti saranno sottoposti a un intervento chirurgico chiamato endoarteriectomia carotidea, che permette di rimuovere le placche dalle arterie carotidee e di analizzarle.</p>
<p>Lo studio mira a comprendere meglio come omalizumab possa influenzare l&#8217;infiammazione e la stabilità delle placche, con l&#8217;obiettivo di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari come l&#8217;ictus. I risultati potrebbero fornire nuove informazioni su come gestire la stenosi dell&#8217;arteria carotide e migliorare la salute dei pazienti affetti da questa condizione. Lo studio è previsto per concludersi entro il 2027.</p>
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