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	<title>Sindrome da distress respiratorio acuto | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Jun 2026 11:38:02 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Sindrome da distress respiratorio acuto | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia dell&#8217;aprotinina per inalazione nel trattamento della sindrome da distress respiratorio acuto in pazienti con malattia moderata o grave</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-dellaprotinina-per-inalazione-nel-trattamento-della-sindrome-da-distress-respiratorio-acuto-in-pazienti-con-malattia-moderata-o-grave/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:32:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio esamina l&#8217;uso di aprotinina per il trattamento della Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS). L&#8217;aprotinina è un farmaco che viene somministrato tramite inalazione e agisce come agente emostatico che inibisce le proteasi. Il farmaco viene confrontato con una soluzione salina che serve come placebo. La ricerca ha lo scopo di valutare l&#8217;efficacia dell&#8217;aprotinina [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio esamina l&#8217;uso di <b>aprotinina</b> per il trattamento della <b>Sindrome da Distress Respiratorio Acuto</b> (ARDS). L&#8217;aprotinina è un farmaco che viene somministrato tramite inalazione e agisce come agente emostatico che inibisce le proteasi. Il farmaco viene confrontato con una soluzione salina che serve come placebo.</p>
<p>La ricerca ha lo scopo di valutare l&#8217;efficacia dell&#8217;aprotinina nel migliorare le condizioni cliniche e ridurre la necessità di <b>ventilazione meccanica</b> nei pazienti con ARDS moderata o grave. Il trattamento prevede la somministrazione del farmaco attraverso <b>soluzione per inalazione</b> con una dose massima giornaliera di 2000 KIU e una dose totale massima di 12000 KIU nell&#8217;arco di 6 mesi.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno il trattamento mentre sono sottoposti a ventilazione meccanica in <b>Unità di Terapia Intensiva</b>. Verranno monitorate diverse funzioni dell&#8217;organismo, tra cui la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria e la temperatura corporea. Saranno anche effettuati esami del sangue regolari per valutare la biochimica e l&#8217;ematologia del paziente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Efficacia del Metoprololo nei Pazienti con Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-del-metoprololo-nei-pazienti-con-sindrome-da-distress-respiratorio-acuto-ards/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:31:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), una condizione grave che colpisce i polmoni e rende difficile la respirazione. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato metoprololo tartrato, somministrato come soluzione iniettabile. Questo farmaco è comunemente usato per trattare problemi cardiaci, ma in questo studio viene valutato per il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla sindrome da distress respiratorio acuto (<b>ARDS</b>), una condizione grave che colpisce i polmoni e rende difficile la respirazione. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato <b>metoprololo tartrato</b>, somministrato come soluzione iniettabile. Questo farmaco è comunemente usato per trattare problemi cardiaci, ma in questo studio viene valutato per il suo potenziale beneficio nei pazienti con ARDS.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia del metoprololo nel migliorare la condizione dei pazienti con ARDS. I partecipanti allo studio riceveranno il metoprololo o un placebo, e il loro stato di salute sarà monitorato per un periodo di 28 giorni. Durante questo periodo, verrà osservato il numero di giorni in cui i pazienti rimangono vivi e non necessitano di ventilazione meccanica invasiva.</p>
<p>Lo studio prevede anche di raccogliere dati su altri aspetti della salute dei partecipanti, come la qualità della vita e il numero di giorni trascorsi in terapia intensiva. Queste informazioni aiuteranno a comprendere meglio l&#8217;impatto del metoprololo sulla sindrome da distress respiratorio acuto e a determinare se questo trattamento può offrire un beneficio significativo ai pazienti affetti da questa condizione.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di ketamina o fentanyl per la premedicazione nei pazienti con sindrome da distress respiratorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:30:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra sulla sindrome da distress respiratorio, una condizione che colpisce i polmoni e rende difficile la respirazione. Il trattamento in esame prevede l&#8217;uso di un farmaco chiamato surfattante, che aiuta a migliorare la funzione polmonare. Lo studio esamina due farmaci per la premedicazione: fentanil e esketamina. Il fentanil è un potente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra sulla sindrome da distress respiratorio, una condizione che colpisce i polmoni e rende difficile la respirazione. Il trattamento in esame prevede l&#8217;uso di un farmaco chiamato <i>surfattante</i>, che aiuta a migliorare la funzione polmonare. Lo studio esamina due farmaci per la premedicazione: <i>fentanil</i> e <i>esketamina</i>. Il <i>fentanil</i> è un potente antidolorifico, mentre l&#8217;<i>esketamina</i> è un anestetico. Entrambi i farmaci vengono somministrati come soluzione per iniezione.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare quale dei due farmaci sia più sicuro ed efficace come premedicazione per la somministrazione del surfattante. I partecipanti allo studio riceveranno uno dei due farmaci o un placebo prima di ricevere il trattamento con il surfattante. Durante lo studio, verranno monitorati per eventuali effetti collaterali e per valutare l&#8217;efficacia del trattamento.</p>
<p>Lo studio si svolgerà per un periodo massimo di cinque giorni, durante i quali i partecipanti riceveranno il trattamento e saranno osservati per eventuali cambiamenti nella loro condizione. L&#8217;obiettivo è determinare quale farmaco sia associato a un minor numero di eventi avversi, rendendolo la scelta preferita per la premedicazione. Questo aiuterà a migliorare la sicurezza e l&#8217;efficacia del trattamento per la sindrome da distress respiratorio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Pirfenidone per prevenire la fibrosi in pazienti con Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-pirfenidone-per-prevenire-la-fibrosi-in-pazienti-con-sindrome-da-distress-respiratorio-acuto-ards/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:29:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla sindrome da distress respiratorio acuto, conosciuta come ARDS. Questa è una condizione grave che colpisce i polmoni, rendendo difficile la respirazione. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato Pirfenidone, noto anche con il nome commerciale Esbriet, che viene somministrato in compresse rivestite. Inoltre, nello studio viene utilizzata una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla sindrome da distress respiratorio acuto, conosciuta come <b>ARDS</b>. Questa è una condizione grave che colpisce i polmoni, rendendo difficile la respirazione. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato <b>Pirfenidone</b>, noto anche con il nome commerciale <b>Esbriet</b>, che viene somministrato in compresse rivestite. Inoltre, nello studio viene utilizzata una soluzione per infusione di <b>cloruro di sodio</b>, che è una forma di elettrolita.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il <b>Pirfenidone</b> può aumentare il numero di giorni in cui i pazienti non necessitano di ventilazione meccanica entro 28 giorni, rispetto a un gruppo che riceve un placebo. I partecipanti allo studio riceveranno il trattamento per un periodo massimo di 28 giorni. Durante questo periodo, verranno monitorati diversi aspetti della loro salute, come il numero di giorni trascorsi fuori dalla terapia intensiva e la funzionalità polmonare al momento della dimissione dall&#8217;ospedale.</p>
<p>Lo studio esaminerà anche altri aspetti, come la durata del ricovero ospedaliero, i cambiamenti nei polmoni osservati tramite tomografia computerizzata ad alta risoluzione, e la qualità della vita dei partecipanti. Saranno valutati anche eventuali effetti collaterali e l&#8217;uso di terapie di emergenza per l&#8217;ipossiemia grave, che è una condizione di basso livello di ossigeno nel sangue. L&#8217;obiettivo finale è migliorare la comprensione di come il <b>Pirfenidone</b> possa influenzare il decorso dell&#8217;<b>ARDS</b> e migliorare i risultati per i pazienti affetti da questa condizione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sulle Strategie di Anticoagulazione con Eparina Non Frazionata, Argatroban e Eparina a Basso Peso Molecolare per Pazienti con Insufficienza Respiratoria su ECMO</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulle-strategie-di-anticoagulazione-con-eparina-non-frazionata-argatroban-e-eparina-a-basso-peso-molecolare-per-pazienti-con-insufficienza-respiratoria-su-ecmo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su pazienti con condizioni gravi come insufficienza respiratoria, insufficienza circolatoria e Sindrome da Distress Respiratorio Acuto. Queste condizioni possono richiedere un supporto vitale chiamato ECMO (Ossigenazione Extracorporea a Membrana), che aiuta a mantenere la funzione del cuore e dei polmoni. Durante l&#8217;ECMO, è importante prevenire la formazione di coaguli di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su pazienti con condizioni gravi come <b>insufficienza respiratoria</b>, <b>insufficienza circolatoria</b> e <b>Sindrome da Distress Respiratorio Acuto</b>. Queste condizioni possono richiedere un supporto vitale chiamato <b>ECMO</b> (Ossigenazione Extracorporea a Membrana), che aiuta a mantenere la funzione del cuore e dei polmoni. Durante l&#8217;ECMO, è importante prevenire la formazione di coaguli di sangue, e per questo vengono utilizzati farmaci anticoagulanti.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare tre diversi farmaci anticoagulanti per vedere quale sia più efficace nel prevenire eventi tromboembolici, che sono coaguli di sangue che possono causare problemi seri come embolia polmonare o infarto. I farmaci studiati sono l&#8217;<b>eparina non frazionata</b>, l&#8217;<b>enoxaparina</b> (un tipo di eparina a basso peso molecolare) e l&#8217;<b>argatroban</b> (un inibitore diretto della trombina). L&#8217;<b>eparina</b> è comunemente usata, ma lo studio vuole verificare se gli altri due farmaci possono essere altrettanto efficaci o migliori.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei tre farmaci mentre sono in terapia ECMO. I ricercatori monitoreranno la presenza di coaguli di sangue e eventuali episodi di sanguinamento. Lo studio durerà fino al 2027 e mira a migliorare la sicurezza e l&#8217;efficacia del trattamento anticoagulante per i pazienti in ECMO.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di FX06 nei pazienti con Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-fx06-nei-pazienti-con-sindrome-da-distress-respiratorio-acuto-ards/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sulla Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS), una condizione grave che colpisce i polmoni e rende difficile la respirazione. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato FX06, somministrato come soluzione per iniezione. FX06 contiene una sostanza attiva chiamata glutenina. Lo scopo principale dello studio è verificare se FX06 può migliorare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sulla <b>Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS)</b>, una condizione grave che colpisce i polmoni e rende difficile la respirazione. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato <b>FX06</b>, somministrato come soluzione per iniezione. FX06 contiene una sostanza attiva chiamata <b>glutenina</b>. Lo scopo principale dello studio è verificare se FX06 può migliorare la gravità della malattia nei pazienti con ARDS, confrontando il tempo necessario per respirare senza assistenza tra coloro che ricevono FX06 e quelli che ricevono un placebo.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno FX06 o un placebo per un periodo massimo di 28 giorni. I ricercatori monitoreranno vari aspetti della salute dei partecipanti, come la funzione polmonare e i segni di infiammazione sistemica, per valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza del trattamento. Lo studio mira anche a osservare la durata del ricovero ospedaliero e in terapia intensiva, nonché la sopravvivenza dei pazienti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza di Reparixin in pazienti adulti con Sindrome da Distress Respiratorio Acuto</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-reparixin-in-pazienti-adulti-con-sindrome-da-distress-respiratorio-acuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:27:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS), una condizione grave che colpisce i polmoni e rende difficile la respirazione. La ricerca mira a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un farmaco chiamato Reparixin, somministrato in aggiunta alle cure standard per i pazienti adulti affetti da ARDS. Reparixin è un farmaco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla <b>Sindrome da Distress Respiratorio Acuto</b> (ARDS), una condizione grave che colpisce i polmoni e rende difficile la respirazione. La ricerca mira a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un farmaco chiamato <b>Reparixin</b>, somministrato in aggiunta alle cure standard per i pazienti adulti affetti da ARDS. <b>Reparixin</b> è un farmaco in forma di <b>compresse</b> che viene assunto per via orale. Durante lo studio, alcuni partecipanti riceveranno <b>Reparixin</b>, mentre altri riceveranno un <b>placebo</b>, che è una sostanza senza principi attivi.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è capire se <b>Reparixin</b> può migliorare il danno polmonare e ridurre l&#8217;infiammazione sistemica, aiutando i pazienti a recuperare più rapidamente e a liberarsi dalla ventilazione meccanica. Inoltre, si valuterà l&#8217;effetto del farmaco su alcuni marcatori nel sangue associati a un tipo di ARDS caratterizzato da un&#8217;elevata infiammazione. La sicurezza del farmaco sarà confrontata con quella del <b>placebo</b>.</p>
<p>Lo studio è di tipo randomizzato e a doppio cieco, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sanno chi riceve il farmaco attivo o il <b>placebo</b>. I partecipanti saranno monitorati per un periodo di tempo per osservare i cambiamenti nella loro condizione respiratoria e altri parametri di salute. L&#8217;obiettivo è raccogliere dati che possano contribuire a migliorare le opzioni di trattamento per le persone affette da ARDS.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di dexmedetomidina per ridurre la neuroinfiammazione nei pazienti post-COVID-19 con sindrome da distress respiratorio acuto</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-dexmedetomidina-per-ridurre-la-neuroinfiammazione-nei-pazienti-post-covid-19-con-sindrome-da-distress-respiratorio-acuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda pazienti che hanno superato la Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS) causata da COVID-19 e che sono stati sottoposti a ventilazione meccanica in terapia intensiva. Molti di questi pazienti sviluppano un problema chiamato delirio, che può portare a complicazioni cognitive a lungo termine. Una delle cause principali di questo delirio è la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda pazienti che hanno superato la <b>Sindrome da Distress Respiratorio Acuto</b> (ARDS) causata da <b>COVID-19</b> e che sono stati sottoposti a ventilazione meccanica in terapia intensiva. Molti di questi pazienti sviluppano un problema chiamato delirio, che può portare a complicazioni cognitive a lungo termine. Una delle cause principali di questo delirio è la <b>neuroinfiammazione</b>. Lo studio esamina l&#8217;uso di un farmaco chiamato <b>dexmedetomidina</b>, noto per le sue proprietà sedative e potenzialmente protettive per il cervello, per vedere se può ridurre questa infiammazione cerebrale.</p>
<p>Il farmaco <b>dexmedetomidina</b> verrà somministrato ai pazienti alla fine della sedazione per prevenire o trattare il delirio. L&#8217;obiettivo è valutare se questo trattamento riduce la neuroinfiammazione persistente, misurata attraverso un aumento del segnale di un radiofarmaco chiamato <b>18F-DPA-714</b> nei lobi frontali del cervello. Questo sarà rilevato utilizzando una tecnica di imaging chiamata <b>PET-MRI</b> a 24 mesi dalla dimissione dalla terapia intensiva.</p>
<p>Lo studio si svolgerà su un periodo di tempo per valutare gli effetti a lungo termine del trattamento con <b>dexmedetomidina</b>. I risultati potrebbero aiutare a migliorare la qualità della vita dei pazienti che hanno subito danni neurologici a causa del COVID-19, fornendo informazioni preziose su come gestire meglio la neuroinfiammazione post-COVID.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla vitamina C endovenosa ad alto dosaggio nei pazienti con ARDS (sindrome da distress respiratorio acuto) e sepsi</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-dellacido-ascorbico-ad-alte-dosi-nei-pazienti-con-sepsi-complicata-da-ards/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:24:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia della vitamina C ad alto dosaggio somministrata per via endovenosa in pazienti affetti da sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) associata a sepsi. La sepsi è una grave condizione in cui l&#8217;infezione causa una risposta infiammatoria in tutto il corpo, mentre l&#8217;ARDS è una forma grave di insufficienza respiratoria che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia della <b>vitamina C</b> ad alto dosaggio somministrata per via endovenosa in pazienti affetti da <b>sindrome da distress respiratorio acuto</b> (ARDS) associata a <b>sepsi</b>. La sepsi è una grave condizione in cui l&#8217;infezione causa una risposta infiammatoria in tutto il corpo, mentre l&#8217;ARDS è una forma grave di insufficienza respiratoria che richiede supporto respiratorio.</p>
<p>Lo studio utilizza due trattamenti: <b>Laroscorbine</b> (una soluzione iniettabile di vitamina C) e una soluzione di <b>cloruro di sodio</b> come placebo. Il trattamento viene somministrato per via endovenosa per un periodo di 4 giorni. La dose giornaliera massima di vitamina C è di 200 mg per chilogrammo di peso corporeo.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è verificare se la somministrazione di alte dosi di vitamina C possa ridurre il rischio di morte o il persistere di problemi agli organi nei pazienti ricoverati in <b>terapia intensiva</b>. Per problemi agli organi si intende la necessità continuata di ventilazione meccanica, terapia sostitutiva renale o farmaci per mantenere la pressione sanguigna a livelli normali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza di anakinra in pazienti con sindrome da distress respiratorio acuto non correlata a COVID-19</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-anakinra-in-pazienti-con-sindrome-da-distress-respiratorio-acuto-non-correlata-a-covid-19/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:24:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sulla valutazione dell&#8217;efficacia e della sicurezza di un farmaco chiamato anakinra nel trattamento della Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS) non correlata al COVID-19. L&#8217;ARDS è una condizione grave che colpisce i polmoni, causando difficoltà respiratorie e richiedendo spesso l&#8217;uso di ventilazione meccanica. Il farmaco Kineret, che contiene anakinra, viene somministrato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sulla valutazione dell&#8217;efficacia e della sicurezza di un farmaco chiamato <b>anakinra</b> nel trattamento della <b>Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS)</b> non correlata al COVID-19. L&#8217;ARDS è una condizione grave che colpisce i polmoni, causando difficoltà respiratorie e richiedendo spesso l&#8217;uso di ventilazione meccanica. Il farmaco <b>Kineret</b>, che contiene anakinra, viene somministrato tramite iniezione sottocutanea.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare il numero di giorni in cui i pazienti possono respirare senza l&#8217;ausilio della ventilazione meccanica. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento con anakinra e saranno monitorati per osservare eventuali miglioramenti nella loro capacità respiratoria e per valutare la sicurezza del farmaco. Lo studio esaminerà anche altri aspetti, come la mortalità a 28 giorni e il miglioramento del rapporto tra ossigeno nel sangue e aria inalata.</p>
<p>Il trattamento con anakinra durerà fino a un massimo di 14 giorni. I risultati dello studio aiuteranno a comprendere meglio se anakinra può essere un&#8217;opzione efficace per i pazienti con ARDS non correlata al COVID-19, migliorando la loro qualità di vita e riducendo la necessità di supporto ventilatorio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Efficacia della Gelsolina Umana Ricombinante per la Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS) in Pazienti con Polmonite o Altre Infezioni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-della-gelsolina-umana-ricombinante-per-la-sindrome-da-distress-respiratorio-acuto-ards-in-pazienti-con-polmonite-o-altre-infezioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:24:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS), una condizione grave che può verificarsi a causa di polmonite o altre infezioni. Questa sindrome provoca difficoltà respiratorie significative e richiede spesso supporto ventilatorio. Il trattamento in esame è il Gelsolina Umana Ricombinante (rhu-pGSN), somministrato per via endovenosa, che sarà confrontato con un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla <b>Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS)</b>, una condizione grave che può verificarsi a causa di <b>polmonite</b> o altre infezioni. Questa sindrome provoca difficoltà respiratorie significative e richiede spesso supporto ventilatorio. Il trattamento in esame è il <b>Gelsolina Umana Ricombinante</b> (rhu-pGSN), somministrato per via endovenosa, che sarà confrontato con un <b>placebo</b>. L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare se il rhu-pGSN, in aggiunta alle cure standard, è sicuro ed efficace nel trattamento dell&#8217;ARDS moderata o grave.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento assegnato e saranno monitorati per un periodo di tempo per osservare eventuali miglioramenti nella loro condizione respiratoria. Saranno valutati aspetti come il numero di giorni senza ventilazione meccanica e la sopravvivenza senza supporto respiratorio. La sicurezza del trattamento sarà attentamente controllata, osservando eventuali effetti collaterali o anomalie nei test di laboratorio.</p>
<p>Lo studio è progettato per fornire informazioni importanti su come il rhu-pGSN potrebbe aiutare le persone con ARDS a causa di infezioni gravi. I risultati potrebbero contribuire a migliorare le opzioni di trattamento per questa condizione critica. La durata stimata dello studio è fino al 2026, con l&#8217;inizio del reclutamento previsto per il 2024.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Dornase Alfa per ridurre l&#8217;incidenza di ARDS nei pazienti con trauma grave in terapia intensiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:21:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su pazienti con trauma grave che sono ricoverati in terapia intensiva e necessitano di ventilazione meccanica. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato dornase alfa, somministrato per via inalatoria, nel ridurre l&#8217;incidenza della sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) di grado moderato o severo. La sindrome da distress respiratorio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su pazienti con <b>trauma grave</b> che sono ricoverati in terapia intensiva e necessitano di ventilazione meccanica. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato <b>dornase alfa</b>, somministrato per via inalatoria, nel ridurre l&#8217;incidenza della <b>sindrome da distress respiratorio acuto</b> (ARDS) di grado moderato o severo. La <b>sindrome da distress respiratorio acuto</b> è una condizione in cui i polmoni non riescono a fornire abbastanza ossigeno al corpo, spesso a causa di lesioni o infezioni gravi.</p>
<p>Nel corso dello studio, i pazienti riceveranno <b>dornase alfa</b> o un placebo, che è una sostanza senza effetto terapeutico, per confrontare i risultati. Il trattamento sarà somministrato nei primi sette giorni dopo il trauma. <b>Dornase alfa</b> è un farmaco che aiuta a ridurre il muco nei polmoni, facilitando la respirazione. Lo studio mira a dimostrare che l&#8217;uso precoce di questo farmaco può ridurre la gravità della <b>sindrome da distress respiratorio acuto</b> nei pazienti con <b>trauma grave</b>.</p>
<p>La ricerca è progettata per essere condotta in modo da garantire che né i pazienti né i medici sappiano chi riceve il farmaco attivo o il placebo, per assicurare risultati imparziali. I partecipanti saranno monitorati attentamente durante il periodo di trattamento per valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza del farmaco. Lo studio si propone di fornire nuove informazioni su come gestire meglio i pazienti con <b>trauma grave</b> e prevenire complicazioni respiratorie gravi.</p>
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		<title>Studio sulla sedazione inalatoria con sevoflurano in pazienti critici a rischio di sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-sevoflurano-per-la-sedazione-in-pazienti-critici-a-rischio-di-sindrome-da-distress-respiratorio-acuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina l&#8217;uso del sevoflurano per via inalatoria nei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva che presentano un rischio elevato di sviluppare la Sindrome da Distress Respiratorio Acuto. Il sevoflurano viene somministrato attraverso un sistema di inalazione specifico chiamato Sistema Anaconda. La ricerca confronta l&#8217;efficacia della sedazione inalatoria con sevoflurano rispetto alla sedazione endovenosa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina l&#8217;uso del <b>sevoflurano</b> per via inalatoria nei pazienti ricoverati in <b>Terapia Intensiva</b> che presentano un rischio elevato di sviluppare la <b>Sindrome da Distress Respiratorio Acuto</b>. Il sevoflurano viene somministrato attraverso un sistema di inalazione specifico chiamato <b>Sistema Anaconda</b>.</p>
<p>La ricerca confronta l&#8217;efficacia della sedazione inalatoria con sevoflurano rispetto alla sedazione endovenosa standard che utilizza farmaci come <b>dexmedetomidina</b>, <b>midazolam</b> e <b>propofol</b>. Durante lo studio, i pazienti potrebbero ricevere anche altri farmaci necessari per il loro trattamento, come il <b>cisatracurio</b> per il rilassamento muscolare.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare se la sedazione con sevoflurano possa migliorare l&#8217;ossigenazione del sangue nei pazienti sottoposti a <b>ventilazione meccanica</b>. Durante il trattamento, che può durare fino a cinque giorni, vengono monitorate diverse funzioni dell&#8217;organismo, tra cui la capacità respiratoria, le complicanze polmonari e la durata della degenza in terapia intensiva.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di [68Ga]FAPI-46 per rilevare l&#8217;attività dei fibroblasti in pazienti con ARDS non risolutiva in terapia intensiva</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-68gafapi-46-per-rilevare-lattivita-dei-fibroblasti-in-pazienti-con-ards-non-risolutiva-in-terapia-intensiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca si concentra su una condizione medica chiamata Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS) che non si risolve facilmente. Questa condizione colpisce i polmoni e può portare a difficoltà respiratorie gravi. Lo studio utilizza un farmaco chiamato [68Ga]FAPI-46, somministrato come soluzione per iniezione, per aiutare a visualizzare l&#8217;attività delle cellule fibrogeniche nei polmoni dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca si concentra su una condizione medica chiamata <b>Sindrome da Distress Respiratorio Acuto</b> (ARDS) che non si risolve facilmente. Questa condizione colpisce i polmoni e può portare a difficoltà respiratorie gravi. Lo studio utilizza un farmaco chiamato <b>[68Ga]FAPI-46</b>, somministrato come soluzione per iniezione, per aiutare a visualizzare l&#8217;attività delle cellule fibrogeniche nei polmoni dei pazienti affetti da ARDS non risolutiva.</p>
<p>Il farmaco <b>[68Ga]FAPI-46</b> viene utilizzato insieme a una tecnica di imaging chiamata <b>PET/CT</b> per osservare l&#8217;attività delle cellule nei polmoni. L&#8217;obiettivo principale dello studio è capire come l&#8217;attività delle cellule fibrogeniche nei polmoni sia collegata alla mortalità a 28 giorni, ai giorni senza ventilazione e alla durata del soggiorno in terapia intensiva. I pazienti coinvolti nello studio sono quelli che non mostrano miglioramenti significativi dopo cinque giorni dalla diagnosi di ARDS.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno il farmaco <b>[68Ga]FAPI-46</b> tramite iniezione endovenosa. Successivamente, verrà eseguita una scansione PET/CT per monitorare l&#8217;attività delle cellule fibrogeniche nei polmoni. I risultati ottenuti aiuteranno a comprendere meglio la relazione tra l&#8217;attività cellulare e le condizioni cliniche dei pazienti, come la pressione respiratoria e i marcatori di infiammazione nel sangue. Lo studio mira a migliorare la comprensione e il trattamento dell&#8217;ARDS non risolutiva.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Imlifidase per pazienti con vasculite associata ad ANCA e emorragia polmonare</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-imlifidase-per-pazienti-con-vasculite-associata-ad-anca-e-emorragia-polmonare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca riguarda una malattia chiamata vasculite associata ad ANCA, che può causare gravi problemi ai polmoni, come emorragie. Questa condizione è caratterizzata dalla presenza di anticorpi specifici nel sangue che attaccano i vasi sanguigni, causando infiammazione e danni. La ricerca si concentra su pazienti con emorragia polmonare diffusa, una complicazione grave di questa malattia. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca riguarda una malattia chiamata <b>vasculite associata ad ANCA</b>, che può causare gravi problemi ai polmoni, come emorragie. Questa condizione è caratterizzata dalla presenza di anticorpi specifici nel sangue che attaccano i vasi sanguigni, causando infiammazione e danni. La ricerca si concentra su pazienti con emorragia polmonare diffusa, una complicazione grave di questa malattia.</p>
<p>Il trattamento in studio utilizza un farmaco chiamato <b>imlifidase</b>, noto anche come <b>Idefirix</b>. Questo farmaco è somministrato tramite infusione endovenosa e agisce riducendo i livelli di anticorpi che causano la malattia. L&#8217;obiettivo principale della ricerca è valutare l&#8217;efficacia di imlifidase in combinazione con le cure standard per migliorare la condizione dei pazienti affetti da questa forma grave di vasculite.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento con imlifidase e saranno monitorati per osservare eventuali cambiamenti nei livelli di anticorpi e miglioramenti nella funzione polmonare e renale. Saranno anche valutati per eventuali effetti collaterali o complicazioni infettive. La ricerca mira a determinare se l&#8217;aggiunta di imlifidase alle cure standard possa offrire benefici significativi per i pazienti con vasculite associata ad ANCA e emorragia polmonare.</p>
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