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	<title>Restrizione della crescita fetale | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Restrizione della crescita fetale | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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		<title>Studio sull&#8217;uso dell&#8217;enoxaparina nel trattamento della restrizione della crescita fetale precoce: valutazione dell&#8217;età gestazionale al parto</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento del ritardo di crescita fetale, una condizione in cui il feto non cresce secondo i parametri attesi durante la gravidanza. La ricerca valuta l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato enoxaparina sodica, che appartiene alla categoria delle eparine a basso peso molecolare. Questo medicinale viene somministrato tramite iniezione sottocutanea e viene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento del <b>ritardo di crescita fetale</b>, una condizione in cui il feto non cresce secondo i parametri attesi durante la gravidanza. La ricerca valuta l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato <b>enoxaparina sodica</b>, che appartiene alla categoria delle eparine a basso peso molecolare. Questo medicinale viene somministrato tramite <b>iniezione sottocutanea</b> e viene utilizzato per migliorare il flusso sanguigno nella placenta.</p>
<p>Lo studio, denominato HepaGrowth, ha lo scopo di determinare se l&#8217;utilizzo di enoxaparina possa prolungare il tempo di gestazione nei casi di ritardo di crescita fetale precoce. Il trattamento prevede la somministrazione di 4.000 unità internazionali di enoxaparina al giorno, per un periodo che può durare fino a 24 settimane.</p>
<p>Durante lo studio, vengono monitorate diverse caratteristiche della gravidanza, tra cui la crescita del feto, il flusso del sangue attraverso vari vasi sanguigni della madre e del feto, e le condizioni generali sia della madre che del bambino. Vengono anche valutati diversi aspetti della salute del neonato dopo la nascita, come il peso alla nascita e l&#8217;eventuale necessità di cure intensive neonatali.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;uso del palloncino di Cook rispetto al dinoprostone per l&#8217;induzione del travaglio in gravidanze a termine con restrizione della crescita fetale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:22:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su una condizione chiamata restrizione della crescita fetale, che si verifica quando un bambino non cresce come dovrebbe durante la gravidanza. Questo può portare a complicazioni sia per la madre che per il bambino. Lo scopo dello studio è confrontare due metodi per indurre il travaglio nelle gravidanze a termine con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su una condizione chiamata <strong>restrizione della crescita fetale</strong>, che si verifica quando un bambino non cresce come dovrebbe durante la gravidanza. Questo può portare a complicazioni sia per la madre che per il bambino. Lo scopo dello studio è confrontare due metodi per indurre il travaglio nelle gravidanze a termine con questa condizione. Uno dei metodi utilizza un dispositivo chiamato <strong>palloncino di Cook</strong>, mentre l&#8217;altro utilizza un farmaco chiamato <strong>dinoprostone</strong>, che viene somministrato attraverso un sistema di rilascio vaginale.</p>
<p>Il <strong>dinoprostone</strong> è un farmaco che aiuta a preparare il collo dell&#8217;utero per il parto, rendendolo più morbido e pronto per l&#8217;apertura. Il palloncino di Cook è un dispositivo che viene inserito nel collo dell&#8217;utero e gonfiato per aiutare a dilatarlo. Lo studio mira a determinare quale dei due metodi sia più efficace nel favorire un parto vaginale senza aumentare i rischi per il neonato.</p>
<p>Le partecipanti allo studio saranno donne in gravidanza a partire dalla 37ª settimana, con una diagnosi di restrizione della crescita fetale. Durante lo studio, verrà utilizzato uno dei due metodi per indurre il travaglio, e i risultati verranno confrontati per vedere quale metodo offre migliori possibilità di parto vaginale. Lo studio si propone di concludersi entro marzo 2025.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;uso dell&#8217;ecografia con contrasto con esafluoruro di zolfo per la restrizione della crescita fetale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:21:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su una condizione chiamata restrizione della crescita fetale, che si verifica quando un feto non cresce come previsto durante la gravidanza. Questo può portare a complicazioni sia per la madre che per il bambino. La ricerca utilizza un metodo chiamato ultrasuoni con contrasto per esaminare la circolazione del sangue nella placenta, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su una condizione chiamata <b>restrizione della crescita fetale</b>, che si verifica quando un feto non cresce come previsto durante la gravidanza. Questo può portare a complicazioni sia per la madre che per il bambino. La ricerca utilizza un metodo chiamato <b>ultrasuoni con contrasto</b> per esaminare la circolazione del sangue nella placenta, l&#8217;organo che fornisce nutrimento al feto. L&#8217;obiettivo principale è confrontare i risultati degli ultrasuoni tra due gruppi di donne: quelle con restrizione della crescita fetale e quelle senza.</p>
<p>Per lo studio, viene utilizzato un agente di contrasto chiamato <b>esafluoruro di zolfo</b>, che aiuta a migliorare la visibilità del flusso sanguigno durante l&#8217;ecografia. Questo agente viene somministrato tramite un&#8217;iniezione e permette di ottenere immagini più dettagliate della placenta. Le partecipanti allo studio sono donne in gravidanza che hanno richiesto un&#8217;interruzione medica della gravidanza tra la 16ª e la 38ª settimana di gestazione.</p>
<p>Lo studio mira a raccogliere dati sulla circolazione placentare e a confrontare i parametri ottenuti con l&#8217;ultrasuono tra i due gruppi di donne. Inoltre, verranno esaminati campioni di placenta per studiare la deposizione dell&#8217;esafluoruro di zolfo e altre caratteristiche istologiche. I risultati potrebbero fornire informazioni preziose per comprendere meglio la restrizione della crescita fetale e migliorare le cure prenatali. Lo studio è previsto per concludersi nel 2028.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso dell&#8217;acido acetilsalicilico nelle donne in gravidanza con ipertensione cronica per prevenire complicazioni materno-fetali</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-dellacido-acetilsalicilico-per-lipertensione-cronica-in-gravidanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina l&#8217;uso dell&#8217;acido acetilsalicilico (aspirina) in donne incinte con ipertensione cronica. L&#8217;ipertensione cronica durante la gravidanza è una condizione in cui la pressione sanguigna rimane costantemente elevata e può causare complicazioni sia per la madre che per il bambino. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di una dose giornaliera di 150 mg di acido [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina l&#8217;uso dell&#8217;<b>acido acetilsalicilico</b> (aspirina) in donne incinte con <b>ipertensione cronica</b>. L&#8217;ipertensione cronica durante la gravidanza è una condizione in cui la pressione sanguigna rimane costantemente elevata e può causare complicazioni sia per la madre che per il bambino.</p>
<p>La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di una dose giornaliera di 150 mg di <b>acido acetilsalicilico</b> rispetto al placebo nella prevenzione di complicazioni come la <b>preeclampsia</b> (una grave condizione caratterizzata da pressione alta e danni agli organi), il <b>distacco della placenta</b> e il <b>ritardo della crescita fetale</b>. Lo studio coinvolge donne in gravidanza tra le 10 e le 20 settimane di gestazione.</p>
<p>Durante lo studio, le partecipanti riceveranno o l&#8217;<b>acido acetilsalicilico</b> in forma di compresse gastroresistenti o un placebo. Il trattamento continuerà per sei mesi, e le pazienti saranno monitorate per valutare la loro salute e quella del bambino. Questo permetterà di comprendere se il farmaco può aiutare a prevenire gravi complicazioni della gravidanza nelle donne con pressione alta.</p>
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