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	<title>Resistenza ai patogeni | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Resistenza ai patogeni | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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		<title>Studio sul trapianto di microbiota fecale in capsule per eliminare i batteri multiresistenti in pazienti colonizzati da batteri Gram-negativi multiresistenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:31:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia del trapianto di microbiota fecale nel trattamento di pazienti che hanno nel loro organismo dei batteri multiresistenti. Questi batteri sono particolarmente difficili da eliminare perché sono resistenti a molti antibiotici comuni. Il trattamento prevede l&#8217;assunzione di capsule contenenti microorganismi benefici provenienti da donatori sani. Lo studio utilizza due tipi di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia del <b>trapianto di microbiota fecale</b> nel trattamento di pazienti che hanno nel loro organismo dei <b>batteri multiresistenti</b>. Questi batteri sono particolarmente difficili da eliminare perché sono resistenti a molti antibiotici comuni. Il trattamento prevede l&#8217;assunzione di capsule contenenti microorganismi benefici provenienti da donatori sani.</p>
<p>Lo studio utilizza due tipi di trattamento: capsule contenenti il <b>microbiota fecale allogenico</b> (proveniente da donatori) e capsule <b>placebo</b>. Le capsule vengono somministrate per via orale e il trattamento ha una durata di due giorni. Durante questo periodo, i pazienti dovranno assumere un totale di 50 capsule.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è verificare se questo trattamento è efficace nell&#8217;eliminare i batteri resistenti dall&#8217;organismo dei pazienti. I risultati verranno valutati circa un mese dopo l&#8217;inizio del trattamento. Questo approccio rappresenta una nuova strategia per combattere le infezioni causate da batteri che non rispondono più ai comuni antibiotici.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;uso di piperacillina-tazobactam e temocillina per infezioni gravi da Enterobacteriaceae in pazienti in terapia intensiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su infezioni gravi causate da batteri chiamati Enterobacteriaceae che producono un enzima noto come beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL). Queste infezioni sono comuni nei pazienti ricoverati in terapia intensiva. Il trattamento standard per queste infezioni spesso include un tipo di antibiotico chiamato carbapenem. Tuttavia, lo studio esplora l&#8217;uso di alternative ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su infezioni gravi causate da batteri chiamati <b>Enterobacteriaceae</b> che producono un enzima noto come <b>beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL)</b>. Queste infezioni sono comuni nei pazienti ricoverati in terapia intensiva. Il trattamento standard per queste infezioni spesso include un tipo di antibiotico chiamato <b>carbapenem</b>. Tuttavia, lo studio esplora l&#8217;uso di alternative ai carbapenem, come <b>piperacillina/tazobactam</b> e <b>temocillina</b>, per vedere se sono altrettanto efficaci nel ridurre la mortalità.</p>
<p>Il farmaco <b>meropenem</b> è un carbapenem comunemente usato per trattare queste infezioni. In questo studio, i pazienti riceveranno uno dei seguenti trattamenti: <b>meropenem</b>, <b>piperacillina/tazobactam</b>, o <b>temocillina</b>. Questi farmaci saranno somministrati tramite infusione, un metodo che permette al farmaco di entrare direttamente nel flusso sanguigno. Lo scopo principale è determinare se i trattamenti alternativi sono efficaci quanto il meropenem nel ridurre il rischio di morte entro 30 giorni dall&#8217;inizio del trattamento.</p>
<p>Lo studio durerà fino a 21 giorni per ciascun paziente, con un monitoraggio della loro salute fino a 90 giorni. Durante questo periodo, verranno osservati diversi aspetti, come la durata del soggiorno in terapia intensiva e in ospedale, la ricorrenza dell&#8217;infezione, e la presenza di eventuali effetti collaterali. L&#8217;obiettivo è trovare un trattamento efficace che possa ridurre l&#8217;uso di carbapenem, contribuendo a prevenire la resistenza agli antibiotici.</p>
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