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	<title>Patologia neurodegenerativa | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Patologia neurodegenerativa | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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		<title>Studio sulla sicurezza e l&#8217;efficacia del donanemab in pazienti con malattia di Alzheimer in fase precoce</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:33:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda la malattia di Alzheimer in fase precoce sintomatica, una condizione che colpisce il cervello causando problemi di memoria e difficoltà nel pensiero. Durante lo studio verrà utilizzato donanemab, un farmaco sperimentale che agisce contro una proteina chiamata amiloide beta che si accumula nel cervello delle persone con questa malattia. Oltre al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda la <b>malattia di Alzheimer</b> in fase precoce sintomatica, una condizione che colpisce il cervello causando problemi di memoria e difficoltà nel pensiero. Durante lo studio verrà utilizzato <b>donanemab</b>, un farmaco sperimentale che agisce contro una proteina chiamata amiloide beta che si accumula nel cervello delle persone con questa malattia. Oltre al donanemab o al placebo, che verranno somministrati attraverso infusione in vena, nello studio vengono utilizzate anche sostanze per esami diagnostici come <b>florbetapir</b> e <b>flortaucipir</b>, che permettono di vedere attraverso scansioni speciali le proteine anormali presenti nel cervello. Come sostanza di confronto viene utilizzato <b>cloruro di sodio</b> per le infusioni.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il donanemab, rispetto al placebo, può rallentare il peggioramento dei sintomi nelle persone con malattia di Alzheimer in fase precoce. I partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo prolungato e verranno sottoposti a controlli regolari per valutare come cambia la loro capacità di svolgere le attività quotidiane e le funzioni cognitive come la memoria e il ragionamento. Durante lo studio verranno effettuate scansioni del cervello per misurare i cambiamenti nelle proteine anormali presenti nel tessuto cerebrale.</p>
<p>I partecipanti devono avere cambiamenti graduali e progressivi nella memoria da almeno sei mesi, confermati dalla persona stessa o da chi la conosce bene. È necessario che ogni partecipante abbia un accompagnatore che possa fornire informazioni sul suo stato di salute e sulle sue capacità nella vita quotidiana. Lo studio prevede l&#8217;uso di scansioni cerebrali per confermare la presenza di amiloide nel cervello prima di iniziare il trattamento. I risultati principali dello studio verranno misurati attraverso una scala che valuta insieme le capacità cognitive e funzionali della persona dopo circa un anno e mezzo di trattamento.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;Influenza della Dexmedetomidina sul Flusso Cerebrospinale nei Pazienti con Malattie Neurodegenerative e Delirium</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:31:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su alcune malattie neurologiche, tra cui le malattie neurodegenerative, il delirio e le malattie neurologiche acute. Il trattamento utilizzato nello studio è un farmaco chiamato Dexmedetomidina, somministrato come soluzione per infusione. Questo farmaco viene studiato per capire come influisce sul flusso del liquido cerebrospinale, sull&#8217;attività neurale e sul flusso sanguigno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su alcune malattie neurologiche, tra cui le <em>malattie neurodegenerative</em>, il <em>delirio</em> e le <em>malattie neurologiche acute</em>. Il trattamento utilizzato nello studio è un farmaco chiamato <em>Dexmedetomidina</em>, somministrato come soluzione per infusione. Questo farmaco viene studiato per capire come influisce sul flusso del liquido cerebrospinale, sull&#8217;attività neurale e sul flusso sanguigno cerebrale.</p>
<p>Lo scopo dello studio è esaminare come la <em>Dexmedetomidina</em> influisce su vari aspetti del cervello, utilizzando tecniche di imaging avanzate come la <em>risonanza magnetica funzionale (MRI)</em>. Durante lo studio, i partecipanti saranno sottoposti a diversi livelli di sedazione con <em>Dexmedetomidina</em> per osservare i cambiamenti nell&#8217;attività cerebrale e nel flusso del liquido cerebrospinale. Saranno anche monitorati altri parametri come l&#8217;attività elettrica del cervello attraverso l&#8217;<em>elettroencefalogramma (EEG)</em>.</p>
<p>Lo studio prevede di raccogliere dati su come il cervello reagisce in stati di coscienza diversi e sotto l&#8217;influenza della <em>Dexmedetomidina</em>. I risultati potrebbero aiutare a comprendere meglio il funzionamento del cervello in condizioni normali e patologiche, contribuendo a migliorare le terapie per le malattie neurologiche. Durante lo studio, verranno anche esaminati vari biomarcatori nel sangue per vedere come cambiano in risposta al trattamento e alla qualità del sonno dei partecipanti.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;accuratezza diagnostica di [18F]RO6958948 e Flutemetamolo (18F) per anziani sani e pazienti con sintomi cognitivi lievi a rischio di Alzheimer.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:31:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su disturbi neurodegenerativi con patologia Tau, tra cui il morbo di Alzheimer, la paralisi sopranucleare progressiva, la demenza frontotemporale, la degenerazione corticobasale e il lieve deterioramento cognitivo. Queste condizioni possono influenzare la memoria, il pensiero e il comportamento delle persone. Lo scopo dello studio è migliorare la diagnosi e la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su disturbi neurodegenerativi con patologia Tau, tra cui il <i>morbo di Alzheimer</i>, la paralisi sopranucleare progressiva, la demenza frontotemporale, la degenerazione corticobasale e il lieve deterioramento cognitivo. Queste condizioni possono influenzare la memoria, il pensiero e il comportamento delle persone. Lo scopo dello studio è migliorare la diagnosi e la comprensione di questi disturbi cognitivi.</p>
<p>Nel corso dello studio, verranno utilizzati due trattamenti sotto forma di soluzioni per iniezione: <i>Vizamyl</i> e un farmaco sperimentale noto come <i>[18F]RO6958948</i>. Entrambi i trattamenti contengono sostanze chimiche che aiutano a visualizzare specifiche aree del cervello attraverso una tecnica di imaging chiamata PET (tomografia a emissione di positroni). Questo aiuta i medici a identificare le persone anziane sane e quelle con sintomi cognitivi lievi che potrebbero essere a rischio di sviluppare demenza.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno una singola iniezione di uno dei due trattamenti. Successivamente, verranno sottoposti a una scansione PET per osservare come il cervello assorbe queste sostanze. Questo processo aiuterà a determinare se ci sono segnali specifici nel cervello che possono indicare la presenza di una malattia neurodegenerativa. Lo studio mira a raccogliere dati fino al 2028 per migliorare la diagnosi e il trattamento di queste condizioni.</p>
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		<title>Studio di Continuazione di Latozinemab per Pazienti con Malattie Neurodegenerative</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:26:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda le malattie neurodegenerative, un gruppo di condizioni che colpiscono il sistema nervoso e peggiorano nel tempo. Queste malattie possono influenzare la memoria, il movimento e altre funzioni cerebrali. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato latozinemab, somministrato come soluzione per infusione. L&#8217;obiettivo principale dello studio è fornire un accesso continuo a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda le <b>malattie neurodegenerative</b>, un gruppo di condizioni che colpiscono il sistema nervoso e peggiorano nel tempo. Queste malattie possono influenzare la memoria, il movimento e altre funzioni cerebrali. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato <b>latozinemab</b>, somministrato come soluzione per infusione. L&#8217;obiettivo principale dello studio è fornire un accesso continuo a latozinemab per i partecipanti che hanno già preso parte a un precedente studio con questo farmaco.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno latozinemab attraverso un&#8217;infusione endovenosa. Il farmaco è stato sviluppato da Alector Inc. e viene somministrato per un periodo massimo di 39 settimane. Lo studio mira a monitorare il numero di partecipanti che ricevono il trattamento e la durata del trattamento stesso. Inoltre, verranno osservati eventuali effetti collaterali e la loro gravità.</p>
<p>Lo studio valuterà anche la risposta dei partecipanti al trattamento ogni tre mesi, utilizzando strumenti di valutazione clinica. Questo aiuterà a comprendere meglio l&#8217;efficacia e la sicurezza di latozinemab nelle persone con malattie neurodegenerative. Latozinemab è un farmaco che agisce su specifiche proteine nel corpo, e il suo utilizzo è destinato a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da queste malattie. </p>
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