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	<title>Patologia autoimmune | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Patologia autoimmune | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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		<title>Studio sull&#8217;uso di Anakinra nei bambini con Artrite Idiopatica Giovanile Sistemica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sylwester Kudaj]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 06:05:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca riguarda una malattia chiamata Artrite Idiopatica Giovanile Sistemica (sJIA), che è un tipo di disturbo autoimmune che colpisce le articolazioni nei bambini. Questo studio esamina l&#8217;uso di un farmaco chiamato anakinra, noto anche come Kineret, che viene somministrato tramite iniezioni sottocutanee. L&#8217;obiettivo è capire se è possibile ridurre il numero di iniezioni necessarie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca riguarda una malattia chiamata <b>Artrite Idiopatica Giovanile Sistemica</b> (sJIA), che è un tipo di disturbo autoimmune che colpisce le articolazioni nei bambini. Questo studio esamina l&#8217;uso di un farmaco chiamato <b>anakinra</b>, noto anche come <b>Kineret</b>, che viene somministrato tramite iniezioni sottocutanee. L&#8217;obiettivo è capire se è possibile ridurre il numero di iniezioni necessarie per mantenere la malattia inattiva nel primo anno di trattamento, utilizzando un indicatore biologico chiamato <b>IL-18</b>.</p>
<p>Il farmaco <b>anakinra</b> è un antagonista del recettore dell&#8217;interleuchina-1 (rIL-1RA), che aiuta a ridurre l&#8217;infiammazione. Lo studio prevede di monitorare i pazienti per un anno per vedere quanti riescono a mantenere la malattia inattiva senza farmaci. Inoltre, si valuterà il numero di riacutizzazioni della malattia e se i pazienti devono cambiare trattamento a causa di un fallimento terapeutico. Alcuni partecipanti riceveranno un placebo per confrontare i risultati.</p>
<p>Lo studio si concentra su bambini e adolescenti con sJIA, di età compresa tra 8 mesi e 16 anni. I partecipanti inizieranno con una fase di osservazione e, se rispondono bene al trattamento iniziale, passeranno a una fase in cui il farmaco verrà gradualmente ridotto e poi interrotto. L&#8217;obiettivo è determinare se è possibile mantenere la malattia inattiva con meno iniezioni rispetto al passato, migliorando così la qualità della vita dei pazienti.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;interruzione del trattamento con Prednisone nei pazienti con disturbi infiammatori o autoimmuni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullinterruzione-del-trattamento-con-prednisone-nei-pazienti-con-disturbi-infiammatori-o-autoimmuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 08:15:21 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://demo.badaniakliniczne.pl/?post_type=trial&#038;p=66772</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su disturbi infiammatori o autoimmuni, che sono condizioni in cui il sistema immunitario attacca il corpo stesso, causando infiammazione e danni ai tessuti. Il trattamento in esame utilizza prednisone, un tipo di farmaco chiamato glucocorticoide, che aiuta a ridurre l&#8217;infiammazione e sopprimere il sistema immunitario. Il prednisone viene somministrato sotto forma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su disturbi <b>infiammatori</b> o <b>autoimmuni</b>, che sono condizioni in cui il sistema immunitario attacca il corpo stesso, causando infiammazione e danni ai tessuti. Il trattamento in esame utilizza <b>prednisone</b>, un tipo di farmaco chiamato glucocorticoide, che aiuta a ridurre l&#8217;infiammazione e sopprimere il sistema immunitario. Il prednisone viene somministrato sotto forma di compresse e il dosaggio giornaliero è di almeno 7,5 milligrammi.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare due metodi di interruzione del trattamento con glucocorticoidi: una sospensione immediata e una riduzione graduale nell&#8217;arco di quattro settimane. Si vuole verificare se interrompere rapidamente il trattamento con glucocorticoidi in pazienti con disturbi infiammatori non porti a risultati clinici peggiori rispetto a una riduzione graduale. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno prednisone o un placebo, e saranno monitorati per eventuali effetti collaterali o necessità di ulteriori trattamenti.</p>
<p>Il corso dello studio prevede che i partecipanti siano seguiti per un periodo di tempo per osservare eventuali ricoveri, decessi, necessità di riprendere il trattamento con glucocorticoidi o crisi surrenaliche, che sono situazioni in cui il corpo non produce abbastanza ormoni steroidei. I risultati aiuteranno a capire quale metodo di interruzione del trattamento è più sicuro ed efficace per i pazienti con queste condizioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Studio sulla terapia con cellule CAR T anti-CD19 per pazienti con malattie autoimmuni sistemiche refrattarie</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-terapia-con-cellule-car-t-anti-cd19-per-pazienti-con-malattie-autoimmuni-sistemiche-refrattarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 08:10:24 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://demo.badaniakliniczne.pl/?post_type=trial&#038;p=75802</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su malattie autoimmuni sistemiche refrattarie, che sono condizioni in cui il sistema immunitario attacca erroneamente il corpo stesso. Le malattie specifiche coinvolte includono il lupus eritematoso sistemico (SLE), la sclerosi sistemica (SSc), la dermatomiosite/polimiosite (DM/PM) e la vasculite associata agli anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili (AAV). Queste malattie sono caratterizzate da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su malattie autoimmuni sistemiche refrattarie, che sono condizioni in cui il sistema immunitario attacca erroneamente il corpo stesso. Le malattie specifiche coinvolte includono il lupus eritematoso sistemico (SLE), la sclerosi sistemica (SSc), la dermatomiosite/polimiosite (DM/PM) e la vasculite associata agli anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili (AAV). Queste malattie sono caratterizzate da un&#8217;attività anomala delle cellule B, un tipo di cellula del sistema immunitario.</p>
<p>Il trattamento in studio è una terapia innovativa chiamata <em>anti-CD19 CAR T-cell therapy</em>, che utilizza cellule T modificate per riconoscere e attaccare le cellule B anomale. Le cellule T sono un altro tipo di cellula del sistema immunitario, e in questo trattamento vengono modificate per esprimere un recettore specifico (CAR) che le guida verso le cellule B. Il trattamento prevede l&#8217;infusione di queste cellule T modificate nel paziente. Altri farmaci utilizzati nello studio includono <em>levetiracetam</em>, <em>fludarabina</em>, <em>tocilizumab</em> e <em>ciclofosfamide</em>, somministrati per via endovenosa.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare la sicurezza di questa terapia nei pazienti con malattie autoimmuni attive guidate dalle cellule B. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento e saranno monitorati per eventuali effetti collaterali e per valutare l&#8217;efficacia clinica del trattamento. Lo studio si svolgerà per un periodo di tempo definito, con un monitoraggio continuo per osservare la risposta al trattamento e la durata degli effetti benefici. Un placebo potrebbe essere utilizzato per confrontare i risultati. L&#8217;obiettivo è capire se questa terapia può offrire un nuovo approccio per gestire queste malattie complesse.</p>
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