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	<title>Osteomielite | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Osteomielite | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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		<title>Studio sull’efficacia e sicurezza dell’acido zoledronico vs placebo per ridurre il dolore in bambini con osteomielite cronica ricorrente multifocale resistente ai FANS</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 13:38:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Chronic recurrent multifocal osteomyelitis è una malattia rara che provoca infiammazione e dolore alle ossa, spesso in più sedi contemporaneamente. Nei bambini colpiti, il dolore può limitare le attività quotidiane e la scuola, e i farmaci antinfiammatori non steroidei (NSAID) non sempre riescono a controllarlo. Lo studio confronta l’utilizzo di zoledronic acid, somministrato per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>Chronic recurrent multifocal osteomyelitis</b> è una malattia rara che provoca infiammazione e dolore alle ossa, spesso in più sedi contemporaneamente. Nei bambini colpiti, il dolore può limitare le attività quotidiane e la scuola, e i farmaci antinfiammatori non steroidei (<b>NSAID</b>) non sempre riescono a controllarlo. Lo studio confronta l’utilizzo di <b>zoledronic acid</b>, somministrato per via endovenosa, con un <b>placebo</b> per capire se il farmaco possa ridurre il dolore.</p>
<p>Lo scopo principale è valutare se il trattamento con zoledronato diminuisca il punteggio del dolore entro 12 settimane rispetto al placebo. I bambini di età compresa tra 4 e 16 anni ricevono una prima infusione al giorno 0, seguito da altre due infusioni a 12 e 24 settimane, con dosi adeguate al peso corporeo e un massimo di 4 mg per infusione. Il dolore viene registrato con scale adatte all’età (ad esempio una scala da 0 a 10 con faccine o una linea visuale) al basale, a 4, 12, 24 e 36 settimane. Durante le visite vengono anche raccolti dati su eventuali farmaci per il dolore, esami del sangue per valutare l’infiammazione e questionari sulla qualità della vita.</p>
<p>Termini più complessi sono spiegati in modo semplice: la <b>MRI</b> è una scansione che crea immagini dettagliate del corpo senza usare radiazioni, utile per vedere se le lesioni ossee sono migliorate. Gli esami del sangue controllano valori come globuli bianchi o proteina C‑reattiva, indicatori di infiammazione. La sicurezza del farmaco viene monitorata osservando sintomi come febbre simil-influenzale, mal di testa o bassi livelli di fosfati e calcio nel sangue. In questo modo lo studio raccoglie informazioni su come il farmaco influisce sul dolore e sulla salute generale dei bambini.</p>
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			</item>
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		<title>Confronto tra l&#8217;uso locale di gentamicina o vancomicina e la terapia con combinazione di farmaci per pazienti con osteomielite del piede diabetico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:34:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la Diabetic Foot Osteomyelitis, ovvero un&#8217;infezione delle ossa nel piede causata dal diabete. Lo studio mira a confrontare un nuovo sistema di rilascio locale di medicinali chiamato Stimulan Rapid Cure con la terapia con antibiotici somministrati in tutto il corpo tramite il sangue. Gli antibiotici sono sostanze utilizzate per combattere le infezioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>Diabetic Foot Osteomyelitis</b>, ovvero un&#8217;infezione delle ossa nel piede causata dal diabete. Lo studio mira a confrontare un nuovo sistema di rilascio locale di medicinali chiamato <b>Stimulan Rapid Cure</b> con la terapia con <b>antibiotici</b> somministrati in tutto il corpo tramite il sangue. Gli <b>antibiotici</b> sono sostanze utilizzate per combattere le infezioni causate da microrganismi come i batteri.</p>
<p>Il gruppo che riceve il trattamento locale utilizzerà il dispositivo <b>Stimulan Rapid Cure</b>, mentre il gruppo di confronto riceverà una terapia sistemica di quattro settimane con uno dei seguenti farmaci: <b>cefuroxime</b>, <b>vancomycin hydrochloride</b>, <b>amoxicillin</b>, <b>metronidazole</b>, <b>doxycycline monohydrate</b>, <b>ceftriaxone sodium</b>, <b>levofloxacin</b>, <b>ciprofloxacin</b>, <b>clindamycin</b>, <b>piperacillin</b>, <b>tazobactam</b>, <b>meropenem</b>, <b>flucloxacillin</b>, <b>cefalexin monohydrate</b>, <b>amoxicillin</b> e <b>potassium clavulanate</b>, <b>sulfamethoxazole</b> o <b>trimethoprim</b>. Viene inoltre valutato l&#8217;uso di <b>gentamicin</b> per uso locale.</p>
<p>Durante lo studio, la guarigione dell&#8217;infezione ossea e la chiusura delle ferite verranno osservate nel tempo per determinare quale metodo sia più efficace nel risolvere la patologia senza la necessità di ulteriori cure antimicrobiche.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;osteomielite acuta non grave nei bambini: gestione con amoxicillina rispetto alla combinazione di farmaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:24:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda l&#8217;osteomielite acuta nei bambini, una condizione in cui un&#8217;infezione colpisce le ossa. L&#8217;obiettivo è confrontare due strategie di trattamento: una che prevede la gestione a casa con antibiotici orali e un&#8217;altra che richiede il ricovero in ospedale con antibiotici somministrati per via endovenosa. Gli antibiotici utilizzati nello studio includono amoxicillina, cloxacillina, acido [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda l&#8217;<b>osteomielite acuta</b> nei bambini, una condizione in cui un&#8217;infezione colpisce le ossa. L&#8217;obiettivo è confrontare due strategie di trattamento: una che prevede la gestione a casa con antibiotici orali e un&#8217;altra che richiede il ricovero in ospedale con antibiotici somministrati per via endovenosa. Gli antibiotici utilizzati nello studio includono <b>amoxicillina</b>, <b>cloxacillina</b>, <b>acido clavulanico</b> e <b>cefazolina</b>. Questi farmaci sono comunemente usati per trattare le infezioni batteriche.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è dimostrare che la gestione a casa con antibiotici orali non è meno efficace del trattamento ospedaliero tradizionale per il recupero completo senza ricadute a sei mesi dall&#8217;episodio di osteomielite acuta. I bambini coinvolti nello studio hanno un&#8217;età compresa tra 1 e 5 anni e non presentano segni di infezione grave, come sepsi o ascessi. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei trattamenti e saranno monitorati per valutare il loro recupero.</p>
<p>Il successo del trattamento sarà valutato in base all&#8217;assenza di segni clinici di osteomielite e di complicazioni infettive secondarie entro sei mesi. Lo studio mira a fornire informazioni utili per migliorare la gestione dell&#8217;osteomielite acuta nei bambini, riducendo la necessità di ricovero ospedaliero quando possibile.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso precoce di antibiotici orali per il trattamento dell&#8217;osteomielite vertebrale piogenica con ceftriaxone e combinazione di farmaci per pazienti adulti</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-precoce-di-antibiotici-orali-per-il-trattamento-dellosteomielite-vertebrale-piogenica-con-ceftriaxone-e-combinazione-di-farmaci-per-pazienti-adulti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:18:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca si concentra sulla osteomielite vertebrale piogenica, un&#8217;infezione delle ossa della colonna vertebrale causata da batteri. Lo studio mira a confrontare due approcci di trattamento: uno che prevede il passaggio precoce a antibiotici orali dopo una settimana di trattamento endovenoso, e l&#8217;altro che segue le linee guida attuali, che raccomandano un trattamento endovenoso per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca si concentra sulla <b>osteomielite vertebrale piogenica</b>, un&#8217;infezione delle ossa della colonna vertebrale causata da batteri. Lo studio mira a confrontare due approcci di trattamento: uno che prevede il passaggio precoce a antibiotici orali dopo una settimana di trattamento endovenoso, e l&#8217;altro che segue le linee guida attuali, che raccomandano un trattamento endovenoso per due o quattro settimane prima di passare agli antibiotici orali.</p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno inizialmente antibiotici per via endovenosa, come <b>ceftriaxone</b>, <b>cloxacillina</b>, <b>vancomicina</b>, <b>ampicillina</b>, e <b>benzilpenicillina</b>. Dopo una settimana, alcuni pazienti passeranno a antibiotici orali, tra cui <b>moxifloxacina</b>, <b>sulfametossazolo e trimetoprim</b>, <b>dicloxacillina</b>, <b>clindamicina</b>, <b>ciprofloxacina</b>, <b>amoxicillina</b>, <b>flucloxacillina sodica</b>, <b>linezolid</b>, <b>rifampicina</b>, e <b>sodio fusidato</b>. Un gruppo di controllo continuerà con il trattamento endovenoso per un periodo più lungo prima di passare agli antibiotici orali.</p>
<p>Lo scopo principale è verificare se il passaggio anticipato agli antibiotici orali è efficace quanto il trattamento endovenoso prolungato. I partecipanti saranno monitorati per sei mesi dopo il completamento del trattamento orale per valutare la loro salute generale, la necessità di ulteriori interventi chirurgici, e la ricorrenza dell&#8217;infezione. Lo studio valuterà anche la qualità della vita e l&#8217;uso delle risorse sanitarie durante e dopo il trattamento.</p>
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