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	<title>Neutropenia | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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		<title>Studio sull&#8217;uso di pegfilgrastim per mantenere i neutrofili in pazienti con neutropenia cronica grave già in terapia con G-CSF e anti-infettivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:29:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla neutropenia cronica grave, una condizione in cui il corpo ha un numero molto basso di neutrofili, un tipo di globuli bianchi importanti per combattere le infezioni. I pazienti con questa condizione sono già in trattamento con G-CSF, un farmaco che aiuta a stimolare la produzione di neutrofili, e con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla neutropenia cronica grave, una condizione in cui il corpo ha un numero molto basso di neutrofili, un tipo di globuli bianchi importanti per combattere le infezioni. I pazienti con questa condizione sono già in trattamento con G-CSF, un farmaco che aiuta a stimolare la produzione di neutrofili, e con terapie anti-infettive. L&#8217;obiettivo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di pegfilgrastim, un farmaco somministrato come soluzione iniettabile, nel mantenere i livelli di neutrofili sopra una certa soglia nei pazienti affetti da questa condizione.</p>
<p>Il trattamento con pegfilgrastim viene somministrato tramite iniezione sottocutanea, cioè sotto la pelle. Durante lo studio, i partecipanti continueranno a ricevere le loro cure abituali e verranno monitorati per un periodo di tempo per valutare l&#8217;efficacia del trattamento nel mantenere i livelli di neutrofili e ridurre il numero e la durata delle infezioni. Lo studio esaminerà anche il numero di cicli di antibiotici necessari e il numero di ospedalizzazioni durante il periodo di osservazione.</p>
<p>Lo scopo principale è quello di vedere se pegfilgrastim può aiutare a mantenere i livelli di neutrofili in modo più efficace rispetto al trattamento attuale. Questo potrebbe portare a una riduzione delle infezioni e delle complicazioni associate alla neutropenia cronica grave. I risultati dello studio potrebbero fornire informazioni importanti per migliorare la gestione di questa condizione nei pazienti che ne sono affetti.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza di empagliflozin per il trattamento della neutropenia nei pazienti con glicogenosi tipo Ib</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-empagliflozin-per-il-trattamento-della-neutropenia-nei-pazienti-con-glicogenosi-tipo-ib/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La glicogenosi di tipo Ib è una malattia molto rara che si eredita in modo autosomico recessivo. Questa condizione può portare a una riduzione del numero di neutrofili, un tipo di globuli bianchi, causando una condizione chiamata neutropenia. La neutropenia può rendere le persone più suscettibili alle infezioni. Lo studio si concentra sull&#8217;uso di empagliflozin, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La glicogenosi di tipo Ib è una malattia molto rara che si eredita in modo autosomico recessivo. Questa condizione può portare a una riduzione del numero di neutrofili, un tipo di globuli bianchi, causando una condizione chiamata <em>neutropenia</em>. La neutropenia può rendere le persone più suscettibili alle infezioni. Lo studio si concentra sull&#8217;uso di <em>empagliflozin</em>, un farmaco noto anche come <em>Jardiance</em>, per trattare la neutropenia nei pazienti con glicogenosi di tipo Ib.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità del trattamento con empagliflozin in questi pazienti. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il farmaco e saranno monitorati per eventuali reazioni avverse. Inoltre, lo studio mira a verificare se il trattamento può aiutare a ripristinare il numero e la funzione dei neutrofili. I partecipanti saranno seguiti per un periodo di tempo per raccogliere dati sulla sicurezza e sull&#8217;efficacia del trattamento.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;impatto di amikacina e isolamento protettivo nei pazienti adulti critici con sepsi e neutropenia</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullimpatto-di-amikacina-e-isolamento-protettivo-nei-pazienti-adulti-critici-con-sepsi-e-neutropenia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:27:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su pazienti adulti ricoverati in terapia intensiva con una condizione chiamata sepsi o shock settico. Queste condizioni sono gravi infezioni che possono portare a una risposta infiammatoria in tutto il corpo. I pazienti coinvolti possono avere un tumore sottostante, un trapianto di cellule staminali allogeniche o una malattia ematologica, e spesso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su pazienti adulti ricoverati in terapia intensiva con una condizione chiamata <b>sepsi</b> o <b>shock settico</b>. Queste condizioni sono gravi infezioni che possono portare a una risposta infiammatoria in tutto il corpo. I pazienti coinvolti possono avere un tumore sottostante, un trapianto di cellule staminali allogeniche o una malattia ematologica, e spesso presentano <b>neutropenia</b>, una condizione in cui il numero di globuli bianchi è molto basso, rendendo difficile combattere le infezioni.</p>
<p>Il trattamento in studio include l&#8217;uso di antibiotici a base di <b>aminoglicosidi</b>, come l&#8217;<b>amikacina solfato</b>, somministrati per via endovenosa. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;impatto di due strategie diverse: l&#8217;associazione di aminoglicosidi alla terapia antibiotica iniziale e l&#8217;uso o meno dell&#8217;isolamento protettivo. Queste strategie saranno confrontate con le cure standard per vedere se possono migliorare la sopravvivenza dei pazienti a 90 giorni.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei trattamenti in esame o un trattamento standard. Alcuni pazienti potrebbero ricevere un placebo. Lo studio valuterà anche altri aspetti, come la mortalità a 28 giorni, la salute dei reni, la perdita dell&#8217;udito e la frequenza di nuove infezioni. L&#8217;obiettivo è capire se queste strategie possono migliorare i risultati per i pazienti gravemente malati con sepsi.</p>
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