<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nefropatia allo stadio terminale | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
	<atom:link href="https://studi-clinici.it/meddra_pt/nefropatia-allo-stadio-terminale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://studi-clinici.it</link>
	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Jun 2026 11:44:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://studi-clinici.it/wp-content/uploads/2024/10/cropped-IT_icon-32x32.webp</url>
	<title>Nefropatia allo stadio terminale | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
	<link>https://studi-clinici.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>OM336 per la desensibilizzazione dei pazienti con insufficienza renale terminale in attesa di trapianto di rene</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-om336-e-una-combinazione-di-farmaci-per-pazienti-con-insufficienza-renale-cronica-in-attesa-di-un-trapianto-di-rene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:10:06 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-om336-e-una-combinazione-di-farmaci-per-pazienti-con-insufficienza-renale-cronica-in-attesa-di-un-trapianto-di-rene/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda l’end stage renal failure, cioè una grave perdita della funzione dei reni, in persone in attesa di un trapianto di rene. Il trattamento in studio è OM336, dato con una iniezione sottocutanea sotto la pelle. Insieme a questo trattamento vengono usati anche alcuni farmaci di supporto già noti, come paracetamolo, valaciclovir, desametasone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda l’<b>end stage renal failure</b>, cioè una grave perdita della funzione dei reni, in persone in attesa di un trapianto di rene. Il trattamento in studio è <b>OM336</b>, dato con una <b>iniezione sottocutanea</b> sotto la pelle. Insieme a questo trattamento vengono usati anche alcuni farmaci di supporto già noti, come <b>paracetamolo</b>, <b>valaciclovir</b>, <b>desametasone</b> e <b>difenidramina</b>, per aiutare a gestire il trattamento e i possibili effetti indesiderati. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità di OM336 e capire se può ridurre la sensibilizzazione immunologica, cioè la presenza di anticorpi che possono rendere più difficile trovare un rene compatibile.</p>
<p>Il corso dello studio prevede la somministrazione di OM336 e controlli periodici nel tempo. Durante lo studio vengono raccolti campioni di sangue e vengono osservati i cambiamenti degli anticorpi e di alcune cellule del sistema immunitario, oltre ad altri esami di laboratorio. Se avviene un trapianto di rene, vengono continuati i controlli anche dopo il trapianto per osservare la sicurezza del trattamento nel tempo.</p>
<p>La sensibilizzazione immunologica viene descritta nello studio con il termine <b>HLA sensitization</b>; l’<b>HLA</b> è un insieme di segni presenti sulle cellule che aiuta il corpo a distinguere ciò che è proprio da ciò che è estraneo. Viene inoltre valutato il livello di <b>vPRA</b>, un valore che indica quanto sia probabile che il sistema immunitario reagisca contro un rene donato. Lo studio è pensato per persone con malattia renale avanzata in attesa di trapianto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla distribuzione dei tessuti di canagliflozin e 18F-canagliflozin in pazienti con malattia renale cronica sottoposti a dialisi</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-distribuzione-dei-tessuti-di-canagliflozin-e-18f-canagliflozin-in-pazienti-con-malattia-renale-cronica-sottoposti-a-dialisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:34:17 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-distribuzione-dei-tessuti-di-canagliflozin-e-18f-canagliflozin-in-pazienti-con-malattia-renale-cronica-sottoposti-a-dialisi/</guid>

					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la malattia renale cronica, una condizione in cui i reni non funzionano correttamente nel tempo. Lo studio si concentra sull&#8217;utilizzo di canagliflozin, un farmaco appartenente alla classe degli inibitori SGLT2, in persone che sottopongono a dialisi, ovvero un trattamento medico che sostituisce le funzioni renali quando queste sono compromesse. L&#8217;obiettivo è comprendere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>malattia renale cronica</b>, una condizione in cui i reni non funzionano correttamente nel tempo. Lo studio si concentra sull&#8217;utilizzo di <b>canagliflozin</b>, un farmaco appartenente alla classe degli <b>inibitori SGLT2</b>, in persone che sottopongono a <b>dialisi</b>, ovvero un trattamento medico che sostituisce le funzioni renali quando queste sono compromesse. L&#8217;obiettivo è comprendere come questo farmaco si distribuisce nei tessuti del corpo attraverso l&#8217;uso di una sostanza speciale chiamata <b>18F-canagliflozin</b>.</p>
<p>Durante lo studio, viene somministrata una soluzione per iniezione contenente <b>18F-canagliflozin</b> per via <b>endovenosa</b>, che significa attraverso una vena. Questo permette di visualizzare la presenza del farmaco nel corpo. Verranno inoltre analizzati i pazienti che presentano una <b>diuresi residua</b>, ovvero la capacità residua dei reni di produrre urina, per confrontare la distribuzione del farmaco tra chi la possiede e chi no.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul trattamento con patiromer per migliorare la qualità della vita e la dieta nei pazienti in dialisi cronica con restrizione di potassio</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-trattamento-con-patiromer-per-migliorare-la-qualita-della-vita-e-la-dieta-nei-pazienti-in-dialisi-cronica-con-restrizione-di-potassio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:32:25 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-trattamento-con-patiromer-per-migliorare-la-qualita-della-vita-e-la-dieta-nei-pazienti-in-dialisi-cronica-con-restrizione-di-potassio/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento di pazienti con malattia renale allo stadio terminale che sono sottoposti a terapia dialitica cronica. La ricerca valuta l&#8217;uso di patiromer (Veltassa), una polvere per sospensione orale che viene confrontata con un placebo. Il patiromer è un farmaco che aiuta a controllare i livelli di potassio nel sangue dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento di pazienti con <b>malattia renale allo stadio terminale</b> che sono sottoposti a <b>terapia dialitica cronica</b>. La ricerca valuta l&#8217;uso di <b>patiromer</b> (Veltassa), una polvere per sospensione orale che viene confrontata con un <b>placebo</b>. Il patiromer è un farmaco che aiuta a controllare i livelli di potassio nel sangue dei pazienti in dialisi.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se il trattamento con patiromer possa permettere ai pazienti di allentare o eliminare le restrizioni alimentari relative al potassio, mantenendo comunque livelli sicuri di questo elemento nel sangue. I pazienti continueranno le loro regolari sessioni di dialisi durante lo studio, che durerà tre mesi.</p>
<p>Durante il periodo di studio, i partecipanti riceveranno o il patiromer o il placebo, e verranno monitorati i loro livelli di potassio nel sangue. Verrà anche valutato come il trattamento influisce sulla loro qualità di vita e sul loro stato nutrizionale. È importante notare che questo è uno studio pilota che aiuterà a comprendere meglio come gestire l&#8217;alimentazione nei pazienti in dialisi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su tacrolimus, micofenolato sodico e prednisolone in pazienti anziani che ricevono un trapianto di rene</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-tacrolimus-micofenolato-sodico-e-prednisolone-in-pazienti-anziani-che-ricevono-un-trapianto-di-rene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:31:54 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-su-tacrolimus-micofenolato-sodico-e-prednisolone-in-pazienti-anziani-che-ricevono-un-trapianto-di-rene/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda pazienti con malattia renale allo stadio terminale che ricevono un trapianto di rene. Lo studio confronta due diversi regimi di terapia immunosoppressiva, cioè trattamenti che riducono l&#8217;attività del sistema immunitario per evitare che il corpo rigetti il rene trapiantato. I pazienti riceveranno diversi farmaci immunosoppressori tra cui tacrolimus, prednisolone, micofenolato sodico, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda pazienti con <b>malattia renale allo stadio terminale</b> che ricevono un trapianto di rene. Lo studio confronta due diversi regimi di terapia immunosoppressiva, cioè trattamenti che riducono l&#8217;attività del sistema immunitario per evitare che il corpo rigetti il rene trapiantato. I pazienti riceveranno diversi farmaci immunosoppressori tra cui <b>tacrolimus</b>, <b>prednisolone</b>, <b>micofenolato sodico</b>, <b>basiliximab</b> e <b>metilprednisolone acetato</b>. Un gruppo di pazienti riceverà un regime di immunosoppressione standard mentre l&#8217;altro gruppo riceverà un regime con dosaggi ridotti di farmaci immunosoppressori.</p>
<p>Lo scopo dello studio è dimostrare che un regime di immunosoppressione ridotto è altrettanto efficace quanto quello standard per quanto riguarda la sopravvivenza del paziente e del rene trapiantato durante il primo anno dopo il trapianto, in particolare nei pazienti di età pari o superiore a 70 anni. I farmaci vengono somministrati per via orale o attraverso iniezione in vena, a seconda del tipo di medicinale.</p>
<p>Lo studio dura complessivamente 12 mesi dopo il trapianto di rene. Durante questo periodo vengono valutati diversi aspetti come la sopravvivenza del paziente con il rene funzionante, la funzionalità del rene trapiantato, l&#8217;eventuale presenza di episodi di rigetto, le infezioni virali, le complicazioni chirurgiche e i giorni di ricovero ospedaliero. Vengono inoltre effettuate biopsie del rene trapiantato per verificare la presenza di rigetto e vengono eseguiti esami del sangue per controllare la funzione renale e la risposta immunitaria.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla Sicurezza ed Efficacia di PolyCore per Pazienti con Insufficienza Renale in Dialisi Peritoneale</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-ed-efficacia-di-polycore-per-pazienti-con-insufficienza-renale-in-dialisi-peritoneale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:31:42 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-ed-efficacia-di-polycore-per-pazienti-con-insufficienza-renale-in-dialisi-peritoneale/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio pilota esamina pazienti con malattia renale terminale, una condizione grave in cui i reni non funzionano più in modo adeguato e non riescono a filtrare le sostanze di scarto dal sangue. I pazienti coinvolti stanno utilizzando la dialisi peritoneale, un trattamento che aiuta a pulire il sangue quando i reni non sono più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio pilota esamina pazienti con <b>malattia renale terminale</b>, una condizione grave in cui i reni non funzionano più in modo adeguato e non riescono a filtrare le sostanze di scarto dal sangue. I pazienti coinvolti stanno utilizzando la <b>dialisi peritoneale</b>, un trattamento che aiuta a pulire il sangue quando i reni non sono più in grado di farlo da soli. Durante questa procedura, una soluzione speciale viene introdotta nell&#8217;addome per rimuovere i liquidi in eccesso e le tossine dal corpo attraverso una membrana naturale chiamata peritoneo.</p>
<p>Il trattamento studiato è chiamato <b>PolyCore</b>, una combinazione di tre sostanze: <b>xilitolo</b>, <b>L-carnitina</b> e <b>polidestrina</b>. Lo scopo principale dello studio è valutare la sicurezza di questo nuovo trattamento attraverso il monitoraggio continuo di eventuali effetti collaterali, dei segni vitali e dei parametri di laboratorio. Gli ricercatori vogliono anche verificare se PolyCore può essere efficace nel migliorare alcuni aspetti del trattamento dialitico.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno PolyCore mentre continuano il loro normale trattamento di dialisi peritoneale. I medici monitoreranno attentamente la salute dei pazienti attraverso visite regolari, durante le quali verranno effettuati esami del sangue, controlli dei segni vitali, analisi delle urine raccolte nelle 24 ore e valutazioni della qualità della vita. Verranno anche controllati parametri specifici come il <b>Kt/V urea settimanale</b>, che misura l&#8217;efficacia della dialisi nel rimuovere le sostanze di scarto, e la funzione renale residua, ovvero la capacità rimanente dei reni di funzionare. Lo studio include anche la valutazione dell&#8217;ultrafiltrazione peritoneale, che indica quanto liquido in eccesso viene rimosso dal corpo durante la dialisi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Mannitolo e soluzione salina per migliorare la funzione del trapianto renale in pazienti con insufficienza renale terminale.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-mannitolo-e-soluzione-salina-per-migliorare-la-funzione-del-trapianto-renale-in-pazienti-con-insufficienza-renale-terminale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:30:16 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-mannitolo-e-soluzione-salina-per-migliorare-la-funzione-del-trapianto-renale-in-pazienti-con-insufficienza-renale-terminale/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su persone con malattia renale allo stadio terminale che ricevono un trapianto di rene. Il trattamento in esame è il mannitolo, una soluzione somministrata per via endovenosa, confrontata con una soluzione salina normale. L&#8217;obiettivo principale dello studio è determinare se il mannitolo può migliorare i risultati del trapianto di rene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su persone con <em>malattia renale allo stadio terminale</em> che ricevono un <em>trapianto di rene</em>. Il trattamento in esame è il <em>mannitolo</em>, una soluzione somministrata per via endovenosa, confrontata con una soluzione salina normale. L&#8217;obiettivo principale dello studio è determinare se il mannitolo può migliorare i risultati del trapianto di rene riducendo la funzione ritardata del trapianto, una condizione in cui il nuovo rene impiega più tempo del previsto per iniziare a funzionare correttamente.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento assegnato e saranno monitorati per valutare il tempo necessario affinché il rene trapiantato inizi a funzionare. Saranno inoltre osservati per eventuali episodi di rigetto acuto del trapianto, confermati tramite biopsia, e per la valutazione della funzione renale a 7 giorni, 1 mese e 3 mesi dopo il trapianto. Lo studio è progettato per essere &#8220;doppio cieco&#8221;, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi riceve il mannitolo e chi riceve la soluzione salina.</p>
<p>Lo studio si propone di fornire informazioni importanti su come migliorare i risultati del trapianto di rene e potrebbe avere un impatto significativo sulla gestione dei pazienti con malattia renale allo stadio terminale. I risultati potrebbero aiutare a ridurre il tempo necessario affinché il nuovo rene inizi a funzionare e migliorare la qualità della vita dei pazienti sottoposti a trapianto di rene.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Alcalina Fosfatasi per Prevenire il Danno da Ischemia-Riperfusione nei Trapianti di Rene da Donatori Deceduti</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullalcalina-fosfatasi-per-prevenire-il-danno-da-ischemia-riperfusione-nei-trapianti-di-rene-da-donatori-deceduti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:24:56 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sullalcalina-fosfatasi-per-prevenire-il-danno-da-ischemia-riperfusione-nei-trapianti-di-rene-da-donatori-deceduti/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su persone con malattia renale allo stadio terminale che ricevono un trapianto di rene da donatori deceduti dopo arresto circolatorio. La ricerca mira a capire se l&#8217;uso di fosfatasi alcalina bovina può prevenire un danno chiamato lesione da ischemia-riperfusione, che può verificarsi durante il trapianto di rene. Questo danno può portare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su persone con <b>malattia renale allo stadio terminale</b> che ricevono un trapianto di rene da donatori deceduti dopo arresto circolatorio. La ricerca mira a capire se l&#8217;uso di <b>fosfatasi alcalina bovina</b> può prevenire un danno chiamato <b>lesione da ischemia-riperfusione</b>, che può verificarsi durante il trapianto di rene. Questo danno può portare a una condizione nota come <b>funzione ritardata del trapianto</b>, che richiede dialisi nei primi giorni dopo il trapianto.</p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno un trattamento con <b>bRESCAP</b>, una soluzione iniettabile contenente <b>fosfatasi alcalina bovina</b>, oppure un <b>placebo</b> costituito da soluzione salina al 0,9% di cloruro di sodio. L&#8217;obiettivo principale è ridurre il tempo in cui i pazienti necessitano di dialisi dopo il trapianto. I partecipanti saranno monitorati per valutare la durata della funzione ritardata del trapianto e altri aspetti della salute renale, come la durata del ricovero e la funzione renale a lungo termine.</p>
<p>Lo studio si propone di determinare se il trattamento con <b>fosfatasi alcalina bovina</b> possa migliorare i risultati del trapianto di rene, riducendo la necessità di dialisi e migliorando la funzione renale nel tempo. I risultati saranno valutati a intervalli regolari, fino a un anno dopo il trapianto, per comprendere meglio l&#8217;efficacia e la sicurezza del trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla Sicurezza di Glucothera Plus per la Dialisi Peritoneale nei Bambini con Malattia Renale allo Stadio Terminale</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-di-glucothera-plus-per-la-dialisi-peritoneale-nei-bambini-con-malattia-renale-allo-stadio-terminale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:22:29 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-di-glucothera-plus-per-la-dialisi-peritoneale-nei-bambini-con-malattia-renale-allo-stadio-terminale/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda una condizione chiamata malattia renale allo stadio terminale, che è una fase avanzata di malattia renale in cui i reni non funzionano più adeguatamente. Per trattare questa condizione, viene utilizzata una procedura chiamata dialisi peritoneale, che aiuta a rimuovere i rifiuti e i liquidi in eccesso dal corpo. Il trattamento in esame [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda una condizione chiamata <b>malattia renale allo stadio terminale</b>, che è una fase avanzata di malattia renale in cui i reni non funzionano più adeguatamente. Per trattare questa condizione, viene utilizzata una procedura chiamata <b>dialisi peritoneale</b>, che aiuta a rimuovere i rifiuti e i liquidi in eccesso dal corpo. Il trattamento in esame è un prodotto chiamato <b>Glucothera Plus</b>, una soluzione per dialisi peritoneale che contiene diverse sostanze attive come <b>levocarnitina</b>, <b>cloruro di magnesio esaidrato</b>, <b>cloruro di sodio</b>, <b>cloruro di calcio diidrato</b>, <b>glucosio monoidrato</b> e <b>lattato di sodio</b>.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è dimostrare la sicurezza di <b>Glucothera Plus</b> nei bambini con malattia renale allo stadio terminale. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento e saranno monitorati per eventuali effetti collaterali. Saranno valutati parametri come la pressione sanguigna e il peso per garantire che il trattamento sia sicuro. Inoltre, verranno esaminati altri aspetti come la funzione renale residua e la tollerabilità del trattamento attraverso analisi del sangue e altri test.</p>
<p>Lo studio si concentrerà su bambini e adolescenti sotto i 18 anni che sono già in trattamento con dialisi peritoneale continua ambulatoriale o automatizzata. I partecipanti saranno seguiti per un periodo di tempo per raccogliere dati sulla sicurezza e l&#8217;efficacia del trattamento. Questo aiuterà a capire meglio come <b>Glucothera Plus</b> può essere utilizzato in modo sicuro nei giovani pazienti con malattia renale avanzata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Interruzione della Terapia Immunosoppressiva in Pazienti con Vasculite ANCA e Malattia Renale allo Stadio Finale: Rituximab e Combinazione di Farmaci</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullinterruzione-della-terapia-immunosoppressiva-in-pazienti-con-vasculite-anca-e-malattia-renale-allo-stadio-finale-rituximab-e-combinazione-di-farmaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:22:22 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sullinterruzione-della-terapia-immunosoppressiva-in-pazienti-con-vasculite-anca-e-malattia-renale-allo-stadio-finale-rituximab-e-combinazione-di-farmaci/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su due malattie: la vasculite ANCA e la malattia renale allo stadio terminale. La vasculite ANCA è una condizione in cui il sistema immunitario attacca i vasi sanguigni, mentre la malattia renale allo stadio terminale è una grave insufficienza renale che richiede trattamenti come la dialisi. Lo scopo dello studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su due malattie: la <b>vasculite ANCA</b> e la <b>malattia renale allo stadio terminale</b>. La vasculite ANCA è una condizione in cui il sistema immunitario attacca i vasi sanguigni, mentre la malattia renale allo stadio terminale è una grave insufficienza renale che richiede trattamenti come la dialisi. Lo scopo dello studio è valutare se interrompere la terapia immunosoppressiva in pazienti con queste condizioni sia più vantaggioso rispetto al mantenimento della terapia standard. </p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno uno dei seguenti trattamenti: <b>rituximab</b>, <b>azatioprina</b>, <b>prednisone</b> o <b>micofenolato mofetile</b>. Questi farmaci sono utilizzati per sopprimere il sistema immunitario e ridurre l&#8217;infiammazione. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere un placebo, che è una sostanza senza principi attivi. Lo studio durerà fino a 24 mesi, durante i quali verranno monitorati eventi gravi come infezioni severe, ricadute della vasculite o decessi. </p>
<p>La ricerca mira a determinare se interrompere la terapia immunosoppressiva possa migliorare la sopravvivenza senza eventi gravi rispetto al proseguimento della terapia standard. I risultati potrebbero influenzare il modo in cui vengono trattati i pazienti con vasculite ANCA e malattia renale allo stadio terminale in futuro. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza di XyloCore per pazienti con malattia renale allo stadio terminale in dialisi peritoneale</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-xylocore-per-pazienti-con-malattia-renale-allo-stadio-terminale-in-dialisi-peritoneale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:19:54 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-xylocore-per-pazienti-con-malattia-renale-allo-stadio-terminale-in-dialisi-peritoneale/</guid>

					<description><![CDATA[La ricerca si concentra sulla malattia renale allo stadio terminale, una condizione in cui i reni non funzionano più adeguatamente. Il trattamento studiato è una soluzione sperimentale chiamata XyloCore, progettata per la dialisi peritoneale, un metodo che utilizza il rivestimento interno dell&#8217;addome per filtrare il sangue. XyloCore è una soluzione che risparmia glucosio, il che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca si concentra sulla <b>malattia renale allo stadio terminale</b>, una condizione in cui i reni non funzionano più adeguatamente. Il trattamento studiato è una soluzione sperimentale chiamata <b>XyloCore</b>, progettata per la <b>dialisi peritoneale</b>, un metodo che utilizza il rivestimento interno dell&#8217;addome per filtrare il sangue. XyloCore è una soluzione che risparmia <b>glucosio</b>, il che significa che potrebbe ridurre la quantità di glucosio utilizzata durante la dialisi. Altri trattamenti standard per la dialisi peritoneale includono soluzioni come <b>Physioneal</b>, <b>Fixioneal</b>, <b>Dianeal</b>, <b>Balance</b>, <b>Bicavera</b> e <b>Equibalance</b>.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia e la sicurezza di XyloCore rispetto alle soluzioni standard di dialisi peritoneale a base di glucosio. La ricerca mira a dimostrare che XyloCore non è inferiore alle soluzioni standard in termini di efficienza nel trattamento, misurata attraverso un parametro chiamato <b>Kt/V urea settimanale</b>, che valuta l&#8217;efficacia della dialisi nel rimuovere i prodotti di scarto dal sangue. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento con XyloCore o con una delle soluzioni standard e saranno monitorati per diversi parametri di salute.</p>
<p>Il corso dello studio prevede che i partecipanti siano seguiti per un periodo di tempo per valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia del trattamento. Saranno effettuati esami fisici, controlli dei segni vitali e analisi di laboratorio per monitorare eventuali effetti collaterali. Lo studio include anche l&#8217;analisi del dializzato peritoneale e delle urine per valutare la funzione renale residua e altri parametri metabolici. L&#8217;obiettivo è garantire che XyloCore sia sicuro e efficace quanto le soluzioni di dialisi peritoneale attualmente utilizzate.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sui regimi a base di rifamicina per trattare la tubercolosi latente in pazienti con malattia renale allo stadio terminale: isoniazide, rifapentina, rifampicina</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sui-regimi-a-base-di-rifamicina-per-trattare-la-tubercolosi-latente-in-pazienti-con-malattia-renale-allo-stadio-terminale-isoniazide-rifapentina-rifampicina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:18:15 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sui-regimi-a-base-di-rifamicina-per-trattare-la-tubercolosi-latente-in-pazienti-con-malattia-renale-allo-stadio-terminale-isoniazide-rifapentina-rifampicina/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda l&#8217;infezione da tubercolosi latente in pazienti con malattia renale allo stadio terminale. La tubercolosi latente è una condizione in cui il batterio della tubercolosi è presente nel corpo ma non causa sintomi attivi. I pazienti con malattia renale allo stadio terminale hanno una funzione renale molto ridotta e spesso necessitano di trattamenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda l&#8217;infezione da <b>tubercolosi latente</b> in pazienti con malattia renale allo stadio terminale. La tubercolosi latente è una condizione in cui il batterio della tubercolosi è presente nel corpo ma non causa sintomi attivi. I pazienti con malattia renale allo stadio terminale hanno una funzione renale molto ridotta e spesso necessitano di trattamenti come la dialisi. Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia di tre diversi trattamenti per la tubercolosi latente in questi pazienti.</p>
<p>I trattamenti studiati includono tre regimi a base di <b>rifamicina</b>: tre mesi di <b>isoniazide</b> e <b>rifampicina</b> assunti quotidianamente (3HR), tre mesi di isoniazide e <b>rifapentina</b> assunti una volta alla settimana (3HP), e quattro mesi di rifampicina assunta quotidianamente (4R). La <b>isoniazide</b> e la <b>rifampicina</b> sono farmaci comunemente usati per trattare la tubercolosi, mentre la <b>rifapentina</b> è un farmaco simile alla rifampicina ma con un diverso schema di somministrazione.</p>
<p>Lo studio mira a determinare quale di questi trattamenti è più efficace nel completare il ciclo di cura senza interruzioni significative. I partecipanti riceveranno uno dei tre trattamenti e saranno monitorati per vedere quanti riescono a completare il trattamento assegnato. Lo studio non solo valuterà il completamento del trattamento, ma anche la sicurezza e gli effetti collaterali dei farmaci. I risultati aiuteranno a capire quale regime è più adatto per i pazienti con malattia renale allo stadio terminale che necessitano di trattamento per la tubercolosi latente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Apixaban per la prevenzione dell&#8217;ictus in pazienti con Fibrillazione Atriale e Malattia Renale Cronica stadio 5</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-apixaban-per-la-prevenzione-dellictus-in-pazienti-con-fibrillazione-atriale-e-malattia-renale-cronica-stadio-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:25 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-apixaban-per-la-prevenzione-dellictus-in-pazienti-con-fibrillazione-atriale-e-malattia-renale-cronica-stadio-5/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su due condizioni mediche: la fibrillazione atriale e la malattia renale cronica di stadio 5. La fibrillazione atriale è un tipo di battito cardiaco irregolare che può aumentare il rischio di ictus. La malattia renale cronica di stadio 5 è una condizione in cui i reni funzionano a un livello molto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su due condizioni mediche: la <strong>fibrillazione atriale</strong> e la <strong>malattia renale cronica di stadio 5</strong>. La fibrillazione atriale è un tipo di battito cardiaco irregolare che può aumentare il rischio di ictus. La malattia renale cronica di stadio 5 è una condizione in cui i reni funzionano a un livello molto basso. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato <strong>apixaban</strong>, che viene somministrato in compresse rivestite da 2,5 mg. Apixaban è un anticoagulante, un tipo di farmaco che aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di apixaban nel prevenire l&#8217;ictus in persone con malattia renale cronica di stadio 5 e fibrillazione atriale, con o senza trattamento di dialisi. Si ipotizza che apixaban possa ridurre il rischio di ictus ischemico e embolia sistemica senza causare un aumento inaccettabile di sanguinamenti fatali o intracranici. Lo studio confronta l&#8217;uso di apixaban con il trattamento standard senza anticoagulanti per vedere se riduce il rischio di questi eventi.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno apixaban o un placebo, insieme al trattamento standard. Il periodo massimo di trattamento è di 72 settimane. I ricercatori monitoreranno i partecipanti per valutare la frequenza di ictus ischemico, embolia sistemica e altri eventi come sanguinamenti maggiori e decessi. L&#8217;obiettivo è determinare se apixaban è un&#8217;opzione sicura ed efficace per prevenire l&#8217;ictus in questa popolazione di pazienti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
