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	<title>Mielofibrosi primaria | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Mielofibrosi primaria | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<item>
		<title>Studio di fase 3 su pelabresib e ruxolitinib in pazienti adulti con mielofibrosi non precedentemente trattati con inibitori JAK</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 04:02:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Myelofibrosis è una rara malattia del midollo osseo in cui il tessuto fibroso sostituisce le cellule normali, provocando una produzione insufficiente di sangue e l’ingrossamento della milza, che può causare dolore, stanchezza e sintomi legati alla carenza di globuli rossi. Lo studio confronta due combinazioni di farmaci: la combinazione di pelabresib (un farmaco sperimentale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>Myelofibrosis</b> è una rara malattia del midollo osseo in cui il tessuto fibroso sostituisce le cellule normali, provocando una produzione insufficiente di sangue e l’ingrossamento della milza, che può causare dolore, stanchezza e sintomi legati alla carenza di globuli rossi.</p>
<p>Lo studio confronta due combinazioni di farmaci: la combinazione di <b>pelabresib</b> (un farmaco sperimentale assunto per via orale) più <b>ruxolitinib</b> (un farmaco già approvato, anche assunto per via orale) rispetto a una combinazione di <b>placebo</b> più ruxolitinib. L’obiettivo è valutare se la nuova combinazione può ridurre le dimensioni della milza e migliorare i sintomi rispetto al trattamento standard.</p>
<p>I partecipanti assumono le compresse ogni giorno e vengono seguiti con visite regolari in cui vengono effettuati esami di imaging, come la <b>MRI</b> o il <b>CT scan</b>, per misurare la dimensione della milza, e viene compilato il questionario <b>MFSAF v4.0</b> per valutare l’intensità dei sintomi. Le valutazioni principali avvengono intorno alla settimana 24, ma sono previsti controlli aggiuntivi nel corso dello studio per monitorare eventuali cambiamenti nel tempo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio di Fase 2 su Momelotinib e Luspatercept per Pazienti con Mielofibrosi Dipendenti da Trasfusioni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-2-su-momelotinib-e-luspatercept-per-pazienti-con-mielofibrosi-dipendenti-da-trasfusioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:30:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla mielofibrosi, una malattia del midollo osseo che può causare anemia e necessità di trasfusioni di sangue. La ricerca esamina l&#8217;efficacia di un trattamento combinato con due farmaci: momelotinib diidrocloruro monoidrato e luspatercept. Momelotinib è un farmaco in forma di compresse, mentre luspatercept è una soluzione iniettabile. L&#8217;obiettivo principale dello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla mielofibrosi, una malattia del midollo osseo che può causare anemia e necessità di trasfusioni di sangue. La ricerca esamina l&#8217;efficacia di un trattamento combinato con due farmaci: momelotinib diidrocloruro monoidrato e luspatercept. Momelotinib è un farmaco in forma di compresse, mentre luspatercept è una soluzione iniettabile. L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare l&#8217;effetto di questa combinazione di farmaci sulla riduzione della necessità di trasfusioni di sangue nei partecipanti affetti da mielofibrosi.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo massimo di 24 settimane. Momelotinib sarà somministrato per via orale, mentre luspatercept sarà somministrato tramite iniezione sottocutanea. I partecipanti saranno monitorati per verificare eventuali cambiamenti nei loro bisogni di trasfusione di sangue e per osservare eventuali effetti collaterali. Lo studio mira a determinare se la combinazione di questi farmaci può migliorare la qualità della vita dei pazienti riducendo la dipendenza dalle trasfusioni di sangue.</p>
<p>La ricerca è aperta a persone con mielofibrosi che sono dipendenti dalle trasfusioni di sangue. I partecipanti saranno seguiti attentamente per valutare la loro risposta al trattamento e per monitorare la sicurezza dei farmaci. Lo studio fornirà informazioni preziose su come gestire meglio la mielofibrosi e potrebbe portare a nuove opzioni di trattamento per i pazienti affetti da questa malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di apixaban, rivaroxaban e acido acetilsalicilico per prevenire complicazioni tromboemboliche nei pazienti con neoplasie mieloproliferative JAK2V617F-positive ad alto rischio</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-apixaban-rivaroxaban-e-acido-acetilsalicilico-per-prevenire-complicazioni-tromboemboliche-nei-pazienti-con-neoplasie-mieloproliferative-jak2v617f-positive-ad-alto-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:27:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su alcune malattie del sangue chiamate neoplasie mieloproliferative, che includono la Policitemia Vera, la Trombocitemia Essenziale e la Mielofibrosi Prefibrotica. Queste condizioni sono caratterizzate da una produzione eccessiva di cellule del sangue e possono aumentare il rischio di complicazioni come i coaguli di sangue. Un particolare interesse è rivolto ai pazienti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su alcune malattie del sangue chiamate <b>neoplasie mieloproliferative</b>, che includono la Policitemia Vera, la Trombocitemia Essenziale e la Mielofibrosi Prefibrotica. Queste condizioni sono caratterizzate da una produzione eccessiva di cellule del sangue e possono aumentare il rischio di complicazioni come i coaguli di sangue. Un particolare interesse è rivolto ai pazienti con una mutazione genetica nota come <b>JAK2V617F</b>, che è comune in queste malattie.</p>
<p>Il trattamento in esame prevede l&#8217;uso di farmaci chiamati <b>anticoagulanti orali diretti (DOAC)</b>, come <b>Apixaban</b> e <b>Rivaroxaban</b>, confrontati con l&#8217;<b>Aspirina</b>. L&#8217;obiettivo è determinare se i DOAC a basso dosaggio siano più efficaci dell&#8217;Aspirina nel prevenire complicazioni tromboemboliche, cioè la formazione di coaguli di sangue nelle arterie o nelle vene, nei pazienti ad alto rischio con la mutazione JAK2V617F.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei trattamenti per un periodo massimo di 72 settimane. Saranno monitorati per valutare l&#8217;insorgenza di eventi tromboembolici e di eventuali effetti collaterali significativi. Lo studio mira a migliorare la comprensione di quale trattamento possa offrire una protezione migliore contro i coaguli di sangue in questi pazienti specifici. Inoltre, verranno valutati aspetti come la qualità della vita e l&#8217;aderenza al trattamento. Lo studio è previsto per concludersi nel 2027.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza ed efficacia di Navtemadlin e Ruxolitinib in pazienti con mielofibrosi primaria, post-policitemia vera o post-trombocitemia essenziale con risposta subottimale a Ruxolitinib</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-ed-efficacia-di-navtemadlin-e-ruxolitinib-in-pazienti-con-mielofibrosi-primaria-post-policitemia-vera-o-post-trombocitemia-essenziale-con-risposta-subottimale-a-ruxolitinib/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su una malattia del sangue chiamata Mielofibrosi Primaria (PMF) e su due condizioni correlate: Mielofibrosi post-Policitemia Vera (Post-PV-MF) e Mielofibrosi post-Trombocitemia Essenziale (Post-ET-MF). Queste condizioni possono causare una risposta insufficiente al trattamento attuale con un farmaco chiamato Ruxolitinib. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su una malattia del sangue chiamata <b>Mielofibrosi Primaria</b> (PMF) e su due condizioni correlate: <b>Mielofibrosi post-Policitemia Vera</b> (Post-PV-MF) e <b>Mielofibrosi post-Trombocitemia Essenziale</b> (Post-ET-MF). Queste condizioni possono causare una risposta insufficiente al trattamento attuale con un farmaco chiamato <b>Ruxolitinib</b>. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di un nuovo farmaco chiamato <b>Navtemadlin</b> (conosciuto anche come KRT-232) quando viene usato insieme a Ruxolitinib.</p>
<p>Navtemadlin è un farmaco in forma di compresse che viene assunto per via orale. Durante lo studio, i partecipanti continueranno a prendere Ruxolitinib e inizieranno a prendere Navtemadlin. Lo studio mira a determinare la dose più sicura ed efficace di Navtemadlin in combinazione con Ruxolitinib. I partecipanti saranno monitorati per vedere se c&#8217;è una riduzione del volume della milza, che è un sintomo comune di queste malattie, e per valutare eventuali effetti collaterali.</p>
<p>Lo studio si svolgerà in più centri e coinvolgerà adulti che hanno già ricevuto Ruxolitinib per almeno 18 settimane. I partecipanti saranno seguiti per un periodo di tempo per valutare i cambiamenti nei sintomi e nella dimensione della milza, utilizzando esami come la <b>risonanza magnetica</b> (MRI) o la <b>tomografia computerizzata</b> (CT). L&#8217;obiettivo è migliorare la qualità della vita dei pazienti con queste condizioni attraverso un trattamento più efficace.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su Navtemadlin per pazienti con mielofibrosi refrattaria a inibitori JAK</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-navtemadlin-per-pazienti-con-mielofibrosi-refrattaria-a-inibitori-jak/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:24:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca si concentra sulla mielofibrosi, una malattia del midollo osseo che può essere primaria o secondaria, come nel caso della mielofibrosi post-policitemia vera o post-trombocitemia essenziale. Queste condizioni possono peggiorare dopo il trattamento con inibitori della Janus chinasi (JAK), un tipo di farmaco usato per gestire la malattia. Lo studio mira a valutare l&#8217;efficacia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca si concentra sulla <b>mielofibrosi</b>, una malattia del midollo osseo che può essere primaria o secondaria, come nel caso della <b>mielofibrosi post-policitemia vera</b> o <b>post-trombocitemia essenziale</b>. Queste condizioni possono peggiorare dopo il trattamento con inibitori della <b>Janus chinasi (JAK)</b>, un tipo di farmaco usato per gestire la malattia. Lo studio mira a valutare l&#8217;efficacia di un nuovo farmaco chiamato <b>Navtemadlin</b> (conosciuto anche come <b>KRT-232</b>) rispetto alle migliori terapie disponibili per i pazienti che non rispondono più ai trattamenti con inibitori JAK.</p>
<p>Il farmaco <b>Navtemadlin</b> viene somministrato in forma di compresse e il suo effetto sarà confrontato con altri trattamenti come <b>Danazol</b>, <b>Peginterferon alfa-2a</b>, <b>Hydroxycarbamide</b>, <b>Lenalidomide</b>, e <b>Prednisone</b>. Lo studio è suddiviso in due parti: la prima parte si concentra sulla risposta della milza, mentre la seconda parte confronta la riduzione del volume della milza tra i diversi gruppi di trattamento dopo 24 settimane. La riduzione del volume della milza sarà misurata tramite <b>risonanza magnetica (MRI)</b> o <b>tomografia computerizzata (CT)</b>.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei trattamenti e saranno monitorati per valutare la riduzione dei sintomi e la necessità di trasfusioni di sangue. L&#8217;obiettivo principale è determinare se <b>Navtemadlin</b> può ridurre il volume della milza e migliorare i sintomi nei pazienti con mielofibrosi che non rispondono più agli inibitori JAK. Lo studio prevede di concludersi entro il 2025.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza a lungo termine di Luspatercept in pazienti con sindrome mielodisplastica, beta-talassemia o mielofibrosi che hanno partecipato a precedenti studi su Luspatercept</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-a-lungo-termine-di-luspatercept-in-pazienti-con-sindrome-mielodisplastica-beta-talassemia-o-mielofibrosi-che-hanno-partecipato-a-precedenti-studi-su-luspatercept/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:23:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su alcune malattie del sangue, tra cui la sindrome mielodisplastica (MDS), la beta-talassemia (THAL) e la mielofibrosi (MF). Queste condizioni possono influenzare la produzione di cellule del sangue nel midollo osseo. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato Luspatercept, noto anche con il nome in codice ACE-536 o BMS-986346. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su alcune malattie del sangue, tra cui la <b>sindrome mielodisplastica</b> (MDS), la <b>beta-talassemia</b> (THAL) e la <b>mielofibrosi</b> (MF). Queste condizioni possono influenzare la produzione di cellule del sangue nel midollo osseo. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato <b>Luspatercept</b>, noto anche con il nome in codice <b>ACE-536</b> o <b>BMS-986346</b>. Questo farmaco viene somministrato come una soluzione iniettabile sotto la pelle.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza a lungo termine del <b>Luspatercept</b> in persone che hanno già partecipato ad altri studi clinici con questo farmaco. Si vuole capire se il trattamento è sicuro e se ci sono effetti collaterali significativi, come la progressione verso forme più gravi di MDS o lo sviluppo di altre malattie. Lo studio prevede che i partecipanti continuino a ricevere il trattamento per un periodo massimo di 360 giorni, durante il quale verranno monitorati per eventuali effetti avversi.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il <b>Luspatercept</b> e saranno seguiti per valutare la loro salute generale e la risposta al trattamento. L&#8217;obiettivo è garantire che il farmaco sia sicuro e che non ci siano rischi significativi di sviluppare altre condizioni gravi. Lo studio è progettato per raccogliere dati importanti che aiuteranno a comprendere meglio l&#8217;uso a lungo termine di questo trattamento nelle persone con MDS, THAL e MF.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza di Luspatercept in adulti con anemia associata a mielofibrosi correlata a neoplasia mieloproliferativa in terapia con inibitori JAK2</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-luspatercept-in-adulti-con-anemia-associata-a-mielofibrosi-correlata-a-neoplasia-mieloproliferativa-in-terapia-con-inibitori-jak2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:23:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sullanemia associata a una condizione chiamata mielofibrosi legata a neoplasie mieloproliferative. La mielofibrosi è una malattia del midollo osseo che può causare anemia, una condizione in cui il corpo non ha abbastanza globuli rossi sani. I partecipanti allo studio ricevono una terapia con un farmaco chiamato luspatercept (noto anche come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sull<b>anemia</b> associata a una condizione chiamata <b>mielofibrosi</b> legata a neoplasie mieloproliferative. La mielofibrosi è una malattia del midollo osseo che può causare anemia, una condizione in cui il corpo non ha abbastanza globuli rossi sani. I partecipanti allo studio ricevono una terapia con un farmaco chiamato <b>luspatercept</b> (noto anche come ACE-536), che viene confrontato con un <b>placebo</b>. Luspatercept è un farmaco progettato per aiutare a migliorare i livelli di globuli rossi nei pazienti che necessitano di trasfusioni di sangue.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza del luspatercept nei pazienti con mielofibrosi che stanno già ricevendo una terapia con inibitori di <b>JAK2</b>, un tipo di trattamento che aiuta a gestire i sintomi della malattia. I partecipanti allo studio sono adulti che necessitano di trasfusioni di globuli rossi. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno iniezioni del farmaco o del placebo e saranno monitorati per vedere se il trattamento riduce la necessità di trasfusioni di sangue.</p>
<p>Il farmaco viene somministrato sotto forma di <b>soluzione per iniezione</b> e il trattamento può durare fino a 169 giorni. Lo studio mira a determinare se il luspatercept può aiutare i pazienti a diventare liberi dalla necessità di trasfusioni di sangue per un periodo di 12 settimane consecutive. I risultati dello studio aiuteranno a capire se il luspatercept è un trattamento efficace per l&#8217;anemia nei pazienti con mielofibrosi associata a neoplasie mieloproliferative.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di tasquinimod in pazienti con mielofibrosi refrattari o intolleranti agli inibitori JAK2</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-tasquinimod-in-pazienti-con-mielofibrosi-refrattari-o-intolleranti-agli-inibitori-jak2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla mielofibrosi, una malattia del midollo osseo che può causare sintomi come ingrossamento della milza e anemia. La ricerca coinvolge pazienti con diagnosi di mielofibrosi primaria, mielofibrosi post-policitemia vera o mielofibrosi post-trombocitemia essenziale, che non rispondono o non tollerano il trattamento con inibitori di JAK2. L&#8217;obiettivo principale è valutare la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla <b>mielofibrosi</b>, una malattia del midollo osseo che può causare sintomi come ingrossamento della milza e anemia. La ricerca coinvolge pazienti con diagnosi di mielofibrosi primaria, mielofibrosi post-policitemia vera o mielofibrosi post-trombocitemia essenziale, che non rispondono o non tollerano il trattamento con inibitori di <b>JAK2</b>. L&#8217;obiettivo principale è valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato <b>tasquinimod</b>, somministrato in capsule rigide da 0,25 mg, 0,5 mg e 1 mg.</p>
<p>Il tasquinimod è un composto chimico che viene assunto per via orale. Lo studio è diviso in due fasi. Nella prima fase, si verifica la sicurezza del farmaco e si determina la dose massima tollerata. Nella seconda fase, si valuta l&#8217;efficacia del tasquinimod nel ridurre il volume della milza di almeno il 35% dopo 24 settimane di trattamento, utilizzando tecniche di imaging come la <b>risonanza magnetica</b> (MRI) o la <b>tomografia computerizzata</b> (CT).</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il tasquinimod una volta al giorno. Alcuni potrebbero ricevere un <b>placebo</b> per confrontare i risultati. La ricerca mira a migliorare la comprensione del trattamento della mielofibrosi e a trovare nuove opzioni terapeutiche per i pazienti che non possono utilizzare gli inibitori di JAK2. Lo studio è previsto per concludersi entro il 2030.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Efficacia di Fedratinib e Nivolumab in Pazienti con Mielofibrosi Resistenti ai Trattamenti con Inibitori JAK</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-fedratinib-e-nivolumab-in-pazienti-con-mielofibrosi-resistenti-ai-trattamenti-con-inibitori-jak/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla mielofibrosi, una malattia del midollo osseo che può essere primaria o secondaria. Questa condizione può causare sintomi come ingrossamento della milza e anemia. Il trattamento in esame combina due farmaci: Fedratinib, somministrato in capsule rigide, e Nivolumab, somministrato tramite infusione endovenosa. Fedratinib è un tipo di farmaco noto come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla <b>mielofibrosi</b>, una malattia del midollo osseo che può essere primaria o secondaria. Questa condizione può causare sintomi come ingrossamento della milza e anemia. Il trattamento in esame combina due farmaci: <b>Fedratinib</b>, somministrato in capsule rigide, e <b>Nivolumab</b>, somministrato tramite infusione endovenosa. Fedratinib è un tipo di farmaco noto come inibitore JAK, mentre Nivolumab è un tipo di proteina che aiuta il sistema immunitario a combattere le cellule malate.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia della combinazione di Fedratinib e Nivolumab nei pazienti con mielofibrosi che non hanno risposto bene o hanno avuto una risposta subottimale al trattamento con inibitori JAK. I partecipanti riceveranno i farmaci per un periodo massimo di 42 settimane. Durante questo periodo, verranno monitorati per valutare la risposta al trattamento e la sicurezza della combinazione di farmaci. Alcuni pazienti potrebbero ricevere un <b>placebo</b> come parte del processo di valutazione.</p>
<p>Lo studio mira a determinare se la combinazione di questi farmaci può migliorare la qualità della vita dei pazienti, ridurre i sintomi della malattia e aumentare il tempo senza progressione della malattia. I risultati saranno valutati in base a criteri internazionali per la ricerca e il trattamento della mielofibrosi, con particolare attenzione all&#8217;indipendenza dalle trasfusioni di sangue. La sicurezza e gli effetti collaterali dei farmaci saranno attentamente monitorati durante tutto lo studio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su Selinexor per Pazienti con Mielofibrosi Pretrattata</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-selinexor-per-pazienti-con-mielofibrosi-pretrattata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda una malattia chiamata mielofibrosi, che è un tipo di disturbo del midollo osseo. In questa condizione, il midollo osseo viene sostituito da tessuto cicatriziale, il che può portare a sintomi come stanchezza, dolore osseo e ingrossamento della milza. La ricerca si concentra su un farmaco chiamato selinexor, che viene somministrato in compresse [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda una malattia chiamata <b>mielofibrosi</b>, che è un tipo di disturbo del midollo osseo. In questa condizione, il midollo osseo viene sostituito da tessuto cicatriziale, il che può portare a sintomi come stanchezza, dolore osseo e ingrossamento della milza. La ricerca si concentra su un farmaco chiamato <b>selinexor</b>, che viene somministrato in compresse rivestite. Selinexor è un trattamento che agisce bloccando una proteina specifica nelle cellule, con l&#8217;obiettivo di ridurre i sintomi della mielofibrosi.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia e la sicurezza di selinexor con altri trattamenti scelti dai medici per i pazienti che hanno già ricevuto cure per la mielofibrosi. I partecipanti allo studio riceveranno selinexor o un altro trattamento deciso dal medico. Il farmaco selinexor sarà somministrato per via orale, e il trattamento durerà fino a 28 giorni per ciclo. Durante lo studio, i medici monitoreranno i pazienti per valutare la riduzione del volume della milza e il miglioramento dei sintomi.</p>
<p>Lo studio mira a determinare se selinexor può essere un&#8217;opzione efficace per i pazienti con mielofibrosi che non hanno risposto bene ad altri trattamenti. I risultati attesi includono una riduzione del volume della milza e un miglioramento generale dei sintomi. I partecipanti saranno seguiti attentamente per monitorare eventuali effetti collaterali e per valutare l&#8217;efficacia del trattamento nel tempo.</p>
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		<title>Studio di Fase 3 su Pacritinib per Pazienti con Mielofibrosi Primaria o Post-Policitemia Vera o Post-Trombocitemia Essenziale con Grave Trombocitopenia</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-3-su-pacritinib-per-pazienti-con-mielofibrosi-primaria-o-post-policitemia-vera-o-post-trombocitemia-essenziale-con-grave-trombocitopenia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:14:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su una malattia del sangue chiamata Mielofibrosi, che può presentarsi in diverse forme: Mielofibrosi Primaria, Mielofibrosi Post-Policitemia Vera e Mielofibrosi Post-Trombocitemia Essenziale. Queste condizioni sono caratterizzate da un ingrossamento della milza e da una riduzione delle piastrine nel sangue. Il trattamento principale in esame è un farmaco chiamato Pacritinib, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su una malattia del sangue chiamata <b>Mielofibrosi</b>, che può presentarsi in diverse forme: <b>Mielofibrosi Primaria</b>, <b>Mielofibrosi Post-Policitemia Vera</b> e <b>Mielofibrosi Post-Trombocitemia Essenziale</b>. Queste condizioni sono caratterizzate da un ingrossamento della milza e da una riduzione delle piastrine nel sangue. Il trattamento principale in esame è un farmaco chiamato <b>Pacritinib</b>, che verrà confrontato con altre terapie scelte dai medici. Pacritinib è un inibitore selettivo di alcune proteine che possono influenzare la crescita delle cellule del sangue.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di Pacritinib nel ridurre il volume della milza e i sintomi della malattia. I partecipanti saranno divisi in gruppi e riceveranno Pacritinib o un altro trattamento scelto dal medico. La durata del trattamento sarà di circa 30 giorni, e i risultati saranno valutati dopo 24 settimane. Durante lo studio, verranno effettuati esami come la <b>risonanza magnetica</b> (MRI) o la <b>tomografia computerizzata</b> (CT) per misurare i cambiamenti nel volume della milza.</p>
<p>Oltre a Pacritinib, lo studio prevede l&#8217;uso di altri farmaci come <b>Idrossicarbamide</b>, <b>Ruxolitinib</b>, <b>Metilprednisolone</b>, <b>Prednisolone</b>, <b>Danazol</b> e <b>Desametasone</b>. Questi farmaci sono utilizzati per trattare i sintomi della mielofibrosi e altre condizioni correlate. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere un placebo, che è una sostanza senza principi attivi, per confrontare l&#8217;efficacia dei trattamenti. Lo studio mira a migliorare la comprensione di come trattare al meglio la mielofibrosi e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da questa malattia.</p>
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