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	<title>Malattia di Hodgkin refrattaria | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Malattia di Hodgkin refrattaria | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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		<title>Studio clinico su ruxolitinib, brentuximab e pembrolizumab per pazienti con linfoma di Hodgkin classico recidivante o refrattario</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:29:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra sul trattamento del linfoma di Hodgkin classico che è ricomparso o non ha risposto ai trattamenti precedenti. Il linfoma di Hodgkin è un tipo di tumore che colpisce il sistema linfatico, una parte del sistema immunitario. Lo studio utilizza una combinazione di farmaci per valutare la loro efficacia nel trattamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra sul trattamento del <i>linfoma di Hodgkin classico</i> che è ricomparso o non ha risposto ai trattamenti precedenti. Il linfoma di Hodgkin è un tipo di tumore che colpisce il sistema linfatico, una parte del sistema immunitario. Lo studio utilizza una combinazione di farmaci per valutare la loro efficacia nel trattamento di questa malattia. I farmaci coinvolti sono <i>ruxolitinib</i>, un inibitore delle proteine JAK1/2, e due altri farmaci: <i>brentuximab vedotin</i> e <i>pembrolizumab</i>. Ruxolitinib è somministrato in compresse, mentre brentuximab vedotin e pembrolizumab sono somministrati tramite infusione endovenosa.</p>
<p>Lo scopo dello studio è determinare la percentuale di pazienti che raggiungono una risposta completa al trattamento, cioè l&#8217;assenza di segni di malattia, durante o alla fine del trattamento con ruxolitinib in combinazione con uno degli altri due farmaci. I partecipanti saranno divisi in due gruppi: uno riceverà ruxolitinib con brentuximab vedotin e l&#8217;altro ruxolitinib con pembrolizumab. Lo studio si svolgerà in due fasi parallele e non randomizzate, il che significa che i partecipanti non saranno assegnati casualmente ai gruppi di trattamento.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo massimo di 24 mesi. Saranno monitorati per valutare la risposta al trattamento e per identificare eventuali effetti collaterali. L&#8217;obiettivo è migliorare i tassi di risposta rispetto ai trattamenti storici e raccogliere dati sulla sicurezza e l&#8217;efficacia delle combinazioni di farmaci. Lo studio mira anche a identificare potenziali biomarcatori di risposta, che sono indicatori biologici che possono aiutare a prevedere come i pazienti risponderanno al trattamento.</p>
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		<title>Studio di Fase 2 su Pembrolizumab per Linfoma di Hodgkin Classico Recidivante o Refrattario e Linfoma a Grandi Cellule B Primario Mediastinico Recidivante o Refrattario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra su due tipi di linfoma: il Linfoma di Hodgkin Classico Recidivante o Refrattario e il Linfoma a Grandi Cellule B Primario del Mediastino Recidivante o Refrattario. Queste sono forme di cancro che colpiscono il sistema linfatico e possono ripresentarsi o non rispondere ai trattamenti standard. Lo studio utilizza un farmaco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra su due tipi di linfoma: il <strong>Linfoma di Hodgkin Classico Recidivante o Refrattario</strong> e il <strong>Linfoma a Grandi Cellule B Primario del Mediastino Recidivante o Refrattario</strong>. Queste sono forme di cancro che colpiscono il sistema linfatico e possono ripresentarsi o non rispondere ai trattamenti standard. Lo studio utilizza un farmaco chiamato <strong>Pembrolizumab</strong>, noto anche con il nome in codice <strong>MK-3475</strong>. Pembrolizumab è somministrato come soluzione per infusione, il che significa che viene introdotto nel corpo attraverso una flebo.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare l&#8217;efficacia di Pembrolizumab nel trattamento di questi linfomi. I partecipanti riceveranno il farmaco ogni sei settimane. Durante il corso dello studio, i medici monitoreranno la risposta dei partecipanti al trattamento, utilizzando criteri specifici per valutare i cambiamenti nella malattia. Lo studio mira a determinare quanto bene il farmaco possa ridurre o controllare i sintomi del linfoma nei partecipanti.</p>
<p>Lo studio prevede di raccogliere dati fino alla fine del 2025. I partecipanti saranno seguiti attentamente per osservare eventuali effetti collaterali e per valutare la durata della risposta al trattamento. Questo aiuterà a comprendere meglio l&#8217;efficacia e la sicurezza di Pembrolizumab per queste condizioni specifiche.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;uso di nivolumab seguito da chemioterapia con trapianto autologo per pazienti con linfoma di Hodgkin refrattario alla terapia di prima linea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:24:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il trattamento del linfoma di Hodgkin che non risponde al primo ciclo di terapia. Questo tipo di linfoma è un tumore del sistema linfatico, che è parte del sistema immunitario. Il trattamento prevede l&#8217;uso di un farmaco chiamato nivolumab, seguito da una chemioterapia con i farmaci bendamustina, gemcitabina e desametasone. Dopo la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il trattamento del <b>linfoma di Hodgkin</b> che non risponde al primo ciclo di terapia. Questo tipo di linfoma è un tumore del sistema linfatico, che è parte del sistema immunitario. Il trattamento prevede l&#8217;uso di un farmaco chiamato <b>nivolumab</b>, seguito da una chemioterapia con i farmaci <b>bendamustina</b>, <b>gemcitabina</b> e <b>desametasone</b>. Dopo la chemioterapia, i pazienti riceveranno un trapianto di cellule staminali del proprio midollo osseo, noto come trapianto autologo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di iniziare presto un secondo ciclo di trattamento con <b>nivolumab</b> nei pazienti con linfoma di Hodgkin resistente al trattamento precedente. Dopo il trattamento con <b>nivolumab</b>, i pazienti riceveranno due cicli di chemioterapia e successivamente il trapianto di cellule staminali. Inoltre, verrà valutato il valore predittivo del DNA libero circolante delle cellule del linfoma di Hodgkin prima del trapianto autologo.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno tre somministrazioni di <b>nivolumab</b> seguite da due cicli di chemioterapia. L&#8217;obiettivo principale è osservare il tasso di remissione completa dopo questi trattamenti. Saranno anche monitorati il tempo di sopravvivenza e la tolleranza al trattamento, valutando la frequenza degli effetti collaterali. Lo studio si concluderà nel 2026.</p>
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