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	<title>Malattia del trapianto contro l'ospite | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Malattia del trapianto contro l'ospite | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia della terapia con cellule staminali mesenchimali MC0518 in pazienti adulti con malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta resistente ai corticosteroidi e al ruxolitinib</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-della-terapia-con-cellule-staminali-mesenchimali-mc0518-in-pazienti-adulti-con-malattia-del-trapianto-contro-l-ospite-acuta-resistente-ai-corticosteroidi-e-al-ruxolitinib/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la malattia del trapianto contro l&#8217;ospite, una condizione in cui le cellule immunitari del donatore attaccano i tessuti del corpo del ricevente dopo un trapianto. La ricerca si concentra sui pazienti che presentano una forma di questa malattia resistente ai corticosteroidi, farmaci antinfiammatori, e al ruxolitinib, un altro tipo di trattamento specifico. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>malattia del trapianto contro l&#8217;ospite</b>, una condizione in cui le cellule immunitari del donatore attaccano i tessuti del corpo del ricevente dopo un trapianto. La ricerca si concentra sui pazienti che presentano una forma di questa malattia resistente ai <b>corticosteroidi</b>, farmaci antinfiammatori, e al <b>ruxolitinib</b>, un altro tipo di trattamento specifico. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia della terapia cellulare con <b>cellule staminali mesenchimali allogeniche</b>, indicate con il nome di codice <b>MC0518</b>, per gestire questa condizione.</p>
<p>Il trattamento prevede l&#8217;uso di <b>cellule staminali mesenchimali coltivate ex vivo</b>, ovvero cellule speciali che vengono preparate e cresciute in laboratorio prima dell&#8217;uso. Queste cellule vengono somministrate ai pazienti attraverso un&#8217;<b>infusione endovenosa</b>, un metodo che consiste nel far passare il medicinale direttamente nel flusso sanguigno tramite una vena. Durante lo studio, verranno monitorati i cambiamenti nella salute dei pazienti per comprendere come la terapia influenzi la malattia e la risposta del corpo nel tempo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza ed efficacia di MaaT013 e vancomicina in bambini e adolescenti con GvHD acuta gastrointestinale resistente a ruxolitinib</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/sicurezza-ed-efficacia-di-maat013-e-vancomicina-in-bambini-e-adolescenti-con-gvhd-acuta-gastrointestinale-resistente-a-ruxolitinib/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:34:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda bambini e adolescenti affetti da Gastrointestinal Acute Graft-versus-Host Disease, una rara complicazione in cui il sistema immunitario del trapianto attacca l’intestino, provocando diarrea, dolore addominale e difficoltà a nutrirsi. I partecipanti devono aver già provato, senza successo, farmaci come il ruxolitinib o non poterli più tollerare. Il trattamento sperimentale è un prodotto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda bambini e adolescenti affetti da <b>Gastrointestinal Acute Graft-versus-Host Disease</b>, una rara complicazione in cui il sistema immunitario del trapianto attacca l’intestino, provocando diarrea, dolore addominale e difficoltà a nutrirsi. I partecipanti devono aver già provato, senza successo, farmaci come il <b>ruxolitinib</b> o non poterli più tollerare. Il trattamento sperimentale è un prodotto chiamato <b>MaaT013</b>, costituito da microbiota fecale allogenico raccolto da più donatori e somministrato per via rettale; insieme a questo, i pazienti ricevono <b>vancomycin</b>, un antibiotico somministrato per via orale per controllare infezioni batteriche.</p>
<p>L’obiettivo principale è verificare se <b>MaaT013</b> è sicuro e ben tollerato nei bambini e se è possibile somministrarlo agevolmente. Durante lo studio i partecipanti ricevono il trattamento in più sessioni, seguite da controlli regolari per monitorare eventuali effetti indesiderati, la capacità di trattenere il liquido rettale per 30 minuti, 1 ora e 2 ore, e il livello di stress o ansia. Gli specialisti valutano anche la risposta dell’intestino al trattamento in vari momenti, fino a un anno dopo l’inizio.</p>
<p>Il percorso prevede un primo periodo di trattamento intensivo, poi visite di controllo periodiche fino a 12 mesi, durante le quali vengono registrati parametri di sicurezza (come pressione sanguigna, esami del sangue e segnalazioni di effetti collaterali) e l’eventuale miglioramento dei sintomi intestinali. I dati raccolti serviranno a capire se <b>MaaT013</b> può diventare una opzione terapeutica utile per questa condizione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di cellule staminali mesenchimali che esprimono CXCR4 e IL-10 per il trattamento della malattia del trapianto contro l&#8217;ospite in pazienti che non rispondono ai corticosteroidi o al ruxolitinib.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-uso-di-cellule-staminali-mesenchimali-che-esprimono-cxcr4-e-il-10-per-il-trattamento-della-malattia-del-trapianto-contro-l-ospite-in-pazienti-che-non-rispondono-ai-corticosteroidi-o-al-rux/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:34:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca si concentra sul trattamento della malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta, una condizione in cui le cellule trapiantate attaccano i tessuti del corpo ricevente. Lo studio è rivolto a persone che non hanno risposto ai corticosteroidi, farmaci antinfiammatori comuni, o al ruxolitinib, oppure che non possono assumere quest&#8217;ultimo. Lo scopo della ricerca è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca si concentra sul trattamento della <b>malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta</b>, una condizione in cui le cellule trapiantate attaccano i tessuti del corpo ricevente. Lo studio è rivolto a persone che non hanno risposto ai <b>corticosteroidi</b>, farmaci antinfiammatori comuni, o al <b>ruxolitinib</b>, oppure che non possono assumere quest&#8217;ultimo. Lo scopo della ricerca è valutare la sicurezza e la tollerabilità di un nuovo tipo di terapia cellulare.</p>
<p>Il trattamento utilizzato consiste in <b>cellule staminali mesenchimali</b> derivate dal tessuto adiposo, ovvero dal grasso corporeo. Queste cellule sono state modificate in laboratorio per produrre due sostanze specifiche, <b>CXCR4</b> e <b>IL-10</b>, che aiutano a regolare la risposta del sistema immunitario. La somministrazione di queste cellule avviene tramite <b>infusione endovenosa</b>, ovvero attraverso una soluzione inserita direttamente in una vena.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno queste cellule sotto forma di una sospensione per iniezione. Il percorso prevede monitoraggi periodici per osservare come il corpo reagisce alla somministrazione del nuovo prodotto e per verificare l&#8217;eventuale miglioramento dei sintomi della malattia nel tempo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso prolungato di Ibrutinib per pazienti con Linfoma Follicolare, Leucemia Linfatica Cronica, Macroglobulinemia di Waldenstrom e altre condizioni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-prolungato-di-ibrutinib-per-pazienti-con-linfoma-follicolare-leucemia-linfatica-cronica-macroglobulinemia-di-waldenstrom-e-altre-condizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:27:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda diverse malattie, tra cui il Linfoma Follicolare, la Leucemia Linfatica Cronica, la Macroglobulinemia di Waldenstrom, il Mieloma Multiplo, il Linfoma della Zona Marginale, il Linfoma a Grandi Cellule B Diffuso, il Carcinoma Uroteliale, il Cancro al Seno, la Leucemia Mieloide Acuta, la Malattia del Trapianto contro l&#8217;Ospite e il Linfoma a Cellule [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda diverse malattie, tra cui il <b>Linfoma Follicolare</b>, la <b>Leucemia Linfatica Cronica</b>, la <b>Macroglobulinemia di Waldenstrom</b>, il <b>Mieloma Multiplo</b>, il <b>Linfoma della Zona Marginale</b>, il <b>Linfoma a Grandi Cellule B Diffuso</b>, il <b>Carcinoma Uroteliale</b>, il <b>Cancro al Seno</b>, la <b>Leucemia Mieloide Acuta</b>, la <b>Malattia del Trapianto contro l&#8217;Ospite</b> e il <b>Linfoma a Cellule del Mantello</b>. Il trattamento utilizzato è un farmaco chiamato <b>Ibrutinib</b>, che viene somministrato sotto forma di capsule rigide.</p>
<p>Lo scopo dello studio è fornire un accesso a lungo termine a <b>Ibrutinib</b> per i pazienti che continuano a trarre beneficio dal trattamento dopo aver completato precedenti studi clinici con questo farmaco. I pazienti che partecipano a questo studio hanno già partecipato a studi clinici precedenti con <b>Ibrutinib</b> e possono continuare a ricevere il trattamento se il medico curante ritiene che ne traggano beneficio.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti continueranno a ricevere <b>Ibrutinib</b> e saranno monitorati per valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia del trattamento a lungo termine. Lo studio mira a garantire che i pazienti possano continuare a ricevere il farmaco anche se non è disponibile commercialmente nella loro regione. Il trattamento proseguirà fino a quando i pazienti ne trarranno beneficio e non avranno accesso al farmaco attraverso altri mezzi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di itolizumab in combinazione con corticosteroidi come trattamento iniziale della malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-itolizumab-con-corticosteroidi-per-il-trattamento-iniziale-della-malattia-acuta-da-rigetto-dellospite-nei-pazienti-sottoposti-a-trapianto-di-midollo-osseo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:26:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento della malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta, una complicanza che può verificarsi dopo un trapianto di midollo osseo. La condizione si sviluppa quando le cellule del sistema immunitario del donatore attaccano i tessuti del ricevente del trapianto. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato itolizumab in combinazione con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento della <b>malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta</b>, una complicanza che può verificarsi dopo un trapianto di midollo osseo. La condizione si sviluppa quando le cellule del sistema immunitario del donatore attaccano i tessuti del ricevente del trapianto.</p>
<p>La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato <b>itolizumab</b> in combinazione con <b>corticosteroidi</b> nel trattamento iniziale di questa malattia. Durante lo studio, alcuni pazienti riceveranno itolizumab mentre altri riceveranno un placebo, entrambi in combinazione con corticosteroidi. Il farmaco viene somministrato attraverso <b>infusione endovenosa</b>.</p>
<p>Lo studio ha lo scopo di determinare se l&#8217;aggiunta di itolizumab al trattamento standard con corticosteroidi possa migliorare la risposta alla terapia nei pazienti. Il trattamento continuerà per diverse settimane, durante le quali i medici monitoreranno attentamente la risposta del paziente alla terapia. L&#8217;<b>EQ001</b> (nome in codice per itolizumab) viene somministrato come soluzione per infusione e il dosaggio viene calcolato in base al peso del paziente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio clinico per confrontare ciclofosfamide post-trapianto e immunoglobulina anti-timociti nella prevenzione della malattia del trapianto contro l&#8217;ospite in pazienti sottoposti a trapianto da donatore non correlato</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-malattia-del-trapianto-contro-lospite-confronto-tra-ciclofosfamide-e-anticorpo-anti-t-linfoide-per-pazienti-sottoposti-a-trapianto-da-donatore-non-correlato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina due diversi approcci per prevenire la malattia del trapianto contro l&#8217;ospite in pazienti che ricevono un trapianto di cellule staminali del sangue da donatori non imparentati. La malattia del trapianto contro l&#8217;ospite è una complicanza che può verificarsi quando le cellule del sistema immunitario del donatore attaccano i tessuti del ricevente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina due diversi approcci per prevenire la <b>malattia del trapianto contro l&#8217;ospite</b> in pazienti che ricevono un trapianto di cellule staminali del sangue da donatori non imparentati. La malattia del trapianto contro l&#8217;ospite è una complicanza che può verificarsi quando le cellule del sistema immunitario del donatore attaccano i tessuti del ricevente dopo il trapianto.</p>
<p>I pazienti riceveranno uno dei due trattamenti preventivi: il primo gruppo riceverà <b>ciclofosfamide</b> dopo il trapianto, mentre il secondo gruppo riceverà <b>immunoglobulina anti-timociti</b> (Grafalon). Durante il trattamento, i pazienti riceveranno anche altri farmaci immunosoppressori come il <b>tacrolimus</b> e l&#8217;<b>acido micofenolico</b> per aiutare a prevenire il rigetto del trapianto.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia di questi due approcci nel prevenire la malattia del trapianto contro l&#8217;ospite e nel migliorare la sopravvivenza dei pazienti dopo il trapianto. Lo studio è rivolto a pazienti adulti con varie malattie del sangue, tra cui la <b>leucemia mieloide acuta</b>, la <b>sindrome mielodisplastica</b> e altre condizioni che richiedono un trapianto di cellule staminali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza delle cellule stromali deciduali in pazienti con malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta resistente agli steroidi</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-delle-cellule-stromali-deciduali-in-pazienti-con-malattia-del-trapianto-contro-lospite-acuta-resistente-agli-steroidi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:24:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La malattia studiata in questo trial clinico è la Graft vs Host Disease (GvHD), una condizione che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali ematopoietiche, in cui le cellule trapiantate attaccano il corpo del ricevente. Questo studio si concentra su pazienti con GvHD acuta grave che non rispondono ai trattamenti standard con steroidi. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La malattia studiata in questo trial clinico è la <strong>Graft vs Host Disease</strong> (GvHD), una condizione che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali ematopoietiche, in cui le cellule trapiantate attaccano il corpo del ricevente. Questo studio si concentra su pazienti con GvHD acuta grave che non rispondono ai trattamenti standard con steroidi. Il trattamento in esame utilizza cellule stromali deciduali derivate dalla placenta, espanse ex-vivo, note come <strong>Decidua Stromal Cell</strong> (DSC), in tre varianti: DSC 1.0, DSC 1.4 e DSC 2.0. Queste cellule vengono somministrate tramite infusione endovenosa.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità delle DSC e la risposta complessiva duratura a 56 giorni. I partecipanti riceveranno uno dei trattamenti con DSC o il miglior trattamento disponibile (BAT) per confrontare l&#8217;efficacia e la sicurezza. Durante il corso dello studio, i pazienti saranno monitorati per eventuali effetti collaterali e per valutare la risposta al trattamento. La durata del trattamento è prevista per un massimo di sei mesi.</p>
<p>Lo studio mira a documentare gli eventi avversi e a determinare la loro relazione con le DSC. Inoltre, verrà valutata la risposta complessiva dei pazienti a 28 giorni e la sua durata fino a 56 giorni, senza la necessità di ulteriori terapie sistemiche. Altri aspetti considerati includono la sopravvivenza complessiva, la mortalità non correlata alla recidiva e la sicurezza generale, compresa la tollerabilità del trattamento e l&#8217;incidenza di infezioni o complicazioni legate al trapianto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su pazienti adulti con malattie ematologiche: ciclofosfamide e metotrexato per prevenire la malattia del trapianto contro l&#8217;ospite</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-pazienti-adulti-con-malattie-ematologiche-ciclofosfamide-e-metotrexato-per-prevenire-la-malattia-del-trapianto-contro-lospite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:22:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su pazienti adulti con malattie ematologiche come leucemie o linfomi, che necessitano di un trapianto di cellule staminali ematopoietiche da un donatore compatibile. L&#8217;obiettivo principale è valutare l&#8217;incidenza di una complicanza chiamata malattia del trapianto contro l&#8217;ospite (GVHD) di grado 3-4, resistente ai corticosteroidi, dopo il trapianto. Questa condizione si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su pazienti adulti con <b>malattie ematologiche</b> come leucemie o linfomi, che necessitano di un trapianto di cellule staminali ematopoietiche da un donatore compatibile. L&#8217;obiettivo principale è valutare l&#8217;incidenza di una complicanza chiamata <b>malattia del trapianto contro l&#8217;ospite</b> (GVHD) di grado 3-4, resistente ai corticosteroidi, dopo il trapianto. Questa condizione si verifica quando le cellule trapiantate attaccano il corpo del paziente. Lo studio prevede l&#8217;uso di due diversi regimi di preparazione prima del trapianto, seguiti da una profilassi con <b>ciclofosfamide</b> e <b>metotrexato</b> per prevenire la GVHD.</p>
<p>I farmaci utilizzati nello studio includono <b>busulfan</b>, <b>ciclofosfamide</b>, <b>clofarabina</b>, <b>fludarabina</b>, <b>metotrexato</b>, <b>tiotepa</b> e un&#8217;immunoglobulina specifica chiamata <b>anti-human T-lymphocyte immunoglobulin from rabbits</b>. Questi farmaci vengono somministrati per via endovenosa e sono parte del trattamento di preparazione per il trapianto. La <b>ciclofosfamide</b> e il <b>metotrexato</b> vengono utilizzati anche dopo il trapianto per ridurre il rischio di GVHD. Alcuni pazienti riceveranno un placebo per confrontare l&#8217;efficacia dei trattamenti.</p>
<p>Lo studio è progettato per durare fino al 2028 e coinvolgerà pazienti di età compresa tra 18 e 70 anni. I partecipanti saranno monitorati per valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza dei trattamenti, con particolare attenzione alla prevenzione della GVHD e al successo del trapianto. I risultati aiuteranno a determinare quale regime di preparazione e profilassi sia più efficace per ridurre le complicanze post-trapianto nei pazienti con malattie ematologiche.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza ed efficacia dell&#8217;Alpha-1 Antitripsina per la prevenzione della malattia del trapianto contro l&#8217;ospite in pazienti sottoposti a trapianto di cellule ematopoietiche.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-ed-efficacia-dellalpha-1-antitripsina-per-la-prevenzione-della-malattia-del-trapianto-contro-lospite-in-pazienti-sottoposti-a-trapianto-di-cellule-ematopoietiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:21:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sulla prevenzione della malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta (GVHD), una complicazione che può verificarsi dopo un trapianto di cellule ematopoietiche, spesso utilizzato per trattare malattie del sangue come la leucemia e il linfoma. La GVHD si verifica quando le cellule trapiantate attaccano il corpo del ricevente. Questo studio esamina l&#8217;uso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sulla prevenzione della <b>malattia del trapianto contro l&#8217;ospite acuta</b> (GVHD), una complicazione che può verificarsi dopo un trapianto di cellule ematopoietiche, spesso utilizzato per trattare malattie del sangue come la leucemia e il linfoma. La GVHD si verifica quando le cellule trapiantate attaccano il corpo del ricevente. Questo studio esamina l&#8217;uso di <b>Alpha-1 Antitrypsin (AAT)</b>, una proteina umana, per prevenire questa condizione.</p>
<p>Il trattamento prevede l&#8217;infusione di <b>Respreeza</b>, una polvere e solvente per soluzione, contenente l&#8217;inibitore della proteasi alfa1 umana, somministrato per via endovenosa. Inoltre, viene utilizzata una <b>soluzione di albumina</b> somministrata per via endovenosa. Lo studio è progettato per valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di AAT nel prevenire la GVHD acuta nei pazienti sottoposti a trapianto di cellule ematopoietiche.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento con AAT o un placebo. L&#8217;obiettivo principale è determinare se AAT può ridurre l&#8217;incidenza della GVHD acuta entro 180 giorni dal trapianto. I partecipanti saranno monitorati per eventuali effetti collaterali e per valutare l&#8217;efficacia del trattamento nel prevenire la GVHD. Lo studio si svolgerà fino al 2027, con l&#8217;inizio del reclutamento previsto nel 2019.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso a lungo termine di Ibrutinib per pazienti con linfoma non-Hodgkin a cellule B e cGVHD</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-a-lungo-termine-di-ibrutinib-per-pazienti-con-linfoma-non-hodgkin-a-cellule-b-e-cgvhd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:18:43 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-a-lungo-termine-di-ibrutinib-per-pazienti-con-linfoma-non-hodgkin-a-cellule-b-e-cgvhd/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su due malattie: il linfoma non-Hodgkin a cellule B e la malattia cronica del trapianto contro l&#8217;ospite (cGVHD). Queste condizioni coinvolgono il sistema immunitario e possono causare sintomi gravi. Il trattamento in esame è il ibrutinib, un farmaco somministrato in capsule da 140 mg. Ibrutinib è già utilizzato in altre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su due malattie: il <strong>linfoma non-Hodgkin a cellule B</strong> e la <strong>malattia cronica del trapianto contro l&#8217;ospite (cGVHD)</strong>. Queste condizioni coinvolgono il sistema immunitario e possono causare sintomi gravi. Il trattamento in esame è il <strong>ibrutinib</strong>, un farmaco somministrato in capsule da 140 mg. Ibrutinib è già utilizzato in altre ricerche e questo studio mira a raccogliere dati sulla sua sicurezza ed efficacia a lungo termine.</p>
<p>Lo studio prevede di continuare a fornire ibrutinib ai partecipanti che hanno già ricevuto il farmaco in studi precedenti e che ne traggono beneficio. I partecipanti continueranno a ricevere il trattamento per un periodo prolungato, con l&#8217;obiettivo di monitorare eventuali effetti collaterali e cambiamenti nello stato della malattia. Durante lo studio, alcuni partecipanti potrebbero ricevere un <strong>placebo</strong> per confrontare i risultati.</p>
<p>Oltre a ibrutinib, lo studio include anche il <strong>nivolumab</strong>, un farmaco somministrato tramite infusione. Nivolumab è un tipo di terapia che aiuta il sistema immunitario a combattere il cancro. Lo scopo principale dello studio è valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di questi trattamenti nel tempo, fornendo un accesso continuo ai farmaci per i partecipanti che ne hanno bisogno. Lo studio è progettato per durare fino al 2026, con l&#8217;obiettivo di raccogliere dati completi e dettagliati sui trattamenti.</p>
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