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	<title>Malattia acuta del trapianto contro l'ospite nella cute | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Malattia acuta del trapianto contro l'ospite nella cute | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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		<title>Trattamento con venetoclax della malattia acuta del trapianto contro l&#8217;ospite in pazienti dopo trapianto di cellule staminali ematopoietiche</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la malattia acuta del trapianto contro l&#8217;ospite della pelle, una condizione che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali emopoietiche, quando le cellule del donatore attaccano i tessuti del ricevente. Questa reazione può causare problemi alla pelle e ad altri organi. Il trattamento utilizzato nello studio è il venetoclax, un farmaco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>malattia acuta del trapianto contro l&#8217;ospite della pelle</b>, una condizione che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali emopoietiche, quando le cellule del donatore attaccano i tessuti del ricevente. Questa reazione può causare problemi alla pelle e ad altri organi. Il trattamento utilizzato nello studio è il <b>venetoclax</b>, un farmaco somministrato sotto forma di compresse rivestite con film che si assumono per bocca. Il venetoclax viene testato in diverse dosi, da 10 mg, 50 mg fino a 100 mg, per trovare la dose più sicura ed efficace per trattare questa malattia.</p>
<p>Lo scopo dello studio è determinare la dose massima tollerata di venetoclax che può essere somministrata in modo sicuro ai pazienti. Durante lo studio, i partecipanti ricevono il farmaco insieme al trattamento standard con cortisone per la malattia acuta del trapianto contro l&#8217;ospite. Il trattamento con venetoclax viene somministrato per un periodo di 56 giorni, durante i quali vengono monitorate attentamente la sicurezza del farmaco e la risposta della malattia. I medici valuteranno se il farmaco aiuta a controllare la malattia, se riduce i sintomi e se migliora le condizioni generali dei pazienti.</p>
<p>Lo studio prevede controlli regolari per valutare come il corpo risponde al trattamento e per verificare eventuali effetti indesiderati. Vengono eseguiti esami del sangue per controllare i livelli delle cellule del sangue e altri parametri di sicurezza. In alcuni casi possono essere prelevati campioni di tessuto per studiare meglio come il farmaco agisce sulle cellule che causano la malattia. I ricercatori valuteranno anche la qualità di vita dei pazienti durante il trattamento attraverso questionari specifici.</p>
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		<title>Studio sulla sicurezza a lungo termine di ruxolitinib, panobinostat e siremadlin per pazienti che hanno completato studi precedenti</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:26:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su pazienti che hanno già partecipato a studi precedenti sponsorizzati da Novartis o Incyte, riguardanti il trattamento con il farmaco ruxolitinib o in combinazione con altri farmaci come panobinostat, siremadlin o rineterkib. Il ruxolitinib è un farmaco utilizzato per trattare alcune malattie del sangue e del midollo osseo. Il panobinostat [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su pazienti che hanno già partecipato a studi precedenti sponsorizzati da Novartis o Incyte, riguardanti il trattamento con il farmaco <strong>ruxolitinib</strong> o in combinazione con altri farmaci come <strong>panobinostat</strong>, <strong>siremadlin</strong> o <strong>rineterkib</strong>. Il <strong>ruxolitinib</strong> è un farmaco utilizzato per trattare alcune malattie del sangue e del midollo osseo. Il <strong>panobinostat</strong> e il <strong>siremadlin</strong> sono farmaci che possono essere usati in combinazione con il <strong>ruxolitinib</strong> per migliorare i risultati del trattamento.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare la sicurezza a lungo termine di questi trattamenti, osservando la frequenza e la gravità degli eventi avversi (AE) e degli eventi avversi gravi (SAE). I pazienti che partecipano a questo studio sono quelli che, secondo il parere del medico, traggono beneficio dal trattamento in corso. Lo studio non prevede l&#8217;uso di un placebo e si concentra su pazienti che hanno già completato un protocollo precedente con uno dei farmaci menzionati.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti continueranno a ricevere il trattamento con <strong>ruxolitinib</strong> da solo o in combinazione con <strong>panobinostat</strong>, <strong>siremadlin</strong> o <strong>rineterkib</strong>. Il trattamento sarà somministrato sotto forma di capsule o compresse da assumere per via orale. Lo studio è progettato per raccogliere dati sulla sicurezza a lungo termine e per valutare il beneficio clinico dei pazienti nel tempo. La durata stimata dello studio è fino al 2027.</p>
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		<title>Studio su corticosteroidi e metossalene per pazienti adulti con malattia acuta da rigetto di grado II dopo trapianto di cellule staminali allogeniche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:22:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda una condizione chiamata malattia acuta del trapianto contro l&#8217;ospite (GVHD), che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali. Questa condizione può causare problemi alla pelle e al tratto gastrointestinale superiore. Il trattamento standard per questa malattia include l&#8217;uso di corticosteroidi, come il prednisone e il metilprednisolone. Lo studio esamina se l&#8217;aggiunta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda una condizione chiamata <b>malattia acuta del trapianto contro l&#8217;ospite</b> (GVHD), che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali. Questa condizione può causare problemi alla pelle e al tratto gastrointestinale superiore. Il trattamento standard per questa malattia include l&#8217;uso di <b>corticosteroidi</b>, come il <b>prednisone</b> e il <b>metilprednisolone</b>. Lo studio esamina se l&#8217;aggiunta di un trattamento chiamato <b>fotofèresi extracorporea</b> (ECP), che utilizza il farmaco <b>methoxsalen</b>, possa migliorare i risultati rispetto all&#8217;uso dei soli corticosteroidi.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia del trattamento con soli corticosteroidi rispetto a quello combinato con ECP nei pazienti con GVHD di grado II. I partecipanti saranno divisi in due gruppi: uno riceverà solo corticosteroidi, mentre l&#8217;altro riceverà corticosteroidi insieme a ECP. La durata del trattamento sarà di circa tre mesi, e i partecipanti saranno monitorati per sei mesi per valutare l&#8217;assenza di fallimento del trattamento, che significa essere vivi, senza recidiva della malattia ematologica, senza necessità di un nuovo trattamento per GVHD acuta e senza iniziare un trattamento sistemico per GVHD cronica.</p>
<p>Durante lo studio, verranno anche valutati altri aspetti come la dose cumulativa di steroidi, l&#8217;incidenza di infezioni e complicazioni tromboemboliche, la gravità della GVHD cronica, la mortalità non legata alla recidiva, la sopravvivenza libera da malattia e la qualità della vita. I risultati aiuteranno a determinare se l&#8217;aggiunta di ECP al trattamento standard possa offrire benefici aggiuntivi per i pazienti con GVHD acuta di grado II.</p>
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