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	<title>Linfoma non-Hodgkin refrattario | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Linfoma non-Hodgkin refrattario | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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		<title>Studio sull&#8217;uso di HSP-CAR30 per il trattamento del linfoma di Hodgkin e linfoma T CD30+ non-Hodgkin refrattari o recidivanti</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-hsp-car30-per-il-trattamento-del-linfoma-di-hodgkin-e-linfoma-t-cd30-non-hodgkin-refrattari-o-recidivanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra su due tipi di linfoma: il linfoma di Hodgkin classico e il linfoma T non-Hodgkin CD30+. Queste sono malattie del sistema linfatico, una parte importante del sistema immunitario. Il trattamento in studio utilizza una terapia innovativa chiamata HSP-CAR30, che è una forma di immunoterapia. Questa terapia coinvolge l&#8217;uso di cellule [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra su due tipi di linfoma: il <i>linfoma di Hodgkin classico</i> e il <i>linfoma T non-Hodgkin CD30+</i>. Queste sono malattie del sistema linfatico, una parte importante del sistema immunitario. Il trattamento in studio utilizza una terapia innovativa chiamata <i>HSP-CAR30</i>, che è una forma di immunoterapia. Questa terapia coinvolge l&#8217;uso di cellule T del paziente stesso, che vengono modificate geneticamente per riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Le cellule T sono un tipo di globuli bianchi che giocano un ruolo cruciale nella risposta immunitaria del corpo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tossicità della somministrazione delle cellule <i>HSP-CAR30</i>. Durante il corso dello studio, i partecipanti riceveranno infusioni di queste cellule modificate. Le infusioni avvengono attraverso una flebo, un metodo comune per somministrare farmaci direttamente nel flusso sanguigno. I partecipanti saranno monitorati attentamente per eventuali effetti collaterali e per valutare come il loro corpo risponde al trattamento. Lo studio mira a raccogliere dati su come le cellule modificate influenzano il linfoma e se possono aiutare a ridurre o eliminare il tumore.</p>
<p>Oltre a <i>HSP-CAR30</i>, lo studio include anche altri farmaci chemioterapici come <i>bendamustina</i>, <i>fludarabina</i>, <i>ciclofosfamide</i> e <i>tocilizumab</i>. Questi farmaci sono utilizzati per trattare vari tipi di cancro e agiscono in modi diversi per fermare la crescita delle cellule tumorali. I partecipanti potrebbero ricevere uno o più di questi farmaci come parte del loro trattamento. Lo studio è progettato per durare fino al 2025, con l&#8217;obiettivo di migliorare le opzioni di trattamento per i pazienti con questi tipi di linfoma.</p>
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		<item>
		<title>Studio su linfoma non-Hodgkin e leucemia linfoblastica acuta con cellule T CAR CD19 in pazienti con malattia recidivante o refrattaria</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-linfoma-non-hodgkin-e-leucemia-linfoblastica-acuta-con-cellule-t-car-cd19-in-pazienti-con-malattia-recidivante-o-refrattaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su malattie del sistema linfatico, come la leucemia linfoblastica acuta e il linfoma non-Hodgkin, che sono difficili da trattare o che si ripresentano dopo il trattamento. Queste malattie coinvolgono i linfociti, un tipo di globuli bianchi. Il trattamento in esame utilizza cellule chiamate CD19.CAR T cells, che sono linfociti T modificati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su malattie del sistema linfatico, come la <b>leucemia linfoblastica acuta</b> e il <b>linfoma non-Hodgkin</b>, che sono difficili da trattare o che si ripresentano dopo il trattamento. Queste malattie coinvolgono i linfociti, un tipo di globuli bianchi. Il trattamento in esame utilizza cellule chiamate <b>CD19.CAR T cells</b>, che sono linfociti T modificati geneticamente per riconoscere e attaccare le cellule malate. Queste cellule vengono somministrate come una soluzione per infusione, cioè vengono introdotte nel corpo attraverso una flebo.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare la sicurezza e la fattibilità di questo trattamento in pazienti con malattie linfatiche che esprimono il marcatore CD19, come la leucemia linfoblastica acuta e il linfoma non-Hodgkin. Il trattamento prevede l&#8217;uso di linfociti T del paziente stesso, che vengono modificati in laboratorio per attaccare le cellule malate. Queste cellule modificate vengono poi reinfuse nel paziente. Lo studio si svolge in diverse fasi per determinare la dose più sicura ed efficace.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento e saranno monitorati per valutare la risposta del loro corpo e la sicurezza del trattamento. Verranno osservati eventuali effetti collaterali e la capacità del trattamento di ridurre la malattia. Lo studio mira a capire se questo approccio può essere una nuova opzione di trattamento per le persone con queste malattie difficili da trattare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza ed efficacia di Brexucabtagene Autoleucel in bambini e adolescenti con leucemia linfoblastica acuta o linfoma non-Hodgkin recidivante/refrattario.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra su due malattie: la Leucemia Linfoblastica Acuta a precursori B recidivante/refrattaria e il Linfoma Non-Hodgkin a cellule B recidivante/refrattario. Queste sono condizioni in cui le cellule del sangue o del sistema linfatico crescono in modo incontrollato, anche dopo trattamenti precedenti. Il trattamento in esame è un tipo di terapia cellulare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra su due malattie: la <b>Leucemia Linfoblastica Acuta a precursori B recidivante/refrattaria</b> e il <b>Linfoma Non-Hodgkin a cellule B recidivante/refrattario</b>. Queste sono condizioni in cui le cellule del sangue o del sistema linfatico crescono in modo incontrollato, anche dopo trattamenti precedenti. Il trattamento in esame è un tipo di terapia cellulare chiamata <b>brexucabtagene autoleucel</b>, noto anche con il nome in codice <b>KTE-X19</b>. Questo trattamento utilizza cellule T modificate del paziente stesso per riconoscere e attaccare le cellule tumorali che esprimono una proteina chiamata CD19.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di <b>KTE-X19</b> nei bambini e adolescenti affetti da queste malattie. La terapia viene somministrata attraverso un&#8217;infusione endovenosa, un metodo in cui il farmaco viene introdotto direttamente nel flusso sanguigno. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento e saranno monitorati per osservare come rispondono e per identificare eventuali effetti collaterali. Lo studio è suddiviso in due fasi: la prima si concentra sulla sicurezza del trattamento, mentre la seconda valuta quanto bene il trattamento funziona nel ridurre o eliminare le cellule tumorali.</p>
<p>Il trattamento con <b>KTE-X19</b> mira a stimolare il sistema immunitario del paziente per combattere le cellule tumorali. Le cellule T modificate sono progettate per attivarsi e moltiplicarsi quando incontrano le cellule tumorali, rilasciando sostanze che aiutano a distruggere queste cellule. Questo approccio innovativo potrebbe offrire nuove speranze per i pazienti con queste forme di cancro che non hanno risposto ad altri trattamenti. Lo studio continuerà fino al 2026, con l&#8217;obiettivo di raccogliere dati sufficienti per determinare l&#8217;efficacia e la sicurezza del trattamento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla Sicurezza e Attività di IPH6501 in Pazienti con Linfoma Non-Hodgkin CD20-positivo Recidivante o Refrattario</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-attivita-di-iph6501-in-pazienti-con-linfoma-non-hodgkin-cd20-positivo-recidivante-o-refrattario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:22:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sul trattamento del Linfoma Non-Hodgkin che esprime CD20, una malattia in cui le cellule del sistema immunitario crescono in modo anomalo. Questo tipo di linfoma può essere difficile da trattare, specialmente quando ritorna o non risponde ai trattamenti standard. Il farmaco in esame è chiamato IPH6501, una soluzione per infusione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sul trattamento del <b>Linfoma Non-Hodgkin</b> che esprime CD20, una malattia in cui le cellule del sistema immunitario crescono in modo anomalo. Questo tipo di linfoma può essere difficile da trattare, specialmente quando ritorna o non risponde ai trattamenti standard. Il farmaco in esame è chiamato <b>IPH6501</b>, una soluzione per infusione che viene somministrata attraverso una flebo. L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità di IPH6501 nei pazienti con questa condizione.</p>
<p>Lo studio è suddiviso in due fasi. Nella prima fase, i ricercatori cercano di determinare la dose massima tollerata di IPH6501, osservando eventuali effetti collaterali. Nella seconda fase, si espande il numero di partecipanti per confermare la dose raccomandata e continuare a monitorare la sicurezza del trattamento. I partecipanti allo studio sono pazienti che hanno già ricevuto almeno due terapie sistemiche precedenti, inclusa una terapia con anticorpi anti-CD20 come il <b>rituximab</b>.</p>
<p>Lo studio mira a raccogliere informazioni su come il corpo dei pazienti reagisce a IPH6501 e se il farmaco può aiutare a controllare la crescita del linfoma. I risultati potrebbero fornire nuove opzioni di trattamento per le persone affette da <b>Linfoma Non-Hodgkin</b> che esprime CD20, specialmente per coloro che hanno esaurito altre opzioni terapeutiche. La ricerca è prevista per concludersi nel 2027.</p>
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